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La Magia dei Celti

lunedì, 23 novembre 2009

 Fanta            

                                                           

 

 

Albi di FantastiKa

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Popoli e Misteri

The Keltoi

by

Salvo Gagliardo

Popoli magici e mistici, litigiosi come cavalli pazzi, i Celti popolarono l’ Europa fin dall’ Età del Bronzo, restando matriarcali fin in Ere Patriarcali,e  conservando un fondo di matriarcato nella posizione della donna nella loro società,   così da essere definiti  il Popolo della Madre.  Keltoi li chiamarono i Greci con cui erano entrati fin da antiche ere in contatto, e Galli li chiamarono i Romani, quando la Repubblica cominciò ad espandersi nel Nord Europa. Ne parla dettagliatamente Cesare nel suo De Bello Gallico anche se spesso vennero confusi o assimilati ai Germani con cui da molto tempo condividevano il territorio e in parte i costumi e la lingua. Ma la guerra fra Germani e Celti fu lunga e mai risolta finché i celti scomparvero dalla toponomastica della civiltà, assimilati o trasformati in altro,  a parte alcune zone di resistenza in cui ancora oggi si continua a parlare la loro lingua e a rifarsi ai loro antichi costumi e credenze. Come nella  Bretagna francese, in alcune zone dell’ Inghilterra, il Galles ad esempio e l’ Irlanda. Vi sono oggi storici ed innamorati di questi popoli che furono  all’ origine della civiltà europea e che per la loro vocazione al viaggio, all’ avventura e al commercio, e alle  scorribande predatorie, li ritroviamo nella toponomastica europea, in  Spagna ad esempio la Galizia,  e la penisola celto iberica, li troviamo  in Sicilia, più volte visitata e predata, fino alla Conquista Normanna dell’ Anno Mille , troviamo Celti nel Nord Africa, troviamo celti persino in Palestina, cosa  che ha spinto la fantasia accesa  di alcuni storici dell’ Insolito  a ipotizzare un qualche connubio tra celti ed ebrei, Davide era piccolo, ben fatto, con i capelli biondi e gli  occhi chiari. A un certo punto della storia non troviamo più una identità celtica precisa,  assimilata o cancellata da ceppi più forti, e più stabili emotivamente, come i Germani che in ere molto antiche invasero l’ Europa  dalle steppe e dalle pianure e dalle giungle dell’ India portando costumi guerrieri e patriarcali. Per cui quando Guglielmo  il Conquistatore invase l’ Inghilterra o i Normanni si stabilirono in Sicilia e nel Sud dell’ Italia, popoli Franchi e Sassoni si erano del tutto fusi con il più antico ceppo celtico così da essere indistinguibili, alla fine Merlino aveva perso l’ ultima battaglia contro  i potenti e sanguinari Sassoni! Non sappiamo quanto di celtico passò nelle corti medievali di Europa, di sicuro il gusto dei tornei, degli scontri, la passione per i colori, la propensione  alla simbologia,  al mistico e magico,   il rispetto e l’ amore per la donna, tutto quello che fece parte del Costumi di Corte. E restarono le antiche ballate e versi epici dei  trovieri e dei trovatori che cantavano di una  strana trasformazione di antiche usanze, leggende e meraviglie in modelli nuovi ed europei. La vera Europa nasce nel Medio Evo, ma i semi di questa sono molto più antichi. Ed ecco che si tramandano nelle corti. le gesta e le leggende di Artù, della Tavola Rotonda, del Graal e di Merlino, il più potente e straordinario mago dell’ Antichità, ma tutto questo portava il segno celtico e Merlino fu l’ ultimo erede dei Druidi, i sacerdoti  maghi e guerrieri celti, prima della totale assimilazione alla Croce della nuova religione, quella Cristiana.

