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sabato, 5 giugno 2010

 

 

 

 

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Gentile Visitatore, se sei interessato al mio Lavoro in Facebook, ti invito a Visitarmi.

Grazie 

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Invito a Hollywood di Fantastikalbi.

 

Gentile Visitatore/trice, da come ti sarai accorto il sito che stai visitando dà un certo spazio alle Fiction e al Cinema, essi sono parte integrante di un Progetto unico che  ha come obbiettivo quello di fare conoscere l’ Universo del fantastico e l’ Universo di Salvo Gagliardo, scrittore di fantastico e fiction. Vi è anche una sezione del Sito dedicata al Cinema, ma anche ad una possibile scuola creativa di Fiction, “Hollywood Fiction”. È però  una sezione in fase di allestimento. Molti  articoli che leggerai o che hai già  letto in questo Fantastikalbi in  Facebook riguardano il cinema e la televisione, spettacoli e film che hanno come tema il fantastico. Anche questo Post 8. che leggerai, ha vari articoli su film che ho focalizzato  per iniziare un discorso sul cinema e la sceneggiatura. Ti invito quindi a leggerli  e ad essere paziente per la futura strutturazione organica di un settore articolato riguardante le fiction. Grazie.

  

  

  

  

  

Hollywood Fiction
Cult UFOs Movies
By
Salvo Gagliardo
Offro queste note a tutti i mie amici in Facebook, Facebook Friends, et surtout, agli appassionati di UFO.
Presentazione del film di Steven Spielberg: Incontri ravvicinati. Close Encounters.
Film:

Close Encounters Of The Third Kind.1
Year:1977
Director: Steven Spielberg
Writer: Steven Spielberg
Starring:
Richard Dreyfuss
Francois Truffaut
Teri Garr
Bob Balaban
Melinda Dillon
Cary Guffey

Preambolo. Incontri Ravvicinati è stato un film che mi ha sempre suggestionato, e che mi è rimasto nella memoria fin da quando ho cominciato ad interessarmi agli UFO, anche se personalmente le mie preferenze riguardo le UFOs Movies vanno ad altri film, come al bel Communion di W. Strieber.
Ma qui intendo presentare brevemente la pellicola da vari punti di vista non escluso quello filmico, e non escluse anche osservazioni riguardanti la vera storia degli UFO.
E’ noto che Steven Spielberg da sempre è stato un appassionato di questo argomento, fin da quando ha tenuto in mano per la prima volta una cinepresa ed ha cominciato a realizzare film a passo ridotto. La sua passione per gli UFO e le Intelligenze Extraterrestri lo ha spinto più volte a finanziare spesso Programmi di ricerca rifiutati dai budget ufficiali. E penso anche che in questo abbia una certa importanza la sua origine etnico ebraica, e in Close Encounters questo è lampante nelle simbologie racchiuse nel film stesso.
Tutti oggi sappiamo che per realizzare la pellicola Spielberg si è servito della consulenza DOC di chi di UFO se ne intendeva, qui parlo dell’ astronomo Allen Hynek e di Jacques Vallèe, il brillante scienziato franco americano che è stato anche l’ aiutante di Hyneck e che nella Movie viene incarnato da monsieur Lacombe, l’ Ufologo francese che partecipa con gli americani ad un Progetto che porterà gli Stati Uniti ad incontrare ufficialmente le Alien Nations presso la Tower Devils nel Wyoming. La Torre del Diavolo oggi è considerata un monumento nazionale, il primo Monumento Nazionale dagli Stati Uniti proclamato da Theodor Roosevelt nel 1906. Si tratta di una inconfondibile cima vulcanica alta quanto l’ Empire State Building. Per altro la figura iconica del vecchio padre e decano dell’ Ufologia mondiale appare negli ultimi fotogrammi della pellicola con la sua inconfondibile pipa in mano.
Premetto subito che il film è strutturato in ampi episodi intrecciati fra di loro e che includono due storie principali, quella di monsieur Lacombe, scienziato ed appassionato di UFO giunto negli USA dalla Francia per guidare le ultime tappe del più grande Progetto della Storia dell’ Umanità che porterà al Contatto definitivo ed Ufficiale con una civiltà aliena presente nel nostro Pianeta per questo scopo, e la storia più modesta, ma di grande impatto come vedremo, di Roy Neary, un impiegato di una compagnia elettrica dell’ Illinois che si trova a vivere un momento speciale e anche drammatico, della sua esistenza e di quella dell’ intero pianeta, e che lo condurrà all’ interno della fantastica Astronave Madre,in una magica notte estiva, scesa sulla Terra e ripartita poi verso le Stelle. Invito gli amici lettori a considerare il fatto che nel film si parlano molte lingue, l’ inglese, naturalmente, il francese, il messicano, il mongolo e una lingua dell’ India vedica. Segno forse che l’ Evento che sta per accadere in una meravigliosa notte stellata sulla Montagna del Diavolo debba essere considerato un Evento Globale, non per niente tornano nel film i simboli iconici della Globalizzazione planetaria, la Coca Cola, la Shell Oil e la Mc Donald.
…..continua.
©salvogagliardo.2010. All rights reserved.

  

Hollywood Fiction
Cult UFOs Movies
By
Salvo Gagliardo
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Presentazione del film di Steven Spielberg: Incontri ravvicinati. Close Encounters.
Film:

Close Encounters Of The Third Kind.2
Year:1977
Director: Steven Spielberg
Writer: Steven Spielberg
Starring:
Richard Dreyfuss
Francois Truffaut
Teri Garr
Bob Balaban
Melinda Dillon
Cary Guffey

Messico e La Pattuglia Perduta

Apertura

Deserto di Sonora,Messico. E’ l’ inizio della nostra storia fantastica e di quella di Steven Spielberg. La storia comincia quindi in un Deserto , ha qualche significato simbolico? Sette figure  si muovono con difficoltà dentro ad una tempesta di sabbia, Sette è un numero caro agli Apocalittici. Si tratta del Gruppo di americani e francesi che si incontrano in un cimitero  di vecchie auto e in cui si trova una locanda malandata  con la scritta in rosso,  Coca Cola. Ci sono anche dei gendarmi messicani che parlano in messicano stretto. Il Messico è una regione cara a tutta l ‘Ufologia. In questo gruppo spiccano alcuni personaggi della nostra storia, lo scienziato e ricercatore francese Claude Lacombe, che parla poco l’ inglese e che ha bisogno di qualcuno che traduca, il barbuto cartografo americano David Lauglin che fa da traduttore, e Robert Watt, la prestante  guardia del corpo dell’ Ohio  di Claude  Lacombe. Si tratta di una spedizione quasi scientifica e quasi internazionale, infatti là, in quel posto sperduto e coperto dalla sabbia sono stati trovati sette aerei del tutto intatti, sette  bombardieri  Grumman Avenger della Seconda Guerra Mondiale con il carburante ancora intatto, quasi nuovi e non toccati dal tempo,e perfettamente funzionanti, dentro  ci sono ancora le  foto delle ragazze dei piloti. E’ una scoperta eccezionale perché si tratta della famosa Pattuglia Perduta, i cinque  aerei scomparsi sul Triangolo delle Bermuda e partiti da Pensacola, Fort Lauderdale,  in Florida nel Dicembre del 1945, gli aerei realmente   scomparsi furono cinque più un aereo di soccorso.  Ma  nella simbologia del regista americano tutto acquista valenze magiche, si ritorna alla Seconda Guerra Mondiale, una sorta di nostalgico revival, e  ci si  trova di fronte ad un mistero. Le scene sono bellissime, sembra un paesaggio marziano battuto dalla sabbia e dal vento, c’è una grande eccitazione in giro, e c’è il senso di una Grande Avventura appena iniziata. Si parla messicano, inglese e francese, si tratta della storia di Lacombe che è uno scienziato e quindi di per sé internazionale e al di sopra degli orgogli nazionali. Viene trovato un nativo, un vecchio contadino ancora traumatizzato da quello che è successo quella strana notte quando gli UFO sono atterrati in quel luogo sperduto. Ricorda ancora il tripudio di luci e le musiche, quelle strane musiche che formeranno un leit motive o un tema di collegamento per tutto il film. E poi c’è la bruciatura o l’ ustione su tutto il suo viso, altro leit motive di collegamento!  Siamo già entrati nel vivo  della  storia.

Continua……..

©salvogagliardo.2010. All rights reserved.

  

Hollywood Fiction
Cult UFOs Movies
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Salvo Gagliardo
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Presentazione del film di Steven Spielberg: Incontri ravvicinati. Close Encounters.
Film:

 Close Encounters Of The Third Kind.3
Year:1977
Director: Steven Spielberg
Writer: Steven Spielberg
Starring:
Richard Dreyfuss
Francois Truffaut
Teri Garr
Bob Balaban
Melinda Dillon
Cary Guffey

La Lunga  Notte di Roy Neary1

Lasciamo monsieur Lacombe in Messico e entriamo nella Terra di Controllo aereo di un aeroporto dell’ Indiana, USA. E’ sera e la Torre segnala uno strano avvistamento, delle luci stanno inseguendo un aereo delle linee commerciali. L’ avvistamento intensamente drammatico errà classificato come UFO e forse cancellato dagli archivi ufficiali.

La stessa notte Barry Guiler, un bambino di quattro anni sta dormendo nella sua piccola stanza piena di giocattoli elettrici che improvvisamente si mettono in movimento, una forte luce rosata sconvolge la quieta della stanza attraversando la finestra aperta, siamo in estate. Barry si sveglia attratto dalla strana luce e da un  ronzio persistente,  oltre che dai giocattoli che sembrano impazziti, pagliacci elettrici, scimmie elettriche,piccole auto della polizia, un aereo, un carro armato. Barry chiamato dalla luce, si avvia fuori dalla stanza.  Poi scende in basso e come chiamato dalla luce si avvia fuori nella notte. Sopra la madre, Jillian si veglia anche lei, ha un brutto raffreddore, ma anche lei attratta dallo strano movimento e dalle automobiline elettriche si sono messe in moto e che si inseguono va alla finestra e vede Barry  che si avvia lungo la strada di campagna, inseguendo qualcosa nel cielo una luce che si perde all’ orizzonte.

Quella sera anche in casa Neary c’è movimento. Roy sta giocando con i figli mentre la moglie, Ronnie,  si lamenta del comportamento di Roy. Roy è un impiegato della società elettrica che serve la zona. Improvvisamente se ne va la luce, black out elettrico e Roy è chiamato dal capo a controllare la linea. E’ successo qualcosa tutta la regione è al buio e si dice che anche la costa orientale degli Stati Uniti sia al buio. Roy entra nel suo furgone e va a vedere. C’è subbuglio ovunque, la gente dei cottage monofamiliare è per le strade. E il cielo ha uno strano colore.

Roy si ferma da un quadrivio per controllare una mappa della zona, e improvvisamente.. tutto comincia a scuotersi, il motore del furgone si spegne, tutt’attorno c’è un silenzio abissale, Roy è in difficoltà, una luce sta scendendo alle sue spalle, Roy pensa che sia un auto, ma poi…. accade l’ incredibile, viene illuminato dall’ alto da una luce accecante, ogni oggetto attorno a lui nell’ abitacolo dell’ auto sembra impazzito, e non ubbidire più alle forze di  gravità terrestri, Roy esce la testa  dal finestrino, ma viene investito da una luce accecante che sembra bruciargli il viso. Poi tutto sembra tornare normale, la luce si spegne, il motore si riaccende improvvisamente e ogni cosa attorno cessa le  sue strane convulsioni. Roy vede che qualcosa si sta allontanando nel cielo, qualcosa di grande, di molto grande simile ad una astronave, decide di inseguirla, e dà gas ai motori, ma anche  le polizia di ronda per le strade di campagna dell’ Indiana ha avuto al stessa idea e per le strade si scatena  un putiferio, mentre le Luci corrono  misteriose nel cielo.

Gentili lettori, io  ho colto vari elementi interessanti. I giocattoli di Barry che si mettono  improvvisamente in moto fra di loro c’è Frankenstein, la  scimmia giocattolo  che comincia ad agitarsi, il forte raffreddore della madre di Barry, Jillian, le Luci scese dal cielo mettono al buio la Terra, creano il caos, riferimento alla storia di Pinocchio da parte di Roy ai figli,Walt Disney  è stato un mito per Spielberg. Per il piccolo Barry gli UFO son un’ occasione di gioco, Barry verrà rapito dagli UFO. Gli oggetti nell’ abitacolo di Roy  non  subiscono la forza di gravità come nell’ abitacolo degli astronauti.  Ronnie, la giovane moglie di Roy presto si staccherà da Roy che sta per entrare in crisi e la sua vita verrà sconvolta da quegli avvenimenti  notturni. Il cielo stellato dell’ Indiana anticipa il Cielo stellato del Wyoming dove gli UFO atterreranno. Volendo si trova tanto altro. Io mi fermo a questo per ora. Grazie.

Continua…..

©salvogagliardo.2010. All rights reserved.

  

  

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Cult UFOs Movies
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Salvo Gagliardo
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Presentazione del film di Steven Spielberg: Incontri ravvicinati. Close Encounters.
Film:

Close Encounters Of The Third Kind.4
Year:1977
Director: Steven Spielberg
Writer: Steven Spielberg
Starring:
Richard Dreyfuss
Francois Truffaut
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La Lunga  Notte di Roy Neary2

Roy con il suo furgone giunge in una collina dove della gente, dei contadini del posto stanno aspettando qualcosa, guardando il cielo. C’è anche Ronnie, la ragazza madre che cerca Barry, poi accade l’incredibile, nel cielo notturno  dell’ Indiana corrono piccole sfere luminose inseguendosi, poi ne arrivano altre più grandi e poi altre ancora sempre  più grandi, e strane, che si inseguono, e sembrano quasi giocare, è un tripudio folle  di luci. E’ apparso Barry, il bambino di Jillian, che evita a stento di essere travolto  dal camioncino di Neary. Qualcuno fra gli spettatori di quella strana notte alza un cartello con scritto Wellcome! Benvenuti! Tutto sembra impazzito in quella sarabanda, la polizia giunge con le sue macchine e a sirene spiegate,  e si mette all’ inseguimento di quelle strane cose, anche Roy sale sul suo camioncino e corre dietro di loro, eccitato e sbalordito. Poi le cose si perdono nella notte e nell’ orizzonte stranamente illuminato dei cieli dell’ Indiana.

Roy torna a casa e vuole che Ronnie e i bambini vedano quello che lui ha visto, li porta quasi a forza sul posto, ma non accade nulla, solo Ronnie e Roy ritrovano sotto el stelle e nella solitudine della campagna notturna,  la sensazione piacevole di un passato che li ha uniti in matrimonio, ma come vedremo è solo una sensazione passeggera. Ora per Roy inizierà un periodo duro che lo porterà assieme ai Chiamati o agli Eletti dentro la Torre del Diavolo, nel Wyoming.

Qui assistiamo a una nuova coppia che si forma sotto il segno degli UFO, quella di Neary e Jillian, i due Chiamati o Eletti. La lunga notte di Neary porterà il giovane elettrotecnico ad una crisi e allo stacco da casa e in qualche modo dal mondo per unirsi alla fine ai 12 che saliranno nella Nave Madre. Vediamo Barry, il bambino che si appresta ad essere Rapito e che insegue le luci che per lui sono simili ai Giocattoli di casa. Vediamo la notte stellata con quegli strani e mirabili eventi. Vediamo tutto questo ed altro ancora,sapientemente architettato dal regista americano che da piccolo è vissuto nelle zone rurali dell’ America.

Continua…..

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Analysis Fiction

La Commedia  Americana

The War of the Roses

Ti amo fino alla follia

Di

Salvo Gagliardo

Presentazione del film The War of The Roses

 

Premessa. Una  commedia Americana molto divertente  sulla istituzione del matrimonio in America  e la sua crisi che vede ancora impegnato un attore come Michael   Douglas  a cui la parte di chi deve scontrarsi a sangue con l’ altro sesso sembra adattarsi  a pennello, più volte ripetuta e quando l’ altro contendente si chiama Kathleen Turner,atletica ed acrobatica,  allora  il fenomeno ha un nome e un cognome. Denny De Vito , attore, regista  e produttore, l’ avvocato in questioni matrimoniali  Gavin D’ Amato,  apre la fiction raccontando ad un cliente la storia di  Oliver Rose, cliente e collega, sposato felicemente. Almeno all’ inizio, con la bella, bionda  e aggressiva Barbara Oliver. La racconta fin dall’  inizio, fin da quando Oliver e Barbara si sono casualmente incontrati, piaciuti e sposati.

E l’ attenzione della storia sembra concentrarsi nella casa che i Rose, una famiglia media americana, lui avvocato di un certo successo e lei impegnata variamente in negozi e business,acquistano, una vecchia palazzina di cui è morto il proprietario,  e arredano con attenzione. Intanto i figli crescono e la casa sembra prosperare con un grasso gatto e con un cane.

La apertura e lo sviluppo del primo atto ci mostra questo, ma prepara qualcosa, qualcosa di imprevisto. Un improvviso malessere costringe Oliver a farsi ricoverare in ospedale d’ urgenza, all’ inizio si teme il peggio, il cuore, ma poi Oliver se la cava e aspetta che Barbara lo vada a trovarlo  in ospedale. Cosa che non avviene!

Da qui la storia prende un’ altra piega e si avvia verso il culmine emozionale del racconto. Barbara non solo non va in ospedale a trovare il marito, ma rientrato questi a casa, a letto, gli comunica che ha intenzione di divorziare, che lei ha sperato che morisse e  ne sarebbe stata profondamente addolorata. Ne segue un battibecco, poi Oliver decide di accettare i consigli dell’ amico e collega Gavin D’ Amato.

Inizia  a prendere fuoco la casa, e via via a  fracassarsi  le suppellettili. La situazione continua a salire di tensione e poi  a scendere, e la maschera per metà sarcastica e per l’ altra carica di affetto e di eros della combattiva K. Turner, contrappunta bene  questa tensione oscillante e quasi grottesca. E si  giunge ad  una festa importante in casa Rose, Barbara  ha invitato a cena  gente con cui deve fare affari, ma la festa va a rotoli per l’ atteggiamento clownesco  e sarcastico di Oliver, che rovina totalmente la cena quasi con oscenità, la vendetta è immediata e Barbara distrugge la preziosa spider di Oliver, in un crescendo parossistico di violenza. E si arresta ad un incendio appiccato da Oliver, per riprendersi in una vera caccia all’ uomo circondata dalle macerie che lascia.  Finchè si arriva allo scontro finale. Tutti e due restano  appesi pericolosamente  ad un grosso lampadario  della sala, che precipita a terra e li uccide, i due si ritrovano moribondi assieme  ai cocci del prezioso  lampadario,  mentre Oliver  prima di morire allunga una mano verso di lei e lei la respinge. In una sorta di amore assoluto e di odio senza fine i due assieme come in una vecchia storia d’ amore e morte, che appare  più una commedia,  concludono la loro vita quasi uniti uno all’ altro,in uno sfondo natalizio ricorrente,  mentre accorre inutilmente in aiuto l’ amico Gavin. E l’ avvocato De Vito Gavin termina di raccontare la sua storia al cliente eccitato da questo  racconto, e quasi senza fiato,  e gli consiglia varie soluzioni al suo problema matrimoniale, fra cui l’ accordo.

©salvogagliardoproduzione.2010. All rights reserved.

 

 Analysis Fiction

By

Salvo  Gagliardo

Fatal Attraction

Attrazione fatale

a dark story

Regista: Alexander Lyne

Anno: 1987

Starring:

Glenn  Close

Michael Douglas

Anne Archer

Presentazione del film di Alexander Lyne

Gentili amici di Facebook, Facebook’Friends, il mio lavoro di scrittore e di esperto di letteratura fantastica e fiction mi ha portato anche ad interessarmi di strutture narrative  cinematografiche, e a cercare di capire la struttura interna che anima una storia destinata al cinema. Nelle mie precedenti note ne ho dato un’ ampia testimonianza, ma  qui voglio sottoporvi uno splendido thriller ad alta tensione uscito nelle sale nel 1987 e più volte rivisto  in Tv, Fatal Attraction, con una bella Glen Close e un ottimo Michael Douglas. A parte l’ indubbia abilità con cui  esso è costruito,e questo va a merito degli sceneggiatori U.S., le considerazioni finali da me fatte possono ancora interessare il vasto pubblico e non solo americano, in quanto il tema di Attrazione Fatale e  di A. Lyne è il giusto mortificato e la vendetta del giusto. Un tema che ritroviamo trattato  nello stesso modo in un altro bel film U.S. Cape Fear di Martin Scorsese con uno splendido Robert  De Niro e un ottimo Nick Nolte. Sia lì che qui abbiamo una  vendetta e una ingiustizia sofferta. Ma più approfonditamente il tema della fiction è l’ infedeltà coniugale e il diritto del maschio americano, qui appartenente ai White  Collers , o Colletti Bianchi, ossia ai WASP, ai Bianchi Anglosassoni Protestanti, di premettersi scappatelle extraconiugali senza responsabilità e senza volerne pagare il prezzo. Il film da questo punto di vista è estremamente interessante e quasi biblico, ed è diventato una Icona per molte donne d’ America che la pensano come il regista.

