Archivi per la categoria ‘Hollywood Fiction’

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mercoledì, 24 marzo 2010

 

 

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UFO&Hollywood

Klaatu Barada Nikto.Il Mondo non sarà distrutto

Ultimatum alla Terra.1

Una presentazione del film Ultimatum alla Terra di Robert Wise.

di Salvo Gagliardo

 

 

Il 19 e il 20 luglio del 1952 la città di Washington D.C. fu oggetto di interesse di un una pattuglia di UFO che sorvolarono la Capitale, l’ Aeroporto e la Casa Bianca scatenando l’ interesse e il panico della città più importante d’ America. Il 1952 resta anche noto per l’ incontro del contattista americano George Adamski con l’ uomo stellare venuto dal pianeta Venere, Orthon. E sembra quasi una strana coincidenza che l’ anno prima sia uscito nelle sale d’ America il film The Day the earth stood still, del regista Robert Wise, e che con una pessima traduzione fu chiamato in Italia, Ultimatum alla Terra. Un film vecchio ma che resterà nella storia del cinema anche per” Klaatu Barada Nikto” , una sorta di codice vocale comprensibile ad un Robot, e pronunciata dall’ eroina della storia alla fine del film e che salverà la Terra dalla distruzione totale. Oggi fra i patiti di fantascienza e di film di fantascienza quella frase ha ancora un valore mitico.

La storia è questa. Un Disco Volante dopo aver sorvolato la Terra attraversa il cielo di Washington D.C. una mattina come le altre e atterra direttamente nel giardino del Presidente, dentro l’ ampio Parco della Casa Bianca. L’ oggetto è stato tenuto attentamente d’occhio dalla Difesa così che prestissimo si genera un mobilitazione generale che porta esercito e cittadini nella zona dove è atterrato il Flying Saucer misterioso. Ormai tutta l’ America sa quello che sta accadendo. Un fenomeno simile sarà stato molte volte immaginato e sognato dagli appassionati di Dischi Volanti, e c’è chi oggi sostiene che sia già avvenuto al tempo della presidenza Eisenhower. Dall’ oggetto esce una strana creatura assai simile ad un uomo con una tuta ed un casco. Si avvicina ai soldati per consegnare qualcosa, ma i soldati fanno fuoco e lo feriscono. Dall’ astronave esce un’ altra creatura, un gigantesco robot di nome Gort che con un raggio micidiale disintegra le armi dell’ esercito e manda in polvere i loro mezzi corazzati. La creatura ferita viene trasportata dall’ esercito in un ospedale militare. Qui la vediamo con abiti terrestri e senza casco a colloquio con il segretario del Presidente degli Stati Uniti. E’ l’ attore Michael Rennie a prestargli il suo aspetto fisico alto, longilineo, segaligno e scarno. La creatura dice di chiamarsi Klaatu e di venire da un pianeta extrasolare per leggere un Messaggio di pace agli uomini, ma se il Messaggio non verrà letto, allora Klaatu distruggerà la Terra. E’ un bel film sull’ Angelo Distruttore mandato da Dio. E Michael Rennie si presta bene alla parte con il suo viso lungo e ossuto. Ma chi accoglierà quest’ angelo che fugge dal’ ospedale, un gioco da nulla per lui? Sarà Helen Benson, Patricia Neal, una bella signora che gestisce una pensione a Washington D.C. ,una vedova di guerra il cui marito è morto nella 2 Word War, e riposa ad Arlington, fra i caduti. Ma l’ Angelo non si presenta come Klaatu, l’ Uomo venuto dalle Stelle o come l’ Angelo Vendicatore, ma come un mr. Carpenter.Nella pensione si parla del Disco Volante, e non sono in pochi a pensare che si tratti di qualche diavoleria sovietica dei comunisti. Ma in casa c’è anche Bobby, il figlio di Helen con cui Klaatu stringe subito amicizia, anche lui è eccitato dalla novità della nave spaziale ferma davanti la Casa Bianca. E una mattina i due fanno una passeggiata proprio là. Fra gli spettatori che commentano quello strano fatto, Lui. l’ Angelo se la ride, se dicesse chi è forse fuggirebbero o si metterebbero a ridere. E poi una sosta patriottica davanti al Lincoln Memorial e alla statua di Abramo Lincoln. Klaatu legge qualcosa scolpito in eterno, è il Discorso di Gettysburgh, il più solenne e storico pronunciamento di un capo di Stato per un americano. Al ritorno i due passano dalla casa del professor Jacob Barnhardt, un famoso scienziato e fisico. Il professore è assente ma Klaatu ha il tempo di modificare alcune formule scritte dal professore in una lavagna, modificarle in meglio e lasciare il suo recapito. Da qui la nostra bella storia si complessizza, infatti poco dopo un uomo dell’ Esercito si presenterà a casa Benson per prelevare Klaatu e portarlo dall’ illustre scienziato.

Continua…….

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UFO& Hollywood

Klaatu Barada Nikto.Il Mondo  non sarà distrutto

Ultimatum alla Terra.2

Una presentazione del film Ultimatum alla Terra di Robert Wise.

di  Salvo Gagliardo

 

 Quindi Klaatu  viene condotto da un soldato alla presenza del vecchio professore di fisica Jacob Barnhardt che deve essere un autorità per coinvolgere l’ esercito a Washington D.C., la città del Pentagono. E’ bello questo film perché non ha strutture sofisticate e Klaatu è solenne, quasi ieratico avvolte, altre mostra una sottile furbizia tipicamente umana, ma è un gentiluomo vecchio stampo, il regista ha voluto che mostrasse questa superiore ed angelica presenza e distacco, e soprattutto autorità. Il film di Weis mostra un  lato epico ch è proprio  di tutta la filmografia americana, da Ford a Spielberg a Coppola. Klaatu visto di fronte alla grande statua di Lincoln a cui sembra anche somigliare a parte l’ assenza di barba. Epiche sono le scene di apertura che vedono l’ intero apparato militare industriale americano in piena attività per far  fronte a questa Visita inaspettata, sono mobilitati Stampa, Radio, Televisione, i centralini telefonici, le rotative  dei giornali, la gente comune, i militari del Pentagono. Vengono coinvolte tutte le grandi città del Pianeta. L’ America nei suoi film si esprime sempre in senso epico e quasi patriottico. Mi riservo di continuare queste osservazioni nella nota che riguarda La Guerra dei Mondi. E’ il primo incontro epocale con una Intelligenza Extraterrestre e il film anticipa Incontri Ravvicinati  di Spielberg. Klaatu deve dare un segno della sua superiorità sui Terrestri al professore e gli predice quello che fra poco accadrà, quindi fa  ritorno all’ astronave, seguito nascostamente da Bobby, incuriosito da quello strano cliente della pensione. E Bobby assiste  a qualcosa che eccita la sua fantasia, mentre Klaatu entrato nell’ astronave contatta la sua civiltà e stabilisce con loro un black out che dovrà interessare per una mezzora l’ intero pianeta Terra.  Ma tutto questo farà sospettare la signora Benson e il suo nuovo fidanzato che farà delle ricerche soprattutto per stabilire se il diamante che Klaatu ha regalato a Bobby è autentico. Poi si scatena la caccia all’ Uomo dello Spazio, mentre un black aut manda in tilt per un po’ l’ intero motore del pianeta Terra e confermerà al professore di fisica che quello è davvero quello che ha detto di essere. Entra in gioco la bella  signora Benson che cercherà di aiutare Klaatu  a raggiungere il Disco Volante, e assisterà al ferimento mortale di Klaatu da parte dell’ esercito, ma farà in tempo a ricevere dalla bocca dell’ Uomo delle Stelle la frase che bloccherà e terrà buono il robot Gort fermo davanti al Disco Volante, pronto a distruggere una intera città, e fermerà anche la spedizione punitiva della Razza Aliena a cui appartiene Klaatu: Klaatu Barada Nikto.

Gort andrà a recuperare il corpo senza vita  del suo padrone dopo aver portato nell’ astronave la signora Benson. Quindi portato i corpo del viaggiatore stellare dentro il Disco Volante con tecnologie avanzate gli ridà la vita, e Klaatu riappare alla folla di Washington D.C. con la stessa ieratica,  angelica  ed enigmatica potenza, stagliandosi contro il Disco Volante e pronto a tornarsene nelle stelle dopo aver tenuto un lungo discorso davanti alla folla, ai soldati con le armi spianate e ai vari scienziati venuti da tutto il pianeta e radunati lì per l’ occasione dal professor Barnhardt. E dopo un saluto affettuoso  alla signora Helen  Benson, rientra con Gort nell’ astronave e scompare nel cielo e nell’ Universo. Il messaggio  naturalmente è di monito alla Terra che non usi le sue potenzialità distruttive che potrebbero anche danneggiare il Sistema Solare e gli altri Sistemi stellari. Per stavolta la Terra è salva, ma domani……

Il film, anche se appare semplice, anticipa ogni film che nel futuro parlerà di Alieni venuti dalle Stelle, privi di effetti speciali a parte qualcosa che riguarda i poteri di Gort, il robot compagno di Klaatu, anticipa film come Guerre stellari o Incontri ravvicinati. E nella sua essenzialità a me è apparso magnifico, nel ritmo e nella visione di insieme. Tutto è ben costruito e ben saldato, Michael Rennie è davvero magnifico nella parte dell’ Angelo Alieno e nella sua ieratica serietà mostra lati essenzialmente umani come la simpatia o un certo ironico sorriso, ma conserva una certa imperscrutabilità ed è questo che lo fa grande e ci dà la sensazione di trovarci davanti ad uno della nostra Specie ma anche davanti a qualcosa d’atro senza rinunciare ai lati umani. E’ un thriller fantascientifico ma senza gli aspetti horror del genere, e la figura dell’ Angelo Alieno resta immutata e non corrotta dalla Terra. La superiorità di questa Creatura Angelo Alieno che portando un messaggio di pace dalle Stelle si trova di fronte l’ aggressività distruttiva dell’ uomo è davvero magnificamente resa. E il film, anche se oggi appare  vecchio e datato, resta per me un bell’esempio di film  di questo genere. Grazie.

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The Body Snatchers e The Pod People.1

Kafka in Hollywood

L’ Invasione degli Ultracorpi

di Salvo Gagliardo

Qualche anno fa ho letto un racconto di Philip Kendred Dick, si intitolava The Hanging Stranger, e narrava una storia paranoide alla Phil Dick, una bella storia folle e persecutoria di un grande maestro di letteratura fantastica, forse uno dei più grandi. La storia somigliava in modo marcato ad un romanzo che sarebbe uscito qualche anno dopo, sto parlando degli Anni Cinquanta, The Body Snatchers, che in Italiano suona pressappoco, L’ Invasione degli Ultracorpi. Il suo scrittore era Jack Finney. Un buon lavoro narrativo di fantascienza, che sarebbe stato seguito in breve da un film che, anche se non è stato considerato un campione di incassi, resterà nella storia del cinema come uno delle migliori storie di fantascienza di quegli anni e segnerà in tal modo il cammino fino ai giorni nostri, così da avere ben quattro remake. si tratta di nuovo di Body Snatchers del regista Don Siegel. Il film veniva programmato negli USA nel 1955. La storia narra di un dottore, Miles Bennel, e della sua fidanzata, Becky Driscoll, di una cittadina della California, chiamata Santa Mira, e di strani fatti che vi accadono. Siamo negli Anni Cinquanta in America.

Gli attori sono vecchie glorie del passato oggi quasi dimenticate, come Kevin Mc Carthy nei panni del dottor Bennel. Il film è un film a basso budget e la sua gloria o il suo pregio consiste in questo, niente effetti speciali, niente diavolerie Hollywoodiane, niente trucchi, tutto pesa sul bianco e nero della pellicola, sul climax magnifico, sulla sceneggiatura e naturalmente sulla recitazione. La storia comincia in flashback con il dottor Bennel ricoverato in una clinica mentre fuori di sé racconta al dottor Hill quello che secondo lui sta accadendo a Santa Mira, e quello che forse accadrà al mondo, è inutile pensare che il dottor Hill e l’ ospedale compresa la polizia considerino Bennel un pazzo. Come si può credere ad un uomo che ti racconta che Entità Aliene sono giunte dallo Spazio sulla Terra viaggiando fra le stelle sotto forma di spore o baccelli e che precipitati su Santa Mira riescono a duplicare gli abitanti uno per uno nel sonno e a distruggere gli originali! Un vero e proprio delirio paranoico! Eppure, è la storia che ha appena vissuto Miles Bennel ed è quello che sta raccontando in modo esagitato.

Chi vi vuole vedere nel film un labirinto kafkiano non andrebbe lontano. Le stesse angosce sulle realtà ultime. Ma c’è di più perché il tema di questa bella fiction centrata sull’ Invasione Aliena della Terra, è la Metamorfosi, la trasformazione dell’ umano, lo stesso tema del racconto di Kafka. Il film presenta i primi androidi della storia del cinema, i primi replicanti, e alla fine è un bel prodotto fantastico sul dopplenganger o il doppio, o la doppiezza umana. Come sempre la vera natura di questi film è l’ esplorazione dell’ uomo e dei suoi limiti in basso quanto in alto. Ci si chiede forse inconsapevolmente che se l’ operazione degli Alieni fosse alla fine riuscita, il mondo ne avrebbe guadagnato o perso, o se la sostituzione del vecchio uomo non è inevitabile da parte di Alieni Evoluti e Macchine, protesi o altro. Se l’ era chiesto anche Dick. Tutto sommato niente è cambiato a Santa Mira, tutti sono soddisfatti e svolgono il loro lavoro con precisione, ma si presume che una civiltà di replicanti sia fredda, senza sentimenti, nazistoide, impietosa verso le debolezze umane,la fiction comincia con la polizia in azione e continua con i poliziotti che fanno la multa al povero Bennel. Il medico che dovrebbe curare in realtà appare uno sciocco che cerca di capire o un retrò, e quindi un insano. Finisce infatti in un manicomio. C’è in tutto un involontario quadro di conservatorismo allarmante, non dimentichiamo che il film è stato realizzato nell’ Era di Mc Carthy e della Caccia alle streghe, comuniste! E il film getta un allarme sul conformismo di un società molto socializzata e stereotipata, come è quella americana. Queste atmosfere e gioco di doppiezza, di vero e di falso, è bellissima in questo vecchio film, e alla fine l’ unico a non stare al gioco è Kevin Mc Carthy! Perché non sappiamo neanche quanto la sua donna, la bella Dana Winter, o Becky Driscoll non stia recitando come gli altri una commedia, prima di essere del tutto duplicata, mentre nelle cantine delle case e nelle serre i baccelloni si preparano a sostituire l’ intero pianeta.

Santa Mira è una tranquilla cittadina americana degli Anni Cinquanta della California, tutto sembrerebbe andare per il solito verso quando arriva il dottor Bennel diretto verso il suo Laboratorio Medico, Tutto OK per questo giovane dottore innamorato di una bella ragazza del luogo e ricambiato,Becky Driscoll, Dana Winter. Miles ha un buon amico in Jack Belicec e la moglie. Ma le cose non sembrano andare così lisce, e via via in un climax da incubo alla Kafka, Bennel deve scoprire che qualcosa comincia a non andare nei cittadini della tranquilla città californiana. I suoi pazienti accusano strani disturbi e fanno racconti strani sui loro congiunti che hanno cominciato a comportarsi così stranamente da essere radicalmente mutati. A Santa Mira sta accadendo qualcosa in profondità, più che nell’ apparenza, perché come sempre la gente è cortese e va al lavoro ogni mattina, fa la spesa e cura il giardino. Ma non è così. Persino Becky gli racconta strane storie su suo padre . Allora Bennel si reca da un collega. Lo psichiatra, il dottor Dan Kauffman, che lo rassicura che i suoi pazienti sono affetti da una forma di psicosi e di isteria collettiva. Ma dietro l’ apparenza della normalità le cose stanno precipitando a Santa Mira, finché un giorno Frank l’ amico non lo invita allarmato a casa

Continua…………….