Dobbiamo aspettare il Settecento e il Romanticismo  per assistere ad una rinascita di interessi celtici, veicolata dal nuovo interesse per i popoli antichi e barbari e per l’ antico folklore di Europa. I Popoli Nordici divennero  così oggetto di ricerche e di interessi forse poco scientifici, ma sicuramente emotivamente e psichicamente interessanti. Si riscopriva la forza e il mistero sottesi all’ Universo e nell’ uomo, nelle razze. Milton sognava una nuova scalata al Cielo  e all’  Antico Pardes di Dio,   e in polemica con la Chiesa si rivalutavano antiche credenze legate alla Magia e alle oscure forze del Creato. Giordano Bruno era stato bruciato a Campo dei Fiori a Roma, ma aveva aperto la strada ad una nuova sensibilità e a nuovi interessi.  Celti e  Germani si rioffrivano al lettore borghese e nazionalista,  che cominciava a aprirsi a nuovi orizzonti del fantastico. Nasceva il risveglio Gotico e l’ amore per la Barbarie, lo Strano e   l’ Oscuro e il Meraviglioso, per gli  antichi monumenti di una civiltà dimenticata come i grandi ed enigmatici  Megaliti, i dolmen e le pietre con segni misteriosi ed arcaici, per le  antiche scritture druidiche  e runiche. Motivi e temi popolari tolti qua è là dalle antiche  ballate e danze che ancora si tramandavano nei villaggi della vecchia Europa, venivano riscoperti e riproposti in nuove forme musicali dai grandi musicisti dell’ Ottocento. Shakespeare diventava veicolo della nuova sensibilità a caccia di misteri e magie, il drammaturgo elisabettiano stava conoscendo un fortunatissimo risveglio e successo, e apriva la strada al magico, agli spettri e al mistero. Si apriva così per l’uomo  all’ alba della  rivoluzione scientifica e tecnologica un mondo di meraviglie, di misteri  e di potenza infinita che stranamente e quasi  paradossalmente  risvegliava l’ antico mondo magico delle Ere Glaciali. E sarà  più tardi il magnifico libro di Pauwels e Bergier, Il Mattino dei Maghi, a farci sentire con forza questi strani connubi della Storia. Il Settecento era stato un secolo strano a cavallo tra due grandi Ere, dove le nuove scienze manifestavano ancora i loro intrecci con le  antiche scienze astrologiche e magiche, dove un Cagliostro conviveva con un Alessandro Volta e un Newton, e dove lo svedese e mistico Swedemborg  viveva nella stessa Era di un Arrenius, di un Cuvier o di un Darwin. E l’ Ottocento romantico ereditò queste superbe contraddizioni, ma la Storia non è mai limpida e chiara! Così  l’ americano  Poe, il più grande analizzatore e scrittore tardo illuminista, raccontava storie che tuffavano le loro radici in  strane credenze antiche, e Conan Doyle, il creatore del superlogico e superdeduttivo  Sherlock Holmes si occupava  con profonda convinzione di spiritismo ed  era affiliato ad una potente società segreta iniziatica e magica come la Golden Down! E in tutto questo il celtismo stava conoscendo anche lui un suo risveglio. Non sappiamo ancora oggi se Stonehenge fosse un monumento celtico dell’ Inghilterra meridionale o se appartenesse a una storia più antica, ma per i nuovi appassionati di misteri  e antichità lo divenne con sicuramente. Merlino divenne una fonte inesauribile per i nuovi scrittori, e le sue formidabili  e fantastiche prodezze andarono ad arricchire i racconti dei futuri narratori fantasy. E poi verrà il cinema che potrà offrirci in immagine i fantastici scenari dove Artù combatté le sue battaglie, e dove Merlino faceva sventolare il suo vessillo rosso con il Drago in stampa, le foreste  attraversate dal destriero nero della terribile Morgana,  e dove Parsifal si apre alla nuova sensibilità Cristiana. Ma questo è solo il celtismo  esplicito, perché implicitamente tutta la letteratura fantastica d’ Occidente è intrisa  di celticità, compresa la letteratura di fantascienza.

La simbologia celtica è complessa e affascinate, assieme al pantheon di Divinità e di Entità presenti nel patrimonio di questi popoli che solo di recente sono divenuti oggetto di uno studio più  attento e accurato e meno letterario o fantastico.

………………………………continua.

 

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