Una donna attraente   seduce un brillante avvocato in carriera in un travolgente thriller che porterà alla tragedia. Sarebbe la storia di un legame tenebroso che conduce  al delitto, se non  racchiudesse  altri risvolti  molto intriganti.

La storia è questa. Dan Gallagher, un giovane sposato e un brillante  avvocato in carriera conosce in un party letterario un’ affermata e bella  dirigente editoriale, Alex Forrest, con cui lega affettivamente. La donna lo invita nel suo appartamento,e   Dan approfittando dell’ assenza della moglie, Beth,  che  ha portato la figlia Ellen ,a trovare la  nonna in campagna, ha con lei una storia di sesso travolgente che dovrebbe concludersi quando Beth  sta per tornare dalla campagna. Ma invece le cose per il povero Gallagher  non andranno così.

Alex non è disposta a cedere Dan  alla famiglia e mollata,  tenta il suicidio. Rimessasi,Dan pensa che tutto sia a posto e che si è trattato di un atto estremo forse dovuto a qualche patologia psichica  della donna. Ma la storia è destinata a continuare perché ha inizio una vera e propria persecuzione da parte di Alex, in un meraviglioso crescendo di suspense che porterà al dramma finale.  Alex irrompe violentemente nella vita privata di Dan e della sua famiglia, dapprima violando l’ intimità del suo ufficio, poi tempestandolo di telefonate.  Dan assiste smarrito ed impotente ad un crescendo  inaudito di violenze,  si vede bruciata  la macchina, Alex tenta di rapire Ellen, la figlia di Dan, e costringe l’ avvocato a rivolgersi alla polizia, e infine minaccia l’ uomo di rivelare tutto alla moglie. Dopo tutto questo e dopo che la moglie nel tentativo di salvare Ellen finisce in ospedale,  Dan si vede costretto quindi a dire tutto a Beth,  che naturalmente non la prende bene. Ma Alex non demorde. Uccide il coniglio di casa,  facendoglielo  trovare bollito nella pentola, e poi irrompe nella nuova casa di campagna  dell’ avvocato con un coltello in mano. Ha inizio una violenta lotta e Dan  cerca di annegare la donna nella vasca da bagno. Infine Alex  non sembra dare più  segni di vita, ma è solo apparenza, perché la donna   torna alla carica e stavolta sembra avere la meglio su Dan  che avrebbe pugnalato di certo se la moglie non le avesse sparato, uccidendo così il mostro impazzito.

Una storia ben costruita e ad alta tensione,  una storia di conflitti  drammatici, crudeli e selvaggi  tra uomo e donna a cui Michael Douglas ci ha abituati, e che potremmo anche in qualche modo trovare in altre fiction, ad esempio come non pensare al crescendo  di orrori del film Cape Fear di Martin Scorsese? E questo Fatal Attraction in qualche modo gli somiglia per l’ intensità quasi  biblica del lavoro. Alex Forrest e Max Cady, il personaggio cattivo e impazzito di Cape Fear, hanno molto in comune, hanno la forza della vendetta dalla loro, e   in qualche modo la forza di una giustizia intesa biblicamente, due personaggi intensamente negativi passati sotto questo filtro di lettura assumono aspetti positivi di Angeli della Morte. Cady e Forrest eseguono dal loro universo  ingiustamente violato una spietata sentenza  che vorrebbe ristabilire la giustizia, una giustizia del tutto  ignorata dal mondo frettoloso e superficiale.

Ma in Attrazione Fatale, il tema coinvolge i rapporti sessuali tra Maschio e Femmina, Tra uomo e Donna, il regista si chiede se è giusto che ci si possa deresponsabilizzare nei rapporti che riguardano la sfera sessuale, e se ogni rapporto umano non è per questo sacro e carico  di conseguenze. Il mondo universo di Forrest sembra più antico di quello del giovane e brillante Dan Gallagher, fatto di rapporti intensi e di una giustizia oggettiva fuori dai nostri capricci personali. Il film mi ha affascinato per questo. Grazie.

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sabato, 8 maggio 2010

 

 

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Invitation to Read

Albi di Fantastika

di Salvo Gagliardo

 

Dear Reader ,assieme a Fantastikalbi in Facebook,  in questi nuovi articoli voglio offrirti in lettura una parte della mia produzione di storie fantastiche in Albi di Fantastika. Vi troverai Presentazioni e Testi. Ti invito a leggerle a lasciarmi un parere. Grazie.

 

 

 

 

 

 

L’ Isola del Serpente

fiaba fantastica

by

Salvo Gagliardo

i capitoli 1.2.3. li troverai nel link

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Parte prima

Capitolo 4

San Francisco

 

 

Tutto  filò a meraviglia fino alle soglie del secondo anno di studi quando Wakingot venne ad abitare  a San Francisco. Allora spesso con il suo fuoristrada azzurrino  si inerpicava  sulle colline di Milkhill, ma avvolte era Galassia ad andarlo a trovare nel suo piccolo appartamento al Golden Gate di fronte alla Baia, arredato sobriamente, illuminato da grandi finestre, ricoperto di un bel legno chiaro. Vi si vedeva il traffico portuale,le nebbie che dal mare montavano sulla città, il San Francisco Oakland Bridge, le nuvole che planano sulle guglie dei grattacieli delle grandi Compagnie, i bacini del traffico commerciale, le gigantesche strutture petrolifere, l’ Oceano  e le stelle, una grande luna rossa, lo scintillante spettacolo notturno del Golden Gate con i suoi spettacolari ed infiniti serpenti di luce attraverso cui scorreva la pulsante città.

 

©salvogagliardoproduzione.1999-2010.All rights reserved.

 

 

L’ Isola del Serpente

fiaba fantastica

by

Salvo Gagliardo

Parte prima

Capitolo 5

La crisi

 

 

Le serate, spesso intime e con pochi amici, si chiudevano al suono di una strana chitarra, un originale ricordo di quei misteriosi viaggi.

Assai spesso, in quegli ultimi giorni, le sue canzoni. Ora vivaci, ora lente e che miscelavano parole strane e  originali, un assortito miscuglio di testi esotici accompagnati da suoni di una esasperata melanconia, da una struggente nostalgia per l’ indefinito, sempre più si coloravano di stranezze, di testi scovati chissà dove che narravano di re e di antichissime civiltà, di visioni terribili e di strane profezie. Fra queste misteriose regioni del sonno e del sentimento, riaffioravano  in uno sfondo magico, le Montagne Rocciose della fanciullezza, le valli e le grandi foreste innevate del Nord, le lunghe cavalcate nelle notte di plenilunio attraverso i boschi.

Le cadute di umore sempre più frequenti in Wakingot, i cedimenti di un’ attenzione acuta, si moltiplicavano come buchi neri e come bolle vuote nel tessuto omogeneo del suo carattere. E nel secondo inverno della sua permanenza qui da noi, peggiorarono rapidamente e drammaticamente. Sempre più spesso David  trascorreva le sue giornate a letto e nella più completa oscurità. Così da amico mi trasformai in medico. Forse era l’ intenso studio, o la recente perdita del padre. Nelle sue lunghe escursione argentine con la chitarra con il suo repertorio misteriosamente arcaico, di fronte ad una luna straordinariamente grande e piena, davanti alla grande finestra a vetri del suo appartamento,  sotto lo scintillante chiarore delle stelle, affiorava il mistero della   sua strana condizione che scintillava impalpabile come gli occhi del gatto  di casa accovacciato su un  soffice  cuscino azzurro

Galassia incantata seguiva quella evocazione di mondi lontani e trepidava per la metamorfosi del suo amante i  cui occhi spesso si sprofondavano verso l’ orizzonte lontano  notturno in cui esplodevano strane luci, fulmini, flash elettrici e inquietanti bagliori. Si creava così un’ atmosfera esasperatamente surreale, e carica di tensione.  Nell’ ascoltarlo veniva spontaneo chiudere gli occhi ed evocare strane foreste attraversate da strani indiani,  o ruote di luce  che emergevano gigantesche  dall’ Oceano, dischi  d’ oro e d’ argento che subito sparivano fra le stelle, mostruose sirene dal corpo lucido e coperto di alghe.

Più volte Galaxy lo accompagnò nei suoi lunghi vagabondaggi notturni per la città. Ma anche spesso per sentieri nascosti e selvaggi rischiarati dalla luna accanto alle onde e  agli schizzi di spuma dell’ Oceano che li infradiciava. E sempre più la ragazza si chiedeva cosa stesse possedendo lo spirito ammalato del   suo amante!  E fu in questi giorni che si vegliò in lui una passione prepotente per il dramma lirico. Davide era diventato un assiduo frequentatore di teatri d’ Opera, sempre più sedotto dalle magiche scenografie e dall’ orchestra che muggiva come un mare in tempesta, dai corni che evocavano l’ arri di misteriosi Signori fra le magiche nebbie di laghi di fiaba. E un giorno David mi confessò la strana  passione di Noha Wakingot, il padre, per un gigantesco corno polinesiano che spesso suonava nelle solitudini dello Yellowstone.

Ma tutto precipitò quella brutta notte che ho cercato di ricostruire servendomi di frammenti, di memorie e di estratti di David e di Galassia. Una triste sera invernale la nebbia si era levata minacciosa dalla Baia e si espandeva sinistra sulla città. Aveva piovuto ininterrottamente e nel tardo pomeriggio di un pallido tramonto un vento gelido aveva cominciato a soffiare da nord. Dal mio studio avevo chiamato Wakingot, ma non lo avevo trovato. Mi ricordai del suo appuntamento con Galassia quella sera. La ragazza sarebbe giunta con il pullman. Pensai  che David sarebbe andato a prenderla alla fermata.

Ma prima qui vi parlerò di un sogno ricorrente nei sonni di Davide e che si lega strettamente a questa strana  storia.

©salvogagliardoproduzione.1999-2010.All rights reserved.

 

 

Albi di FantastiKa

di  Salvo Gagliardo

 

Gli Albi di FantastiKa  è il << Sistema>> in electronic format,  in  cui io, Salvo Gagliardo, ho  racchiuso la mia  molteplice e varia produzione di storie e progetti legati al Fantastico,  una maniera di presentarli   facilmente riconoscibile, e in cui  il Lettore  potrà muoversi agevolmente,  guidato dalle Rubriche che accompagnano le  Presentazioni.

Distribuiti  variamente, vi potrete trovare di tutto, dalle storie di Vampiri, ai misteri Spaziali, al Fantasy di Mago Merlino, all’horror e ai piccoli brividi di storie inquietanti, all’affascinante tema degli Alieni e degli Ufo, non  vi mancherà la fantascienza con gli enigmi scientifici che solleva e sempre offerta  secondo il mio stile, e col tempo progetto di arricchire le pagine di schede introduttive varie e interessanti sui singoli temi ed argomenti. Questo fa parte dei miei programmi  futuri per avviare un’ iniziativa che ritengo in sintonia coi tempi. Intanto godetevi la storia  che Vi  offro.  E  grazie per  il tempo che mi dedicate.

 

Opere in Rosso

 

Cari amici e care amiche, Opere  in Rosso è una delle Rubriche degli Albi di FantastiKa con cui presento tutto quello che ho fin qui prodotto e tutto quello che conto di produrre sul più macabro ed affascinate mostro della letteratura: il Vampiro. A questo proposito Vi dico subito che il mio portafoglio di produzione  è abbastanza ricco, spaziando da racconti ambientati in Transilvania, a storie che si sviluppano nelle future città spaziali, ho anche un romanzo ambientato nella Sicilia del Settecento, a Palermo, la mia città natale. Inoltre ad arricchire le storie e i files  vi potrete trovare schede abbastanza informate sul cupo e terrificante mondo dei Vampiri e naturalmente delle Vampire, informazioni sulle più famose opere letterarie che hanno trattato questo tema, qualche saggio letterario e varie altre notizie di cinema di altre arti. Tutto questo lo potrete trovare nei miei  Albi. Ed ora buona lettura.

 

©salvogagliardoproduzione. 1999-2010. Albi di FantastiKa. All rights reserved.

 

 

 

 

 

Una Storia Transilvana

 A  romance

By

Salvo Gagliardo

 

Soggetto

 

 Adrianus Ghery, un vecchio medico e scienziato ungherese deve svelare il tremendo mistero che si annida in Transilvania, nelle strane morti che le tradizioni locali attribuiscono ad un vampiro.

Nella tranquilla casa dello studioso a Budapest, dove Ghery vive con la moglie, un giorno il vecchio scienziato riceve una lettera con la triste notizia della morte di Dora Kondor, una bella  ragazza che Ghery conosce bene e che è figlia di un suo caro amico, Ferenc Kondor,  un ricco e stimato proprietario terriero di Erdely, la cittadina dove si sviluppa la nostra storia e che potete trovare nel Distretto di Cluj nel cuore della Transilvania.

Ghery addolorato decide di mettersi in viaggio al più presto per saperne di più di quella strana storia. Sul treno fa la conoscenza del Consigliere Meyrink e di alcuni contadini che gli parlano di altre morti, di altre belle ragazze uccise e di strane malattie simili a quella che ha stroncato la povera Dora. E da Meyrink, un vecchietto arzillo con una piccola barba a punta, il dottore conosce per la prima volta il nome e l’esistenza di Igor Mezen, uno strano ussaro giunto nel Distretto di Cluj per entrare in possesso di alcune proprietà lasciategli da un parente, e morto da poco in un duello alla pistola. Un tipo prepotente e rissoso quest’ussaro, con qualcosa di sovrannaturale e di terrificante, e con un debole per le belle ragazze. Di lui si parla già  come di un vampiro. La conversazione tra Ghery e il piccolo Consigliere, continua in una locanda di Cluj, al Gallo D’Oro, dove il dottore apprende altri particolari del duello che ha ucciso Mezen. Ed infine Ghery raggiunge Erdely e la casa dell’amico, dove Ferenc Kondor vive con l’ unica figlia rimastagli, Eva.

Ma quella stessa notte Eva viene rapita da una creatura immonda, mentre la luna piena brucia accecante sui tetti della cittadina, un essere simile ad un cadavere putrefatto che si sposta su una carrozza nera simile ad un mostruoso catafalco. La storia non finisce qui, perché la mattina fra le lacrime di Ferenc, Ghery si mette subito sulle  tracce di Eva e giunge al Monastero della Croce Nera dove vivono alcuni monaci e diretto dal Priore Roman Swartzenberg. Si tratta di un’antica fortezza appartenuta all’Ordine dei Cavalieri Teutonici. Sembra che Mezen vi abbia trascorso una notte tempestosa in cui si è scontrato in una lunga ed appassionante partita a scacchi, memorabile e fatale, con un inviato dell’Ordine, Ladislao Zoltheny e che il principe Zoltheny sia morto nella partita proprio nel momento in cui Mezen gli dava scacco matto. Qui l’assortita compagnia di monaci, fra cui Elias Tabor, frate Almas, padre Bartock , l’umile frate Simplicius, e lo stesso Priore, promettono a Ghery di dargli una mano e di andare insieme a scovare il vampiro nella sua vecchia tomba di famiglia, di trafiggergli il cuore con una paletto di frassino acuminato. Per metter in atto questo piano si rivolgono al principe Bajkal, un cugino di Schwartzenberg, che vive in un fiabesco castello su una collina e che è stato l’amico del cuore di Igor Mezen. La spedizione tuttavia fallisce, ma i monaci riescono a togliere da sotto gli artigli del mostro la giovane Eva e a portarla in salvo nel monastero ben protetta dalle solide mura dell’antica fortezza teutonica. Intanto Frenc Kondor si è suicidato per il dolore. Ma la storia continua, perché Eva, protetta dai frati e dal dottor Ghery viene nuovamente minacciata dal mostro, l’abbazia  prende fuoco in una notte memorabile e di orrore, e Ghery fa in  tempo a sottrarre di nuovo Eva a Mezen, o almeno a ciò che resta di lui,e a portarseli a  Budapest, a casa sua. E qui si svolge l’ultimo atto della nostra storia. Igor Mezen raggiunge Budapest e profana il tranquillo rifugio dello studioso che in uno scontro notturno che ha del sovrannaturale, riesce ad intrappolare il mostro e al mattino a sottoporlo ai raggi mortali del sole nascente che lo decomporranno e lo trasformeranno in una pozzanghera putrescente.

 

 

© Salvo Gagliardo produzione.  Realizzazione grafica marzo 2005. Prima stesura dicembre 1987. Gli viene garantito ogni diritto.

 

 

 

Una Storia Transilvana

 A  romance

By

Salvo Gagliardo

 

Capitolo I

Adrianus Ghery

 La mia storia è fatta di tenebre e di meraviglie

Sh. Le Fanu-Carmilla

 

 

 

Nella nobile ed antica città di Budapest, in una gelida sera d’inverno, ai primi del Novecento, un vecchio signore, ancora sano e rubicondo, con le guance piene ed una evidente  pappagorgia sotto un piccolo mento delicato ed infantile, scendeva con un certo sforzo da una carrozza pubblica il cui nero, cupo e quasi tenebroso, contrastava il bianco, immacolato dei due cavalli, che soffiarono  dalle scure e profonde narici,  nuvole di vapore che subito levitarono nella piccola piazza in parte cancellata dalla nebbia e illuminata grigiamente da alcuni fanali giallognoli e tetri. In quel momento l’orologio dell’antica torre batté con monotonia le nove in un cielo che minacciava un’abbondante  pioggia.

Il dottor Ghery era appena tornato da Vienna dopo un  lungo ed importante convegno scientifico. Adrianus Ghery era l’illustre decano fra i chirurghi dell’Ospedale Kossuth, l’antica e verdognola costruzione settecentesca che si specchiava, solenne e maestosa, sulle vaste  acque del Danubio. Il suo bastone da difesa  risuonò secco sul selciato umidiccio. Del tutto solo, il vecchio si avviò contro il muro di nebbia che fluttuava, densa e  ad onde, dai portici bui e che lasciava appena scorgere i grotteschi frontoni gotici, gli archi e le guglie, e le altre pittoresche architetture della piazza. Una luna fosca, quasi maligna, giocò a nascondino fra gli impressionanti bassorilievi scolpiti delle colonne del portico ed i paurosi doccioni delle grondaie. Da una fontana esagonale di mattoni rossastri   al centro, scorreva inarrestabile l’acqua sulle antiche pietre levigate del pavimento. Gli occhi giallo oro di un gufo  scintillarono dal fondo di  una nicchia. Ghery sollevò lo sguardo e guardò   in alto la coppia di finestre del suo studio che davano sulla piazza come il pittoresco castello gotico in cui abitava. Le finestre a sesto acuto  erano spente, e sui vetri si specchiava l’inquietante plenilunio che ogni tanto faceva capolino fra gli squarci della densa  foschia. L’arrugginito cancello cigolò sinistro nella nebbia. Il vecchio attraversò il cortile circondato da piccole colonne ed arricchito  da una vasta  siepe, ed entrò in casa per una piccola scala a chiocciola.

 

Lena Ghery era una bella signora, alta e matronesca, con i capelli color rosso rame. Accolse  subito il marito con un sorriso e lo aiutò a disfarsi del pesante soprabito, togliendogli dalla mano grassa e maculata, la borsa da viaggio color sanguinaccio. I corridoi e le stanze erano teporosamente illuminate da gas azzurrini e da fiammelle arancione,  La coppia di finestre sulla piazza si accese all’improvviso  di una luce verdognola: il dottor Ghery era entrato  nel suo studio. Sistemò la sua roba e si sprofondò sul  cuscino di velluto  azzurro della sedia a dondolo davanti al caminetto. Si accese la pipa con le fiamme rosseggianti, e la sedia di  un bel legno scuro prese ad oscillare  sonoramente sul tappeto cremisi e spesso. Un enorme cane bianco, Mattia, stava accucciato ai suoi piedi. Ovunque c’erano libri e riviste scientifiche, sparpagliate sul tavolo, o poste in bell’ordine sugli scanni e nelle teche lungo le pareti. C’era anche un ricco assortimento di crani e nelle bacheche di vetro riposavano grossi insetti tropicali, farfalle, ragni e rettili, imbalsamati. Su una mensola, fra vari minerali e conchiglie esotiche era in bella mostra un moderno microscopio assieme ad un busto di Plinio e ad un altro di Paracelso. Riproduzioni delle Tavole  anatomiche di Leonardo erano appese alle pareti.

 

 

Capitolo II

La lettera

 

La parola vampiro è  di origine ungherese  e significa probabilmente strega o diavolo.