 

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Artificial  Intelligence & Hollywood

Blade Runner e  Le Mille e Una Notte.1

Il Fantastico Futuro

Di Salvo Gagliardo

Una presentazione del film Blade Runner di RidleyScott

 

Il 1982 ha portato sugli schermi del mondo un nuovo  capolavoro e un pellicola oggi considerata cult  per tutti gli appassionati di fantascienza. Hollywood cammina veloce nello sfornare eccellenti prodotti che finiscono per generarsi  a vicenda. Questa volta si  tratta di Blade Runner, un film nato dal romanzo di Philip Dick, Do Android Dream of Electric Sheep? Con Harrison Ford  nella parte di Dick Deckard.un poliziotto quasi in pensione e scontento e deluso della vita, un personaggio che Ford recita spesso, stavolta alle prese con una invasione di Replicanti costruiti dalla potente Tyrrel Corporation e che  la Terra giudica pericolosi e da abbattere. Il problema sarebbe di normale  routine nei film made in USA, se non venisse complicato dal fatto che i modelli Nexus 6. Ossia i replicanti generazionali, sono così  simili all’ uomo, da essere quasi indistinguibili!

Il film presenta delle scenografie così  spettacolari e futuristiche da essere diventate una Icona, una colonna sonora altrettanto forte, e un intreccio così appassionante e travolgente da restare nel nostro immaginario per molto tempo. Fantascienza popolare , esiste forse una fantascienza non popolare? di alto livello. Il film esce nelle sale un po’ prima che Philip Dick si spegnesse per un attacco di cuore in una clinica della California, ma il mitico e oggi leggendario scrittore di realtà alternate, che pur non era tenero verso gli scrittori  di Hollywood, ha riconosciuto che il film di Ridley Scott è  da considerarsi un secondo Do Android Dream? E che lo spirito del suo romanzo vi  è  stato rispettato in pieno. In realtà ci sono molte differenze, ma sostanzialmente il vecchio Phil Dick aveva fatto centro.

In un Los Angeles, città simbolo di tutta la cinematografia americana, del 2019, sempre più vicina all’ antica e fantastica Bagdad delle Mille e Una Notte, una metropoli iperhigtec, multipot, un calderone ribollente di etnie le più diverse, dalle asiatiche, alle mediorientali alle caucasiche bianche, con ciclopiche costruzioni, nebbie industriali, e automobili volanti, il poliziotto Rick Dechard riceve dal  proprio capo Bryant,  il compito non gradevole  di scovare ed  eliminare , o meglio ritirare, una serie di Replicanti Androidi ,costruiti  nel passato dalla potente Tyrell, perché ritenuti troppo pericolosi. I Replicanti vengono tutti dalle colonie del Sistema Solare, da Marte,  e forse anche da fuori il Sistema Solare e sono serviti all’ uomo per combattere le sue guerre, ma ora non  servono più, e devono essere distrutti. Il compito non sarebbe così difficile per un poliziotto con la esperienza di Dechard se i Nexus 6 non fossero indistinguibili dagli esseri umani. Prodotti  di una alta tecnologia bioelettronica, e quasi perfette Intelligenze Artificiali, sono capaci di sentimenti ed hanno una varietà infinita di innesti di memorie, hardware e software, ma tutto è sintetico in loro e i sentimenti o le passioni sono solo freddi innesti di memoria e informazioni, niente di più. Ma come distinguere un Androide di questo tipo, da un umano? E’ questo il problema di Rick, e forse anche quello dello spettatore.  Phil Dick nello scrivere il suo romanzo ci aveva pensato a lungo e nella sua visione gnostico cristiana era arrivato alla conclusione che un Androide è distinguibile da un uomo per l’ assoluta assenza di “empatia” ossia, l’ impossibilità a soffrire dei mali del prossimo, a identificarsi in  loro e a provarne dolore. Questo in verità era un vecchio problema che si era posto anche Turing, il noto cibernetico  a cui si devono i primi computer e le prime Intelligenze Artificiali. Forse è una sottile ironia di Dick e poi di Scott che i Replicanti  abbiano tutti  i tratti e la coscienza della gioventù hitleriana e che  incarnino  in realtà quei  nazi ariani sognati da Adolph Hitler. E l’ attore olandese  Ruthger Hauer, il capo branco dei replicanti, rende al meglio questa voluta somiglianza,  Roy Batty, programmato con frammenti del  Così Parlò Zarathustra di Nietzsche, con  passi dalle Tragedie greche e modellato con le musiche di Riccardo Wagner. Freddi e spietati esecutori, quindi e perfette macchine da guerra, il film farà lezione, da Terminator ad altri. Inoltre sappiamo che Dick aveva un feeling particolare con la cultura tedesca. Portano  nomi strani o esotici, come Rachel, Pris, Zhora, Leon, Roy, che li avvicina anche a personaggi da Circo. E vivono in branco, al Bradbury Building, ospiti di J.F.Sebastian. Si aggiunge il fatto che i Nexus 6 hanno una vita generazionale di appena 4 anni, ma le loro memorie impiantate li spingono ad una idea di eternità ed è per raggiungere questa Eternità che sono scesi sulla Terra. Dechard  è l’ esempio del job, del lavoratore scocciato che deve svolgere mansioni sporche e poco piacevoli ma il poliziotto che è in lui   sembra affascinato dalla macchina Voight Camp, una sorta di macchina della verità, o misuratore dell’ entropia umana capace di smascherare qualsiasi replicante o falso umano. Ed è con questa macchina che inizia la sua caccia.

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Artificial  Intelligence & Hollywood

Blade Runner e  Le Mille e Una Notte.2

Il Fantastico Futuro

Di Salvo Gagliardo

Una presentazione del film Blade Runner di Ridley Scott

 

 

In questa fantastica Los Angeles del futuro, nel libro di Dick è San Francisco, disegnata e concepita come una metropoli futuristica di un XXI o XXII secolo, fra ciclopiche costruzioni e energie ribollenti, fra mercati orientali del pesce, della frutta o di tecnologie hightec, sotto un cielo  piovigginoso e strade bagnate di pioggia mentre le auto volanti della polizia attraversano l’ aria e planano da qualche parte o sui tetti e le terrazze  degli edifici ciclopici tra enormi cartelloni digitali con una ragazza orientale e sotto negozi di ogni tipo, tra una corte dei miracoli e le future strade di una iperaffollata  metropoli del futuro asiatico, si muove Rick Deckard, poliziotto a caccia di Replicanti Superumani  che come Divinità  scorazzano per la città e si ritrovano tutti al Bradbury Building, un edificio mitico  realmente in esistenza nella reale Los Angeles. E il suo socio affidatogli da  Bryant, Gaff.

Deckard si reca nel ciclopico edificio della Tyrell, ad  incontrare il potente creatore dei Nexus, che gli presenta la sua assistente, la bella Rachael. Rachael è una  replicante anch’essa, ma Tyrell in lei ha messo tutta la sua anima ed esperienza, perché Rachel contiene tutte le memorie, in hardware e software, della nipote morta. E infatti la bella Rachel ritiene di essere un umana , e si sottomette alla macchina Voight Camp. Splendida  questa Sean Young con il make  up di una cortigiana del Cinquecento  a metà con  la contessa Elizabeth Bathory.

Credo che sia difficile dimenticare l’ espressione dei suoi occhi, mentre Deckard la sottopone alla macchina della verità in un gioco di oblio e ricordi, di realtà e di sofisticazioni elettroniche! E’ bellissimo! Intanto Roy e Leon si danno da fare per uccidere uno degli ingegneri dei Nexus, un orientale che si occupa degli occhi dei replicanti. Poi Leon viene beccato da Deckard che per poco non ci lascia la vita e grazie all’ intervento imprevisto di Rachael che spara addosso al Droide uccidendolo. E Deckard è alla caccia di Zhora, la replicante che lavora in uno spettacolo avvolta da un serpente, ed è il serpente che porta il poliziotto da lei, naturalmente il serpente è un Droide anche lui! Prodotto di alta bioingegneria elettronica. Zhora mangia la foglia e cerca di uccidere Deckard, poi fugge  tra le vie superaffollate di Los Angeles, ma alla fine viene abbattuta dalla pistola del poliziotto. E’ triste vedere queste ragazze quasi  perfette  fatte fuori da un  uomo che dovrebbe proteggerle. E’ ironia  del regista o c’è qualche cosa sotto? E  Deckard le uccide quasi  tutte.

Intanto i replicanti si danno convegno nel condominio di Sebastian un uomo segnato dalla malattia che dà una mano ai Droidi. Meravigliose sono le architetture interne del palazzo abbandonato, c’è  qualcosa che sta a metà tra le antiche architetture atlantidee e i sogni di un futuro da venire. Qualcosa che unisce il futuro a un passato insondabile, ciclopico e megalitico!  E Batty e Sebastian decidono di andare a fare visita al padre dei Droidi, al dottor Eldon Tyrell, nel grandioso palazzo della Tyrell Corporation.

Continua……

 

 

 

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Hollywood & Alieni

Un Alieno chiamato Prot

K PAX. Da un Altro Mondo

di  Salvo Gagliardo

 

K PAX, uno strano titolo per un film bello, ma  non bellissimo,  uscito negli Stati Uniti nel  2001, l’ anno delle Torri, e un film costruito sul tema dell’ Alieno finito sulla Terra. Un film che è piaciuto soprattutto ai giovani, ma verso  cui la critica non è stata sempre generosa. Un film di fantascienza, con forti risvolti drammatici, di commedia e di fiaba metropolitana. Chi lo ha visto di sicuro ricorderà,  la maschera ironica, sarcastica e in parte sbalordita o sognante di Kevin Space che nel film  interpreta   l’ alieno “ Prot” , ricorderà di certo  i pesanti occhiali scuri e la  smorfia enigmatica del viso. Io l’ ho trovato buono, non eccelso, ma denso di considerazioni. Non è la maschera cult  dei Blue Brothes quella di Space, ma come Alieno per metà psicopatico non va male. Il film narra di un uomo chiamato genericamente Prot, che viene arrestato alla Grand  Centrai Station di New York e dopo essere passato dagli uffici della polizia viene spedito in una clinica per malati mentali a Manhattan, perché si ostina ad affermare di essere un alieno giunto sulla Terra da X PAX, un pianeta nella Costellazione della Lira.

Altri film sono apparsi nel passato su soggetti simili, da Ultimatum alla Terra, a Un Alieno caduto sulla Terra, con David Bowie nella parte di Th. Jerome Newton, a Starman, il  bel film del 1984 di John Carpenter, con un ancor giovane Jeff Bridges nella parte dell’ Alieno, a ET di Spielberg, ma  è con Starman di Carpenter,  che K PAX si lega, non perché ne vuole essere il remake, ma perché in ambedue vi figurano Jeff Bridge. Il regista del film  è Iain Softley, e la storia è tratta da alcuni libri dello scrittore Gene Brewer.

A New York viene arrestato un uomo senza identità, che dice di chiamarsi Prot, e che afferma di essere  un extraterrestre venuto sulla Terra dal pianeta K PAX, un pianeta distante dal Sole di un Sistema binario, i cui abitanti riescono a viaggiare più veloci della luce sparati dalla luce stessa nell’ Universo. Naturalmente viene subito spedito in una clinica psichiatrica di Manhattan. E messo sotto osservazione del dottor Marck Powell, a cui Prot recita la stessa versione. Powell è Jeff Bridge che smessi gli abiti dell’ Alieno, indossa quelli di uno stimato e serio psichiatra e padre di famiglia. La faccia ironica, sarcastica e ambiguamente angelica di Kevin Space  continua a primeggiare nelle inquadrature, assieme alle sue grossi lenti  scure  da sole. Presto veniamo a sapere che gli occhi di Prot sono sensibili ai raggi ultravioletti e che nel suo sistema  stellare binario l’ irradiazione della luce è diversa da quella della  nostra stella. Inoltre  Prot ha una particolare passione per la frutta che mangia in continuazione, su K PAX non si mangia carne, sarebbe una sorta di cannibalismo visto che su K PAX le creature formano un tuttuno organico. Prot è uno scienziato in visita ed altre volte è venuto sulla Terra, nel suo pianeta la conoscenza è molto praticata, non esiste proprietà privata, non si  ha procreazione come  da noi, e non si pratica il sesso.  Non esistono  forme di lavoro duro, ma si pratica l’ agricoltura con tecnologie molto evolute e sofisticate. Gli abitanti di K PAX sono nomadi. K PAX è un pianeta pacifico e utopicamente armonioso.  Esistono calcolatori olistici e ci si serve di energie diverse da quelle della Terra. Non esistono passioni né lotta per la vita.  Una civiltà utopica e collettivista  come l’ aveva sognata Platone. La chimica e la botanica sono molto evolute. Si vive  molto a lungo e l’ età di Prot potrebbe essere di 400 o 500 anni.  E’ bandita ogni forma di violenza. Powell dapprima ascolta l’ uomo con una certa indifferenza professionale, ma via via comincia ad interessarsi a  quegli strani deliri, anche perché Prot rivela una conoscenza non comune in molti campi del sapere,  e  questo comincia a scuotere il suo distacco iniziale. Ma chi è veramente Prot, un povero alienato metropolitano, un poveraccio che ha perso memoria e identità nel gorgo di una città come New York, oppure? E’ quello che Mark Powell intende scoprire. Intanto l’ ingresso di Prot in clinica è presto segnato dal successo, Prot si rivela un buon compagno e soprattutto un buon medico, riesce infatti a guarire alcuni pazienti che gli stessi medici avevano ritenuto incurabili, e l’ atmosfera della clinica è ben diversa da quella di Qualcuno volò nel nido del cuculo, e  inoltre  comincia a circolare la voce che Prot il 27 di luglio lascerà la Terra per tornare nel suo Pianeta approfittando del passaggio di un flusso  di luce energia e che ha intenzione di portare con sé a K PAX uno dei pazienti. Questo eccita gli abitanti dell’ Ospedale. Ma un giorno Powell riesce a forare la maschera di Prot  attraverso l’ ipnosi regressiva, e viene a sapere di qualcosa di drammatico che è accaduto nel passato a Prot nel New Messico. E a rafforzare questa impressione c’è un incidente accaduto nella villa di Powell a Prot che ha perso il controllo. Quindi il dottore si reca nel New Messico e apprende che Prot è in realtà Robert Porter, un giovane farmer, che ha visto la sua famiglia massacrata da un uomo che poi ha ucciso. Quindi Prot appare ora un classico dissociato con una doppia personalità. Ma c’è qualcosa che continua a non convincere lo psichiatra. Un giorno porta Prot in un grande Osservatorio astronomico alla presenza di vari astronomi e Prot li sbalordisce indicando con precisione la posizione del suo pianeta a delle sue  due   stelle, ma anche risolvendo alcuni problemi  che erano rimasti irrisolti persino  alla scienza astronomica. Da dove ha tirato fuori quel sapere?  Il 27 luglio è giunto e una strana luce attraversa la città e i grattacieli  di New York. La gente della clinica è in eccitazione e sta aspettando che Prot porti con sé uno di loro. Anche Powell  per un attimo crede in quella storia, e  teme che quelle allucinazioni abbiano un fondo di verità, soprattutto quando si accorge che Prot non è più nel suo letto, ma Prot è sotto il letto e in stato di paralisi catatonica. Però qualcosa è accaduto nella clinica, è scomparsa Bess una  delle pazienti, la più buona e docile. Prot ora è Robert Porter che forse resterà in quello stato per il resto della sua vita. Ma nella sua villa sotto le stelle il dottor Mark  Powell continua a chiedersi se realmente il vero Prot è andato via con Bess dentro un flusso di luce lasciando il corpo di Porter che Prot aveva salvato incarnandosi in lui!  E inoltre seguendo i consigli del suo strano  paziente, Powell si riconcilia con i figlio da cui si era staccato. La storia ripete il tema della differenza tra mondi diversi, quello umano con la sua violenza, la sua bestialità, la sua stupidità, la sua passionalità cieca e l’ altro, forse un’ utopia, o il ricordo di un Paradiso perduto, e di un nuovo avvertimento alla Terra, quello di non lanciar perdere l’ occasione di tornare al Paradiso. Grazie.