Almanacco Universale delle Cose Più Strane

 

 

La cena fu subito  a tavola,con la  zuppiera fumante, i piatti  istoriati, le pesanti posate d’argento, la tovaglia ricamata ancora fresca di bucato. Ghery era già  seduto con in mano una voluminosa posta e la Gazzetta Magiara. Fra le lettere ancora d’aprire  c’era una busta grigia e larga che il dottore fissò  con attenzione, la scrittura era lunga e forte,ma rivelava una intensa emozione. Ghery la riconobbe all’istante, era quella dell’amico Condor che scriveva da Erdely in Transilvania. Accanto alla busta erano posati i piccoli  occhiali con la  montatura dorata del  dottore per la rituale lettura del dopocena. Ferenc Condor l’amico più intimo di  Ghery era un sassone poderoso  coi capelli rossi e corti. Gli era morta la moglie quando era nata Eva, la secondogenita. Dora era la più grande e la più simile al padre, alta, massiccia e con gli occhi celesti.  La ragazza aveva   avuto una brutta avventura  d’amore con un ussaro di guarnigione ad Erdely, e a storia finita, l’ussaro aveva lasciato la città. Era tutto ciò che Ghery  si ricordava.  Il dottore staccò  gli occhi dalla busta che gli stava procurando una strana tensione, e tornò ad ascoltare il cicaleccio interminabile della moglie che si alzò dalla tavola e andò al pianoforte per eseguire l’amato Litz. Ghery con un boccale di birra davanti fece guizzare la fiammella azzurrina dell’accendino e si accese un grosso sigaro, un Virginia. Inforcò i piccoli occhiali rotondi sul naso paonazzo, aprì la busta con la mano che gli tremava e lesse la lettera in silenzio. Seppe così che Dora era morta! L’amico gliene dava ampi ragguagli. Il dottore  ne fu profondamente addolorato. Scrisse subito un biglietto di condoglianze e progettò di fare presto  un viaggio in Transilvania.  Dora Condor, così sembrava dalla lettera, era stata uccisa da una misteriosa  malattia, lui doveva saperne di più di quella strana faccenda

©Il romanzo è stato iniziato nel 1987.E successivamente elaborato come editing.salvogagliardoproduzione 1999-2010. All rights reserved.

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martedì, 4 maggio 2010

 

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Gentile Visitatore, se sei interessato al mio Lavoro in Facebook, ti invito a Visitarmi.

Grazie 

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Invito a Hollywood di Fantastikalbi.

 

Gentile Visitatore/trice, da come ti sarai accorto il sito che stai visitando dà un certo spazio alle Fiction e al Cinema, essi sono parte integrante di un Progetto unico che  ha come obbiettivo quello di fare conoscere l’ Universo del fantastico e l’ Universo di Salvo Gagliardo, scrittore di fantastico e fiction. Vi è anche una sezione del Sito dedicata al Cinema, ma anche ad una possibile scuola creativa di Fiction, “Hollywood Fiction”. È però  una sezione in fase di allestimento. Molti  articoli che leggerai o che hai già  letto in questo Fantastikalbi in  Facebook riguardano il cinema e la televisione, spettacoli e film che hanno come tema il fantastico. Anche questo Post 8. che leggerai, ha vari articoli su film che ho focalizzato  per iniziare un discorso sul cinema e la sceneggiatura. Ti invito quindi a leggerli  e ad essere paziente per la futura strutturazione organica di un settore articolato riguardante le fiction. Grazie.

 

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Salvo Gagliardo  

 

 

Analysis Fiction

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Di Salvo Gagliardo

Presentazione del film di Steven Spielberg La Guerra dei Mondi.

 

Premessa. La lunga storia di La  Guerra dei Mondi, il romanzo più fortunato   e più catastrofista della storia dell’ uomo risale alla Londra vittoriana del 1897  quando nel Magazine Pearson apparve per la prima volta The War of The Words, un lavoro fantascientifico  di Herbert George Wells.Il romanzo fu letto con successo e subito dopo uscì in volume. In quello scorcio di fine secolo si era parlato parecchio di Marte e non pochi pensavano  che fosse un pianeta abitato, Wells su quell’ interesse che riverberava  anche dai  giornali e sull’  opinione pubblica, giocò la carta  fortunata dell’ invasione marziana della Terra. Da quel fortunato giorno, Marziano è rimasto sinonimo di Alieno. Ormai è quasi leggenda che un altro Welles,Orson Welles, la sera del 30 ottobre del 1938, esattamente la vigilia di Halloween, raccontò  in una diretta radiofonica rimasta storia e leggenda, agli americani terrorizzati, un’ altra invasione da Marte, o meglio la stessa narrata da Wells e adattata ad un radiodramma, che shoccò talmente la popolazione che questa si precipitò per le strade urlante e in preda al terrore. Il giovane Welles rischiò il posto, ma visto l’ indubbio  successo ottenne la gratifica di nuovi contratti. L’ invasione marziana non ci fu, ma poco dopo ci fu lo Sbarco In Normandia. E veniamo al 1953, in pieno dopoguerra e guerra fredda, il regista Byron Haskin decide di portare sugli schermi l’ opera di Wells con il film The War of the Words. Il film riscuote un certo successo, e resta negli annali come uno dei migliori film di fantascienza prodotti negli anni Cinquanta. Dovrà passare del tempo perché l’ abile e fortunato regista americano Steven Spielberg, una leggenda vivente  nel mondo del fantastico e delle movie, riproponga  il romanzo di Wells per gli spettatori di tutto il mondo. E’ il 2005 e Spielberg ha già realizzato film come Incontri Ravvicinati e Jurassic Park, professionalmente sembra maturo per affrontare il romanzo dello scrittore inglese. Mago degli effetti speciali Spielberg ha alle spalle una onorata carriera di filmaker doc, e la sfida di La guerra dei Mondi può essere affrontata genialmente e con tutta sicurezza da un artista del suo calibro e della su esperienza. Tom Cruise ne diviene l’ attore protagonista, ma come in tutti i film di Spielberg il vero protagonista è L’ America presa coralmente se non epicamente, Spielberg è l’ erede  dei grandi registi dell’ epica americana, e la sua firma è garanzia di successo. Le intenzioni de regista sono forse quelle di ripetere il successo catastrofistico di Orson Welles del 1938 o di ripeterne in fiction l’ impatto emotivo. Ma in mano sua la storia diventa una foresta intessuta di   simboli più o meno espliciti e di richiami messi qua e là in tutta la pellicola. Come è proprio di questo straordinario e fantastico regista che avvolte non sa rinunciare alla complessità simbolica del  popolo da cui viene, quello ebraico, tutti i suoi grandi film sono pieni di questi simboli. Qui è chiaro che si allude al terrorismo minacciante dopo la caduta  delle Due torri, che evidentemente sostituisce nell’ anima americana la paura del comunismo e dei russi. Non è u caso che all’ inizio si pensi ad un attentato terroristico.

Ma veniamo alla storia. Alla fine di una settimana lavorativa di un giorno qualsiasi l’ operaio portuale Ray Ferriere si accinge a passare come altre volte il suo week end assieme ai suoi due figli, Rachel e Robbie, avuti  da Mary Ann, la giovane sposa da cui si è separato e che vive con un nuovo fidanzato. Rachel è una ragazzina bionda e rigorosamente vegetariana, Robbie è un ragazzo un po’ ribelle e in conflitto con il padre, lui, Roy è un giovane dinamico e pieno di vita. Ma la storia di un tranquillo week end sembra  andare in  tuttaltre  direzioni, come vedremo.

Già le televisori di quel giorno mandano servizi allarmanti, in diverse parti del pianeta stanno accadendo strani fenomeni meteorici, in Russia ed in Ucraina strane Sfere di Luce o Fulmini  Globulari hanno mandato in tilt le Centrali Elettriche. Presto il fenomeno si sposta nel New Jersey e nella città dove abita Roy. Splendide inquadrature  del cielo  a cui siamo abituati da Incontri Ravvicinati preannunciano tempeste con fulmini e anomali tempeste magnetiche che mettono fuori uso le centraline elettriche locali. Dapprima Roy ne è affascinato ma poi vista  Rachel allarmata decide di serrarsi in casa, mentre fuori i fulmini squarciano il cielo. Robbie prende la macchina del padre senza permesso e va in città, Roy lo raggiunge ma la città è  già  sottosopra allarmata da quello che sta accadendo, fulmini ovunque scardinano l’ asfalto stradale, e poi fanno crollare il Campanile e la Chiesa del quartiere. E infine dalle profondità della Terra squarciata si alzano strane e gigantesche macchine fantastiche, i tripodi che seminano il panico e la distruzione. La gente fugge terrorizzata ma i tripodi le danno la caccia e ci sono inquadrature che mostrano le persone letteralmente smaterializzate dai raggi che  i tripodi emettono. Per gli amanti della fantascienza questa è una vera pacchia, ci sono inquadrature che ricordano da vicino le illustrazioni dei vecchi pulp americani di scientifiction, quelli di Ugo Gernsback ad esempio o quelli di John Campbell.

Roy torna a casa e cerca di convincersi che quello che sta accadendo non è possibile, deve pensare a Mary Ann, ma la moglie sembra partita per Boston, non gli resta che imbarcare i ragazzi in macchina e puntare verso la capitale del Massachusetts.

Continua…………..

©salvogagliardoproduzione.2010. All rights  reserved.

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Analysis Fiction

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Di Salvo Gagliardo

Presentazione del film di Steven Spielberg La Guerra dei Mondi

 

A preambolo di questa  nuova nota,  devo osservare la diversa concezione degli Alieni da parte di Spielberg a più di trenta anni dal  film che lo rese famoso Incontri Ravvicinati,  per avere presentato un certo tipo di alieno oggi chiamato Grigio dagli appassionati, ma un Grigio buono anche se enigmatico e pieno di considerazioni che meriterebbero degli approfondimenti. E’ anche vero che assai spesso gli alieni di Hollywood si sono fatti sempre più mostruosi e minacciosi, intrusivi e aggressivi, , una  lezione che è stata  fatta propria  da Steve Spielberg  in questo ultimo film, i mostri di Alien, o i mostri di Indipendence Day, le diverse creature in film di abduction. Insomma dallo Spazio non può  che venirci l’ orrore. E questo mi ricorda una quartina di Nostradamus-  Nel 1999 verrà dal cielo il re del terrore- ed è venuto come sappiamo,  anche se non ha del tutto rispettato la cronologia. E chiaramente La Guerra dei Mondi di Spielberg richiama da vicino  gli orrori del Word  Trade Center di New York. E’ chiaro e lampante. Ma ci sono dentro  tutti i film di guerra e ci sono tutti i film che negli ultimi anni sono stati prodotti su soggetti apocalittici e catastrofistici. Lo spirito del film è quello, con in più valenze e simboli in Immagine che richiederebbero particolari approfondimenti.

Ha quindi inizio la lunga fuga da un New Jersey invaso da forze potenti e del tutto estranee alla nostra Terra, e che appaiono sempre più drammaticamente indistruttibili e destinate a dominare il pianeta e a spazzare via in un genocidio di portata biblica l’ intera umanità. Lo spirito è questo, Ray Ferrier, Robbie e Rachel sono in fuga dentro uno scenario sempre più apocalittico, sono in fuga dentro ad una guerra stavolta scatenata da Potenze impensabili e imbattibili per definizione. La ricostruzione scenografica e apocalittica di cui Spielberg è maestro, dallo Squalo a Jurassic Park è davvero magnifica, magnifico il ritmo epico imposto dal regista che ricorda anche i grandi cineasti russi del passato. Via via  vi si vanno intrecciando le diverse storie di gente ridotta a nulla e a fuggire un nemico grande quanto il cielo. Spielberg da una parte riesce a comunicare attraverso le diverse scene il senso di impotenza dell’ uomo ma a anche la speranza nella possibilità che tutto finisca. Ray può fare poco, ma può ancora lottare, difendersi e difendere le creature che gli sono più care di fronte ad uno spietato nemico quasi impersonale simile al gigantesco orco delle vecchie fiabe. Splendida l ‘idea degli stracci, ciò che resta degli uomini sono stracci che svolazzano in aria, almeno per ora, successivamente e verso la fine l’ Alieno è anche Predator e non rifugge dal  sangue. Aerei che precipitano, gente ovunque allo sbando in una atmosfera da Fine del Mondo o da ultimi giorni della Terra. C’è Robbie che invece brucia per unirsi ai soldati impegnati nel respingere l’ attacco e più volte dimostra di essere un giovane pronto a combattere. Ma la presenza dei bambini nei film di Spielberg anche stavolta viene riconfermata, e restano memorabili le inquadrature della piccola Rachel e dei suoi occhi sbalorditi di fronte a quelle enormità. E Ray Ferrier la difenderà fino alla fine della fiction. La bambina o i bambini testimoni di un orrore! Troviamo bambini in buona parte dei film di Steven Spielberg, chi può dimenticare la bambina vestita di scarlatto nel film Schindler List?

Continua……

©salvogagliardoproduzione.2010. All rights  reserved.

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Analysis Fiction

The War of the Words. Steven  Spielberg maker3

Di Salvo Gagliardo

Presentazione del film di Steven Spielberg La Guerra dei Mondi

 

 

Ci sono scene davvero terribili, come quella della nave traghetto attaccata da Tripodi usciti dal mare. Qui la consumata abilità di Spielberg ci rimanda a tutte le fiction di orrori marini, non escluso Lo Squalo. Robbie si perde nel correre verso i soldati che fronteggiano I Tripodi, e Ray e Rachel si ritrovano in una specie di cantina con un altro personaggio transfuga, Ogilvy. E qui  avviene qualcosa, perché Ray è costretto ad eliminare l’ uomo che era diventato troppo pericoloso per la loro sopravvivenza e inoltre per la prima volta vediamo  Roy affrontare e distruggere un marchingegno alieno, gli alieni non sono indistruttibili, da qui la storia si avvia verso il finale. Vediamo anche i veri abitanti dei mostruosi tripodi, dei Grigi con tre dita diventati dei Gremlins! Creature mostruose che ricordano anche la Creatura aliena di Alien. Veniamo a sapere anche che uno di quei cosi è stato distrutto dai giapponesi. La fiction si avvia alla sua conclusione. In  una atmosfera sempre più rovente, dopo  che Ray e Rachel sollevati e catturati dagli alieni hanno rischiato di essere uccisi, anche stavolta gli Alieni vengono distrutti da Ray, fra città devastate e uomini uccisi orrendamente, fra eserciti in marcia e gli orrori di una guerra, il ritmo convulsivo sembra cessare e improvvisamente i mostruosi Tripodi vengono giù sfasciandosi come  latta vecchia. Le forze di attacco hanno ceduto all’ imprevedibile e come nel romanzo originario esse vengono annichilite e uccise dai virus che la natura ha posto a difesa del nostro pianeta e contro cui gli alieni  sono impotenti.  Ray e Rachel ora  possono andare verso la casa di Mary Ann a Boston, gli alieni sono morti dentro le loro strane astronavi, e a casa ad attenderli non c’è solo Mary Ann ma c’è anche Robbie. La fiction così può chiudersi come si è aperta, con  le parole letterali del libro di George Herbert Wells

©salvogagliardoproduzione.2010. All rights  reserved.

 

 

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Invito alla Lettura degli Albi di Fantastika

Gentile  Lettore/ce, questa volta aggiungo alle note in Facebook riguardanti il cinema o il fantastico nella scienza stralci della mia produzione letteraria nel campo del fantastico, quindi troverai  storie e storie su diversi temi e soggetti ma in ogni caso storie  fantastiche tratte dai miei Albi di Fantastika   che è la Formula entro cui ho racchiuso la mia produzione letteraria in questo campo. Il sito fantastikalbi.it  è ancora in fase di strutturazione per cui il tuo aiuto sarà ben gradito, puoi lasciare messaggi e commenti. grazie.

 

 

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L’ Isola dl Serpente. Presentazione. Una fiaba fantastica metropolitana, ambientata in parte a San Francisco e in una misteriosa isola dell’ Oceano Pacifico. Un antico re leggendario attende nella sua tomba maestosa nelle profondità di un vulcano di essere riportato in vita. Vi sono tanti personaggi, fra cui un piccolo mago singolare e simpatico di nome Quick, un giovane avventuroso di nome David Wakingot che si mette in viaggio verso l’ isola misteriosa attratto da una strano influsso mentale, vi sono tanti animali divertenti come uccelli, scimmie, lama, tartarughe, squali, balene e pipistrelli. La fiaba ha un lieto fine con il matrimonio di David con la cugina Galaxy e la distruzione del leggendario re riportato in vita dalle arti magiche di Quick ma poi risprofondato nella sua grandiosa tomba da strani esseri venuti con dei Dischi  Volanti dalle profondità dello Spazio.

 

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Albi di Fantastika

L’ Isola del Serpente

fiaba Fantastica

by

Salvo Gagliardo

 

Parte prima

Capitolo 1

Davide  Wakingot

 

Il mio nome è Abele Holywriter e svolgo l ‘onesta professione di psicanalista nella città di San Francisco, California. Conoscevo il giovane Wakingot prima della sua brutta malattia, prima di quella brutta depressione. Fui io a guidarlo durante il suo  brillante corso di studi  al Medical Psichiatry Center della nostra Università. Ricordo con grande chiarezza la sua figura possente, il suo corpo robusto, e l’ intelligenza vivida.

Era nato nel Nord, fra le Montagne Rocciose, ad Helena, nello Stato del Montana. Qui risiedevano le vetuste radici della sua antica  famiglia. Figlio di un ricco fabbricante di Wiskie, era vissuto fra le valli, i laghi e le ghiacciate foreste del nord. Assieme al vecchio Noha Wakingot, aveva pescato, scalato ghiacciai, pagaiato  su snelle canoe. Assieme erano scivolati per i fianchi ripidi dei nevai sotto un cielo azzurro e turchese con scii di frassino sul cui legno brunito un vecchio pellerossa aveva inciso e colorato le sue rune magiche. Nelle notti di luna piena avevano bivaccato fra nebbiose valli vulcaniche. Le loro orecchie si drizzarono all’ urlo del lupo, le loro ombre esitarono sotto le ali scure di un aquila fra rocce notturne crestate. Assieme affrontarono il terribile Grizzly con l sole che splendeva fra le ramate corna di un cervo nelle silenziose foreste dell’ Yellowstone. Si erano fabbricati giacche di renna e berretti di marmotta, avevano bevuto l’ acqua gelata dei nevai, esplorato le cupe cattedrali di alberi. In estenuanti marce notturne avevano visto scintillare l’ agile cranio di un puma, fra i vortici accecanti di un tempesta di sabbia videro sgusciare l’agile serpente mentre un corvo dal becco luminoso gracchiava su un albero al chiarore giallastro della luna e il gufo  stridette fra i rami secchi di un albero.

Ma un giorno Noha Wakingot morì. Diede l’ anima a Dio la notte di un gelido inverno, mentre imperversava la tempesta, e un vento gelido come la lama di una  spada tormentava la città, facendo turbinare ululanti masse di neve che trascinarono con sé l’ anima affaticata del vecchio Noha.  

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Albi di Fantastika

L’ Isola del Serpente

fiaba Fantastica

by

Salvo Gagliardo

 

Parte prima

Capitolo 2

Tobia Wiwestar

Fu così che David Wakingot scese nei climi più caldi della California . La madre, Veronica. Era morta, e le sorelle, Atlanta e Diana, erano le prosperose madri di cinque bei pargoli. La morte del vecchio Noha rese melanconico e cupo l’ animo naturalmente luminoso di David. Né la generosa ospitalità dello zio Tobia fu sufficiente a ridargli l ‘antico e sereno splendore. Tobia, fratello di Veronica, abitava nella grande casa bianca  a picco sul muggente oceano Pacifico. Era la Bianca Collina di Latte, Milkhill,  quella che strapiombava in basso,  una rupe di un biancore splendente a nord di San Francisco. Fu qui che Wakingot si innamorò perdutamente della cugina  Galaxy.

Davide fece il uso ingresso nelle sale spaziose della nostra Università alcuni mesi dopo il suo arrivo a Milkhill. Il giovane godeva di una splendente salute. Il vecchio Tobia Wiwestar  era un uomo ricco e un solitario lupo di mare. Una barbetta bianca incorniciava un piccolo volto delicato e sensibile. Fra le sue numerose imbarcazioni ce ne era una di un bel colore azzurro e bianco, la Cloud. E non era raro vedere sul ponte rosso del battello che scivolava sulle acque schiumose quattro strane figure, un vecchio sottile, un giovane imponente e robusto e una gentile ragazza bruna assieme ad un pacifico e sonnacchioso segugio francese, Seneca. Un giorno un’ improvvisa tempesta aveva strapazzato malamente la Cloud e trascinato  giù  il vecchio Tobia Wiwestar. Il suo corpo scomparve fra la schiuma vorticante. Davide si tuffò, lo inseguì e lo riportò in superficie dalle profondità dell’ oceano. Un piccola  avventura  quella che rivelò il suo straordinario coraggio e la sua straordinaria forza fisica. Una fitta nebbia rendeva il mare invisibile. Furono spenti i motori, l’ elica cessò di girare, il battello si fermò barcollando sulle onde. L’ acqua precipitava a cascate sul rosso ponte dove era rimasta solitaria Galassia. Seneca si era rannicchiato tremante nel fondo della stiva. La ragazza trascorse un brutto  quarto d’ ora. Poi dalle murate uscì una testa fradicia d’ acqua, una faccia contratta dalla fatica, un corpo massiccio ancora spumeggiante d’ acqua marina, Era David Wakingot. L’ oceano  si era improvvisamente calmato. Il corpo di Tobia inerte  come un sacco, fu  deposto sul ponte e rianimato. Wakingot non disse nulla, non aprì bocca. Ma un giorno, mentre i quattro se ne stavano a contemplare dal parapetto una notte piena di stelle e la luna rossa che  si specchiava sulle acque tranquille, Wakingot ricordò e raccontò delle impressionanti luci sul fondo del mare in quell’ avventura fra le nebbie.