 

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Analysis Fiction

The Others.1

 Cosa c’è oltre la porta?La Luce.

Una presentazione del film di A. Amenabar, The Others.

di Salvo Gagliardo

 “La Verità è venuta al Mondo in Simboli ed Immagini”

Vangelo Secondo Filippo.

 

 

Stavolta, in questa mia nota dedicata alle Fiction affronto la Ghost Story. Un tema in apparenza lontano dagli Alieni o dalle Invasioni Marziane, molto più antico, quello degli Spettri e delle case infestate, ma forse avvolte le diverse dimensioni del fantastico finiscono per convergere anche se poi riprendono la loro strada. Anche gli scrittori dell’ Ottocento avvolte si sono chiesti se quelle Entità che prima spadroneggiavano negli antichi manieri e che poi hanno aggredito i nostri più moderni appartamenti, possano consistere in Alieni o Entità similari e immateriali, ma anche loro venuti dalle Stelle. La tradizione è antica né io qui ho intenzione di farne molto cenno. Vi cito Maupassant,  O’Brien, e  Ambroce Bierce o lo stesso Stephen King, e scienziati altamente scientifici si erano fatti  la stessa domanda nel secolo Ottocento. Ma qui mi interessa presentarvi una vera storia Ghost senza alieni o marziani, o tecnologie hightec, un film che trae libera ispirazione forse dal romanzo più famoso di spettri della letteratura, Giro di Vite di Herry James. Un film che sta dietro con onore al più gran bel film horror Ghost realizzato finora, Shining di Stanley Kubrick.

Il film è del 2001 e il regista è l’ allora più giovane e rampante artista spagnolo A. Amenabar, la produzione è di Tom Cruise la cui presenza è legata alla protagonista femminile della storia Nicol  Kidman nella parte di Grace Stewart.  La storia è questa.

Una donna ancora giovane e bella, Grace Stewart,  abita in una vecchia villa vittoriana immersa in un parco nel cuore dell’ Inghilterra del sud, assieme  a due figli, una bambina, Anne e un bambino, Nikolas.La donna ha perso di recente  il marito,Charles,  dato per disperso. O morto,  nella Seconda Guerra Mondiale e forse spera ancora di rivederlo. Ma la sua vita è davvero drammatica, perché sia Anne che Nikolas, soffrono di una grave malattia che gli impedisce di ricevere i raggi del sole,sono patologicamente fotosensibili, e  se avvenisse ne morirebbero certamente. La madre deve costantemente proteggerli da questo rischio e la sua vita rassegnata si svolge in questa continua  angoscia. E’ costretta a chiudere ogni porta a chiave, e a mettere pesanti tendine alle finestre.

Una  notte  Grace ha un incubo da cui si ridesta urlando. Grace   è di fede  cattolica e la sua casa ne porta i segni. Conduce una vita assolutamente ritirata e da molto non esce più oltre il cancello di ferro  della villa. Inoltre i suoi domestici sono scomparsi. Ma ecco che al cancello e alla porta della austera  villa inglese, si presentano tre persone mandate dall’ agenzia, sono una anziana governante, un vecchio giardiniere e una ragazzina muta e sorda, Bertha Mills, Edmund e Lydia. Tutte e tre  sembrano  persone affidabili, e Grace non ha difficoltà ad affida consegnargli la sua villa e la sua famiglia. Ma li  avverte  subito del pericolo della luce e della grave malattia  dei bambini.

La storia sembrerebbe abbastanza comune, se  non fossero presenti alcuni elementi che ancora lo spettatore non vede. I tre domestici  hanno qualcosa di funereo addosso ma di tranquillo, e sembrano lì per altri motivi. La gestione della villa sembra quasi naturale in loro, quasi ci fossero già  stati. Presto cominciano ad accadere delle strane cose. I bambini cominciano a fare strani disegni in cui si vedono un uomo, una donna, un  bambino e una vecchia che i bambini chiamano la Strega. Ma Anne, che dei due bambini è la più dinamica e sveglia, asserisce che questi sono nella casa, e soprattutto il piccolo Victor, lei li vede e vede la strega. Sembrerebbero fantasie di bambini se le porte non cominciassero a sbattere dietro Grace e se la donna non fosse certa di sentire strani rumori nella villa, ma la cosa non sembra minimamente turbare i tre domestici e soprattutto Bertha. Ed ecco che il bel pianoforte a coda di Grace si mette a suonare da solo! Mentre i bambini sono sempre più eccitati da strane presenze. Alla fine Grace decide  ricorrere  ad un prete Ma per farlo deve uscire dalla villa cosa che le sembra di non fare da anni. Si immerge nella fitta nebbia e avanza fra gli alberi finché non le appare il marito che sembra proprio ora tornato dalla guerra.

L’ apparizione è davvero strana, come  se quell’ uomo fosse venuto dal nulla, uscito fuori da un’ altra dimensione,perché sembra portare addosso il conflitto da cui il mondo è appena uscito. E Charles riprende il suo posto nella villa, ma è lui o no? La moglie non sempre lo riconosce. Tutto sembra rientrare nel normale, ma  non è così come vedremo. Charles in breve scompare di nuovo, e i bambini tornano a disegnare quello strano gruppo  di persone, e Anne a rivedere  Victor, forse il bambino della coppia disegnata.  Ma Bertha non sembra scomporsi, è piuttosto visibilmente allarmata per la violenza che Grace comincia ad esercitare visibilmente  su Anne divenuta più insistente e aggressiva.

Continua……..

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Analysis Fiction

The Others.2

 Cosa c’è oltre la porta?La Luce.

Una presentazione del film di A. Amenabar, The Others.

di Salvo Gagliardo

 

“La Verità è venuta al Mondo in Simboli ed Immagini”

Vangelo Secondo Filippo.

 

La fiction va avanti , Grace appare sempre più inquieta e aggressiva verso Anne, finché giunge a picchiarla perché entrando nella stanza le è parso che al posto della bambina ci fosse una vecchia mostruosa e il mistero della  servitù si fa più pressante e di Bertha. C’è qualcosa che Bertha e Edmund sanno  che lei non sa? Cosa le nascondono? O cosa le vogliono dire? Spesso i due servi parlano insieme e si comunicano delle cose fra di loro. Grace è decisa ad andare fino in fondo in quella  strana faccenda ed esplora la casa, insegue le presenze che le sembrano si muovano nell’ oscurità, impedisce alla luce di entrare ogni volta che passa da una stanza alla’altra, da una porta all’ altra. Esplora le camere della servitù e viene in contatto con un album di morti, col le foto dei vecchi abitanti della casa e nelle foto appaiono  morti. I bambini si sono fatti sempre più strani, e Anna sempre più petulante, ora ha paura di Grace.Poi accade qualcosa, spariscono le tendine delle finestre e la servitù mantiene uno strano  riservo su quella sparizione, mentre Grace va su tutte le furie e cerca di impedire alla luce di entrare quando i bambini si trovano nelle stanze. Sono scene drammatiche, e Grace appare visibilmente alterata, ma Bertha e Edmund non sembrano esserne particolarmente colpiti. Grace licenzia subito Bertha, Edmund e Lydia. Poi accade che i bambini di notte escano nel giardino e  si accorgono della  esistenza delle tombe  di Bertha, Edmund e Lydia che ora appaiono fra la nebbia e vanno incontro ai ragazzi terrorizzati, siamo nella parte finale della fiction giunta al suo apice e che attende lo svelamento finale.

Intanto Grace approfitta dell’ assenza della servitù per esplorare la loro stanza e trova una foto che ritrae i tre servi morti. E il momento della rivelazione shoccante. Tutto sta per chiarirsi, i bambini corrono a casa terrorizzati, mentre i tre domestici  li inseguono. Ora Grace ha di nuovo imbracciato il fucile e minaccia la servitù cercando di impedirgli di raggiungere i bambini che salgono nelle stanze di sopra. Ma i tre dietro la porta di ingresso della villa stanno rivelando a Grace una verità agghiacciante, la verità per cui sono giunti nella villa, Grace è morta e loro sono tutti morti, i bambini sono anche loro morti e sono stati uccisi proprio da Grace, soffocati nel sonno, Grace in un momento di sconforto per la scomparsa di Charlie e per la grave malattia di Anne e Nicholas, li ha uccisi e dopo si è suicidata. Tutti in quella casa sono degli spettri, tutti, tranne…

I bambini salgono e aprono una stanza i cui dei  signori attorno ad un tavolo stanno facendo una seduta spiritica, al centro c’è una vecchia medium cieca. E due di quei signori  somigliano alla coppia ritratta da Anne. Entra Grace,  e attacca con violenza il gruppo disperata e strappa  i fogli della scrittura automatica. Ora tutto le è drammaticamente chiaro, Lei è morta e gli uomini seduti stanno evocando la sua anima e quella dei bambini, sono i signori che sono venuti ad abitare la villa e due di loro sono i genitori di Victor. Alla fine questi  V lasciano al mattino la casa perché infestata, e si allontanano dentro una macchina portando via  Victor, mentre Grace e gli altri restano ormai gli unici veri abitanti della villa, anche se spettri, e il sole ora può entrare liberamente dalle  finestre ormai senza tendine e illuminare di Luce  i volti cerei di Anne e Nicholas senza alcun pericolo, gli spettri non possono ammalarsi,  non possono morire perché sono già morti! la Luce ha vinto sulle Tenebre, e Bertha e Edmund hanno raggiunto il loro vero  obbiettivo, ossia quello di rivelare a Grace la sua vera natura e la vera natura delle cose, e di aiutarla a vivere questo suo nuovo stato di esistenza in sintonia con gli altri.

Grace è la vera autrice di tutto quello che è  accaduto  nella villa, sembra quasi un suo sogno, u suo incubo, un suo racconto, lei  è l’ unica a combattere una battaglia in un mondo diviso in due, quello dei vivi e quello dei morti e alla fine dopo aver lottato  ha dovuto riconoscere il suo vero posto. Un’ intelligente e intrigante   Ghost story ,  costruita sul tema fantastico delle  due realtà parallele e in parte incomunicabili e basata sul rovesciamento della frase che “spesso i morti bussano alla porta dei vivi”. Grazie.

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Taccuini di Fantastika

Tecnologia & Spiritualità verso il 2012. Considerazioni.

di

Salvo Gagliardo.

 

Salve, mi chiamo Salvo Gagliardo e tre quarti della mia esistenza l’ ho spesa nella Conoscenza, avendo accumulato un sacco e svariato   sapere avvolte all’ occorrenza altre a più lunga gettata. Ho sempre preferito conoscere e sapere più che accumulare ricchezze e beni, anche se non sono nato assolutamente nell’ indigenza. Ho sempre ritenuto che la vera conoscenza non consista nell’ accumulo di informazioni, ma risieda nel legame tra queste informazioni. E rifacendomi ad uno scrittore che conosco, HP. Lovecraft, un giorno l’ insieme di queste conoscenze sempre più interrelate ci getterà nell’ orrore o nell’ estasi. Naturalmente oggi questo tipo di legame sempre più viene svolto dalle macchine che abbiamo costruito, dalle protesi che ci siamo fatte,in questo caso dai nostri  computer. Ma non mi sembra che ancora, sebbene la loro sofisticazione sia  indubbia, siano riuscite  a pensare  veramente. Non è il calcolo che fa la vera  conoscenza che si prospetta sempre multidimensionale, una multidimensionalità del nostro pensiero che sfugge alla macchina ancora ingabbiata  in un linguaggio binario piatto e senza vita, ma un giorno forse il vero  pensiero si sveglierà anche in una macchina. E allora  avremo un vicino temibile e agguerrito, ma forse più saggio di noi, un Alieno che noi stessi abbiamo costruito! O una più saggia compagna artificiale.

Ma quello che intendo sottolineare qui, in tempi di apocalittiche trasformazioni o di eccessive eccitazioni e aspettative o paure, è che la Spiritualità con la S maiuscola non consiste nelle Macchine, o almeno non ne è necessariamente dipendente. Nell’ Ottocento c’era chi nelle Macchine vedeva il Diavolo e invece chi sognava un mondo dominato dalla scienza e dalle tecnologie,  positivo, pacifico e duraturo, poi venne  la Prima Guerra Mondiale! Io oggi tendo a pensare che sia l’ una che l’ altra prospettiva sono egualmente valide e egualmente false! Penso che un contadino che ari il suo piccolo campo affidandosi  alla natura, non sempre generosa,  e a Dio, e che possiede una famiglia e che ha delle responsabilità possa essere egualmente se non più felice di un abitante di una sofisticata città spaziale del Futuro, Non c’è alcun rapporto! Il progresso Spirituale non sta nelle Scienze, e la conoscenza religiosa è un altro tipo di Conoscenza, lo aveva intuito anche Galileo Galilei! C’ è una bella fiction U.S., Il Testimone,Witness di Peter  Weir con Harrison Ford che tratta di una Comunità in America, Pennsylvania,  che ha rifiutato il  Progresso, gli Hamish, che entra in contatto con la civiltà violenta e interessata del mondo, e che per un attimo ne viene sconvolta. Il mondo ha dei ritmi e delle leggi non sempre in sintonia con la Spiritualità. L’ iperazionalizzazione della  nostra civiltà non necessariamente vuol dire bene! Hitler mirava alla stessa iperazionalizzazione! Non sto qui facendo l’ elogio di una vita semplice, pastorale o arcadica, o di una utopica comunità! Niente affatto. Ho letto e ho anche prodotto fantascienza e posso immaginare diversi Universi anche fra loro in conflitto. Ma la vita di un monaco o di un eremita è oggi la stessa di quella dei primi anni del cristianesimo, nulla è cambiato per lui, la stessa sfida al mondo! Ci sono delle belle pagine nello scrittore paranoico e geniale Philip Dick che parlano appunto di due mondi diversi nello stesso Universo, un Mondo che cambia e si trasforma, un mondo che trasuda sofferenza. E un mondo immobile e fuori dal tempo, lui che era gnostico chiamò questo il vero mondo e l’ altro quello falso, del falso demiurgo!  Sarebbe interessante avvicinarle  alle ricerche del frate americano trappista Thomas Merton.  L’ umanità fin dal suo apparire si è andata trasformando da un’ Era all’ altra, da una fase all’ altra. E’ a legge del Tempo, ma non della Spiritualità! Gli studiosi ci parlano dell’ età della pietra, del bronzo, del ferro! Oggi, come sempre stiamo per passare a qualcosa d’ altro, l’ era della tecnologia ci sta spingendo verso limiti e confini che non conosciamo e da cui possiamo aspettarci di tutto. Ma la Spiritualità sta da un’ altra parte! O almeno, penso e credo! Vi rimando al mitologo Joseph Campbell e a Mircea  Eliade con il suo Tempo Sacro e il suo Tempo Profano. Ma sono anche convinto che i più coraggiosi di noi  possono anche avventurarsi a cercare la spiritualità in questo mondo di materia, nel suo strano evolversi, nelle sue strane maschere che va acquisendo, e forse da questo potrà nascere un nuovo tipo di mistica che mette insieme Computer e Intelligenze Artificiali, tecnologie e grandi religioni del passato. Grazie.