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Albi di Fantastika

 

L’ Isola del Serpente

fiaba fantastica

by

Salvo Gagliardo

 

Parte prima

Capitolo 3

Il mio  arrivo a Milkhill

 

Conoscevo da anni il vecchio Toby Wiwestar e molte erano state le occasioni per una visita lassù a Milkhill. Al mio arrivo era sempre il fedele Seneca a sgambettarmi davanti, con le grandi orecchie setolose, penzolanti e passive. Galassia, sorridente, giungeva fremendo come una cerbiatta. E infine mi accoglieva Tobia, il grande vecchio della Collina di Latte, con la ghirlanda di neve attorno ad una faccia astuta e sottile. Mi permetteva di portare dentro per il lungo viale alberato, il cabriolet rosso con cui giungevo dalla mia San Farcisco.

Fu cos’ che lo conobbi, che conobbi David Wakingot. Eravamo seduti nella accogliete sala degli Ospiti, circondati da fiori e da oggetti preziosi.. L’ inverno teneva acceso un caminetto scoppiettante, e  vi oscillava accanto su una sedia a dondolo, aureolato dal fumo azzurro della sua pipa. Il giovane Wakingot mi si sedette di fronte su una sedia dai maestosi braccioli. Seneca abbandonato il suo posto teporoso accanto al caminetto, gli si accucciò  subito ai piedi. Seppi che Davide era soggetto a fastidiose emicranie che lui stesso attribuiva all’ aria umida della California. Gli suggerii di iscriversi al corso di medicina vendendolo incerto  sull’ indirizzo dei suoi studi. Wakingot nel passato aveva intrapreso viaggi insoliti e straordinari, spinto da inquietanti fantasie che spesso e sempre più spesso lo dominavano. Fui sempre più certo di avere a che fare con  una personalità straordinariamente forte, direi magnetica. Cosa che quel pomeriggio mi fu confermata  quando Wakingot aveva attraversato la soglia della Sala degli Ospiti. Era come se un fantastico generatore di energia avesse stravolto in quel momento ogni equilibrio.

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mercoledì, 21 aprile 2010

 

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Gentile Visitatore, se sei interessato al mio Lavoro in Facebook, ti invito a Visitarmi.

Grazie 

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Invito a Hollywood di Fantastikalbi.

 

Gentile Visitatore/trice, da come ti sarai accorto il sito che stai visitando dà un certo spazio alle Fiction e al Cinema, essi sono parte integrante di un Progetto unico che  ha come obbiettivo quello di fare conoscere l’ Universo del fantastico e l’ Universo di Salvo Gagliardo, scrittore di fantastico e fiction. Vi è anche una sezione del Sito dedicata al Cinema, ma anche ad una possibile scuola creativa di Fiction, “Hollywood Fiction”. È però  una sezione in fase di allestimento. Molti  articoli che leggerai o che hai già  letto in questo Fantastikalbi in  Facebook riguardano il cinema e la televisione, spettacoli e film che hanno come tema il fantastico. Anche questo Post 10. che leggerai, ha vari articoli su film che ho focalizzato  per iniziare un discorso sul cinema e la sceneggiatura. Ti invito quindi a leggerli  e ad essere paziente per la futura strutturazione organica di un settore articolato riguardante le fiction. Grazie.

  

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Salvo Gagliardo

20 Aprile 1945-20 Aprile 2010. Ho compiuto gli Anni.

 

Analysis Fiction

Ingmar Bergman, l’artista dei Sogni1

Il posto delle Fragole1

Di Salvo Gagliardo

Presentazione del film Il Posto delle Fragole, di Ingmar Bergman

 

 

 

 

Preambolo. Il Posto delle Fragole che è un film del 1957, dimostra come una storia ottima per essere raccontata in un libro, diventa un bel soggetto per un film, come una storia intimista Il Posto delle  Fragole è un film molto delicato, in bianco e nero degli anni Cinquanta, ed è rimasto un capolavoro per i cinefili e per gli appassionati di cinema, di certo innovativo per l’ uso della cinematografia e i primi piani che lo avvicina all’ altro grande regista del Nord, Theodor Dreyer. Bergman dimostra di avere fatto sua la lezione della cinematografia del tempo, fra  cui quella dei cineasti russi e anche quella del neorealismo italiano. L’ Uso delle luci e del bianco e nero onirico resta negli annali della cinematografia, naturalmente il film risente delle problematiche esistenziali del tempo. Ossia dell’ esistenzialismo e del senso della vita,  ed è privo dell’ afflato religioso che invece troviamo nel Settimo Sigillo, e la vicenda narrata è più familiare e ristretta, coinvolgendo un professore ormai vecchio che attende l’ ultimo riconoscimento dalla società per i suoi studi e la famiglia della nuora e del figlio tarati da quel vuoto esistenziale che sembra irrimediabilmente destinato a non essere colmato. Una storia intensamente psicologica si trasforma in uno spettacolo da guardare con i trucchi e gli espedienti dell’ arte cinematografica, in mano ad un maestro della cinematografia.

 

Il film  narra del  Giubileo professionale di un vecchio medico e scienziato svedese, Isak Borg,  che giunto quasi alla fine della sua vita si mette in viaggio per Lund, una città della Svezia, per ricevere  il premio, il dottorato ad honorem per la sua lunga carriera svolta con successo. Tutto sarebbe perfetto, un vecchio decano e  scienziato che viene omaggiato pubblicamente , se la storia non si trasformasse in una ricerca all’ interno del personaggio fatta dallo stesso professor Isak Borg, una storia che il professore  sta mettendo sulla carta. Ed è questa l’ apertura, Isak Borg che scrive le sue memorie che diverranno le memorie della giornata del Giubileo. Chi è stato e chi è veramente Isak Borg, è questo il tema del film che coinvolge lo spettatore.  Borg non  è proprio quell’ uomo che tutti ammirano e rispettano, ma già le donne che gli sono state e gli sono vicine, la cugina Sara che lui voleva sposare, la moglie, e infine la nuora, Marianne,  tutte lo accusano di  egoismo, di freddezza e di chiusura al mondo e alla vita in nome delle ambizioni professionali e di una posizione elevata. Borg non è un uomo crudele, né malvagio , è un uomo buono e gentile, ma chiuso nel suo lavoro e nel suo mondo, un uomo morto ma vivo si definisce, e come nello stesso modo  si definisce il figlio, il marito di Marianne.Per cui questa ricerca interna non è facile, non è facile stabilire un rendiconto finale per un uomo che ha portato nella vita una maschera sociale ma che non è stato neanche una creatura interiormente spregevole o malvagia! Ma il viaggio che intraprenderà il professore in auto fino a Lund servirà a lui e a noi per raggiungere una idea più precisa sulla vera natura di Borg e del suo operato. Questo è l’ anima del film che Bergman sviluppa magistralmente servendosi degli espedienti del cinema, ossi del flashback, del montaggio, dei giochi col tempo. Splendido film che riflette un’Era in cui tutti gli sperimentalismi della prima metà del XX secolo stavano dando i loo frutti e naturalmente il film risente del surrealismo  e del surrealismo onirico e pittorico di Salvator Dalì.  

Apertura e Primo atto

Le Fragole in Svezia sono simbolo di primavera, e Il Posto delle Fragole è la casa dove è vissuto da giovane Isak Borg.Nel primo atto vediamo il professore alle prese con il suo manoscritto e poi immerso in un sogno incubo in cui “vede”  la sua morte e un orologio senza più lancette, dove il tempo non funziona più. E’ questa la storia di Borg, lo scienziato ha rinunciato alla vita, alle sue passioni e ai suoi piaceri in nome forse di un dovere puritano o di una ambizione. Bergman era figlio di un pastore protestante luterano di Upssala e la sua infanzia era stata infelice, e  dominata proprio da questa mentalità puritana, della colpa e del riscatto. Vedremo come le due donne che gli anno voluto  bene lo hanno alla fine tradito, sia Sara che  la moglie. Svegliatosi,  e dopo un battibecco con la governante, che anche lei lo accusa di essere un uomo impossibile, il buon Isak decide di andare a Lund a ricevere il premio in macchina e non in aereo  come  era stato stabilito. A tenergli compagnia durante i viaggio sarà Marianne, la giovane e bella nuora.

Continua…….

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Analysis Fiction

Ingmar Bergman, l’artista dei Sogni

Il posto delle Fragole2

Di Salvo Gagliardo

Presentazione del film Il Posto delle Fragole, di Ingmar Bergman

 

Secondo atto

Il professore che porta la macchina si ferma presso il Posto delle Fragole, ossia presso la casa dove ha trascorso  l’ infanzia e la giovinezza e qui Bergman ci trasferisce nel passato attraverso un flashback in cui però Borg resta anziano, come un vecchio  venuto dal futuro. Rivede l’ intera famiglia e la cugina  Sara,  che viene corteggiata dal fratello Siegfried ma che Isack vorrebbe sposare, Isak è diverso da Sigfrid! Troppo distaccato, troppo chiuso nel suo mondo, e Siegfried avrà la vittoria sul fratelle e diverrà il marito di Sara da cui avrà un figlio. Deliziosi sono questi personaggi di un mondo antico, borghese, come le due gemelle. C’è una sorta di aria antica nel film, per noi abituati ai film violenti del dopoguerra. Un aria da vecchio romanzo borghese, di una civiltà quasi scomparsa, un’ aria alla Thomas Mann, un’ aria tardo ottocentesca interrorrotta dalla bit generation dopoguerra rappresentata dai tre giovani che appaiono all’ improvviso nel Posto delle Fragole, con la più giovane Sara 2 e con i due giovani che litigano su questioni religiose e scientifiche, ma di certo non c’è la vilenza delle grandi città d’ America. C’è forse il ritratto, in parte bonario,  di una media borghesia svedese, ricca ma vuota, obbligata a portare maschere sociali e a ubbidire alle convenzioni. C’è un conflitto tra natura, rappresentata dai bambini che  nascono, dalla natura stessa, dall’ amore, in parte da Marianne e da Sara,  e convenzioni, lo stesso conflitto che doveva avere il padre di Bergman. Ma forse è un aria che si respira in tutta l’ Europa uscita  da un immane conflitto.

Borg nel giardino del posto delle fragole  fa la conoscenza di una nuova Sara, una Sara delle nuove generazioni uscita dal nulla una ragazza da autostop  che gli chiede un passaggio fino a Lund assieme altri suoi  due suoi amici. E il viaggio riprende.  Vedremo come storie diverse finiscono per confluire nella storia di Borg. La storia di Marianne e del marito, Evald, la storia della coppia litigiosa che stanno per incontrare, la storia dei tre giovani autostoppisti, la storia della mdre e tutte le altre. Bergman rispetta in pieno il principio filmico di Unità.  Qui  c’è la scena più movimentata del film perché la macchina di Borg sta per schiantasri contro una macchina che viene insenso opposto e che si ribalta. Entra in gioco una coppia litigiosa, e anche qui si ripete il cliché del film, altruismo ed egoismo. La coppia continuerà a litigare, finchè Marianne non decide di scaricarla. E la macchina si avvia verso casa della anziana madre di Borg.

Continua…….

 

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Analysis Fiction

Lo Spaccone.1

The Hustler

Per vincere non ci vuole solo abilità,  ci vuole carattere.

Note di

Salvo Gagliardo

Presentazione del film di Robert Rossen, Lo Spaccone

Premessa un  film classico questo di Robert Rossen su un romanzo e un soggetto di Walter Tevis, un piccolo capolavoro di ottimo script americano,  che dimostra in modo mirabile come il personaggio principale  cresce  e si modifica con la storia, la metamorfosi finale e l’ inizio della storia. I personaggi sono diversi, ma le storie sono due e finiscono per incrociarsi, la storia di Eddie Felson, ragazzo bravo nel gioco del bigliardo che all’ inizio  vediamo sicuro di sé e immaturo sebbene  abbastanza abile  con le stecche, e Sarah,Piper Laurie,  una povera  ragazza di una grande città, alquanto alla deriva e alcolizzata che Eddie incontra casualmente  in una Station Bus di Chicago  e con cui inizia una storia. Poi ci sono altri splendidi personaggi come Bert l’ Angelo, nero,  George Scott, il  cattivo e  il manager senza scrupoli  che  ha puntato i suoi soldi sull’ abilità di Eddie e Minnesota Fats, uno smagliate Jackie Gleason, e uno splendido giocatore di bigliardo che Eddie sfida per tutto il film, vincere  Fat, dalla corporatura stacciuta da mastino o meglio da foca ballerina, perché Fats con le stecche si muove come un pianista che  suona Chopin, è il sogno di tutta una vita per Eddie che è giunto  nell’ Illinois dalla California per batterlo. Tutto il film è la storia di questa sfida. L’ America ci ha offerto altri bei film di gioco e sfida, pensiamo ai giocatori di poker, o ai boxer,  ma questo è curato nei risvolti psicologici molto profondamente. Nel film ci sono pochi esterni, le strade di Chicago perché la location sono le sale di bigliardo, le bool rooms, e soprattutto la sala Ames, simile ad una chiesa come  dice Paul Newman, in questo il film è molto teatrale.

La storia comincia con Eddie, Paul  Newman,  e Charlie che giungono a Chicago per fare dei soldi con il biliardo e sfidare il leggendario Minnesota Fats. Eddie è molto bravo con le stecche ma è alquanto immaturo nel carattere e alquanto spaccone. Per lui il bigliardo è un’ arte e prova una voluttà infinita a dimostrare la sua abilità eccezionale, la voluttà della perfezione. E’ una considerazione che più tardi Eddie farà a quattrocchi  a Sarah. Charlie il socio più anziano vuole solo fare soldi, Eddie vuole qualcosa di più oltre ai soldi,  vuole la gloria e il riconoscimento assoluto della sua superiorità. Ha una voluttà quasi religiosa nel muoversi con le stecche che evidentemente rappresentano il potere e sostituiscono le pistole dei  vecchi  cow boy dalla mano lesta, e Newman stesso  scherzando dice che dentro il suo astuccio porta stecche si nasconde un mitra. . E  i due finiscono nella Sala Ames dove ogni sera si esibisce Minnesota Fats, Siamo al primo tempo della storia che si concluderà con la prima sconfitta di Eddie. Eddie ha due nemici interni, l’ alcool e una eccessiva fiducia in se stesso. Fats nella sua stazza imponente  da mastino ballerino  appare molto controllato, sebbene beva quanto Eddie e capace di auto dominio. E sarà l’ alcool a far perdere a Eddie questo primo round! Eddie infantilmente ama strafare e questo gli gioca un brutto tiro alla fine della partita  che dura circa  ventiquattro ore, sono le sequenze più imponenti del film. Noto come l’ alcool sia il motore portante del film. Ci vengono presentate bottiglie, alcolizzati, negozi di vini e liquori, socializzazione e sfide avvengono sempre attraverso i liquori eccetto la scena finale dove l’ alcool non è presente, scompare in qualche modo con la morte di Sarah. E notate ancora la doppia natura di Bert,che beve sia alcool che latte. Da Ames che è la sala della sfida non si beve, ma Eddie si procura dell’ alcool che gli farà alla fine perdere il grande vantaggio acquisito in ventiquattro ore di gioco su Fats.

Continua……

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Analysis Fiction

Lo Spaccone.2

The Hustler

Per vincere non ci vuole solo abilità,  ci vuole carattere.

Note di

Salvo Gagliardo

Presentazione del film di Robert Rossen, Lo Spaccone

 

 

Eddie è battuto, Fats ha vinto e lui è tornato a casa ubriaco a smaltire la sbornia. Le parole di Bert Gordon  dette a Fats alla fine del scontro -E’ un perdente! He’ s a Loser! Si sono realizzate. Eddie va a fare colazione in una Station  Bus e lì incontra Sarah, I due hanno qualcosa in comune, sono randagi di una metropoli o di una civiltà metropolizzata, outsiders borderline, Sarah  beve  e non sembra avere un suo preciso lavoro a parte andare all’ Università per seguire dei corsi o meglio per ammazzare il tempo. L’ incontro di questi due personaggi in qualche modo sbandati è davvero  bello, sarebbe forse piaciuto a Dostoevskij. Lei è zoppa e questo muove la pietà di lui che cerca di avere un rapporto intimo, ma poi si ritrae. Due storie diverse si incrociano in una grande città, l’ una porterà alla morte per suicidio e l’ altra alla redenzione del personaggio principale e all’ ambita vittoria anche se di sapore molto più amaro di quanto Eddie aveva sognato all’ inizio. I due si mettono insieme e lui va abitare da lei. Eddie liquida in uno scontro l’ amico e  socio Charlie, che presto sarà sostituito da un personaggio più oscuro e meno limpido, ma molto interessante Bert, il finanziatore di Fats che diviene presto il finanziatore di Eddie. E’ molto importante nella fiction questo personaggio, quest’ Angelo nero, che in apparenza vuole che Eddie abbia successo ma dall’ altra desidera  intensamente la sua sconfitta. E presto  vedremo come Bert faccia il paio con Sarah, sono tutte due della stessa pasta, anime dannate,  ambedue vuoti, generati dal nichilismo, ma Sarah ha puntato su Eddie per dare un senso alla sua vuota  esistenza, Eddie gli appare un ingenuo, in qualche modo è un cavaliere un po’ confuso, ma ammira in lui quello slancio e quell’ estasi della sfida e della vittoria che lei non possiede, e lo aiuterà a maturare fino alla sua fine, anzi proprio con il suo suicidio e sacrificio, mentre Bert è una creatura fredda, astuta, sfruttatrice e vuole distruggere questa forza misteriosa che ha scorto come un falco  in Eddie, perché ne ha invidia. Gordon  è un Angelo oscuro capace di penetrare nell’ animo degli altri  molto in profondità. Dice ad Eddie che  per vincer non basta l’ abilità, ma bisogna avere  carattere, Fats ce l’ha, Eddie ancora no. E mette in guardia il suo investimento  da future aggressioni se continuerà a fare lo spaccone in città. E così accade, preso  dall’ estasi del gioco, Eddie non si accorge di essere  finito fra gente violenta che non gradisce  le sue smargiassate e gli spezza le dita! E’ la scena più violenta del film. Di Sarah veramente non sappiamo nulla, del suo passato e non sappiamo se davvero si chiama Sarah, è quello che racconta ad Eddie, ma la ragazza  per sua ammissione mente quando beve! Non sappiamo  dove trova i soldi per mantenersi, ma sappiamo che ama le letture impegnate e che è una intellettuale, ossia che pensa e che ha delle idee,  un tipo diverso da Eddie la cui unica passione sono  il bigliardo, le stecche e la vittoria.

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Analysis Fiction

Dies Irae a Norimberga

Vincitori  e Vinti1

Lepre, Cacciatore, Campo

Un buon  film è come un buon vino

Le Cantine di Salvo Gagliardo

Presentazione del film Vincitori e Vinti, di Stanley Kramer

 

 

 

Stavolta voglio presentarvi un film suggestivo per il  suo valore  non solo estetico, un magnifico bianco e nero con magnifici primi piani, più un casting di eccezione, tutta la grande Hollywood del tempo sembra essere stata chiamata a creare uno spettacolo popolare in  cui l’ intera Germania nazista viene giudicata e condannata dalla potenza vincitrice l’ America,  ma anche storico, perché intenzione di Stanley Kramer il regista, è stata  quella  di presentare un film credibile sulle atrocità naziste e sui motivi che hanno portato i giudici americani a condannare alla pena capitale per impiccagione quattro insigni  uomini di legge tedeschi coinvolti nella politica di Adolph Hitler.