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Merry Christmas 2009 & Happy New Year 2010

giovedì, 31 dicembre 2009

 

 

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2010

Happy  New Year!

Salvo Gagliardo

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NASA

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Un Viaggio verso le Stelle

In memoria di Carl Sagan

 

 

Il 4 ottobre del 1957 ha inizio ufficialmente la storia dell’ Uomo nello Spazio. Con grande sorpresa degli Stati Uniti, l’ Unione Sovietica lancia il suo primo satellite artificiale in orbita terrestre, lo Sputnik 1 e come a rincarare la dose e a preoccupare maggiormente il Governo americano,il 3 novembre dello stesso anno i russi fanno il replay e lanciano lo Sputnik 2 Ormai gli U. S. non possono più stare a guardare. In realtà l’ America aveva cominciato ad interessarsi allo Spazio nell’ immediato dopo guerra quando erano affluiti nelle fila degli scienziati e tecnici americani interessati all’ aeronautica e al volo in orbita,  i responsabili tedeschi delle V2 portati in America assieme a ciò che gli Stati Uniti avevano messo in salvo delle loro ricerche, e naturalmente portando con sé   anche il prestigioso ingegnere aeronautico e astronautico,  Wernher Von Braun così da evitargli  un processo in direttissima  per collaborazionismo con i nazisti e con Hitler. Nel  1955, il Governo americano  aveva varato il Progetto Vanguard che contava di mandare in orbita al più presto il primo satellite artificiale. Allora non esisteva  ancora la NASA, ma c’era la NACA, un Organismo scientifico, tecnico e militare che aveva come scopo la sperimentazione di nuove tecnologie dell’ aria, e coinvolta in prima persona era la US. Navy e lo sarebbe rimasta anche dopo. La NACA  era stata messa in piedi nel 1915  dal Presidente Wilson. Presa in contropiede l’ America   si trovò così  nella necessità di accelerare i suoi programmi spaziali e di ristrutturare l’ Organismo più importante per la realizzazione di questi. La NACA fu accorpata alla nuova NASA, la  National Areonautic And Space Administration. L’ Organizzazione nasce ufficialmente il 29 luglio 1958. La Carta Costituente dell’  Ente Spaziale viene ufficialmente approvata dal  Congresso e firmata dal Presidente degli Stati Uniti, Dwight  Eisenhower. A capo dell’ organizzazione federale viene posto l’ ingegnere tedesco  Wernher von Braun. Nel gennaio  del 1958 l’ America aveva cercato di riparare al fallimento del Vanguard con lo Jupter, l’ Explorer 1 viene messo in orbita terrestre il 31 gennaio del 1958, l’ America entra così in competizione con l’ URSS in occasione dell’ Anno Geofisico Internazionale. e nel Marzo aveva  rilanciato  il Vanguard. La NASA nasce come un insieme di Laboratori di Ricerca Avanzata nel campo  delle tecnologie Spaziali e Aeronautiche sparsi in tutto il territorio nazionale, e come una intelaiatura di Università disposte a collaborare e a condividere le loro conoscenze e studi con il nuovo Ente Spaziale che naturalmente mostra il suo stretto legame con la Difesa e la Sicurezza. Il 12 aprile del 1961 è un’ altra data importante per questi primi passi dell’ uomo nel Cosmo. L’ URSS invia nello spazio il suo primo astronauta, Yuri Gagarin con  il veicolo Vostok 1. Gli Americani rispondono con il Progetto Mercury, il primo programma  complesso di esplorazione dello Spazio e con Alan Shepard che viene mandato oltre l’ atmosfera  con il  Mercury 3. E’ il 5 maggio del 1961. La Grande Avventura è cominciata. A Shepard seguirà John Glenn. In America e nello staff di von Braun, composto da vari scienziati tedeschi ha inizio la corsa alla Luna prima che il Presidente J. Fitzgerald Kennedy pronunci lo storico <<Yes  We Can>>. Viene varato il Progetto Apollo, che sarà quello che realizzerà i sogni di von Braun e della Casa Bianca. L’ ingegnere tedesco nutre  sogni ambiziosi che già aveva coltivato in patria e per questi era entrato in conflitto  con le  SS di Hitler. Sogna anche Marte e realizza un progetto di sbarco su vasta scala già  nel 1952, il primo sbarco sul pianeta rosso. Ma la Guerra Fredda lo costringe ad un lucido  realismo e a concepire nei particolari il raggiungimento del nostro satellite naturale e il primo allunaggio  che avverrà lo storico 19 luglio del 1969. L’ Apollo 11 toccò il suolo lunare davanti a 600 milioni di  telespettatori alle ore 21,17,41 Tempo Universale, e Neil Armstrong scese per primo dal Lem, seguì Buzz Aldrin. Le frasi che Armstrong pronunciò toccando con il piede la superficie lunare resteranno famose quanto quelle lasciate  scritte sulla  targa metallica con  la firma di Richard Nixon ,<<Un piccolo passo per un uomo, un passo enorme per l’ umanità>> ,That’s one small step for man, one giant leap for mankind. La targa lasciata sulla Luna dai due astronauti diceva:<< Here men from the planet earth first set foot upon the moon.july 1969, A.D. We came in peace for all mankind>>. Atterrando fu pronunciata un’ altra frase storica:<< Houston, Tranquility base here,the Aegle as landed>>.L’ ultimo sbarco dell’ Apollo avverrà nel dicembre  1972, con Cernan e Schmitt. La prima grande avventura dell’ uomo sulla Luna si era conclusa. Ma le attività della NASA sono state e sono molteplici, la sua presenza nelle tecnologie di avanguardia è indiscussa. Basi e Laboratori che portano il suo inconfondibile Logo si trovano ovunque sul nostro pianeta e NASA è diventata famosa quanto Walt Disney per i sogni che suscita e per l’ impegno nell’ esplorazione spaziale e nella ricerca. NASA è subito identificabile quanto appunto la Walt Disney o la Coca Cola, ed è di sicuro la più famosa Agenzia spaziale del mondo. E a proposito del grande WALT, la Walt Disney Production  con la collaborazione dell’ ingegnere Wernher von Braun negli Anni Cinquanta realizzò una serie televisiva in tre puntate  sull’ Avventura dell’ uomo nello Spazio e nei progetti di Walt Disney c’era già   Disneyland, la mega  città del fantastico con una sezione dedicata al Cosmo e all’ avventura su Marte curata personalmente dall’ ingegnere tedesco. Un giorno il Logo Spaziale più famoso del mondo svetterà da qualche cima dei giganteschi vulcani marziani, forse dal Mons Olympia, e dalle desolate pianure desertiche come  un’ Icona del futuro. Ma siamo anche certi che NASA si leggerà anche nelle future città subacquee, quando l’ uomo andrà a colonizzare gli oceani e una nuova specie di Oceanonauti nascerà sul nostro pianeta. Intanto l’ Agenzia promette a tutti gli Internetnauti, fantastici viaggi virtuali in tre D nel nostro Sistema Solare, esplorazioni alla consolle dei vari pianeti  e un Web marziano già è nei suoi progetti. I programmatori già sono a lavoro per farci impazzire con qualche play station marziana e lunare. Ma NASA non significa solo Uomo sula Luna. L’ Agenzia attraverso i suoi diversi Laboratory e autentiche cittadelle dello Spazio  sparse nel territorio nazionale si occupa dello studio e dalla costruzione di diversi materiali da mandare nel Cosmo, si occupa dell’ addestramento dei futuri astronauti, della loro saluta, della loro sicurezza, si occupa dei Vettori  che hanno portato e porteranno gli uomini nel Sistema Solare, si occupa dei Razzi necessari a fare uscire le navette dall’ atmosfera terrestre e dei combustibili  propellenti. Si occupa dello studio della natura in condizioni estreme, e vi sono Basi in posti estremi, come in Antartide o nell’ Artico, anche la profondità degli Oceani viene e verrà studiata e sfruttata. E via via si sommano una quantità di attività importanti o collaterali, come l’ Esobiologia e lo Studio sulla Vita Extraterrestre, lo sviluppo dell’ Intelligenza Artificiale, dei  robot e delle sonde da inviare nei nove pianeti del Sistema. E tutto questo richiede specializzazioni e competenze, e soprattutto Fondi, e non sempre il Congresso è disposto a stanziare denaro  alla NASA per la ricerca. Ma da circa venti anni la NASA è anche impegnata nello studio del nostro ecosistema che è attualmente in crisi e nel cercare rimedi ad una situazione che tende a peggiorare. E’ inutile dire qui che l’ esplorazione dello Spazio porterà conoscenze nuove che potranno rivelarsi utili se non determinanti  a risolvere i problemi del nostro pianeta.

In quanto all’ esplorazione,gli  Americani non  hanno un piano unico di  sviluppo spaziale a lungo termine, è cosa nota. Ma procedono con progetti a breve, forse per le difficoltà dell’ impresa, per i fondi necessari e perché ancora lo Sviluppo Spaziale è fortemente dipendente dalle contingenze storiche  e politiche del pianeta. La situazione vista in  prospettiva potrebbero ribaltarsi nel futuro,  quando l’ uomo attingerà direttamente dal Cosmo le risorse necessarie alla sua esplorazione. Non dimentichiamo che sono passati solo cinquanta anni e che il Cosmo diverrà nel futuro una necessaria e vitale  estensione del pianeta Terra. Ricordo che tutto è cominciato con le V2 che nella Seconda Guerra Mondiale che  hanno bombardato a tappeto l’ Inghilterra. Von Braun forse sognava altro, sognava il Cosmo come il suo professore il rumeno Hermann  Oberth, o come lo scienziato e scrittore tedesco  Willy Ley. L’ America del dopoguerra offrì a molti di loro l’ opportunità di conseguire i loro sogni. Ma il Razzo, come nel romanzo di Ray Bradbury, Cronache Marziane,  era la condizione essenziale per lasciare la Terra, lo aveva intuito nel passato Jules Verne. Così la NASA si lanciò nello studio e nella sperimentazione di Booster ed External Tank sempre più potenti e nella realizzazione dei carburanti necessari. Sono i tempi d’ oro di Werner von Braun, e  dell’ equipe di tedeschi in America, mentre l’ URSS da parte sua stava percorrendo la stessa strada. Dal Vanguard agli Ares la strada è stata lunga. E la NASA è sempre impegnata a trovare Razzi potenti ma anche capaci di risparmiare carburante. Nell’ attesa che una futura navicella o astronave parta per le regioni di Marte o di Giove direttamente dalla Luna. Lo Space Shuttle, l’ attuale astronave capace di trasportare uomini e mezzi fuori dall’ atmosfera terrestre è oggi quasi un mito o una leggenda ma c’è chi pensa di mandarlo in pensione. E’ entrato in azione nel 1970, e attualmente con ulteriori modifiche resta il veicolo più adatto a portare gli uomini di nuovo sulla Luna e su Marte. Allo Shuttle è dovuto l’ Hubble Space Telescope, il fantastico super telescopio, messo in orbita nel 1990. Nel breve futuro  il  più potente telescopio del Sistema Solare  molto probabilmente sarà situato in territorio lunare. Ma è nel 1973 che gli americani mettono in orbita lo Skylab, la prima città laboratorio dello Spazio, esso cesserà di esistere nel 1979. Ma il grande progetto di una Città Spaziale in orbita terrestre viene rilanciato nel 1995 quando i Russi collaborano con l’ America  per  il progetto di una  Stazione Spaziale Internazionale, la I.S.S. progetto che viene varato nel 1998 e che si pensa debba essere ultimato nel 2011, ma in quanto allo Spazio le date sono sempre da rivedere. All’ I.S.S. partecipano sia gli U.S., ma anche il Giappone e la Russia. Un altro grande Progetto portato avanti con l’ aiuto della NASA è il SETI, il Serche Extraterrestrial Intelligence a cui hanno dato un grande contributo sia l’ astrofisico Frank Drake che l’ altro grande nome dell’ astronomia e della ricerca avanzata in campo esobiologico, che  stato il  compianto Carl Sagan, uno degli scienziati più di prestigio della NASA. Sagan ha anche  dato un grande contributo all’ esplorazione di Marte, a all’ esplorazione di Venere, e a lui è dovuto la sonda messaggio mandata fuori dal Sistema Solare alla ricerca di civiltà extraterrestri. Ed ora due obbiettivi  a breve riaccendono l’ entusiasmo dell’ Agenzia Spaziale, la Luna e Marte. La Luna è il nostro unico satellite naturale  e si trova a relativa breve distanza dalla Terra, così appare un vero guardiano o porta del nostro pianeta, un guardiano naturale che non è possibile che nel futuro non venga sfruttato in tal senso. I progetti ora si fanno più estesi, non si tratta più di mettere piede sulla Luna ma di popolarla o volendo colonizzarla, di fare della Luna un ottimo punto di osservazione della Terra, la breve distanza lo permette, e di farne una vera porta di ingresso o di uscita dal nostro pianeta per i vari pianeti del Sistema. Si è già trovata dell’ acqua necessaria al popolamento del satellite, e la luna appare come un autentico cantiere estrattivo. Inoltre vi si potranno  allocare diversi basi permanenti di ricerca e di esplorazione, oltre che miniere estrattive, un Osservatorio Astronomico capace di darci un’ immagine dell’ Universo che ancora ci è ignota,e si pensa a Laboratori  Lunari che studiano l’ uomo posto in condizioni estreme, e si pensa anche a collocarvi naturalmente delle armi e dei sistemi di difesa e di offesa. Ci si prepara ad un esercito dello Spazio, ad una Space Force, in barba allo storico << We came in peace for all mankind>>!Ma per il momento Luna e Marte si presentano per l’ Agenzia come una meta unica, e in effetti lo è. Luna e Marte completeranno la prima fase della Colonizzazione. Alla NASA si parla di venti o trenta anni, di certo le basi permanenti verranno collocate sia sulla Luna che si Marte entro questo secolo, nel prossimo si guarderà oltre Marte, ossia a alla regione di Giove e dei suoi infiniti satelliti e satelloidi, intanto Marte e Luna si preparano a donarci strane sorprese e rivelazioni. Di sicuro gli Stati Uniti punteranno a questi due nuovi traguardi per rilanciare il loro prestigio, ma io penso che il 1969 è superato e che lo spirito che dovrà animare la futura colonizzazione sarà sotto l’ insegna della collaborazione, i costi sono troppo elevati, e nuove Nazione si stanno aprendo allo Spazio, per ora Cina ed India, nel futuro forse anche l’ Islam. E l’ ESA, l’ Ente Spaziale Europeo stringe sempre più legami con  la NASA. Dietro lo sviluppo spaziale si muovono Imprese di Alte tecnologie e business high tech, e lo Spazio può diventare una vera miniera d’oro. Volendo oggi tutti noi viviamo in una dimensione marziana, ossia in una dimensione di alte tecnologie estremamente sofisticate e precise, dire Marte vuol dire Futuro anche della Terra e vuole anche dire trasformazione delle nostre città, delle nostre case, dei nostri servizi, delle nostre auto e dei nostri sistemi di comunicazione. NASA è tutto questo. Si sa che sta investendo nella riconversione dell’ energia solare ad esempio. Dyson aveva ipotizzato per il nostro futuro delle sfere che accumulassero l’ energia liberata dalla nostra   stella per i nostri molteplici usi. E aveva ipotizzato nello Spazio Civiltà evolute capaci di servirsi in toto dell’ energia della propria stella e poi quella della propria Galassia. La NASA si muove in questa direzione. E infine possiamo anche immaginare o sognare i tempi in cui esisterà un vero turismo interplanetario e un commercio fra pianeti, in cui carghi e navette o grandi astronavi lo attraverseranno e viaggiare nel Cosmo non sarà un’ avventura di pochi, ma dei più, in cui gente nuova non nascerà sulla Terra ma altrove, nelle varie Città spaziali o nelle Basi, ma tutto questo richiederà conoscenza e coraggio, sfida alle condizioni inizialmente avverse del Cosmo, e desiderio di andare oltre, oltre il noto e il conosciuto, forse per chi ci crede una sorta di ritorno a Dio. Io voglio credere che l’ uomo sia fatto per tutto questo. Salvo Gagliardo. Happy New Year.2010.