Preambolo. Il compito del giudice supremo Dam Haywood, uno smagliante e già anziano  Spencer Tracy, giudice distrettuale mandato in Europa, a Norimbrega nel 1948 per  presiedere al  più importante processo della storia del Dopoguerra, viene  seguito dal film in maniera  attenta così che lo spettatore può  anche lui farsi una idea ed emettere  il giudizio finale. Nella sua complessa dialettica per lo più resa in lunghi dibattiti processuali, interrotti da diversi quadri esterni che alleggeriscono l’ intensità dei dialoghi del film, la fiction risulta interessane e ben costruita, e man mano che il Processo  si va svolgendo nelle aule del tribunale di Norimberga, andiamo conoscendo via via i diversi personaggi della storia, interpretati da attori di grande profilo.  Dal colonnello Tad Lawson ,l’ accusa, un determinato Richard Widmark, intenzionato a portare alla sbarra l’ intero popolo tedesco, alla difesa, l’ avvocato Hans Rolfe, uno splendido e dialettico Maximilian Schell che non riuscirà ad evitare il capestro agli imputati, ad un magnifico dottor Ernst Janning, il vero protagonista della storia ed altrettanto grande e potente Burt Lancaster che alla fine riconosce i suoi torti e rifiuta di assimilarsi agli altri macellai del regime, a una ancora bella  Marlene Dietrich, la Signora  simbolo della Germania, che accompagna il  vecchio giudice Haywood per Norimberga, nei locali tipici e nei ristoranti dove si suona ancora Lilly Marlaine, la struggete melodia  che ha reso famosa l’ attrice tedesca, e che invano cerca di far capire al giudice americano, al vecchio Spencer Tracy, che i tedeschi sono altra gente dai macellai  di Hitler, e che trova il suo nemico in Richard Widmark che invece vuole dimostrare a tutti i costi, e alla fine ci riuscirà,  che tutti tedeschi sono stati macellai o collusi con i macellai del dittatore, e  via via, una  cresciuta e ancora graziosa Judy Garland e un maturo Montgomery Clift che introduce in aula il tema della eutanasia e della castrazione dei prigionieri, e inoltre  un ancor giovane William Shatner, il futuro Capitano Dirk di Star Trake. Insomma uno spettacolo da godere e da sentire, e trovo significante che a celebrare questa ricostruzione a fiction dello  storico processo che i Vincitori hanno fatto ai Vinti, sia stata chiamata la Hollywood che conta senza risparmio nelle spese! Kramer ha voluto fare le cose in  grande come si addice a questo spettacolo- processo.

Continua……..

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Dies Irae a Norimbrega

Vincitori  e Vinti2

Lepre, Cacciatore, Campo

Un buon  film è come un buon vino

Le Cantine di Salvo Gagliardo

Presentazione del film Vincitori e Vinti, di Stanley Kramer

 

Apertura e primo tempo, la fiction ha inizio con l’ arrivo a Norimbrega nel 1948 del giudice americano della Corte Suprema contro i crimini di Guerra,  Dam Haywood per presiedere al Processo che gli Americani hanno imbastito a quattro giudici  tedeschi ritenuti responsabili di atrocità e di crimini contro l’ umanità. Fra di loro c’è l’ insigne giurista noto in tutto il mondo, Ernst  Janning. Norimberga è quasi del tutto distrutta e il giudice attraversa a piedi le macerie di un sogno e di gloria infranto. Sono scene in bianco e nero splendide mentre risuonano ancora le urla di Hitler e i canti della gioventù germanica. Splendido il volto del vecchio Spencer Tracy a cui sarà demandato il compito di capire e di dare un giudizio finale che resterà alla storia, un vecchio giudice in pensione che ha ancora una forte  carica di umanità, e che carico di esperienza anche politica si trova a presiedere un Processo difficile  in cui giocano varie componenti anche in conflitto. E subito ci troviamo di fronte all’ Accusa e alla Difesa, anche  loro in conflitto, ma Richard Widmark appare aggressivo e risoluto a dimostrare l’ atrocità dei crimini commessi e le colpe di un intero popolo, ha un grosso asso nella manica che giocherà alla fine della fiction con le terribili immagini filmiche dei campi di concentramento dopo l’ arrivo degli americani e dei russi. E noi spettatori via via veniamo coinvolti nei problemi di coscienza del giudice Haywood.Scopriamo presto che ci sono delle cose che stanno accadendo in Germania, ossia la Germania si prepara ad essere divisa in due blocchi e il nuovo nemico dell’America, la Russia si profila nettamente all’ orizzonte, il  Processo rischia di  divenire un processo politico.  e dovrebbe così  per i capi militari americani contemplare  un saggio e prudente realismo politico. . Gli sceneggiatori  hanno fatto bene il loro lavoro nell’ intrecciare diversi temi che via via si evolvono con la fiction. Entra anche in gioco Frau Bertholt, la vedova di un militare in grado ucciso dai nazisti che per tutta la fiction introdurrà il vecchio giudice nell’ atmosfera di una città tedesca e cercherà di dimostrare che non tutti i tedeschi sono stati  dei nazisti, e l’ elemento patriottico sia americano che tedesco si fa strada  in tutta la fiction.

Sullo sfondo si profilano  anche dei dubbi, la Germania vuole dimenticare e guardare al futuro e l’ America sta perdendo interesse a questa storia, è la legge del tempo, , vinti e vincitori sono impegnati a ricostruire un mondo dalle sue macerie. Alla sbarra ci sono quattro insigni giuristi, ma il più notevole per importanza e grandezza resta Herr  Janning, uno splendido Burt  Lancaster, che come giudice ha firmato parecchi atti esecrati del defunto regime. Janning è il personaggio del film più carico di risvolti drammatici che in qualche modo sostiene con la sua maschera impenetrabile l’ intera storia. Il resto appare poca cosa, mediocri esecutori preoccupati più dei vantaggi personali che dei doveri morali di un giudice e di un tedesco. Il dislivello  tra un’alta  coscienza morale e l’ effettivo decadimento dovuto al nazionalsocialismo connatura il personaggio Janning, gli da la sua vis drammatica. E fa di lui il centro dell’ attenzione degli altri, soprattutto del giudice Haywood. Come può, il giudice si chiede, un personaggio di così alto profilo morale riconosciuto in tutto il mondo essere sceso così in basso da  assimilarsi a burocrati spietati e ottusi e a macellai. E’ il suo dilemma e noi lo seguiamo, ci immedesimiamo  nel suo problema. Sul banco sfilano vittime  e carnefici di un sogno strano diventato un incubo  insensato. Si parla di eutanasia e di castrazione degli asociali e degli incapaci, ma la Difesa, altro personaggio tragico della storia in cui entrano in conflitto motivi patriottici e amore per la propria nazione e convinzione delle assurde atrocità perpetrate, è spietata nel trovare forme dialettiche che giustifichino gli orrori, , non è stato forse un giurista americano Oliver Wendell Holmes junior a teorizzare in America per primo la necessità della sterilizzazione? Splendido gioco di specchi dove l’ intera  civiltà occidentale ammalata di guerra e di potere e di dominio,  viene messa da Hans Rolfe sotto accusa, e alla fine della fiction nella sua arringa finale si chiederà dove erano le Grandi  potenze democratiche del Mondo quando Hitler adottava metodologie e politiche fuori da ogni senso comune, Cosa facevano gli industriali  americani o casa faceva il governo inglese o la stessa Chiesa? Domande legittime che però non intaccheranno il giudizio finale di Dam Haywood!

Il primo e il secondo tempo quindi si dispiegano in una serrata indagine processuale fra le mura di un tribunale o fra il locali della vecchia città tedesca dove ancora si canta Lilli  Marlene, la nostalgica canzone che rese famosa Marlene Dietrich. E un perfetto intrecciarsi di interessi avvolte contrastanti che via via sfilano davanti allo spettatore chiamato come il giudice della Corte Suprema a dare il giudizio finale e definitivo. Con i Russi che minacciano i confini territoriali occidentali in mano alla Forze Alleate vincitrici ci avviamo all’ epilogo. Il Governo Americano vuole che la Corte emetta un  verdetto di non colpevolezza verso i quattro imputati per ragioni di realismo politico e di convivenza, ma Richard Widmark vuole ancora vedere l’ intero popolo tedesco alla sbarra e per  far questo produce in aula dei documenti filmici  agghiaccianti, i filmati dei campi di sterminio dopo l’e entrata degli americani e dei russi, è la seconda volta che il cinema di Hollywood se ne serve, il primo è stato nel bel film di Orson Welles. The Stranger del 1946.

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Analysis Fiction

The War of the Words. Steven  Spielberg maker1

Di Salvo Gagliardo

Presentazione del film di Steven Spielberg La Guerra dei Mondi.

 

Premessa. La lunga storia di La  Guerra dei Mondi, il romanzo più fortunato   e più catastrofista della storia dell’ uomo risale alla Londra vittoriana del 1897  quando nel Magazine Pearson apparve per la prima volta The War of The Words, un lavoro fantascientifico  di Herbert George Wells.Il romanzo fu letto con successo e subito dopo uscì in volume. In quello scorcio di fine secolo si era parlato parecchio di Marte e non pochi pensavano  che fosse un pianeta abitato, Wells su quell’ interesse che riverberava  anche dai  giornali e sull’  opinione pubblica, giocò la carta  fortunata dell’ invasione marziana della Terra. Da quel fortunato giorno, Marziano è rimasto sinonimo di Alieno. Ormai è quasi leggenda che un altro Welles,Orson Welles, la sera del 30 ottobre del 1938, esattamente la vigilia di Halloween, raccontò  in una diretta radiofonica rimasta storia e leggenda, agli americani terrorizzati, un’ altra invasione da Marte, o meglio la stessa narrata da Wells e adattata ad un radiodramma, che shoccò talmente la popolazione che questa si precipitò per le strade urlante e in preda al terrore. Il giovane Welles rischiò il posto, ma visto l’ indubbio  successo ottenne la gratifica di nuovi contratti. L’ invasione marziana non ci fu, ma poco dopo ci fu lo Sbarco In Normandia. E veniamo al 1953, in pieno dopoguerra e guerra fredda, il regista Byron Haskin decide di portare sugli schermi l’ opera di Wells con il film The War of the Words. Il film riscuote un certo successo, e resta negli annali come uno dei migliori film di fantascienza prodotti negli anni Cinquanta. Dovrà passare del tempo perché l’ abile e fortunato regista americano Steven Spielberg, una leggenda vivente  nel mondo del fantastico e delle movie, riproponga  il romanzo di Wells per gli spettatori di tutto il mondo. E’ il 2005 e Spielberg ha già realizzato film come Incontri Ravvicinati e Jurassic Park, professionalmente sembra maturo per affrontare il romanzo dello scrittore inglese. Mago degli effetti speciali Spielberg ha alle spalle una onorata carriera di filmaker doc, e la sfida di La guerra dei Mondi può essere affrontata genialmente e con tutta sicurezza da un artista del suo calibro e della su esperienza. Tom Cruise ne diviene l’ attore protagonista, ma come in tutti i film di Spielberg il vero protagonista è L’ America presa coralmente se non epicamente, Spielberg è l’ erede  dei grandi registi dell’ epica americana, e la sua firma è garanzia di successo. Le intenzioni de regista sono forse quelle di ripetere il successo catastrofistico di Orson Welles del 1938 o di ripeterne in fiction l’ impatto emotivo. Ma in mano sua la storia diventa una foresta intessuta di   simboli più o meno espliciti e di richiami messi qua e là in tutta la pellicola. Come è proprio di questo straordinario e fantastico regista che avvolte non sa rinunciare alla complessità simbolica del  popolo da cui viene, quello ebraico, tutti i suoi grandi film sono pieni di questi simboli. Qui è chiaro che si allude al terrorismo minacciante dopo la caduta  delle Due torri, che evidentemente sostituisce nell’ anima americana la paura del comunismo e dei russi. Non è u caso che all’ inizio si pensi ad un attentato terroristico.

Ma veniamo alla storia. Alla fine di una settimana lavorativa di un giorno qualsiasi l’ operaio portuale Ray Ferriere si accinge a passare come altre volte il suo week end assieme ai suoi due figli, Rachel e Robbie, avuti  da Mary Ann, la giovane sposa da cui si è separato e che vive con un nuovo fidanzato. Rachel è una ragazzina bionda e rigorosamente vegetariana, Robbie è un ragazzo un po’ ribelle e in conflitto con il padre, lui, Roy è un giovane dinamico e pieno di vita. Ma la storia di un tranquillo week end sembra  andare in  tuttaltre  direzioni, come vedremo.

Già le televisori di quel giorno mandano servizi allarmanti, in diverse parti del pianeta stanno accadendo strani fenomeni meteorici, in Russia ed in Ucraina strane Sfere di Luce o Fulmini  Globulari hanno mandato in tilt le Centrali Elettriche. Presto il fenomeno si sposta nel New Jersey e nella città dove abita Roy. Splendide inquadrature  del cielo  a cui siamo abituati da Incontri Ravvicinati preannunciano tempeste con fulmini e anomali tempeste magnetiche che mettono fuori uso le centraline elettriche locali. Dapprima Roy ne è affascinato ma poi vista  Rachel allarmata decide di serrarsi in casa, mentre fuori i fulmini squarciano il cielo. Robbie prende la macchina del padre senza permesso e va in città, Roy lo raggiunge ma la città è  già  sottosopra allarmata da quello che sta accadendo, fulmini ovunque scardinano l’ asfalto stradale, e poi fanno crollare il Campanile e la Chiesa del quartiere. E infine dalle profondità della Terra squarciata si alzano strane e gigantesche macchine fantastiche, i tripodi che seminano il panico e la distruzione. La gente fugge terrorizzata ma i tripodi le danno la caccia e ci sono inquadrature che mostrano le persone letteralmente smaterializzate dai raggi che  i tripodi emettono. Per gli amanti della fantascienza questa è una vera pacchia, ci sono inquadrature che ricordano da vicino le illustrazioni dei vecchi pulp americani di scientifiction, quelli di Ugo Gernsback ad esempio o quelli di John Campbell.

Roy torna a casa e cerca di convincersi che quello che sta accadendo non è possibile, deve pensare a Mary Ann, ma la moglie sembra partita per Boston, non gli resta che imbarcare i ragazzi in macchina e puntare verso la capitale del Massachusetts.

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Analysis Fiction

Missione Marte. Verso il Pianeta Rosso.

Mission to Mars

Omaggio a Bryan de Palma

Di Salvo Gagliardo

Presentazione del fim di Bryan De Palma, Mission To Mars.

 

Gentili Amici oggi vi presento un film che parla di Marte. Invero non sono molti ancora le fiction ambientate sul pianeta Rosso, personalmente ho un nitido  ricordo di Atto di Forza con Schwarzy  e del regista Paul Verhoeven.  Come scrittore sono stato e sono molto interessato all’ avventura dell’ uomo su Marte, e ho già realizzato delle storie intricanti e altre mi appresto a realizzarne spero prima del vero sbarco dell’ uomo su questo pianeta che ritengo una tappa fondamentale per lo  sviluppo della specie.

 

Marte appare già pieno di misteri che per uno scrittore di fantastico è davvero  come andare a nozze e sempre più si sta rivelando un pianeta sconcertante e pieno di sorprese, ma lo è stato stranamente fin dall’ inizio quando nell’ Ottocento Percival Lowell vi aveva visto o immaginato fantastici canali di irrigazione di una antichissima civiltà forse sull’ orlo dell’ estinzione, e fino ad oggi Marte e Marziani sono sinonimi di Alieni, a cominciare dal romanzo di fantascienza di Herbert George Wells, The War of The Words. L’ idea che su Marte ci sia qualcosa di grosso è dura a morire anche in tempi di sonde esplorative. Forse un incontro ravvicinato con questo nostro vicino porterà a delle rivelazioni fondamentali per la comprensione della vita nel Cosmo e  sulla Terra.

Se oggi i filmaker  che lo hanno scelto a soggetto del loro estro artistico sono pochi, penso che domani saranno di più., domani quando l’ uomo vi impianterà realmente le sue Prime Basi Scientifiche e di Esplorazione extraterrestri.

Ma veniamo al film di Bryan De Palma. Un lungo Barbecue apre la fiction, vi vediamo impegnati i protagonisti della storia e della Missione. C‘è l’ astronauta Jim Mc Connel, Gary Sinise, c’è Woody Blake anche lui prossimo alla Missione, ci sono le mogli e le ragazze degli astronauti, c’è Terry moglie di Woody, e  c’è Luke l’ astronauta di colore che vedremo  personaggio chiave della storia. Si tratta di andare per la prima volta su Marte. La spedizione è pronta a partire , ma Jim viene escluso dalla missione.

La prima Missione giunge su Marte, nella regione di Cydonia,  viene identificata una strana sorgente elettromagnetica e una strana montagna, davanti alla quale  accade  l’ inenarrabile, ossia si crea una  sorta di tornado rotante fatto di sabbia, le tempeste  di sabbia sono distruttive su Marte e periodiche, che prende  la forma di un s repente e che aspira e distrugge ogni  cosa compreso l’ intera missione umana, si salva soltanto Luke che riesce a comunicare alla Stazione Spaziale ruotante attorno alla Terra che la missione è andata incontro ad un imprevisto e che è stata distrutta. E’ chiaro che sono  sequenze su cui pesa la crescita dei fim di fantascienza e soprattutto la presenza di 2001 Odissea nello Spazio.

Dopo otto mesi parte una nuova Missione, e stavolta a guidarla è Jim  Mc Connel,c’è anche Woodrow Blake e la moglie Terri.

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Fantastikalbi in Facebook 9

lunedì, 19 aprile 2010

 

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Gentile Visitatore, se sei interessato al mio Lavoro in Facebook, ti invito a Visitarmi.

Grazie 

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Invito a Hollywood di Fantastikalbi.

 

Gentile Visitatore/trice, da come ti sarai accorto il sito che stai visitando dà un certo spazio alle Fiction e al Cinema, essi sono parte integrante di un Progetto unico che  ha come obbiettivo quello di fare conoscere l’ Universo del fantastico e l’ Universo di Salvo Gagliardo, scrittore di fantastico e fiction. Vi è anche una sezione del Sito dedicata al Cinema, ma anche ad una possibile scuola creativa di Fiction, “Hollywood Fiction”. È però  una sezione in fase di allestimento. Molti  articoli che leggerai o che hai già  letto in questo Fantastikalbi in  Facebook riguardano il cinema e la televisione, spettacoli e film che hanno come tema il fantastico. Anche questo Post 8. che leggerai, ha vari articoli su film che ho focalizzato  per iniziare un discorso sul cinema e la sceneggiatura. Ti invito quindi a leggerli  e ad essere paziente per la futura strutturazione organica di un settore articolato riguardante le fiction. Grazie.

 

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Analysis Fiction/Lezioni di Cinema

La caduta degli dei 1

Un Omaggio al Cinema europeo

Un buon  film è come un buon vino-Le cantine di Salvo Gagliardo

Presentazione del film di Luchino Visconti. La Caduta degli Dei.

Di Salvo Gagliardo 

 

 

 

Introduzione e Premessa. Stavolta sono alle prese con un bel film italiano ed europeo, La Caduta degli Dei del  regista Luchino Visconti. il film è del 1969 e fa parte della Trilogia Tedesca del regista, il primo della Trilogia. Il soggetto narra di una grande famiglia di Industriali tedeschi, i von Essenbeck, padroni di potenti acciaierie, al tempo dell’ Era del nazionalsocialismo in Germania, esattamente all’ insediamento di Adolph Hitler nella Cancelleria tedesca. E’ una storia di potere, della lotta tra due grandi forze titaniche, quella più sottile, politica e machiavellica  del nazismo e quella potentemente demiurgica dell’ antica e nobile  famiglia degli  Essenbeck. In qualche modo il  film si assimila a una tragedia greca, e la caduta degli dei richiama il Ragnarok  nordico, la grande battaglia tra le potenze della luce e quelle delle tenebre nei Tempi Estremi. A contrappuntare questo ci sono  le meravigliose musiche di Riccardo Wagner, ma anche le musiche di Maurice Jarre che ricordiamo come l’ autore delle bellissime  colonne sonore  del film di David Lean Il Dottor Zivago.

La storia ha inizio nella fastosa e ricca villa Essenbeck  ad Oberhausen, a nord,  vicino Dusseldorf. Vedremo più avanti  che Luchino  Visconti, che ama gli Interni, ci presenterà la Villa vista da fuori assai raramente. E’ una sera memorabile questa del 1933. Dal 30 gennaio Hitler si è insediato presso il Reichstag  di Berlino. L’ Incendio della Cancelleria è avvenuto il 27 febbraio del 1933, data in cui comincia la nostra storia. E’ sera e il vecchio barone Joachim von Essenbeck   celebra il suo genetliaco. Nella villa è presente l’ intera famiglia ed affini, ma a un certo punto giungono da Berlino  Frederick Bruckmann ed Ashembach.Si tratta di due alti ed importanti esponenti  del Partito. Ashembach, Helmut Griem, indossa la divisa delle SS. Lo spettatore comincia ad assistere   a  qualcosa che sembra casuale ma che come vedremo farà parte di una trama ben congegnata in cui il Nazismo e l’ Industria pesante entreranno  in un conflitto che si risolverà  con la sconfitta e la totale assimilazione da parte di Hitler della potenza degli Essenbeck. Un gioco sottile e spietato quello di Ashembach per tutta la durata della fiction.