 

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Albi di FantastiKa

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Mistero Marziano

racconto fantastico

di

Salvo Gagliardo

Capitolo 1

 

Nello Spazio

 

 

 L’oscuro e macabro fardello scivolò silenzioso nel gelido Cosmo, allontanandosi lentamente dalla grigia astronave interstellare Fox 25 in viaggio per le regioni celesti di Tau-Betha, un Sistema a due stelle e a cinque anni luce dal Sole. L’ astronauta Inconn era morto alle 21,15, Tempo universale. Il dottor Klam ne aveva diagnosticato il decesso, l’ esplosione di un’ arteria ed il conseguente arresto del cuore,  effetto dell’ inevitabile usura a gravità zero. Molti dell’ equipaggio provenivano dalle colonie di Marte come il tenente della Interplanetary Space Force, George Inconn. Era nato nel Maryland ed aveva 31 anni. Era sposato felicemente con Johan Schindler, ed insieme avevano un bel bambino, David.

La salma restò nella cella frigorifera per il tempo canonico,sigillata nella sua sacca sintetica, con la targhetta metallica, nome e cognome incisi, e tutto il resto,  poi, dopo la rituale benedizione del cappellano luterano, Inconn era luterano cartista, venne espulsa nella notte cosmica. Galleggiò per un po’, poi rotolò comicamente, e si allontanò nello Spazio dove la Fox si trovava in missione esplorativa. Le stelle brillavano fredde e lontane, ma relativamente vicina era la gigante viola assieme ad una piccola stella arancione. Il feretro continuò a roteare in un cielo rosso sangue. Chiuso nella sacca, il cadavere dell’ astronauta aveva gli occhi serrati e cavi che andavano scurendosi, come le labbra già livide. I capelli sottili e di un giallo paglierino aderivano inerti sull’ alta fronte marmorea. Johan ne avrebbe ignorato la morte finché la Fox non fosse tornata a Terra.  Ma quella notte la ragazza ebbe un sogno assai simile ad una visione, George era nella sua camera da letto, avvolto da una luminosità viola e pulsante. In lui c’era qualcosa di strano, ma era sicuramente George, suo era il sorriso che Johan le conosceva. Le disse qualcosa con una voce misteriosamente lontana, le disse che George, il suo George, era morto, che sarebbe presto tornato da lei, ma solo per poco. Il cuore della ragazza pulsò con violenza. L’ immagine di Inconn svanì. Johan si trovò con la faccia sul cuscino rigata di lacrime.

Il triste fardello continuò a ruotare verso la gigante viola, luci esplosero sulla lucida sacca sintetica. Vi si composero strane lettere simili a glifi arcani.

George era di sicuro morto! Era un pensiero terribile che la mente di Jennie quella mattina cercava di scacciare. La ragazza era in cucina e stava preparando la colazione. Con una certa mestizia contemplò gli olo dell’ album di famiglia. Gli occhi le si arrossarono.

La sacca capitombolò nel fulgido cielo viola. Si sformò. Si espanse. Si infiammò, colpita dalle radiazioni della stella. Incrociò un meteorite. Sparì e riapparve oltre la calotta ghiacciata di un pianeta. La maschera cerea e mortuaria del volto di Inconn si imporporò, la rigida mascella si mosse, il sangue fluì nelle vene. I suoi occhi si aprirono, e fissarono lo Spazio che filtrava magicamente per le pareti del macabro fardello. Che ruotò sempre più veloce e lontano. E venne inghiottito, divorato dalla  stella viola.

 

 

 

 

©salvogagliardoproduzione. 2000-2009. All rights reserved

 

 

Gentili lettori. Fantastikalbi 2009 vi augura un buon Natale. E in questa notte vuole onorare due artisti del fantastico che hanno segnato la storia dell’ umanità e continuano a far sognare adulti  e bambini. Sto parlando di Charlie Chaplin che moriva proprio in una notte di Natale e di Walt Disney, il mago dell’ animazione, padre di Topolino, Paperino e di  tutta la famiglia di cartoon della Disney. Merry Christmas 2009  da Salvo Gagliardo.

 

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Merry Christmas

by

Charlie & Walt

Charlie  Chaplin and Walt Disney

di

Salvo Gagliardo

 

 

<<Silent night, holy night,

     all is calm, all is bright

     round yon virgin

     mother and child.

     Holy infant, so tender and mild,

     sleep in heavenly peace,

     sleep in heavenly peace.>>

 

 

Omaggio al Re

Charlie Chaplin

by

Salvo Gagliardo

Charlie Chaplin muore la notte di  Natale del 1977 a  Corsier- Sur – Vevey, Svizzera

 

 

E’  stato attore comico,  regista cinematografico, mimo , clown da circo, abile imprenditore ed uomo d’ affari,sceneggiatore e scrittore, musicista e ballerino. Il suo modo di usare la cinepresa, le tecniche e i trucchi della nuova arte cinematografica del XX secolo ha fatto scuola ed è entrato di diritto  nei Manuali Universali della Settima Arte. Charlot che si allontana  in dissolvenza verso un orizzonte carico di promesse e speranze assieme alla sua bella è diventata un’  Icona Universale simile al Logo rosso della Coca Cola e agli scenari incantati di Walt  Disney. Charles Spencer Chaplin era nato nelle periferie di  Londra, nell’ Inghilterra Vittoriana e di fine secolo, il 16 aprile 1889, lo  stesso mese e  anno in cui nasceva in Austria Adolf Hitler!  Nato da piccoli attori  girovaghi di Music Hall. Figlio d’ arte, cominciò a battere il palcoscenico assai presto, a cinque anni. Chaplin racconterà forse una leggenda, ossia della sua nascita da una lontana  parente rom. Persino la sua attribuzione al popolo di Israele resta una leggenda, forse avvalorata da un pregiudizio nazista nei suoi confronti.  Ma la situazione in famiglia non è rosea per  lui, il padre è alcolizzato e la madre Hannah soffre di disturbi nervosi. Presto i due si separano. E’ la miseria più nera, e Charlot deve cominciare ad arrangiarsi. Frequenta clown, mimi e teatrini d’  avanspettacolo. Le notti va a dormire negli asilo di assistenza. La vita gli sta fornendo  gli elementi per    l’ immagine di  Charlot the tramp, l’ archetipo  del Vagabondo che si dà arie di milionario, Icona Universale che   lo consegnerà alla storia per  sempre.

Entrato nella Compagnia di Fred Karno, prima dello scoppio della Grande Guerra, tra il  1910 e il 1912, fa delle  tournèe  di lavoro  negli Stati Uniti.  Conosce  Stan Laurel, anche lui diretto in America. Viene notato da Mak Sennet dei  Keynstone Studios, e realizza i suoi primi cortometraggi. Intanto va caratterizzando il  personaggio di Charlot e il suo look  inconfondibile da little tramp  che lo renderà famoso nel mondo. Presto passa alla regia, Chaplin è un artista  unico , in quanto idea, realizza, scrive le sceneggiature, le scenografie, le musiche di tutti i suoi film. Scoppia la Guerra, e nel 1914 Chaplin realizza Kid Auto Races at  Venice. In cui perfeziona  il personaggio del  vagabondo. Sono film muti e al film muto Chaplin resterà sempre legato, essendo il cinema che meglio può rappresentare la sua geniale versatilità di mimo e clown e le sue irresistibili trovate. Chaplin porta la risata e l’ ironia di un fanciullo  nella Prima Guerra Mondiale con  Shoulder Arms del 1918, la riporta nella Seconda, con  Il Grande Dittatore, The Great Dictator , e aiuta con il  riso l’ America ad uscire dalla Grande Depressione, quasi indifferente come Charlot ai drammi e alle complicazioni della vita, avviandosi verso un orizzonte senza fine  per una via sconfinata da solo o con la sua bella, con la buffa bombetta, i pantaloni troppo larghi, l’ andatura da ubriaco e la canna di bambù simbolo di un potere che solo i santi, gli sciocchi e i geni hanno. Per la Keynstone realizza 35 film, poi passa agli Essenays Studios. Intanto nella realizzazione è diventato  totalmente autonomo.   Passa ai  Nati0nal Studios. Realizza nel 1917  The Immigrant  e Easy  Street. I suoi film muti diventano campione di incassi, secondi solo a quelle delle  grandi stelle di Hollywood, come David Griffith, Mary Pickford e Douglas Fairbanks che diverrà suo grande amico. Il suo strepitoso successo lo porta a fondare l’ United Artists  nel  1919. Nel 1915 escono  The Tramp e The Champion, nel 1917 The Adventurer.  Nel 1921 The Kid, Il Monello, con Jackie Coogan. Nel 1923 The Pilgrim. Nel 1925 La donna di Parigi, l’ unico suo film dove non sarà attore  protagonista.  Nel 1927  fa ingresso il sonoro. Chaplin accoglie la sfida, anche se resta fondamentalmente legato al muto che ritiene di qualità superiore per capacità artistica ed espressiva. Nel 1928 realizza The Circus, in cui trasfigura tutta la sua esperienza da bambino di circhi e di clown. Nel  1931 realizza City Lights  e nel 1936 Tempi  Moderni. Modern Times . E’ in questo film che the little tramp  acquista una voce. Ma l’ acquista solo per dirci addio, infatti questo è l’ ultimo film in cui appare Charlot e la sequenza finale lo vedono  allontanarsi per sempre verso l’ orizzonte. Ma l’ accento fortemente britannico di Chaplin si farà  molto più sentire ne Il Grande Dittatore, The Great Dictator  del 1940. Il primo vero suo film sonoro. Seguiranno Monsieur Verdoux del 1946, un opera strutturata sulla vita  di Henry Landru e sceneggiata da Orson Wells, e Limelight del 1952, sono  i grandi capolavori  sonori di Charlie  Chaplin. Che è stat0   anche un geniale creatore di musiche, e una per tutte resterà  Smile, Sorriso, la nota canzone di Modern Times che fa di Chaplin anche un realizzatore di grandi  colonne sonore che identificano  immediatamente il film. Basta ricordare qui Luci della Città e Luci della Ribalta. Ma l’ immediato dopoguerra  e dopo  Monsieur Verdoux, che conobbe meno successo degli altri,  oltre a dare a Chaplin una fama internazionale e a farlo uno dei registi più ricchi del mondo, portò dei problemi nella sua vita personale già resa difficile dalle numerose cause intentate ai suoi danni dalle mogli o dalle ragazze che aveva scritturato nei suoi film. Il Governo americano scopriva di avere un altro nemico oltre quello appena sconfitto, nel Comunismo e nell’ Unione Sovietica, la destra americana iniziava  una sorta di linciaggio morale contro tutti quelli che avevano manifestato simpatie per Carlo Marx, guidata dalla campagna anticomunista creata dal senatore repubblicano  Mc Carty e dal Direttore della FBI,  Edgar Hoower. Chaplin non aveva mai fatto segreto delle sue simpatie per il comunismo e inoltre i pregiudizi razziali mossi contro di lui da Hitler, che lo aveva messo in lista fra gli artisti ebrei, diedero alle destre l’ occasione di accusarlo di antiamericanismo, inoltre Chaplin non aveva mai preso la cittadinanza americana, restava ancora un immigrato con il visto di residenza. L’ attacco fu duro e portò colui che più di tutti aveva messo in ridicolo il fascismo, e il dittatore Adolf Hitler, a lasciare per sempre,gli Stati Uniti. E’ il 1952. I Chaplin lasciano per un viaggio di piacere l’ America per l’ Inghilterra, ma non vi rientreranno più. Chaplin ha   già  realizzato Limelight nel   1951, il film dall’ immortale colonna sonora, tratto da un romanzo di Chaplin stesso  non pubblicato,  e in cui ha avuto anche una parte il collega Buster Keaton.  Luci  della Ribalta è il suo addio all’ America. Nel 1957 a Londra realizza Un Re a New York, A King in New York, con Marlon Brando. E sempre a Londra esce La contessa di Hong Kong, A countess from Hong Kong, nel 1967, dieci anni dopo. E’ il suo ultimo film. Da Londra si trasferisce in Svizzera dove muore nel 1977, nella notte di Natale, dieci anni dopo il suo ultimo film.

Di Chaplin verrà ricordato fra l’ altro la ricerca assoluta della perfezione, metri e metri di pellicola verranno  bruciati   per girare una singola  scena. Chaplin nella sua lunga carriera artistica ha collezionato una quantità infinita di premi e onorificenze. Nel 1999 l’ American Film  Institute lo ha eletto a  decimo migliore attore protagonista di tutti  i tempi. I suoi film conservati come reliquie vengono ogni anno riproposti al pubblico e ottengono ancora successo. L’ Icona  di Charlot è famosa nel mondo quanto quella di Topolino. E le colonne sonore dei suoi film ci commuovono e fanno ancora sognare. Su di lui e sulla sua arte comica  sono stati scritti libri che riempiono le più grandi e famose biblioteche del mondo, e ancora ne saranno scritti. Ma  forse Chaplin ha dimostrato che  la genialità eccezionale non è disgiunta dal popolo e che non si può essere riconosciuti  geni se non si è in qualche modo amati dalla gente. Perché la gente lo abbia amato  tanto, resta ancora un mistero che non è riuscito a distruggere neanche  Adolf Hitler. Un omino buffo, dalle movenze da  ubriaco, che si da  arie di un milionario e che è invece sempre in bolletta, che difende le ragazze in pericolo in modo maldestro e che pure non è l’ esempio di un cavaliere, che la fa in barba a tutti e che continua  a farci ridere e forse lo farà ancora per molto tempo, forse un giorno anche le Colonie Umane su Marte proietteranno i suoi film, e forse i suoi film accompagneranno l’ uomo nel suo cammino verso le stelle.  Una curiosità. Smile era la canzone amata da Mikael Jackson e alla sua morte è stata eseguita sul suo feretro.  Buon Natale da  Salvo Gagliardo.