Subito cogliamo  la natura dei personaggi, un vecchio barone stanco e poco incline alle nuove generazioni che hanno portato Hitler al potere, il giovane ed androgino Martin von Essenbeck Helmut Berger,  che davanti al vecchio e alla famiglia si esibisce in un o spettacolo da cabaret espressionista , travestito da donna e più precisamente da Marlene Dietrich dell’ Angelo Azzurro. Un personaggio come vedremo Dostoevskijano, e Dostoevskij è stata una delle letture preferite di Visconti. Presto cogliamo la sua natura malata e confusa, il suo ossessivo legame con la madre, la bionda Ingrid Thulin, o Sofie von Essenbeck , altre pezzo importante in questa partita a scacchi tra due forze contrarie. E c’è Heberth  Thalmann, il marito di Elisabeth von Essenbeck. Elbert   è il dissidente, non legato dal sangue agli Essenbeck, sarà l’ unico personaggio positivo della storia,e alla fine verrà arrestato e scomparirà nelle prigioni della Gestapo. È l’ unico che ha capito cosa vuole Hitler dal popolo tedesco e dove trascinerà il suo  popolo. Insomma,  l’ antica e nobile famiglia tedesca appare subito come un nido di serpi pronti a mordersi e a distruggersi, e Ashembach ha così buon gioco. E c’è  il pesante e vistoso Konstantin von Essenbeck,     Reinhard  Kolldehoff , Che manovra per il   dominio  totale della fabbrica Essenbeck. E infine c’è il bieco e astuto  Frederick, Dirk Bogarde,  che aspira alla mano di Sophie. Improvvisamente durante la serata il vecchi Joachim Essenbeck apprende da una telefonata che il Reichstag sta bruciando a Berlino, segno di un colpo di Stato? Ora è chiaro perché in quel preciso momento Ashembach è presente nella Villa e presto appare chiaro che ad appiccare il fuoco alla Cancelleria è stato lo stesso Hitler, gli eventi stanno precipitando e presto travolgeranno gli Essenbeck!

Se vogliamo cogliere un protagonista unico  in questa storia, il cosiddetto  personaggio principale, avremmo difficoltà a trovarlo, non c’è infatti!  Ma  da una parte abbiamo l’ astuto  e mefistofelico  Ashembach che muove le sue pedine  attentamente, profittando dei conflitti interni della  grande famiglia, e dall’ altra c’ è questa, i von Essenbeck, una intera stirpe  come protagonista della storia. grazie.

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Analysis Fiction/Lezioni di Cinema

La caduta degli dei. The Fall of the Gods.2

Un Omaggio al Cinema europeo

Un buon  film è come un buon vino-Le cantine di Salvo Gagliardo

Presentazione del film di Luchino Visconti. La Caduta degli Dei.

 

 

Di Salvo Gagliardo 

 

La Caduta degli Dei quindi non rileva un personaggio principale con due antagonisti a confronto, ma piuttosto due forze opposte che sono anch’ esse personaggi, una  di queste è rappresentata dalla  famiglia von Essenbeck. Subito dogo l’ annuncio dell’ incendio del Reichstag, Il vecchio Joachim viene trovato morto, ucciso nel suo letto e la colpa viene fatta cadere su Herbert il dissidente della famiglia. Con l’ incendio della Cancelleria, Visconti muove i sui personaggi verso l’ epilogo drammatico. Ciò che teneva coesa l’ antica famiglia di baroni,  era il vecchio, ancora uomo  rispettabile e all’ antica, ma una volta morto, eliminato, si scatenano i lati poco rispettabili della  stirpe, ossia le feroci avidità e la brama di potere, all’ ombra del nazismo che fa qui la parte del Diavolo o di Mefistofele, incarnato splendidamente dalla maschera di Helmut Griem in divisa nera. Il gioco tra rosso, nero, svastica e biondo oro è ben reso, è reso quindi dal  dramma di un’ illusione quella di una superiorità di razza che non è mai esistita. Perfetta è la scenografia e il movimento preciso e cadenzato dei personaggi. Perfetta è la maschera in parte grottesca e in parte patetica di Martin, sotto le luci di un cabaret tedesco anteguerra che ricorda la Repubblica di Weimar. Martin affetto da disturbi di personalità che finisce nell’ ignominia di un delitto esecrabile, la violenza su una bambina messo a tacere dalla famiglia che ancora gode di  un grande potere nelle sale di Hitler. Siamo nel 1933 e l’ antisemitismo è ancora in nuce e forse velato, la la bambina su cui Martin esercita violenza è ebrea e si suicida. Un modo intelligente di Visconti di prepararci agli orrori del Terzo Reich. Il nemico di Hitler non  sono ancora gli ebrei, ma  i comunisti e Heberth viene accusato da Konstantin di essere un comunista. E Konstantin così massiccio e violento simile ad un signore del Rinascimento Italiano,  è un altro bel personaggio plasticamente potente che come si suol  dire buca lo schermo. Konstantin von Essenbeck  sarebbe l’ erede al trono, se non ci fosse Martin. Ma il barone  ha quella potenza che  Martin malato non possiede. Konstantin Essenbeck  è iscritto alle SA  di Ernest  Rohm, le squadre speciali d’ assalto di Hitler che lo hanno portato al potere, ma ora le SA sono diventate un peso per il Fuhrer che pensa di sbarazzarsene, cosa che sa bene Ashembach!

E il barone  comincia manovrare per avere il potere assoluto  sulle   fabbriche Essenbeck,. L’ arma gliela offre Martin, con il suo gesto scellerato, consegnandosi al  ricatto del barone. .E poi  c’è Friedrich! Un uomo freddo e viscido, non appartiene del tutto al Partito e non appartiene del tutto alla famiglia, ma aspirando alla mano di Sophie  spera di diventare il padrone assoluto della fabbrica. E in tutto questo non va trascurato il giovane  Gunther, il più giovane degli Essenbeck, un animo  molto sensibile e amante della musica e del violoncello, ma destinato alla fine a diventare il padrone della fabbrica, l’ uomo che ne diverrà l’ assoluto signore asservito totalmente al Partito. Fagocitando Gunther il gioco di Hitler e di Ashembach è fatto!

 Ci sarebbe  molto da dire sul travestimento dei personaggi, Martin apre la fiction con una imitazione di   Marlene Dietrich nell’ Angelo Azzurro e presto vedremo un travestimento collettivo delle virili SA  presso l’ Hotel Hanselbauer nei pressi di Monaco, prima del grande massacro. E  ci avviamo così  all’ altro  grande fatto della  storia oscura del Terzo Reich,  quello noto   come La  notte dei lunghi coltelli,Die Nacht  der  Langem  Messer, in cui fu  liquidata l’ intera SA di Ernst Rohm  per ordine di Hitler e di Himmler. Ma prima assistiamo ai  complessi giochi ambiziosi della bella e bionda Sophie von Essenbeck, le sue sfrenati ambizioni che la portano da una parte ad avere un affetto morboso che sfuma quasi nell’ incesto per il giovane figlio Martin e dall’ altra il desiderio di impadronirsi delle Imprese Essenbeck,   per mezzo  di  un uomo debole, viscido,  ma ambizioso, determinato e senza scrupoli, ossia Frederick Bruckmann giunto nella villa assieme ad Ashembach e responsabile della morte di Joachim come lo sarà di quella di Konstantin. La fiction si avvia così  verso gli epiloghi di un dramma  sulla musiche di Richard Wagner e dell’ ’ Horst Wessel Lied, ossia l’ inno del nazionalsocialismo  tedesco.

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©salvogagliardoproduzione. aprile 2010. All  rights reserved.

 

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Analysis Fiction/Lezioni di Cinema

La caduta degli dei. The Fall of the Gods.3

Un Omaggio al Cinema europeo

Un buon  film è come un buon vino-Le cantine di Salvo Gagliardo

Presentazione del film di Luchino Visconti. La Caduta degli Dei.

 

 

Di Salvo Gagliardo 

 

 

Notte tra il  29 -30,  Giugno 1934. Presso l’ Hotel Hanselbauer, vicino Monaco si svolge un grande raduno delle SA, sono presenti dai 400 ai 500  membri delle milizie speciali e personali  di Hitler, gente che ha portato  il Fuhrer al potere con la violenza, squadristi e giovani violenti imbevuti di dottrina, ma anche con una grande voglia di divertirsi. Fra di loro c’ è Konstantin von Essenbeck. Lo scenario è maestoso, degno di un delirio Wagneriano. Buona parte degli affiliati sono omosessuali o mostrano atteggiamenti omosessuali. Rientra di nuovo il travestimento nella fiction di Luchino Visconti, con cui è cominciato il film. Tra canti nazisti ed arie wagneriane, i giovani della SA sembrano diverstisi in   un mare di birra, quando arrivano dal fiume e da terra camion  e mezzi delle SS. Fra di loro ci sono anche Ashembach e Frederick Bruckmann. E’ un massacro di sangue, in cui muore anche il barone Konstantin Essenbeck.

Superato questo culmine di violenza e drammaticità , sono le uniche scene che si svolgono fuori la villa  degli  Essenbeck, la violenza e la morte si rinserrano all’ interno delle sue mura e della famiglia, Ashembach ormai come un burattinaio può manovrare a suo piacimento  i destini degli Essenbeck e naturalmente del malato Martin, ancora succube della giovane madre ormai consapevole del gioco perverso che si sta giocando là dentro. Frederick è tornato alla villa assieme  a Ashembach, ma la morte di Konstantin ha del tutto cambiato le carte in tavola. Ormai è Martin che guida il gioco, ma dietro c’è l’ ombra di  Ashembach. E’ Ashembach che spinge Martin a usare violenza sulla madre. La tragedia volge al termine. Sophie umiliata dal figlio con un atto brutale perde la ragione, ma Ashembach vuole che si celebrino le nozze tra Frederick che non ha più alcun potere se non quello della sopravvivenza e Sophie. Le nozze sono un capolavoro di grottesco gotico. Poi Martin consegna alla coppia due boccette di cianuro e li spinge al suicidio, mentre nella sala gli invitati si abbandonano ad ogni tipo di baldoria. C’è anche la donna di Martin che fa la prostituta e che è apparsa qualche altra volta nella fiction e che si  presume sostituirà Sophie  nei sentimenti di Martin. Ma il tocco finale consiste nell’ abdicazione totale del giovane Gunther che lasciati i sogni di musica e di arte si avvia a diventare il potente signore delle Acciaierie Essenbeck, sotto l’ egida e il controllo di Ashembach e la volontà di Hitler. Grazie.

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Analysis Fiction

Omaggio a Ingmar Bergman1

Il Settimo Sigillo

Der Toten Tanz. La Danza della Morte

Un buon film è come un buon vino

-La Cantine di Salvo Gagliardo

Morz en une eure tot  desfait

-Helinand de Freudmont. Vers de la Mort

 

Se è vero che u buon film è come un buon vino. allora il 1957 è stata una ottima  annata perché il regista svedese Ingmar Bergman ci ha regalato due bei  film doc da mettere in cantina, Il Settimo Sigillo, che in svedese suona Det sjunde inseglet e Il Posto delle Fragole, Smultronstället.

1348. La Peste Nera ammorbava l ‘ Europa medievale e stranamente apriva il chiuso Medio Evo a mondi più moderni, almeno questo secondo Johan Guizinga La peste decimò la popolazione e sembra che tolse da questo mondo la metà della popolazione di Europa. Da che cosa fosse portata non si sa, forse le guerre, la Guerra dei Cento anni, o chi lo sa, forse qualche malvagia Cometa spargitrice di Terrore.  Totentanz, Der Toten Tanz,Danse Macabre, Danza della Morte, The Dance of Death…. Così era chiamata la raffigurazione della morte seminatrice e falciatrice  di terrore in quei secoli bui. E così continuò ad essere rappresentata fino agli appassionati e agli amanti di racconti del terrore e di storie gotiche. Agli innamorati dell’ arte e ai turisti consiglio di venire nella città in cui abito e sono nato, Palermo, a guardare uno splendido affresco murale presso il bel Palazzo Abatellis, che raffigura per l’ appunto una tale Dance Macabre, ma qui ho messo  questo a preambolo perché il film di cui sto per parlare, Il Settimo Sigillo è una vera ed autentica Totentanz ricreata dalle tecnologie cinematografiche. E alla peste dl 1348 sembra rifarsi il film di Bergman, con qualche incongruenza cronachistica, perché l’ Ultima Crociata cristiana si svolse nel XIII e non nel XIV secolo!

La storia  è questa. Un cavaliere cristiano torna nelle terre del Nord, in Svezia, qui chiamate  Roskinde ed Elsinore, assieme al suo scudiero e al suo cavallo. Il cavaliere porta il nome di Antonius Block e lo scudiero quello di Jons.Block è diretto al suo castello dove l’ attende la bella moglie. Ma per far questo deve attraversare quei territori già ammorbati dalla peste che ha già mietuto le sue prime vittime. Sullo sfondo di questa brughiera si osserva perennemente il Mare, l’ Oceano del nord. Tutti ricorderemo per molto tempo il volto statuario di Max von Sidow ancora giovane, quasi tagliato nella pietra, e la faccia sorniona e irridente dello scudiero John, Gunnar Bjonstrand, che vedremo anche nel Posto delle Fragole. Come nessuno dimenticherà l’ apparizione spettrale e macabra della  Morte nella veste  cupa e incappucciata di un monaco,  un Bengt  Ekerot dalla  faccia bianca e cadaverica e dall’ espressione ambigua che il cavaliere incontra lungo la strada verso il castello e che sfiderà ad una memorabile partita a scacchi in cui è in gioco la sua stessa vita. Il Cavaliere ha combattuto in Terra Santa, ha combattuto per la fede nella Croce, ma ora al ritorno non è più certo della sua fede, non è più certo dell’ esistenza di quel Dio per cui ha macchiato di sangue la sua spada.

La strada è lunga da percorrere, ma a tenergli compagnia sono le riflessioni sulla vita, sulla dabbenaggine umana e sulla falsità dei preti e dei teologi  del suo servo e scudiero Jons, materialista quanto Sancho Panza, ma la cui mente possiede una lucidità che non appartiene a Antonius  Block, in questo simile a Don Chisciotte, e  ancora pieno  della  Follia della Croce. Il bianco e nero della pellicola è stupendo e attraverso luci ed ombre ci consegna una fotografia da archiviare.

Il Cavaliere si imbatte in un cadavere, e poi in soldati e abitanti in fuga nell’ illusione di  sfuggire  ad una moria a cui sono tutti destinati. Si respira l’ aria del Giorno del Giudizio, e la Danza Macabra ne emblematizza perfettamente lo spirito. Ma più avanti in una radura è fermo un carro, un carpento, il  famoso carro di Tespi che ospita  una famiglia di attori commedianti e saltimbanchi. E’ il carro di Jof , uomo semplice e Visionario e della sua bella e brava moglie, Mia, la bionda Bjbi Andersson c’è anche un bambino ancora molto piccolo e c’è anche  Jonas Skat, un altro saltimbanco e attore. Per le strade si trascinano flagellanti in processione, preti e monaci esaltati  che invitano con violenza e trasporto  al memento mori, all’ Ora della Fine e  alla Meditazione Estrema. Ma Antonius Block pur nella sua fede che lo ha spinto in Oriente, è poco convinto, vorrebbe conoscere meglio per chi ha combattuto e per chi ha ucciso, ma non ha risposta, finchè di fronte  alle scogliere dei mari del Nord , la Morte lo aspetta e   lo sfida ad una lunga e travagliata partita a scacchi.

Uno splendido film gotico degno della migliore penna di Edgar Allan Poe, in cui il regista svedese affronta un tema a lui caro quello del non senso della vita, una sorta di ripensamento e meditazione esistenzialista che nel tempo in cui Bergman maggiormente  creò, era piuttosto corrente. Ma anche uno splendido Dramma Sacro, di quelli che oggi non si scrivono più, a parte qualche eccezione  come il film  La Passione di Cristo  di  Mel Gibson sugli ultimi giorni di Gesù di Nazareth.

Continua…..

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Copia di Pict0015 

Analysis Fiction

Omaggio a Ingmar Bergman2

Il Settimo Sigillo

Der Toten Tanz. La Danza della Morte

Un buon film è come un buon vino

-La Cantine di Salvo Gagliardo

Morz en une eure tot  desfait

-Helinand de Freudmont. Vers de la Mort

Presentazione del film Il Settimo Sigillo di Ingmar Bergman

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 Dopo questa sfida a scacchi, bianchi contro neri, di fronte all’ Oceano del nord, la storia si rafforza e acquista contorni più netti e precisi. I personaggi vengono fuori allo scoperto. Bottegai e mercanti, soldati e preti, predicatori e prostitute, tutto un Universo  che va verso la morte e spiegarla non  bastano più i sermoni di questi savonarola esaltati; e la mente del Cavaliere non ne è per niente illuminata contrappuntata dal cinismo lucido di Jons, lo scudiero. Chi può  dimenticare la processione dei flagellanti e quel Cristo di legno  in croce quasi deforme e grottesco nell’ aspetto! O le immagini affrescate in una piccola  chiesa  da un pittore,  e che ritraggono la Danza della Morte! Immagini e sequenze che resteranno per molto tempo nella cinematografia mondiale. Il lavoro di Bergman è stato tratto da un lavoro destinato al teatro e scritto dallo stesso regista, e nei dialoghi ottimamente costruiti si respira il teatro a cui il regista svedese è rimasto legato per tutta la vita. Ma  è il carro che trasporta Jof e la sua famiglia che ci interessa, e che sembra pieno di luce fra le tenebre  della morte. Jof  è un visionario ed un uomo molto semplice, è l’ unico che vede l’ Invisibile, Jof  vede in visone  la Vergine Maria con il Bambino attraversare la radura e vede più avanti Block e la Morte giocare a scacchi, e alla fine, nelle ultime sequenze vede l’ intero gruppo in un danza macabra finale sfilare sulla collina condotti per mano  dal Monaco nero ossia dalla morte.

Un film davvero bello, uno spettacolo gotico e fantastico di una forza incredibile sebbene sia lontano dagli ammennicoli creati ad Hollywood per suscitare terrore e orrore. Tutto  è basato sulla splendida foto e su una sceneggiatura di prestigio con un intensa vis drammaturgica. Il montaggio e le musiche sono davvero una piccola opera d’arte, Bergman  fa proprio il cinema del suo tempo e di quello che lo ha preceduto, la fotografia e il montaggio del cinema russo ad esempio, o del cinema  di Carl Dreyer, o anche  la lezione francese.

E giungiamo alla piccola strega che deve essere messa al rogo, è a questa ragazza creduta posseduta dal diavolo che Antonius chiede qualcosa su Dio, splendido! Antonius cerca di capire se Dio esiste o no da una  povera ragazza che la gente vuole avere avuto mercimonio con il maligno! E’ una intuizione profonda, Antonius cerca di appurare lì esistenza  del Soprannaturale , di quel Soprannaturale per cui ha combattuto e sparso il sangue. Ma neanche la strega, che Antonius aiuta a morire senza grandi dolori, riesce a chiarirgli qualcosa, su quello che sta cercando e che desidera trovare. E di nuovo si confronta con la Morte  giocatrice di scacchi. Intanto Jons ha tempo e modo di mettere in ridicolo la tragica follia degli uomini mentre assiste al rogo della ragazza, e poi cattura e marchia a sangue il teologo che aveva convinto i suo padrone a partire per le Crociate e che ora è diventato un ladro e uno stupratore. Ma la Morte non perdona inesorabile e via via colpisce i devesi personaggi, come Skat il giocoliere che salito su un albero muore per volontà della Morte.

Ma è sempre i giocoliere e attore Jof che ci commuove con la sua sognante semplicità capace di vedere l’ Invisibile, ci commuove la sua piccola moglie assieme al suo piccolo figlio e i tutto non può non ricordarci ka Sacra Famiglia, una versione di questa, e questo richiamo deve essere stato presente nella mente di Bergman. La storia si avvia al suo epilogo e alla sua risoluzione man mano che il gruppo di avvicina al Castello del Cavaliere bianco dove è ad attenderlo da tempo la sua sposa rimasta fedele.

Ma prima Block sfida per l’ ultima volta  la Morte e con un inganno riesce a far fuggire la Sacra Famiglia nel bosco mentre accetta di essere battuto, in realtà non doveva essere battuto e dovevano morire Jof, Mia e il bambino che invece con il loro carpento attraversano la foresta di notte, una notte magica e ramata da fulmini e da portenti, mentre il cavaliere ala comitiva che ha portato con sé raggiungono le alture inaccessibili del suo antico maniero arroccato in alto e Block può abbracciare la sua sposa. Ma il tempo è alla fine e la Morte si presenta come l’ Angelo dell’ Apocalisse, per  trascinare con sé l’ intera comitiva mentre giunta l’ alba Jof estasiato li vede correr per una collina tirato uno dietro l’ altro dalla morte. E mentre Mia che ha ascoltato questa storia da Jof gli dice ridendo che è una delle sue solite visioni e sogni. Grazie.

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 Analysis Fiction

Omaggio a Charlie Chaplin

Limelight.Luci della Ribalta1

Di Salvo Gagliardo

 

Charlie Chaplin è l’ eroe della felicità ad ogni costo,la felicità del bambino che gioca con i suoi giocattoli in questo caso gli sono forniti dalla strada, il poliziotto. Il ladro, la ragazza sfortunata o perseguitata, il ladro……e lui continua a giocare, lui senza patria, senza famiglia, senza casa e senza beni…..Chaplin quindi è la vita che scorre apparentemente insensata, ma che scorre e si modifica in continuazione, Chaplin non va verso l’ alto, non ci aspira né verso il basso la sua è una strada che si perde sotto  le stelle all’ infinito, come il Cinema, e si torna a rivederlo e forse si tornerà a rivederlo quando l’ uomo si impianterà su Marte e sulla Luna o progetterà un viaggio fra le stelle.  Chaplin è stato  a suo modo  un mistico e  un taoista.