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Gli Universi Fantastici  di zio  Walt

Walt Disney

by

Salvo Gagliardo

 

Walter Elias  Disney nasce negli Stati Uniti, il 5 dicembre del 1901,  a Chicago, Illinois, da parenti di umili condizioni. Quarto di cinque figli, nel  1903 segue  la sorella Ruth. Nel  suo sangue si trova sangue irlandese, normanno, canadese, tedesco, assieme  a quello  di antichi contadini e cercatori d’ oro. Presto rivela una vera  passione per le tecnologie e il disegno, ma anche per gli affari.  si trasferisce nel Missouri, in una fattoria agricola a Marceline, e nel 1911 a Kansas City assieme al fratello Roy. Kansas City segnerà la sua maturazione, Walter ha nove anni. Segue corsi artistici e di disegno,oltre a contribuire con il suo lavoro alle spese di famiglia.  Si occupa per il padre della vendita di giornali e continuerà a farlo  a bordo dei treni  della  Missouri Pacific Railroad, Walt resterà  famoso per la sua passione per i treni a vapore e per  i treni in miniatura, passione che lo porterà più tardi a realizzare i Grandi Parchi Giochi di Disneyland e  la Carolwood Pacific Railroad  nel giardino di casa. Lo  zio è un ingegnere ferroviario,e sui treni venderà giornali, dolciumi, frutta e bibite . A Kansas City   diventa pubblicitario assieme al fratello Roy e vende piccoli  spot pubblicitari da lui realizzati, ed   è qui  che Walt incontra  per la prima volta il teatro e il cinema.  Ma la sua vita passa da Kansas City a Chicago, dove  comincia a disegnare vignette per i giornali locali. Scoppia  la Guerra e Disney parte volontario per l’  Europa, Francia,  dove guida le ambulanze della Croce Rossa. Tornato in patria attraversa momenti difficili aiutato dal fratello . Cerca anche di lavorare per il cinema di  Charlie Chaplin, che cominciava allora ad emergere. Riprende la sua attività di pubblicitario. Assieme al vignettista  Ubi Iwerks   fonda a Kansas City la sua prima società. E’ affascinato dalle potenzialità della cinepresa nel creare cartoni animati. E realizza i suoi primi cortometraggi per i cinema locali di Kansas City. La tecnica seguita è del tutto originale e  diversa da quella delle normali animazioni pubblicitarie. Continua a produrre cortometraggi  che vende a varie Società. Produce il suo primo cartone animato Alice’s wonderland che porterà con se e definirà in California.  Sebbene quella di Kansas City  sia per lui  una grande esperienza, economicamente rende poco. Ed è già una leggenda che lui e il fratello Roy si trasferiscano nel 1923  da Kansas City ad Hollywood con pochi dollari in tasca, 40  vuole la leggenda. E nel 1923 comincia a produrre  i suoi primi cartoni animati. E’ qui che  crea il suo primo Studio assieme al fratello Roy, che diverrà nel 1928 la Walt Disney Production. Sposa una collaboratrice, Lillian Bounds. Nel 1927 crea il personaggio di Oskar Rabbit, ma presto ne perde i diritti, sottrattigli  dal famoso  Charles  Mintz di New York, il creatore di Felix the Cat e della Universal Pictures, che gli toglierà anche i suoi migliori collaboratori. Ma non  molto dopo Disney idea e crea  l’ indimenticabile Topolino, Mickey Mouse, inizialmente chiamato Mortimer Mouse che più tardi diverrà l’avversario del topo più famoso del mondo. La leggenda vuole che il celebre personaggio  sia stato disegnato in treno da Walt Disney. Sarà Lillian Disney, la moglie, a dargli il nome che lo renderà famoso in tutto il mondo, e fino  al 1947 la sua voce  sarà quella di Walt in persona. Plane Crazy e The Gallopin’ Gaucho sono   i suoi primi cortometraggi su   Topolino, muti. Ma in  Steamboat Willie, proiettato a New York nel  1928, Topolino diventa sonoro, si tratta di un sonoro sincronizzato il cui sistema Walt aveva acquistato per gli Studios. Con Topolino recitano anche Minnie Mause e Gambadilegno. In Silly Sinphony Disney mischia cartoon e musiche in modo fantastico, è una trovata di grande successo che potenzierà enormemente gli Studios. Fanno la sua comparsa i  Tre Porcellini. E presto  Topolino  acquista  nuovi  amici, come  il cane Pluto, Pippo e Paperino,oltre alla  graziosa Minnie,  Topolino prende il colore. Walt lavora per la Columbia Pictures, ma presto passa alla Universal. E’  nel 1937 che Disney realizza il suo primo lungometraggio, una splendida storia in cartoni animati che resterà quasi immortale, nasce Biancaneve e i Sette nani. Walt crea la perfezione nel disegno animato che resterà insuperata fino all’ entrata dei Giapponesi nel mercato  e delle nuove tecniche di disegno. La sua è una vera magia e il mondo degli animali si anima come quello umano, tutto questo richiede un gran numero di collaboratori altamente professionali e specializzati. Sebbene Disney fosse stato sconsigliato nel realizzarlo, il film viene proiettato al Hollywood il 21 dicembre del 1937, ed  è subito un capolavoro e riscuote un grande successo di pubblico, oltre a diventare un campione di incassi. Walt  realizzerà  con il ricavato a Burbank, California,  i nuovi Walt Disney Studios il 24 dicembre del 1939. Eterne resteranno le canzoni della sua colonna sonora. Ma gli anni Trenta vedono anche Topolino in carta stampata nelle edicole.  E la Disney comincia ad accumulare Premi e Riconoscimenti. Ma la guerra è alle porte. Disney realizza Pinocchio e  Fantasy. E’ il 1940 e l’ Europa è in guerra,  gli Studios ne soffrono e   producono propaganda americana.  Disney diviene un mito per  i soldati in guerra, realizza documentari e distintivi con i personaggi cari ormai al pubblico mondiale. Nel 1941 esce Dumbo ed è di nuovo un successo.  Gli impegni nel conflitto della Walt Disney Production  si infittiscono con l’ entrata in guerra degli Stati Uniti.  E assieme alle truppe americane, in Normandia sbarca anche Topolino che diviene simbolo di quella  globalizzazione che uscirà vincitrice dal   conflitto. Nel 1942 esce Bambi. Ma Disney dà vita anche  a qualcosa che resterà una tradizione in America, quella di riproporre ogni 7 anni i suoi successi nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti. Vengono realizzate  nuove serie di cartoni animati per l’ America Latina, e nel dopoguerra  Disney produce  Alice nel Paese delle MeraviglieLe avventure di Peter Pan, comincia a lavorare a Cenerentola e manda nelle sale una serie di Documentari sul mondo animale e naturale, che hanno un buon successo e che restano nella storia del cinema, come  La natura e le sue Meraviglie e Alaska. Ma come per Charlie Chaplin,  il dopoguerra porta a  Walt Disney anche dei problemi col Governo e come Charlot, Disney viene accusato di filocomunismo   e di attività antiamericana dal senatore Mac Carty e dall’ FBI. Ma ovviamente si tratta di manovre oscure  contro la Disney perché Walt ha sempre dimostrato il suo americanismo durante la Guerra e in tutto il suo lavoro. E’ nota La sua passione per gli sport nazionali, dal baseball, al golf, all’ equitazione, al polo. Walt Disney ormai si avvia a gestire un impero e a diventare il suo assoluto imperatore, un impero economico dal fatturato fantastico. Fonda la Buena Vista Distribution Company. Negli Anni Cinquanta si avventura nel regno fantastico  di Jules Verne, realizzando 20.000  Leghe Sotto i Mari in  Cinemascope, un film d’ avventura  che non è un cartoon e  L’ Isola del Tesoro di Stevenson. Nel 1954 Disney è in televisione con la serie Disneyland, poi   Walt Disney Presents per l’ ABC e che verrà riproposta per molti anni,divenendo presto a colori, e Mickey Mouse Club. Nascono i grandi parchi Disneyland  in  California e Florida, seguiranno Francia e Giappone. Ormai gli Studios sono un colosso mondiale e continueranno a produrre cartoni animati come  Lilli il Vagabondo, La Carica dei Cento e Uno, La Spada nella Roccia, La Bella Addormentata in Super Tecnirama. Il primo Disneyland apre i battenti il 17 luglio del 1955. Ma Disney grande appassionato di tecnologie non può restare estraneo all’ avventura spaziale di quegli anni e  con la NASA e Werner von Braun, il suo direttore, produce documentari sull’ astronautica e il volo spaziale. Disney è ormai all’ apice del successo, il suo è un Impero dell’ Intrattenimento. Produce nel 1964 Mary Poppins e Disney diviene il maestro indiscusso mondiale dei  film che coniugano animazione e live action. La Ditta Walt Disney Production  sommerà nel tempo Premi, Riconoscimenti e Nomination  a mai finire per animazioni, musiche, gadget, dialoghi. Ventinove Oscar più una quantità strepitosa di altri premi fanno di questo piccolo uomo nato nell’ Illinois da umili origini, il Re dell’ intrattenimento e dei bambini, e nel 1964 Walt Disney riceverà da Lindon B. Johnson la Medaglia presidenziale della libertà.  La Walt  Disney Production e la Walt Disney Word diverranno  icone del nostro tempo, come  Mc Donald e Coca Cola, e non è un caso che un altro grande della Globalizzazione e dell’ Intrattenimento, il regista Steven Spielberg troverà nel più anziano Willie  un modello da seguire. Oggi la multinazionale società disneyana realizza 35 miliardi di dollari all’ anno. Nel 1965 esce nelle sale cinematografiche Mary Poppins. Il Parco in Florida ad Orlando però  viene  realizzato definitivamente dal fratello Roy  dopo che Walt muore il 15 dicembre del 1966  di infarto a Burbank, Los Angeles, dopo che i medici gli avevano diagnosticato un cancro ai polmoni. Il 19 settembre del 1966 era stata l’ ultima conferenza e comparsa in pubblico di Disney e  in cui aveva fatto il  punto dei suoi sogni grandiosi sull’ Intrattenimento e i Parchi Tematici che non riuscirà a vedere totalmente realizzati, il  grande sogno di una Città delle Meraviglie, di un  Universo Disney  da abitare come una città  e da vivere.  Sarà  il fratello Roy a continuare questo sogno fino al 1971, quando anche lui morirà a dicembre. Alla morte  di Walt  Disney  si scrissero  e pronunciarono  parole storiche come  << Da oggi il mondo è più povero>>. Il corpo di Disney,  si trova forse ibernato, o forse è solo un’ altra leggenda sul fantastico mago dei cartoons , ma la sua Mega Società continua a produrre capolavori di grande successo, come  Il Re Leone, Il gobbo di Notre Dame, La Bella e la Bestia ed altri. Di sicuro Disney seppe sfruttare al massimo quello che andavano offrendo le tecnologie in fatto di suono e riprese cinematografiche, e di colori, e di televisione.  Inserì  abilmente il sonoro quando esso fece la sua comparsa nelle sale cinematografiche, e introdusse il Technicolor nelle sue pellicole. Si aprì con abilità alla Tv quando questa divenne il mezzo di intrattenimento preferito dagli  Americani e dal  Mondo intero,  ed ancora oggi resta  all’ avanguardia tecnologica sia nel campo dell’ intrattenimento che dell’ informazione scientifica e tecnologica. In quanto ai generi la Walt Disney spazia dalla commedia, alle  storie di avventura, alla fantascienza al Music Hall , al fantasy ai  generi più  diversi e innovativi  e quasi tutti producenti   spettacoli di grande successo  e vendite sicure. Per tutto  il mondo Disney è sempre rimasto  sinonimo di Natale  e di Grandi Feste, una sorta di Babbo Natale del mondo dei piccoli. E con il fantastico  Walt Disney , Salvo  Gagliardo vi augura Buone Feste e Buon Anno.

 

©salvogagliardoproduzione 1999-2009.All rights reserved.

 

 

 

 

Merry Christmas da Charlie & Walt

venerdì, 25 dicembre 2009

  

  

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Merry Christmas

By

Charlie & Walt

Charlie  Chaplin and Walt Disney

di

Salvo Gagliardo

 

 

<<Silent night, holy night,

     all is calm, all is bright

     round yon virgin

     mother and child.

     Holy infant, so tender and mild,

     sleep in heavenly peace,

     sleep in heavenly peace.>>

 

 

 

Hollywood  Fiction

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Charlie Chaplin

Omaggio al Re

By

Salvo Gagliardo

Charlie Chaplin muore la notte di  Natale del 1977 a  Corsier- Sur – Vevey, Svizzera

 

 

E’  stato attore comico,  regista cinematografico, mimo , clown da circo, abile imprenditore ed uomo d’ affari,sceneggiatore e scrittore, musicista e ballerino. Il suo modo di usare la cinepresa, le tecniche e i trucchi della nuova arte cinematografica del XX secolo ha fatto scuola ed è entrato di diritto  nei Manuali Universali della Settima Arte. Charlot che si allontana  in dissolvenza verso un orizzonte carico di promesse e speranze assieme alla sua bella è diventata un’  Icona Universale simile al Logo rosso della Coca Cola e agli scenari incantati di Walt  Disney. Charles Spencer Chaplin era nato nelle periferie di  Londra, nell’ Inghilterra Vittoriana e di fine secolo, il 16 aprile 1889, lo  stesso mese e  anno in cui nasceva in Austria Adolf Hitler!  Nato da piccoli attori  girovaghi di Music Hall. Figlio d’ arte, cominciò a battere il palcoscenico assai presto, a cinque anni. Chaplin racconterà forse una leggenda, ossia della sua nascita da una lontana  parente rom. Persino la sua attribuzione al popolo di Israele resta una leggenda, forse avvalorata da un pregiudizio nazista nei suoi confronti.  Ma la situazione in famiglia non è rosea per  lui, il padre è alcolizzato e la madre Hannah soffre di disturbi nervosi. Presto i due si separano. E’ la miseria più nera, e Charlot deve cominciare ad arrangiarsi. Frequenta clown, mimi e teatrini d’  avanspettacolo. Le notti va a dormire negli asilo di assistenza. La vita gli sta fornendo  gli elementi per    l’ immagine di  Charlot the tramp, l’ archetipo  del Vagabondo che si dà arie di milionario, Icona Universale che   lo consegnerà alla storia per  sempre.

Entrato nella Compagnia di Fred Karno, prima dello scoppio della Grande Guerra, tra il  1910 e il 1912, fa delle  tournèe  di lavoro  negli Stati Uniti.  Conosce  Stan Laurel, anche lui diretto in America. Viene notato da Mak Sennet dei  Keynstone Studios, e realizza i suoi primi cortometraggi. Intanto va caratterizzando il  personaggio di Charlot e il suo look  inconfondibile da little tramp  che lo renderà famoso nel mondo. Presto passa alla regia, Chaplin è un artista  unico , in quanto idea, realizza, scrive le sceneggiature, le scenografie, le musiche di tutti i suoi film. Scoppia la Guerra, e nel 1914 Chaplin realizza Kid Auto Races at  Venice. In cui perfeziona  il personaggio del  vagabondo. Sono film muti e al film muto Chaplin resterà sempre legato, essendo il cinema che meglio può rappresentare la sua geniale versatilità di mimo e clown e le sue irresistibili trovate. Chaplin porta la risata e l’ ironia di un fanciullo  nella Prima Guerra Mondiale con  Shoulder Arms del 1918, la riporta nella Seconda, con  Il Grande Dittatore, The Great Dictator , e aiuta con il  riso l’ America ad uscire dalla Grande Depressione, quasi indifferente come Charlot ai drammi e alle complicazioni della vita, avviandosi verso un orizzonte senza fine  per una via sconfinata da solo o con la sua bella, con la buffa bombetta, i pantaloni troppo larghi, l’ andatura da ubriaco e la canna di bambù simbolo di un potere che solo i santi, gli sciocchi e i geni hanno. Per la Keynstone realizza 35 film, poi passa agli Essenays Studios. Intanto nella realizzazione è diventato  totalmente autonomo.   Passa ai  Nati0nal Studios. Realizza nel 1917  The Immigrant  e Easy  Street. I suoi film muti diventano campione di incassi, secondi solo a quelle delle  grandi stelle di Hollywood, come David Griffith, Mary Pickford e Douglas Fairbanks che diverrà suo grande amico. Il suo strepitoso successo lo porta a fondare l’ United Artists  nel  1919. Nel 1915 escono  The Tramp e The Champion, nel 1917 The Adventurer.  Nel 1921 The Kid, Il Monello, con Jackie Coogan. Nel 1923 The Pilgrim. Nel 1925 La donna di Parigi, l’ unico suo film dove non sarà attore  protagonista.  Nel 1927  fa ingresso il sonoro. Chaplin accoglie la sfida, anche se resta fondamentalmente legato al muto che ritiene di qualità superiore per capacità artistica ed espressiva. Nel 1928 realizza The Circus, in cui trasfigura tutta la sua esperienza da bambino di circhi e di clown. Nel  1931 realizza City Lights  e nel 1936 Tempi  Moderni. Modern Times . E’ in questo film che the little tramp  acquista una voce. Ma l’ acquista solo per dirci addio, infatti questo è l’ ultimo film in cui appare Charlot e la sequenza finale lo vedono  allontanarsi per sempre verso l’ orizzonte. Ma l’ accento fortemente britannico di Chaplin si farà  molto più sentire ne Il Grande Dittatore, The Great Dictator  del 1940. Il primo vero suo film sonoro. Seguiranno Monsieur Verdoux del 1946, un opera strutturata sulla vita  di Henry Landru e sceneggiata da Orson Wells, e Limelight del 1952, sono  i grandi capolavori  sonori di Charlie  Chaplin. Che è stat0   anche un geniale creatore di musiche, e una per tutte resterà  Smile, Sorriso, la nota canzone di Modern Times che fa di Chaplin anche un realizzatore di grandi  colonne sonore che identificano  immediatamente il film. Basta ricordare qui Luci della Città e Luci della Ribalta. Ma l’ immediato dopoguerra  e dopo  Monsieur Verdoux, che conobbe meno successo degli altri,  oltre a dare a Chaplin una fama internazionale e a farlo uno dei registi più ricchi del mondo, portò dei problemi nella sua vita personale già resa difficile dalle numerose cause intentate ai suoi danni dalle mogli o dalle ragazze che aveva scritturato nei suoi film. Il Governo americano scopriva di avere un altro nemico oltre quello appena sconfitto, nel Comunismo e nell’ Unione Sovietica, la destra americana iniziava  una sorta di linciaggio morale contro tutti quelli che avevano manifestato simpatie per Carlo Marx, guidata dalla campagna anticomunista creata dal senatore repubblicano  Mc Carty e dal Direttore della FBI,  Edgar Hoower. Chaplin non aveva mai fatto segreto delle sue simpatie per il comunismo e inoltre i pregiudizi razziali mossi contro di lui da Hitler, che lo aveva messo in lista fra gli artisti ebrei, diedero alle destre l’ occasione di accusarlo di antiamericanismo, inoltre Chaplin non aveva mai preso la cittadinanza americana, restava ancora un immigrato con il visto di residenza. L’ attacco fu duro e portò colui che più di tutti aveva messo in ridicolo il fascismo, e il dittatore Adolf Hitler, a lasciare per sempre,gli Stati Uniti. E’ il 1952. I Chaplin lasciano per un viaggio di piacere l’ America per l’ Inghilterra, ma non vi rientreranno più. Chaplin ha   già  realizzato Limelight nel   1951, il film dall’ immortale colonna sonora, tratto da un romanzo di Chaplin stesso  non pubblicato,  e in cui ha avuto anche una parte il collega Buster Keaton.  Luci  della Ribalta è il suo addio all’ America. Nel 1957 a Londra realizza Un Re a New York, A King in New York, con Marlon Brando. E sempre a Londra esce La contessa di Hong Kong, A countess from Hong Kong, nel 1967, dieci anni dopo. E’ il suo ultimo film. Da Londra si trasferisce in Svizzera dove muore nel 1977, nella notte di Natale, dieci anni dopo il suo ultimo film.

Di Chaplin verrà ricordato fra l’ altro la ricerca assoluta della perfezione, metri e metri di pellicola verranno  bruciati   per girare una singola  scena. Chaplin nella sua lunga carriera artistica ha collezionato una quantità infinita di premi e onorificenze. Nel 1999 l’ American Film  Institute lo ha eletto a  decimo migliore attore protagonista di tutti  i tempi. I suoi film conservati come reliquie vengono ogni anno riproposti al pubblico e ottengono ancora successo. L’ Icona  di Charlot è famosa nel mondo quanto quella di Topolino. E le colonne sonore dei suoi film ci commuovono e fanno ancora sognare. Su di lui e sulla sua arte comica  sono stati scritti libri che riempiono le più grandi e famose biblioteche del mondo, e ancora ne saranno scritti. Ma  forse Chaplin ha dimostrato che  la genialità eccezionale non è disgiunta dal popolo e che non si può essere riconosciuti  geni se non si è in qualche modo amati dalla gente. Perché la gente lo abbia amato  tanto, resta ancora un mistero che non è riuscito a distruggere neanche  Adolf Hitler. Un omino buffo, dalle movenze da  ubriaco, che si da  arie di un milionario e che è invece sempre in bolletta, che difende le ragazze in pericolo in modo maldestro e che pure non è l’ esempio di un cavaliere, che la fa in barba a tutti e che continua  a farci ridere e forse lo farà ancora per molto tempo, forse un giorno anche le Colonie Umane su Marte proietteranno i suoi film, e forse i suoi film accompagneranno l’ uomo nel suo cammino verso le stelle.  Una curiosità. Smile era la canzone amata da Mikael Jackson e alla sua morte è stata eseguita sul suo feretro.  Buon Natale da  Salvo Gagliardo.

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Gli Universi Fantastici  di zio  Walt

Walt Disney

 

Walter Elias  Disney nasce negli Stati Uniti, il 5 dicembre del 1901,  a Chicago, Illinois, da parenti di umili condizioni. Quarto di cinque figli, nel  1903 segue  la sorella Ruth. Nel  suo sangue si trova sangue irlandese, normanno, canadese, tedesco, assieme  a quello  di antichi contadini e cercatori d’ oro. Presto rivela una vera  passione per le tecnologie e il disegno, ma anche per gli affari.  si trasferisce nel Missouri, in una fattoria agricola a Marceline, e nel 1911 a Kansas City assieme al fratello Roy. Kansas City segnerà la sua maturazione, Walter ha nove anni. Segue corsi artistici e di disegno,oltre a contribuire con il suo lavoro alle spese di famiglia.  Si occupa per il padre della vendita di giornali e continuerà a farlo  a bordo dei treni  della  Missouri Pacific Railroad, Walt resterà  famoso per la sua passione per i treni a vapore e per  i treni in miniatura, passione che lo porterà più tardi a realizzare i Grandi Parchi Giochi di Disneyland e  la Carolwood Pacific Railroad  nel giardino di casa. Lo  zio è un ingegnere ferroviario,e sui treni venderà giornali, dolciumi, frutta e bibite . A Kansas City   diventa pubblicitario assieme al fratello Roy e vende piccoli  spot pubblicitari da lui realizzati, ed   è qui  che Walt incontra  per la prima volta il teatro e il cinema.  Ma la sua vita passa da Kansas City a Chicago, dove  comincia a disegnare vignette per i giornali locali. Scoppia  la Guerra e Disney parte volontario per l’  Europa, Francia,  dove guida le ambulanze della Croce Rossa. Tornato in patria attraversa momenti difficili aiutato dal fratello . Cerca anche di lavorare per il cinema di  Charlie Chaplin, che cominciava allora ad emergere. Riprende la sua attività di pubblicitario. Assieme al vignettista  Ubi Iwerks   fonda a Kansas City la sua prima società. E’ affascinato dalle potenzialità della cinepresa nel creare cartoni animati. E realizza i suoi primi cortometraggi per i cinema locali di Kansas City. La tecnica seguita è del tutto originale e  diversa da quella delle normali animazioni pubblicitarie. Continua a produrre cortometraggi  che vende a varie Società. Produce il suo primo cartone animato Alice’s wonderland che porterà con se e definirà in California.  Sebbene quella di Kansas City  sia per lui  una grande esperienza, economicamente rende poco. Ed è già una leggenda che lui e il fratello Roy si trasferiscano nel 1923  da Kansas City ad Hollywood con pochi dollari in tasca, 40  vuole la leggenda. E nel 1923 comincia a produrre  i suoi primi cartoni animati. E’ qui che  crea il suo primo Studio assieme al fratello Roy, che diverrà nel 1928 la Walt Disney Production. Sposa una collaboratrice, Lillian Bounds. Nel 1927 crea il personaggio di Oskar Rabbit, ma presto ne perde i diritti, sottrattigli  dal famoso  Charles  Mintz di New York, il creatore di Felix the Cat e della Universal Pictures, che gli toglierà anche i suoi migliori collaboratori. Ma non  molto dopo Disney idea e crea  l’ indimenticabile Topolino, Mickey Mouse, inizialmente chiamato Mortimer Mouse che più tardi diverrà l’avversario del topo più famoso del mondo. La leggenda vuole che il celebre personaggio  sia stato disegnato in treno da Walt Disney. Sarà Lillian Disney, la moglie, a dargli il nome che lo renderà famoso in tutto il mondo, e fino  al 1947 la sua voce  sarà quella di Walt in persona. Plane Crazy e The Gallopin’ Gaucho sono   i suoi primi cortometraggi su   Topolino, muti. Ma in  Steamboat Willie, proiettato a New York nel  1928, Topolino diventa sonoro, si tratta di un sonoro sincronizzato il cui sistema Walt aveva acquistato per gli Studios. Con Topolino recitano anche Minnie Mause e Gambadilegno. In Silly Sinphony Disney mischia cartoon e musiche in modo fantastico, è una trovata di grande successo che potenzierà enormemente gli Studios. Fanno la sua comparsa i  Tre Porcellini. E presto  Topolino  acquista  nuovi  amici, come  il cane Pluto, Pippo e Paperino,oltre alla  graziosa Minnie,  Topolino prende il colore. Walt lavora per la Columbia Pictures, ma presto passa alla Universal. E’  nel 1937 che Disney realizza il suo primo lungometraggio, una splendida storia in cartoni animati che resterà quasi immortale, nasce Biancaneve e i Sette nani. Walt crea la perfezione nel disegno animato che resterà insuperata fino all’ entrata dei Giapponesi nel mercato  e delle nuove tecniche di disegno. La sua è una vera magia e il mondo degli animali si anima come quello umano, tutto questo richiede un gran numero di collaboratori altamente professionali e specializzati. Sebbene Disney fosse stato sconsigliato nel realizzarlo, il film viene proiettato al Hollywood il 21 dicembre del 1937, ed  è subito un capolavoro e riscuote un grande successo di pubblico, oltre a diventare un campione di incassi. Walt  realizzerà  con il ricavato a Burbank, California,  i nuovi Walt Disney Studios il 24 dicembre del 1939. Eterne resteranno le canzoni della sua colonna sonora. Ma gli anni Trenta vedono anche Topolino in carta stampata nelle edicole.  E la Disney comincia ad accumulare Premi e Riconoscimenti. Ma la guerra è alle porte. Disney realizza Pinocchio e  Fantasy. E’ il 1940 e l’ Europa è in guerra,  gli Studios ne soffrono e   producono propaganda americana.  Disney diviene un mito per  i soldati in guerra, realizza documentari e distintivi con i personaggi cari ormai al pubblico mondiale. Nel 1941 esce Dumbo ed è di nuovo un successo.  Gli impegni nel conflitto della Walt Disney Production  si infittiscono con l’ entrata in guerra degli Stati Uniti.  E assieme alle truppe americane, in Normandia sbarca anche Topolino che diviene simbolo di quella  globalizzazione che uscirà vincitrice dal   conflitto. Nel 1942 esce Bambi. Ma Disney dà vita anche  a qualcosa che resterà una tradizione in America, quella di riproporre ogni 7 anni i suoi successi nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti. Vengono realizzate  nuove serie di cartoni animati per l’ America Latina, e nel dopoguerra  Disney produce  Alice nel Paese delle MeraviglieLe avventure di Peter Pan, comincia a lavorare a Cenerentola e manda nelle sale una serie di Documentari sul mondo animale e naturale, che hanno un buon successo e che restano nella storia del cinema, come  La natura e le sue Meraviglie e Alaska. Ma come per Charlie Chaplin,  il dopoguerra porta a  Walt Disney anche dei problemi col Governo e come Charlot, Disney viene accusato di filocomunismo   e di attività antiamericana dal senatore Mac Carty e dall’ FBI. Ma ovviamente si tratta di manovre oscure  contro la Disney perché Walt ha sempre dimostrato il suo americanismo durante la Guerra e in tutto il suo lavoro. E’ nota La sua passione per gli sport nazionali, dal baseball, al golf, all’ equitazione, al polo. Walt Disney ormai si avvia a gestire un impero e a diventare il suo assoluto imperatore, un impero economico dal fatturato fantastico. Fonda la Buena Vista Distribution Company. Negli Anni Cinquanta si avventura nel regno fantastico  di Jules Verne, realizzando 20.000  Leghe Sotto i Mari in  Cinemascope, un film d’ avventura  che non è un cartoon e  L’ Isola del Tesoro di Stevenson. Nel 1954 Disney è in televisione con la serie Disneyland, poi   Walt Disney Presents per l’ ABC e che verrà riproposta per molti anni,divenendo presto a colori, e Mickey Mouse Club. Nascono i grandi parchi Disneyland  in  California e Florida, seguiranno Francia e Giappone. Ormai gli Studios sono un colosso mondiale e continueranno a produrre cartoni animati come  Lilli il Vagabondo, La Carica dei Cento e Uno, La Spada nella Roccia, La Bella Addormentata in Super Tecnirama. Il primo Disneyland apre i battenti il 17 luglio del 1955. Ma Disney grande appassionato di tecnologie non può restare estraneo all’ avventura spaziale di quegli anni e  con la NASA e Werner von Braun, il suo direttore, produce documentari sull’ astronautica e il volo spaziale. Disney è ormai all’ apice del successo, il suo è un Impero dell’ Intrattenimento. Produce nel 1964 Mary Poppins e Disney diviene il maestro indiscusso mondiale dei  film che coniugano animazione e live action. La Ditta Walt Disney Production  sommerà nel tempo Premi, Riconoscimenti e Nomination  a mai finire per animazioni, musiche, gadget, dialoghi. Ventinove Oscar più una quantità strepitosa di altri premi fanno di questo piccolo uomo nato nell’ Illinois da umili origini, il Re dell’ intrattenimento e dei bambini, e nel 1964 Walt Disney riceverà da Lindon B. Johnson la Medaglia presidenziale della libertà.  La Walt  Disney Production e la Walt Disney Word diverranno  icone del nostro tempo, come  Mc Donald e Coca Cola, e non è un caso che un altro grande della Globalizzazione e dell’ Intrattenimento, il regista Steven Spielberg troverà nel più anziano Willie  un modello da seguire. Oggi la multinazionale società disneyana realizza 35 miliardi di dollari all’ anno. Nel 1965 esce nelle sale cinematografiche Mary Poppins. Il Parco in Florida ad Orlando però  viene  realizzato definitivamente dal fratello Roy  dopo che Walt muore il 15 dicembre del 1966  di infarto a Burbank, Los Angeles, dopo che i medici gli avevano diagnosticato un cancro ai polmoni. Il 19 settembre del 1966 era stata l’ ultima conferenza e comparsa in pubblico di Disney e  in cui aveva fatto il  punto dei suoi sogni grandiosi sull’ Intrattenimento e i Parchi Tematici che non riuscirà a vedere totalmente realizzati, il  grande sogno di una Città delle Meraviglie, di un  Universo Disney  da abitare come una città  e da vivere.  Sarà  il fratello Roy a continuare questo sogno fino al 1971, quando anche lui morirà a dicembre. Alla morte  di Walt  Disney  si scrissero  e pronunciarono  parole storiche come  << Da oggi il mondo è più povero>>. Il corpo di Disney,  si trova forse ibernato, o forse è solo un’ altra leggenda sul fantastico mago dei cartoons , ma la sua Mega Società continua a produrre capolavori di grande successo, come  Il Re Leone, Il gobbo di Notre Dame, La Bella e la Bestia ed altri. Di sicuro Disney seppe sfruttare al massimo quello che andavano offrendo le tecnologie in fatto di suono e riprese cinematografiche, e di colori, e di televisione.  Inserì  abilmente il sonoro quando esso fece la sua comparsa nelle sale cinematografiche, e introdusse il Technicolor nelle sue pellicole. Si aprì con abilità alla Tv quando questa divenne il mezzo di intrattenimento preferito dagli  Americani e dal  Mondo intero,  ed ancora oggi resta  all’ avanguardia tecnologica sia nel campo dell’ intrattenimento che dell’ informazione scientifica e tecnologica. In quanto ai generi la Walt Disney spazia dalla commedia, alle  storie di avventura, alla fantascienza al Music Hall , al fantasy ai  generi più  diversi e innovativi  e quasi tutti producenti   spettacoli di grande successo  e vendite sicure. Per tutto  il mondo Disney è sempre rimasto  sinonimo di Natale  e di Grandi Feste, una sorta di Babbo Natale del mondo dei piccoli. E con il fantastico  Walt Disney , Salvo  Gagliardo vi augura Buone Feste e Buon Anno.