Luci della Ribalta è un film della maturità e della vecchiaia di un grande artista. E’ il 1952 quando esce nelle sale e Charlie Chaplin ha 63 anni. Ha prodotto artisticamente quanto poteva e sapeva produrre, e ora, come si dice nel film, comincia a sentire la necessità di ritirarsi a coltivare un suo orticello. Lascia a film ultimato gli Stati Uniti per non più ritornarvi. La Commissione  creata da Mc Carty lo ha in sospetto di filocomunismo e gli rifiuta il visto di entrata, Chaplin torna nella sua Inghilterra da dove la sua avventura era cominciata, ma ci ritorna ricco e all’ apice del successo. La storia di Chaplin comunista era cominciata con il film Monsieur Verdun che non piacque agli americani e al Governo perché c’erano delle considerazioni sospette di antiamericanismo. Ma secondo me Chaplin comincia a mettere nei suoi film considerazioni filosofiche e politiche fin dal primo sonoro, ad esempio ne Il  Grande Dittatore. E’ vero che sono considerazioni che possono appesantire il film e che vanno contro l’ idea di Chaplin che il sonoro era una forma di regresso del cinema e soprattutto del suo, nato e sviluppatosi nel muto, ma è anche vero che Chaplin è un vero  artista e per questo un mistificatore, artista è un bambino che gioca con frammenti di realtà e di sogni, componendoli e scmponendoli. La prima cosa che colpisce di questo film è l’ intreccio di scene tra spettacolo e vita.

La storia comincia con un vecchio attore e clown alcolizzato che rientrando nella sua pensione di Londra salva la vita ad una ragazza che abita nella sua pensione che ha cercato di suicidarsi. E’ quindi la storia di Calvero vecchio clown in declino e una giovane ballerina che per disperazione e per senso di vuoto dell’ esistenza ha cercato di avvelenarsi. Calvero cercherà per tutta la fiction di ridarle fiducia e dignità. E’ la storia di Calvero o è la storia di Terry? Due anime si incontrano lungo il cammino dell’ esistenza e finiscono per compenetrarsi. E’ la storia di una relazione platonica tra un vecchio artista che ha conosciuto il successo e una giovane debuttante a cui farà da maestro e consigliere.

Questa è la storia del primo atto di Luci della Ribalta. Potrebbe sembrare una storia patetica se non fosse riscattata dall’ abilità consumata di un artista del cinema. Chi vi ha colto riferimenti biografici precisi della vita di Chaplin non sbaglia di sicuro, Ma d’altronde un  artista del calibro e della tipologia di Chaplin deve essere autobiografico, l’ esperienza  di vita di Chaplin si confonde col la sua opera, vita e cinema confluiscono in  un tutto unico nella vita di Charlot. E anche in questo Luci della Ribalta è fortemente biografico nel uso intreccio tra spettacolo e vita. Inoltre il film prende avvio nel  1914 anno in cui è cominciata la carriera cinematografica di Chaplin.

Calvero quindi ridà fiducia a Theresa, le dice che ciò che importa è la vita, e che chiedersi se la vita ha senso o è  senza alcun  senso non porta da nessuna parte, ma toglie quel po’ di felicità che la vita concede. La vita è la ricerca  della felicità, secondo un principio molto americano.  Ma c’è qualcosa in più, si sta creando qualcosa tra le due anime, un legame che trasforma. Terry raggiungerà infatti l’ apice del successo quando Calvero si spegnerà nel retroscena di un teatro durante un importante spettacolo di beneficienza. C’è una storia di sentimenti tra un vecchio artista alcolizzato e una ragazza ma c’è anche di più. Ma questa è anche la filosofia di Charlot il Vagabondo, giocare come un bambino con la Vita come fosse un gigantesco spettacolo. E al Vagabondo Calvero ritorna quando nella terza parte, lasciata Theresa al suo successo, ritorna  a fare  l’ artista di strada.

Continua…….

 

Analysis Fiction

La Commedia  Americana

The War of the Roses

Ti amo fino alla follia

Di Salvo Gagliardo

Presentazione del film The War of The Roses

 

Premessa. Una  commedia Americana molto divertente  sulla istituzione del matrimonio in America  e la sua crisi che vede ancora impegnato un attore come Michael   Douglas  a cui la parte di chi deve scontrarsi a sangue con l’ altro sesso sembra adattarsi  a pennello, più volte ripetuta e quando l’ altro contendente si chiama Kathleen Turner,atletica ed acrobatica,  allora  il fenomeno ha un nome e un cognome. Denny De Vito , attore, regista  e produttore, l’ avvocato in questioni matrimoniali  Gavin D’ Amato,  apre la fiction raccontando ad un cliente la storia di  Oliver Rose, cliente e collega, sposato felicemente. Almeno all’ inizio, con la bella, bionda  e aggressiva Barbara Oliver. La racconta fin dall’  inizio, fin da quando Oliver e Barbara si sono casualmente incontrati, piaciuti e sposati.

E l’ attenzione della storia sembra concentrarsi nella casa che i Rose, una famiglia media americana, lui avvocato di un certo successo e lei impegnata variamente in negozi e business,acquistano, una vecchia palazzina di cui è morto il proprietario,  e arredano con attenzione. Intanto i figli crescono e la casa sembra prosperare con un grasso gatto e con un cane.

La apertura e lo sviluppo del primo atto ci mostra questo, ma prepara qualcosa, qualcosa di imprevisto. Un improvviso malessere costringe Oliver a farsi ricoverare in ospedale d’ urgenza, all’ inizio si teme il peggio, il cuore, ma poi Oliver se la cava e aspetta che Barbara lo vada a trovarlo  in ospedale. Cosa che non avviene!

Da qui la storia prende un’ altra piega e si avvia verso il culmine emozionale del racconto. Barbara non solo non va in ospedale a trovare il marito, ma rientrato questi a casa, a letto, gli comunica che ha intenzione di divorziare, che lei ha sperato che morisse e  ne sarebbe stata profondamente addolorata. Ne segue un battibecco, poi Oliver decide di accettare i consigli dell’ amico e collega Gavin D’ Amato.

Inizia  a prendere fuoco la casa, e via via a  fracassarsi  le suppellettili. La situazione continua a salire di tensione e poi  a scendere, e la maschera per metà sarcastica e per l’ altra carica di affetto e di eros della combattiva K. Turner, contrappunta bene  questa tensione oscillante e quasi grottesca. E si  giunge ad  una festa importante in casa Rose, Barbara  ha invitato a cena  gente con cui deve fare affari, ma la festa va a rotoli per l’ atteggiamento clownesco  e sarcastico di Oliver, che rovina totalmente la cena quasi con oscenità, la vendetta è immediata e Barbara distrugge la preziosa spider di Oliver, in un crescendo parossistico di violenza. E si arresta ad un incendio appiccato da Oliver, per riprendersi in una vera caccia all’ uomo circondata dalle macerie che lascia.  Finchè si arriva allo scontro finale. Tutti e due restano  appesi pericolosamente  ad un grosso lampadario  della sala, che precipita a terra e li uccide, i due si ritrovano moribondi assieme  ai cocci del prezioso  lampadario,  mentre Oliver  prima di morire allunga una mano verso di lei e lei la respinge. In una sorta di amore assoluto e di odio senza fine i due assieme come in una vecchia storia d’ amore e morte, che appare  più una commedia,  concludono la loro vita quasi uniti uno all’ altro,in uno sfondo natalizio ricorrente,  mentre accorre inutilmente in aiuto l’ amico Gavin. E l’ avvocato De Vito Gavin termina di raccontare la sua storia al cliente eccitato da questo  racconto, e quasi senza fiato,  e gli consiglia varie soluzioni al suo problema matrimoniale, fra cui l’ accordo.

 

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martedì, 6 aprile 2010

 

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Grazie 

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Invito a Hollywood Fiction  di Fantastikalbi.

 

Gentile Visitatore/trice, da come ti sarai accorto il sito che stai visitando dà un certo spazio alle Fiction e al Cinema, essi sono parte integrante di un Progetto unico che  ha come obbiettivo quello di fare conoscere l’ Universo del fantastico e l’ Universo di Salvo Gagliardo, scrittore di fantastico e fiction. Vi è anche una sezione del Sito dedicata al Cinema, ma anche ad una possibile scuola creativa di Fiction, “Hollywood Fiction”. È però  una sezione in fase di allestimento. Molti  articoli che leggerai o che hai già  letto in questo Fantastikalbi in  Facebook riguardano il cinema e la televisione, spettacoli e film che hanno come tema il fantastico. Anche questo Post 8. che leggerai, ha vari articoli su film che ho focalizzato  per iniziare un discorso sul cinema e la sceneggiatura. Ti invito quindi a leggerli  e ad essere paziente per la futura strutturazione organica di un settore articolato riguardante le fiction. Grazie e Buona Pasqua 2010. Salvo Gagliardo.

 

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Analysis Fiction

Duel. An American Story.1

By Steven Spielberg

Di Salvo Gagliardo

Presentazione del Film, Duel di Steven Spielberg

 

 

Introduzione

 

Si tratta di un piccolo capolavoro  della cinematografia americana e uno dei primi film del fortunato e bravo Steven Spielberg. Uscito nel 1971, lo script è stato curato da uno dei più prestigiosi scrittori di fantascienza americana, Richard Matheson che aveva anche curato molti episodi di Ai Confini della Realtà. Un film che potrebbe risultare noioso trattandosi di un semplice episodio di violenza stradale accaduto  ad un uomo qualsiasi su una strada qualsiasi degli US, se, non ci fosse la mano di un ancor  giovane regista americano a fare di questo film una perla e un cult della cinematografia mondiale. Spielberg aveva cominciato fin da giovane a lavorare per la Tv e questo film era stato inizialmente ideato  per la ABC Movie. Ricordo qui l’ apporto di Spielberg alla serie televisiva Ai Confini della Realtà una serie che influenzerà molto il grande regista del fantastico filmico. La movie  nella sua brevità è ricca   di considerazioni e di simboli, qualcuno potrà anche vedervi l’ epico scontro biblico   tra Davide e Golia, trattandosi di un regista di origine ebraica. Ma le letture sono molteplici e nel tempo ne sono state ricavate  diverse, fatto sta che ancora oggi il film viene considerato un capolavoro forse alla stregua dei lungometraggi di Charlie Chaplin. Chi vuole può anche trovarvi le atmosfere paranoiche e persecutorie di Hitchcock.

 

Primo Atto

 

Una macchina scorre lungo una autostrada della California del Sud, in un giorno qualsiasi d’ estate, una Plymouth  Valiant rossa, guidata da David Mann, un tranquillo uomo d’ affari americano in viaggio per affari. Mann è un uomo sui quaranta e ben vestito con un paio di lenti e di mostra di appartenere alla classe media americana. Perfetto nel vestire e ligio alle regole del Sistema. Tutto  penserebbe il signor Mann,  eccetto a quello che sta per accadergli. La macchina scorre veloce con la radio accesa che intrattiene l’ America con pubblicità e programmi vari. Ma all’ improvviso gli si para davanti un vecchia motocisterna, un mastodontico Trunker Truck, un Peter Bilt 281,  sporco e ingombrante che sembra uscito da qualche  guerra. Ha un pesante radiatore e un enorme parabrezza che  però tiene nascosto il conducente e lo terrà nascosto per tutto i film.

Mann cerca di superarlo, ma alla fine deve accorgersi che quello ce l’ ha con lui,  e con la sua Plymouth  rossa. Ha inizio quindi una specie di duello che non sembra terminare ma in un crescendo da brivido si concluderà in una tragedia. Sembrerebbe un semplice dettaglio di una normale storia di strada se invece non rivelasse al povero David una realtà allucinarne degna di un episodio di Ai Confini della Realtà che in quegli anni veniva proposto dalle Tv americane. Il Trunker Truck che come una bestia incredibile sbuffa e emette strani suoni o aspetta silenziosa in agguato la povera Plymouth rossa, resterà quasi una icona del cinema.  La macchina si ferma presso un distributore e David telefona alla moglie. Così veniamo a sapere del litigio della sera precedente e dell’ accusa della moglie  a David di essere un uomo tropo remissivo.

Mann si rimette in viaggio e di nuovo il Peter Bilt lo attende in agguato. Ad una fermata, David si è accorto che il conducente porta degli stivaletti in pelle di serpente, è l’ unico particolare a parte le mani sul volante del guidatore che per tutto il film vediamo. Il serpente come simbolo tornerà un’ altra volta nel terzo tempo del film, sotto forma appunto di serpente e di ragno. Notiamo subito che si tratta dei deserti del sud  degli Stati Uniti dove  serpenti e  insetti velenosi sono abbondantemente presenti.

 

Commenti a questo bel film se ne possono fare, una vicenda alquanto banale e a rischio di annoiare, diventa un piccolo gioiello di cinematografia in mano ad un maestro del cinema, questo di certo si può dire. Primi piani di David stravolto e immagini del portentoso aggressivo e terribile  Trunker Truck, simile a un mostro galattico, o a un Predator meccanico, restano nella memoria  dello  spettatore che a un certo punto può avere la sensazione che Plymouth e Peter Bilt siano creature “vive” che si stanno scontrando in un duello all’ ultimo sangue. Le atmosfere e il climax sono meravigliosamente rese in un ritmo di montaggio che nella sua elementare semplicità ha del portentoso. La storia è ben frammentata da piccoli episodi che le impediscono di diventare noiosa. E ora avviamoci al secondo  atto .della fiction.

Grazie e  Good Easter 2010!

Continua…..

 

©gagliardoproduzione 2010.All rights reserved.

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Analysis Fiction

Duel. An American Story.2

By Steven Spielberg

Di Salvo Gagliardo

Presentazione del Film, Duel di Steven Spielberg

 

Secondo atto

 

Il secondo atto prende avvio con l’ insistente inseguimento della motocisterna che spinge la macchina di David fino a farla finire contro un treno in corsa. David riesce a raggiungere un locale per camionisti, il Chuck’s Cafe, e qui cerca di rimettersi dallo choc, pensa che forse  là dentro c’è  il proprietario del Trunker Truck, diversi avventori portano stivaletti da cow boy simili a quelli che ha visto dalla sua auto. David appare fortemente shoccato e se la prende con un avventore che crede essere l’ autore di quello scherzo assai simile ad una persecuzione. ma presto deve accorgersi di avere sbagliato uomo! Torna l’ incubo. Ma Mann riesce a raggiungere la sua Plymouth e a fuggire dal mostruoso Peter Bylt sempre più simile ad una bestia  in caccia. La sfida si fa più stretta, ormai David è certo che quello non scherza e che lo vuole danneggiare, se non uccidere. E’ una cosa assurda, ma è così. Raggiunge un distributore di benzina gestito da una donna e cerca di telefonare alla polizia, ma l’ auto  cisterna stavolta si lancia contro la sua auto e contro l’ allevamento di serpenti e di grossi ragni della donna. David incontra un pullman di bambini e l’ autista gli chiede di dargli una mano per riavviarlo. E il Trunker Truck è di nuovo lì e non vuole mollarlo, fermo come un fantastico mostro fatto di metallo lo aspetta ruggendo, aspetta che la Plymouth si decida ad affrontarlo. Ma il suo occupante resta del tutto nascosto, quasi che quello fosse un Peter Bilt fantasma. David chiede aiuto ad una coppia anziana in automobile, ma quello gli si scaraventa addosso e la coppia fugge. E infine, David accetta la sfida. E siamo al terzo atto e  alla sua risoluzione.

Terzo atto

Il Terzo atto vede l’ epico scontro finale su strade di montagna  fra la vecchia Plymouth di David Mann e l’ oscuro, potente e misterioso Peter Bylt. Una vecchia autocisterna che trasporta carburante e che somiglia ad un fantastico e inesorabile mezzo di guerra.  David si decide, preme  il pedale della sua auto rossa e si lancia su una strada impervia e di campagna, sperando di avere la meglio sul grosso Trunker Truck che lo insegue inesorabile e spietato. Una fuga memorabile che resterà per sempre nelle pagine del cinema. E che dimostra la grande abilità di Spielberg nel creare  un climax avvincente.

L’ auto ce la fa a sostenere una velocità non indifferente per le macchine del tempo e in quella situazione, si parla di 150 e passa di chilometri orari,  e il Peter Bilt non demorde, ma alla  fine l’’ auto cede, comincia a sbuffare e il motore a fondersi e a fumare. David fa in tempo a lasciare la Plymouth mentre Peter Bilt gli va addosso, la spinge  verso un burrone, il Peter Bilt la centra in pieno  in uno scontro epico che anticipa Jurassic Park e la battaglia  fra Dinosauri, la spinge nel burrone dove precipita seguita dall’ autocisterna che si sfracella in basso. La storia è finita sotto  gli occhi esterrefatti di David, anche il suo incubo è finito. Ma il mistero del Trunker Truck resta, e si vede del sangue rosso  che cola  giù dal volante!

Un commento finale è difficile darlo perché la fiction si presta a diverse letture, forse è una metafora di un lavora stressante e freddo di un uomo d’ affari americano di quel tempo, notate che alla fine David lascia volutamente nell’ auto la su valigetta ventiquattro ore, forse ci sono altri significati più complessi. Di certo il film è ben riuscito ed oggi è considerato un piccolo cult nella Grande Cineteca Mondiale.

Grazie e  Good Easter 2010!

 

 

 

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Cinema & Fantascienza.1

Fahrenheit 451

Olocausto Biblico

Di Salvo Gagliardo

 

Cosidererazioni preliminari. Negli Anni Quaranta,le camicie brune di Adolph Hitler bruciano nelle piazze i libri che pensavano fossero espressione  della corruzione e della degenerazione borghese, e non solo i libri scritti dagli ebrei. I Comunisti metteranno all’ indice i libri ritenuti espressione  della borghesia corrotta, la Chiesa con l’ Inquisizione aveva fatto lo stesso, e nel Medio Evo e oltre le streghe e gli stregoni  venivano bruciati,  avvolte assieme ai loro libri magici e di incantamenti.  Gli Idalghi di Spagna assieme ai vari Ordini  religiosi bruciarono intere biblioteche dei nativi americani in nome della Cristianità. Oggi i libri possono essere comprati anche a peso, ma un tempo non era così e il libro era venerato o osteggiato, furono i libri a mandare al rogo Giordano Bruno e furono i libri a portare davanti all’ Inquisizione Galileo Galilei. Eppure Gutenberg con la sua invenzione avrebbe avviato il mondo verso la modernità e verso la attuale democrazia mondiale. Ma Mao Tze  Tung, come Hitler e altri, negli  Anni Cinquanta pensava che certi  libri come certe  musiche fossero l’ espressione di un mondo decadente destinato  ad essere cancellato per sempre. Pauwels  e Bergier nel loro Mattino dei Maghi scrivevano che certi libri nascondevano segreti che solo gi iniziati conoscevano e che si leggeva con troppa facilità. Il mistero della scrittura insomma è stato sempre osteggiato o esaltato, e non bisogna essere dei  Cabalisti  o dei Grandi Iniziati,  per scorgere nel libro qualcosa che trascende  ogni altra forma di espressione e di comunicazione. E nel 1976 il professore Marshall Mc Luhan darà alle stampe un bel saggio   sulla capacità delle tecnologie e quindi anche della scrittura di modificare la mente umana. Ma nel 1966 esce nelle sale cinematografiche di Europa e di America un film che farà storia, e che dimostrerà assieme ad altri capolavori come Solaris, che anche l’ Europa a è capace di produrre ottima fantascienza e non solo gli U.S. Si tratta di Fahrenheit 451 del  giovane ma già affermato regista francese Francois  Truffaut. Il film era un produzione inglese della Universal, e si presentava con attori di un certo spessore come l’ austriaco Oskar Werner, un attore di teatro austriaco che stava conoscendo un certo successo nel cinema,  e Julie Christie, la bella  Lara nel film il dottor Zivago. Werner lavorerà altre volte ai film del regista francese. Il film era un adattamento cinematografico del libro di fantascienza di Ray Bradbury, lo scrittore di Cronache Marziane.

Anche se porta i segni del tempo, siamo negli Anni Sessanta, e avvolte appare ingenuo, o la vicenda poco sfumata, in realtà resta un bel film di distopia fantascientifica, ipotizzando che nel prossimo  futuro i libri non esisteranno più. La scomparsa del libro come perdita della Civiltà e come suo nuovo imbarbarimento, ricorda  le  invasioni barbariche del primo millennio dopo Cristo, e furono i monaci e le loro abbazie a salvare i codici miniati e le pergamene dal fuoco e dal rogo dei Barbari. E’ un bel film pulito, dalla costruzione nitida e precisa, in cui i personaggi agiscono e si muovono in uno sfondo  da campagna inglese.