 

©salvogagliardoproduzione 1999-2009.All rights reserved.

 

 

 

 

I Signori dei Sogni.Steven Spielberg

mercoledì, 2 dicembre 2009

 

 

 

 

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Hollywood Fiction

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Steven Spielberg

or

The Golden Boy

by

Salvo Gagliardo

 

 

 

 

 

Nato  a Cincinnati,  nell’ Ohio nel  dicembre del  1946,   figlio  di una pianista e ristoratrice e di un ingegnere informatico, quartogenito  di una famiglia con tre ragazze, Annie, Sue e Nancy,  presto   si trasferisce nel  New Jersey, e poi a Phoenix in Arizona.  Qui comincia a frequentare le scuole e ad appassionarsi di fotografia e di piccole riprese  cinematografiche con una camera che gli anno regalato e  incoraggiato dalla madre Leah.  La sua  passi0ne per il film e i cortometraggi  è prematura e presto il piccolo Spielberg realizza film  a passo ridotto, che vende  ad amici,  parenti o anche ad estranei, e di cui fa pagare il biglietto; in questi anni il giovane   Spielberg psichicamente   sembra  afflitto dalla Sindrome di Asperger,  una sorta di autismo borderline che assai  spesso anticipa opere di genio. Sono questi   i suoi  primi  tentativi nel campo del cinema,  e  spesso  molto ambiziosi,  come il western   The Last Gun, in cui  mette la sorella Annie a vendere pop corn in  sala. Ma c’è anche Escape To Nowhere, un film di guerra   girato a 14 anni  presso l’ aeroporto di Phoenix. Spielberg è già abile nella fotografia e riesce creare  i suoi famosi effetti speciali che lo renderanno famoso in tutto il mondo. E a  16 anni realizza il  suo  primo lungometraggio,  che mette subito  in commercio,  Firelight( Luce di fuoco), un film che anticipa Incontri Ravvicinati, e La Guerra dei Mondi e realizzato soprattutto con l’ aiuto dei parenti, madre, sorelle, e compagni di scuola. Si tratta di un film di fantascienza la cui sceneggiatura è stata scritta totalmente  da Nancy, la sorella. Comincia a farsi avanti il tema dei bambini, molto frequente   nei suoi  film. Spielberg, infatti,  ha avuto un padre molto spesso assente nella sua educazione e nel suo sviluppo, e  Arnold Spielberg si è  separato  da Leah quando Steven aveva 15 anni.   Intanto Steve  entra nei  Boy Scouts  of America e  si  trasferisce nella South California, si iscrive all’ Università, ma viene respinto nel corso di arte del cinema.  Diventa   membro del Teha Chi una Società giovanile   di mutua assistenza assai diffusa  nelle Università di molti States. Frequenta studi e corsi  di cinematografia e televisione. Entra nei prestigiosi   Universal Studios. Dirige Amblin, il film che parla dell’ incontro tra un ragazzo ed una ragazza,ed  ha una  durata di  circa mezzora. E’ il suo primo vero successo e gli assicura dei buoni contratti con la Universal. Comincia  a lavorare per la Tv ed è impegnato in  alcune fortunate  serie, fra cui,  un episodio della serie Columbo con Peter Falk , e un altro della serie The twilight zone, ( Ai  Confini della Realtà) di Rode Serling,  Night Gallery, uno degli episodi più famosi con Johan Crawford. Ed è  per l’ Universal  che realizza le sue prime opere di  grande  successo di vendita, ad esempio  Duel, con la sceneggiatura di Richard Matheson. Il film gli apre subito  le porte dell’ Europa e lo rende famoso. Perfetto nel suo climax in crescendo  da thriller ed horror, geniale l’ idea di non mostrare il killer dell’ autocisterna, cosa che dà al film anche un certo sapore di poliziesco. Nei film seguenti Spielberg si rivela anche un ottimo sceneggiatore. E dopo lavori di un certo successo per la Tv, realizza Jaws.( Lo Squalo)prodotto  da Zanuck e Brown. Il film che è tratto da un romanzo di Peter Benkeley, ha un grande successo di pubblico, più del precedente .E  il  suo grande  successo commerciale consacra  Spielberg ad  uno  dei registi più ricchi  e meglio  pagati del mondo. Bruce viene subito battezzato  il grande mostro marino creato dagli effetti speciali e dalla geniale fantasia di Spielberg. La realizzazione del film ha conosciuto diverse difficoltà sul set. Ma Spielberg si è definitivamente rivelato un mago della cinepresa e un genio nel sapere suscitare  emozioni off limits negli spettatori. Nel film si afferma come protagonista il giovane Richard Dreyfuss, che diverrà amico e attore preferito di Spielberg. Jaws lo rende indipendente e lo porta definitivamente ad Hollywood. Ed è la volta di Close Encounters of the Third Kind ( Incontri Ravvicinati). Un film pensato da anni, con un tema, quello degli Alieni e degli UFO che non lascerà  la produzione di Spielberg ma che in qualche modo farà da cornice o da sfondo in tutta la sua produzione. Anche stavolta viene ingaggiato  l’ amico Dreyfuss che avvolte Spielberg chiama il suo alter ego, ma l’ altro protagonista principale della storia è il regista francese e amico di Spielberg, Francois Truffaut, una scelta difficile visto che altri erano stati chiamati e legati alla sensibilità filmica di Spielberg e alla sua passione per il cinema. L’ anno del 1977 è anche l’ anno del grande successo di Lucas, Star Wars. Con Close Encounters, che inizialmente si chiamava UFO, Spielberg continua ad accumulare riconoscimenti e premi oltre che uno strepitoso successo di pubblico che gli apre le sale cinematografiche di tutto il mondo. Ma Guerre Stellari è anche importante perché porta Lucas a stabilire un sodalizio che durerà a lungo con Spielberg e con le Società che il giovane astro di Hollywood  va  creando, i due pilastri del cinema commerciale a grandi effetti speciali si mettono così  insieme nella produzione e nella regia. E nasce  il personaggio noto in tutto il mondo: Indiana Jones. Ma prima è la volta di un film sullo sfondo di  Pearl Harbor con John  Belushi, 1941. Il film non conoscerà  il successo dei precedenti. E veniamo a Indy, l’ archeologo out sider alle prese con i misteri dell’ Ignoto e  Raiders of The Lost Ark. A sancire il  connubio Lucas e Spielberg è il giovane attore emergente Harrison Ford, che mieterà grandi successi non solo come protagonista di Guerre Stellari, ma anche come personaggio principale  della fortunata  serie Indiana Jones. Sembra chiaro ora che Spielberg voglia seguire il cammino  dei suoi idoli della cinematografia americana, soprattutto quella epica di John Ford e quella di intrattenimento di Walt Disney. Spielberg chiama Lawrence  Kasdan, del team di Lucas,  a sceneggiare  I Predatori dell’ Arca Perduta. Nato in un’ America rurale, Spielberg riesce a ricrearne le atmosfere e gli stati d’ animo, e a coniugare nei suoi film, democrazia,  alta cultura, e tecnologie avanzate,  in un mixer eccezionale che trasforma i suoi film  in grandi fiabe per bambini cresciuti. E’ la volta di E.T. un’ altra pellicola con dei bambini come protagonisti ed un altro film sul  tema degli Extraterrestri. Con esso fa il debutto la Amblin Entertainment, la Società  cinematografica fondata da Spielberg. Intanto il regista  produce Poltergeist e Gremlins, mentre Indiana Jones si trova impegnato  in una nuova avventura  fantarcheologica in Temple of Doom  (Il tempio Maledetto). Ma con la fama universale e con il successo economico si rafforza in Spielberg il suo impegno sociale  che smentisce l’ accusa mossa ai  suoi film di essere troppo rasserenanti e ossequienti alla American Correct Way. Realizza il The Color Purple(Il  Colore Viola), da un romanzo pulitzer di Alice Walker,  con l’ attrice emergente W. Goldberg. Il tema è il razzismo e la discriminazione, ma ancora una volta i critici condannano il film di essere melenso e zuccheroso. Da un romanzo dello scrittore inglese di fantascienza J.G. Ballard realizza Empire Of The Sun.  Il film viene girato a Shangai. Il libro di  Ballard era autobiografico e narrava della prigionia dello scrittore in mano ai giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale. Il film si afferma mentre l’ Occidente si apre alla Cina. Come protagonista Spielberg chiama J. Malkovich. Sean  Connery entra  nel cast di Indiana Jones in  Last Crusade. E gli incassi delle Società di Spielberg vanno alle stelle. Con  Richard Dreyfuss realizza il film romantico Alweys. 

L’ estro di Spielberg è sempre volto agli anni di infanzia e di formazione, per sua esplicita dichiarazione, e sappiamo come il regista abbia amato il modello di vita americana fondato sui cartoon, sulla pubblicità e sulla televisione, Walt Disney e Mac Donald sono in realtà i veri  vincitori dello Sbarco  in Normandia, a cui Spielberg da buon patriota e americano dedicherà un suo film Saving Private Ryan ( Salvate il soldato Ryan). Ma ora è giunto il momento di un’ altra rievocazione, quella di Peter Pan, il fantastico bambino  volante che non vuole crescere, creato dalla fantasia dell’ inglese  J.M.Barrie e che Walt Disney ha fatto rivivere in  cartoon. Sappiamo quanto Spielberg deva a   Walt Elias Disney e al su fantastico universo.  Il film, Hook, con Robin Williams  è di nuovo successo. Uno scrittore di best seller, Michael Crichton sta conoscendo la fama   con un suo libro di fantasia e  in parte di fantascienza, si tratta di Jurassic Park. Il tema è vecchio e già sfruttato da altri, fra cui   Conan Doyle con il   suo The Last Word, ma Crichton lo rinnova genialmente legando la ricomparsa dei Dinosauri sul nostro pianeta alla ingegneria genetica e  ai computer, e  alle industrie legate alla bioingegneria. E in un successivo libro sequel Crichton ci ripropone il vecchio tema dei pulp americani anni venti del Mondo Perduto e degli Universi Paralleli. I libri conoscono un successo di pubblico straordinario, ma non solo perché si scopre che i Dinosauri piacciono molto ai bambini. Spielberg non vi resta insensibile e dà luogo alla splendida favola fantascientifica, con un dispiegamento formidabile di effetti speciali e di supertecnologie applicate al cinema, e crea il suo Jurassic Park. Il film naturalmente è un po’ diverso dal libro, ma tornano di nuovo i bambini e i mostri. Il film crea una moda e fa di Spielberg un vero e nuovo Hans Christian Andersen dei bambini. Spielberg lancia a livello mondiale la moda dei Dinosauri e il film è davvero atterrente con il Tirannosauro Rex che schiaccia tutto ciò che trova lungo il suo cammino. Ancora una volta il mago degli effetti speciali lancia una moda che conoscerà un enorme successo, ovunque sorgeranno Jurassic Park per impaurire e divertire i bambini. Volendo ci si può anche leggere un avvertimento per chi si fida troppo  dei computer e dell’ Intelligenza Artificiale. Ma Spielberg non è un regista politico, la sua arte è il film puro, il puro divertimento ed intrattenimento, con significati avvolte drammatici e profondi che però non si sostituiscono all’ arte  e al  mestiere del cinema.  Spielberg come Ford e come tutti i grandi riporta il cinema alla sua origine fondamentale che è quella di stupire e divertire, fin dai Fratelli Lumiere. A Jurassic Park, segue The Lost Word, che si rifà sempre ai libri di Crichton. Intanto il regista ha fondato la Dream Works, la Società e colosso  cinematografico che racchiude l’ intera attività del regista assieme ai suoi soci J. Katzenberg e David Geffen. Ancora una volta Spielberg dimostra di essere  una efficiente e fantastica  macchina emozionale,  capace di realizzare una enorme quantità di denaro. Spielberg ha già  raggiunto la fama di un Walt Disney e di un  Mc Donald, se non di una Coca Cola. Le sue Società multimiliardarie  sono diventate simbolo della globalizzazione, i suoi film sono visti e venduti in tutto il mondo. Un destino simile a quello del suo socio Lucas, ma forse più affascinate e complesso. E ora è giunto per Spielberg  il momento di rendere omaggio alle sue radici ebraiche. Finora si era limitato a suggerirci una certa avversione per il nazismo, ad esempio nei Predatori dell’ Arca; Spielberg aveva avuto dei parenti uccisi nella camere a gas. Ma l’ occasione gli viene offerta dalla storia vera di un imprenditore tedesco e iscritto alle SS che durante la guerra aveva salvato la vita a migliaia di ebrei e che alla sua morte è stato sepolto  nel  cimitero di Gerusalemme.Ancora una volta lo spunto è un romanzo Schindler’s  List che narra appunto la storia dell’ imprenditore Oskar Schindler. Un tributo di sangue, lo ha definito  Spielberg e gira il film totalmente in bianco e nero con l’ esclusione delle scene finali e dell’ abito rosso di una bambina ebrea che verrà uccisa. La parte di Schindler viene affidata a Liam  Neesson, che attualmente sembra in lizza per la parte di Abram  Lincoln nel film omonimo che il regista si appresta a girare. Naturalmente non può non essere un trionfo e il film diviene un manifesto della Shoah e della Memoria. Ma mostra anche un altro aspetto del regista, la capacità di creare situazioni drammatiche non risolte alla fine da effetti fantastici. Spielberg è stato prudente e ha lavorato a lungo nell’  affrontare questo terribile tema per rispetto alla sua enorme tragedia, e nel film Spielberg si  mostra  di un realismo assoluto e spietato  che mai avevamo visto nei suoi film precedenti, si può anche dire che questo film realizza un passaggio importante nella produzione del regista spingendolo  verso toni più amari e forse più violenti.  Spielberg non ha pietà nel trattare questo orribile tema, non concede nulla ai sentimenti o al fantastico consolatorio e inchioda lo spettatore davanti a dati di fatto  di una enormità, assurdità e grottescheria, incredibile e sconvolgente . Penso che per questo il film di Spielberg resterà unico nella sua vasta e molteplice produzione.

Ora dopo il tributo,Spielberg può riprendere la sua strada. Crea un altro film che denuncia gli orrori della storia, stavolta si tratta di Amistad sullo schiavismo in America e la rivolta di alcuni negri  su una nave americana. La grande epica del regista continua, Spielberg riscrive la storia d’ America dal suo punto di vista, e in questo si assimila a John Ford. Ma  un nuovo nome sta entrando nel cast del grande regista ormai leggenda, è quello di Tom Hanks in  Saving Private Ryan.

…………………………..continua