Siamo negli Anni Sessanta, la Televisione è già entrata massivamente nelle famiglie, ha sostituito la vecchia radio e si appresta a integrare il cinema in maniera sempre più evolutiva  e concorrenziale. Il suo perfezionamento e la sua diffusione segnano la nuova Era delle Immagini. Nel film  la  Televisione regna sovrana attraverso le sue antenne sta cambiando la testa alla gente, ma ci si è accorti che questo potrà veramente avvenire solo se il vecchio modo di intrattenersi, ossia la lettura dei libri venga cancellato del tutto, e a fare ciò vengono chiamati i pompieri che sembra che il loro unico  scopo ormai sia  distruggere con le fiamme tutti i libri trovati. Un lavoro quindi di pulitura sembrerebbe o di disinfestazione se non contenesse qualcosa di più grave chiuso nella mente della gente. Il film appare un pò ingenuo e avvolte superato, oggi le cose sono andate  diversamente da come il film immaginava, il libro è ancora presente nelle librerie e nelle bancarelle e la parola scritta funziona ancora. Ma la bellezza e la profondità del film consiste in una inquietudine profonda che il film comunica ancora oggi, la morte del libro non è solo una obsolescenza naturale, ma è anche  la morte dell’ anima, della fantasia e della immaginazione, una omologazione forzata a degli standard di vita e la denuncia di un continuo plagio da parte dei  media, il senso appare più questo che  il vecchio problema  se il libro esisterà o non esisterà nel futuro, il libro potrà ancora esistere, anzi esisterà, ma sarà la testa della gente che verrà  cambiata dal processo tecnologico in atto. Mi sembra che questo bel film debba leggersi in questa prospettiva, altrimenti appare un gioco letterario, solo un divertissement oggi datato. La morte del libro in questo film torna ad essere come nel medio evo barbarico la morte della civiltà e l’ imbarbarimento mediatico. Un bell’ omaggio al libro reso da un cineasta appassionato di libri. E inoltre vi si deve anche leggere l’ approfondimento che il regista fa tra parola scritta ed immagine.

Ma forse c’è ancora dell’ altro. Il libro è anche considerato come portatore di valori pericolosi e rivoluzionari, le nuove rivoluzioni, ma anche  le vecchie, se pensiamo al Cristianesimo delle origini, si sono fatte  attraverso i libri, per le istituzioni e i Sistemi  è sempre stato pericoloso e da imbrigliare. La Chiesa li bruciava, i Libertini li adoravano. Sono anche il  frutto della conoscenza e di una conoscenza proibita, avvolte, la fiction si apre con un amante di libri che mangia una mela e continua su questo ritmo. Così nel film leggiamo anche un desiderio del Sistema di tornare al Paradiso e all’ età dell’ Innocenza attraverso la distruzione di un portatore di Conoscenza. Torna la vecchia immagine del libro come strumento diabolico. Allora  si impone il rogo o il falò! 451 Fahrenheit sono i gradi con cui vengono bruciati i libri, e è anche il nome della squadra dei pompieri del film.

I libri fanno sognare, distraggono dalla realtà, sono corruttori e creano mondi fantastici che non esistono. Questo è il credo del capitano  dei pompieri, ossia dell’ uomo che dovrà bruciarli. I libri fanno pensare, ma ora questo compito spetta alla  Televisione,alla nuova Era delle Immagini. Ma  come detto,  c’è  qualcosa di ambiguo in tutto questo, a dire il vero, ossia le Immagini hanno da sempre accompagnato il popolo, a lui più vicine, e sono  servite  ai vari Signori del Sistema per  assoggettare le  masse, pensiamo alla Chiesa e al Culto delle Immagini, il libro invece è sempre stato un mezzo per elite, è solo da due secoli che l’ alfabetizzazione collettiva è diventata universale in Europa e in Occidente, ma alla fine dell’ Ottocento i lettori non erano moltissimi. Era stato  un privilegio della borghesia quello di estendere l’ alfabetizzazione ma anche  un suo privilegio quello di leggere, finché non è arrivato il cinema!. L’ ambiguità del film consiste nel fatto che il vero spettacolo popolare e di intrattenimento è la Televisione che con il il Cinema condivide il Regno delle Immagini, , e un intellettuale di ottima lega come Truffaut si chiede in che rapporto sta il cinema e la visività con la parola e i caratteri stampati. Mistificazione e genialità si nascondono quindi in questo film, ma già presenti nel romanzo di Bradbury, ma Bradbury era uno scrittore! Il libro come il teatro cominciano a tramontare come forza unica e vettoriale alla fine dell’ Ottocento con la comparsa del cinema e della fotografia, A metà del secolo  Novecento un cineasta di livello si chiede quanto è rimasto della vecchia cultura del libro come unica fonte di applicazione della mente e se lo chiede con un mezzo che in qualche modo è partecipe di questo tramonto!

Ma ora veniamo al film e alla sua storia.

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Cinema & Fantascienza.2

Fahrenheit 451

Olocausto Biblico

Di Salvo Gagliardo

 

Fin dalle prime inquadrature quelle di apertura il film appare sperimentale e in qualche modo semplice, una serie di antenne e una voce fuoricampo ci annunciano che il film sta per cominciare. Subito si impone la  graziosa icona  del film che sfreccia via come un giocattolo anni Cinquanta, è la macchina dei pompieri rosso fiamma. La macchina è diretta nella casa di un trasgressore, di un fuorilegge che fugge quando riceve una telefonata  che lo mette in guardia dopo avere  addentato una mela. Dalle prime inquadrature comprendiamo  che compito dei pompieri in quella cittadina o villaggio futuristico con una sorta di sopraelevata che scorre attraverso i campi, è di bruciare i libri ritenuti fonte di corruzione e di follia oltre che di trasgressione, che producono asocialità ed infelicità in una società ordinata e scandita dalla Televisione. I pompieri sono della squadra Fahrenheit 451, la temperatura in cui i libri prendono fuoco e si riducono in cenere.  A guidare la spedizione è il capitano, un signore sui cinquanta e dal volto profondamente segnato. Cyril Cusack.Apprendiamo poi che i pompieri in quel mondo universo esistono solo per appiccare il fuoco! E non per spegnerlo! E che quel mondo universo molto avanzato è incombustibile e a prova di fiamma, un invito al ritorno al Paradiso? Vedremo. Guy Montag è il nostro eroe, ossia Oskar Werner che gli presta  la sua maschera. E a guardare bene questi guardiani di un Ordine superiore basato sulla felicità di tutti, una felicità a quanto sembra ottenuta  attraverso l’ uso  razionale di farmaci in pillole, e di somministrazione di una  Televisione risolutrice di ogni problema emotivo e sociale, ogni buon cittadino deve sottoporsi ad una analisi psicologica periodica, questi Guardiani sono tutti biondi! Come è biondo Oskar  Werner. Hanno una divisa  e somigliano un po’  ai nazi sognati da Hitler. Il primo libro ad essere dato alle fiamme dagli zelanti pompieri è Don Chisciotte, e i libri da questi trasgressori vengono nascosti nei posti più impensabili, abilità dei pompieri è scovarli e poi incenerirli in un autodafé. Montag appare un uomo a posto e un ottimo elemento  di squadra, così  ottimo da ricevere dal suo capo, il capitano, un encomio e una promozione. Tutto sembrerebbe una normale operazione di disinfestazione, innocua alle persone che tuttalpiù subiscono un arresto momentaneo se dietro non ci fosse qualcosa di inquietante, assurdo e di grottesco. Il nostro eroe, Guy Montag diventa lo spettatore che lentamente si accorgerà assieme  a Montag della mostruosità che è stata messa in atto,un risveglio lento ma inesorabile che porterà Guy dall’ altra sponda a combattere i distruttori dei libri. Sulla strada di casa,   Guy incontra una vicina, una ragazza che somiglia straordinariamente alla moglie Linda, è Clarisse  che sarà  la compagna di avventura di Guy. Sia Linda che Clarisse son interpretati dalla brava Julie Christie e Truffaut ha voluto questo forse per dirci che ambedue sono i due aspetti di una stessa medaglia e che alla fine Guy abbandonerà Linda quando con lei non avrà più nulla da spartire e si unirà alla sua nuova compagna di fede e di lotta.  C’è una frase del film a questo punto, a Clarissa che continua a sostenere la bellezza di un libro, Guy le risponde- Ti piace la pioggia? In un mondo concepito come lindo e solare, i libri portano la pioggia ed il cattivo tempo, ossia l’ infelicità, fanno pensare e che motivo c’è di pensare se a questo provvede la Televisione, una televisione interattiva e naturalmente diversa dalla nostra, molto più invasiva come probabilmente sarà quella del nostro futuro? Che motivo c’è di pensare se al pensare provvede la Macchina, che sia Televisione, Computer o altro?  Truffaut è stato un grandissimo ammiratore dei film di Hitchcock, e ne possiamo vedere gli effetti, il film non è un vero e proprio thriller non è ha la struttura all’ americana, ma si dispiega più lentamente e in un dimensione più europea. Il volto e la figura di Julie Christie ci fa riandare a quel bel film che è stato il Dottor Zivago. E stranamente vi somiglia in qualcosa.  La doppia identità della donna ricorda Hitchcock, ma anche la doppia natura dell’ animo femminile.  Avvolte il film ricorda Jules Verne più che un thriller mozzafiato. Sono le pillole a regolare l’ umore della gente e a impedire le depressioni, in questo mondo evoluto l’ alcool fedele compagno nelle fiction è negato. Così Linda si imbottisce di pillole di vario colore per far fronte ai vuoti quando la   Televisione della Grande  Famiglia  non riesce a riempirli. Ma l’ abilità di Truffaut ci fa percepire nettamente il nucleo dell’ animo di Montag su cui sarà seminata e crescerà la ribellione al Sistema. Se Linda appare una replicante, l’ opposto di Clarisse, Guy è vigile e fin dall’ inizio incapace ad essere del tutto assimilato. I preamboli della sua Metamorfosi sono tutti lì.

Via via che la storia si va svolgendo, la sicurezza del pompiere Montag nella giustezza del Sistema va diminuendo. Linda per errore o perché Vuole suicidarsi inghiotte un numero maggiore di tranquillanti, sempre più Guy si rivela irritato dall’ addormentamento provocato dalla Televisione sulle coscienze, e infine, come gli  ha in qualche modo suggerito Clarisse, un giorno porta a casa uno dei libri destinati al rogo e comincia a leggerlo. E’ una lettura che ricorda gli antichi monaci medievali chiusi nei loro chiostri, mentre fuori imperversano i barbari. E’ un momento importante della storia un suo gradino di sviluppo, perché qualcosa si va svegliando nella coscienza di  Guy man mano che legge i libri salvati dal rogo. Ma c’è qualcuno che si è accorto di questa illegalità, ed è Fabian che diverrà l’ avversario di Guy. Clarisse  intanto lo coinvolge nelle sue disavventure, è stata rimossa dall’ insegnamento a scuola  e Guy è ancora convinto che i suoi superiori siano nel giusto. Ma il Sistema  in cui vive perfettamente ordinato e felice è uno sistema delatorio in cui ci si denuncia a vicenda, è chiaro il riferimento allo stato comunista. Ormai Linda è al corrente dei libri del marito. E infine giungiamo ad un momento clou della fiction, di nuovo la macchina rossa dei pompieri si avvia  verso una casa per scovare gli illegali possessori di libri e finiscono nella casa di una amica e forse compagna di lotta di Clarisse, la quale posside un’ intera biblioteca in soffitta. La donna morirà frale fiamme appiccate dai pompieri come una martire, o una  Giovanna D’ Arco, mentre  il Capitano spiega di nuovo a Guy che i libri sono una vera piaga per la gente perché li induce a sogni e a mondi che non esistono e li spinge alla asocialità, ricordiamo che questo Universo è un universo macchina controllato al millesimo e che ogni suo abitante ha l’ obbligo di farsi esaminare psicologicamente periodicamente per stabilire il suo grado di pericolosità sociale. E’ la donna stessa che si immola  dandosi fuoco. Ma  Guy ne esce sconvolto e sempre più porta a casa dei libri  per leggerli, mentre Fabian, il collega,lo controlla a vista ed  è sempre più convinto che Montag sia un traditore. E infine, il  discorso del Capitano è un discorso  sulla stabilità sociale e sul pericolo insito nei libri che generano variazioni e molteplicità di punti di vista, e quindi, “instabilità”.

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Analysis Fiction

“La Verità è venuta al Mondo in Simboli ed Immagini”

Vangelo Secondo Filippo.

 

Thelma & Louise.1

by

Ridley Scott

Di Salvo Gagliardo

 

All Right! A ognuno capita ciò che gli è proprio!

 

Se questo detto è vero nella vita, è altrettanto vero e forse più vero nelle fiction. Io che come scrittore di letteratura fantastica e di fiction me ne sono occupato posso confermarvelo ed ogni volta ne resto sorpreso. Questa volta con la mia nota, non sottopongo all’ attenzione la trama di un film fantastico o di fantascienza, ma quella di un film che con la fantascienza ne condivide il suo Autore, l’ inglese Ridley Scott. Scott è noto agli appassionati del genere per i due film capitali della cinematografia Blade Runner e Alien, ma qui io intendo presentare un altro film cult del regista inglese, Thelma & Louise, e discuterne un pò. Non so se lo avete visto, ma di sicuro vale vederlo.

 

Arkansas, un Stato del Sud, la terra dei Cow Boy assieme al Texas con cui confina. Terra del petrolio e dei petrolieri. Terra con autostrade sconfinate e campi. Una donna non più giovane, ma ancora donna, Louise, telefona dal fast food in cui lavora ad una amica del cuore, Thelma, per proporle di trascorrere il fine settimana in un cottage in montagna a pescare. Thelma è l’ archetipica casalinga frustrata, e la giovane sposina di Darryl il classico americano maschilista che concepisce la donna come oggetto del desiderio soltanto, che fatto questo, le preferisce le partite di Baseball, e che impedisce alla moglie di avere relazioni, che possiede una Ferrari nel box, una ventiquattro ore, un rutilante orologio al polso, e un revolver in una scatola. Thelma non ci pensa due volte, e accetta, è la prima volta che esce da sola e non dice niente a Darryl. Una ventata di trasgressione in una ragazza che è ancora una bambina. Le due preparano i bagagli, Louise è ordinata e metodica, quanto Thelma è disordinata, vulcanica e caotica. Thelma trova la pistola di Darryl e la insacca con le atre cose. Le due sono pronte per un’ avventura che le condurrà alla morte, e forse alla rinascita, dentro ad una aerodinamica Ford Thunderbird convertibile vecchio modello!

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Un invito a visitare il mio website in cui sto allestendo una sezione dedicata alle fiction, non solo fantastiche, e al modo con cui si possono costruire. Per il momento, lavori in corso, ma spero di iniziare un discorso creativo a breve. Grazie. salvo gagliardo: www.fantastikalbi.it

 

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Analysis Fiction

Il Terzo Uomo. Cuckoo  Clock!1

By Carol Reed

A Tribute to Orson Welles .The Magus

La Verità è venuta al  mondo in Simboli ed Immagini

Vangelo apocrifo di Filippo.

 

Introduzione. « Sai che diceva quel tale? In Italia, sotto i Borgia, per trent’anni hanno avuto assassini, guerre, terrore e massacri e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e di democrazia e cosa hanno prodotto? Gli orologi a cucù (Cuckoo Clock)dice  Harry Lime a Holly Martins.  Un buon film è come un buon vino, e questo vale per Il Terzo Uomo di Carol Reed, un film made in England,  del 1949. La prima cosa che vi ho scorto  è il capovolgimento degli schemi consueti nel bellissimo finale ad intenso respiro nelle fogne di Vienna,una città meravigliosa totalmente rasa al suolo dalla guerra, fra macerie e sotterranei gotici, tra cattedrali e chiese gotiche sventrate e tra i  gonfiori di un barocco rococò, sotto ambientazioni notturne e lunari e strade bagnate dalla pioggia, dove  si svolge questa bella storia che in parte somiglierebbe ad un romanzo d’ avventura di Holly Martins se non nascondesse significati più oscuri e profondi che riguardano l’ animo umano e i suoi profondi e  oscuri misteri, e  nei misteriosi sotterranei della città, fra tunnel, scale di pietra, cunicoli e acqua fangosa che scorre, la  polizia  austriaca e i soldati tedeschi danno la caccia a Lime,  ma qui la situazione è assolutamente capovolta, i buoni sono i tedeschi con i cani pastori  ringhianti e il cattivo, il  mostro è i perseguitato, il perfido Orson Welles. La guerra ha capovolto la situazione e crea  come si sa mostri. Eppure questo supercriminale e omicida che ha determinato la morte di miglia di bambini continua ad affascinarci, e il pubblico simpatizza con lui anche quando l’ amico più caro lo uccide con un colpo di pistola mentre Lyne sta cercando la fuga nelle fogne  attraverso una scala d’uscita.

Un romanziere americano di qualche successo e scrittore di romanzi di avventura in bolletta, Holly Martins,  arriva in una Vienna devastata dalla guerra, multinazionale e divisa dalle truppe di liberazione, alla ricerca di un suo vecchio amico e compatriota, Harry Lime  che gli ha promesso un lavoro. Ma al suo arrivo  scopre che  Lime  è morto in un problematico  incidente stradale e che sta per essere tumulato nel cimitero di Vienna. Giunto al cimitero ha la sorpresa di trovarvi alcuni uomini della polizia inglese e di occupazione che sostengono che Lime  era un truffatore e un delinquente, c’è anche la bella Anna Schmidt, Alida Valli, la donna di Lime.

Così ha inizio questa bella storia sceneggiata e scritta  dallo scrittore inglese Graham Greene. Con le splendide e affascinanti musiche  alla cetra di Anton Karas, cariche di nostalgia e passione, musiche  adatte  ad una città che è stata austroungarica quanto turca. E  Il tecnico della fotografia Robert Krasker mostra tutta la sua bravura con il grandangolare nel cogliere gli aspetti più affascinati e pittoreschi della capitale austriaca da sempre multi etnica e multirazziale, dove  Adolf Hitler aveva fatto i suoi primi passi e i suoi primi sogni che costeranno tanto all’ Europa. Scene diurne piene di luce,  fra il barocco e il rococò, ma soprattutto scene notturne al lume dei fanali e della luna fra luci e ombre, in ricordo dell’ espressionismo tedesco ma anche dei film di Alfred Hitchcock.

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Analysis Fiction

Il Terzo Uomo. Cuckoo  Clock!2

By Carol Reed

A Tribute to Orson Welles .The Magus

di Salvo Gagliardo

La Verità è venuta al  mondo in Simboli ed Immagini

Vangelo apocrifo di Filippo.

 

Martins, un compassato Joseph Cotten,  presto viene in contatto con la polizia inglese, e con il maggiore Calloway che cerca di convincere l’ americano che il suo amico era un criminale,  e che tutto  sommato a Martins conviene tornarsene in America. Ma il giovane scrittore conosce la bella Anna ancora innamorata di Lime. E attraverso Anna, Martins cerca di scoprire qualcosa della vera identità del suo amico morto. Ma la faccenda si complica e Martins  entra in un mondo devastato dal conflitto e dalla povertà e il bisogno economico, un mondo in vendita, in cui si vende di tutto. La guerra ha fatto di ciascuno un potenziale criminale. Gli squarci di Vienna sono bellissimi nella fotografia di Robert Krasker. Vi sono russi, tedeschi, francesi, rumeni, americani, inglesi. Il maggiore  Calloway, Trevor Howard, assistito dal sergente Paine, anche lui inglese,Bernard Lee,  dirige tutte  le indagini e le operazioni. Paine dichiara subito di essere un fan dei romanzi di avventura di Holly Martins come Il Cavaliere di Santa Fè. Anna viene arrestata perché in possesso di documenti falsi. Si parla di un terzo uomo presente nell’  incidente in cui è morto Lime. Viene trovato ucciso un portiere amico di Lime con la gola squarciata, e sempre più Martins sente che dietro tutto quella strana storia  c’è un mistero  irrisolto, che forse la polizia conosce e che forse conosce anche  Anna. Perché  tanta gente è coinvolta nei traffici del suo amico e perché ci sono ovunque  reticenze e omertà? Cotten Martins è uno scrittore e quindi naturalmente portato al’ intreccio, ma Calloway che tiene in scarsa considerazione  i pregi letterari dell’ americano, cerca di metterlo di fronte a realtà più oscure. C’ è un gioco sottile di ironia e di compiacimento del regista, nel gettare Martins dentro una storia che sfugge alla sua comprensione di scrittore di romanzi gialli e di avventura. Martins viene chiamata a tenere una conferenza sul romanzo mentre i veri personaggi dell’ intreccio intrigano contro di lui!

E una sera, che è uscito ubriaco dall’ appartamento  di Anna le ha dichiarato il suo amore, Martin incontra il suo vecchio amico, proprio lui, , Harry Lime! vivo che se ne sta occultato nell’ oscurità  di  una nicchia, e a rivelarlo è  il miagolio di  un gatto. Ora Holly   sa che il suo amico è vivo e lo viene a sapere anche Calloway, forse l’ uomo della polizia militare di liberazione, è  ciò che stava cercando.  Si scopre che Lime entra ed esce  da una piazza di Vienna attraverso una  scala che porta giù,  nei  meandri sotterranei  e nelle fogne di Vienna.  Calloway, Paine e Martins  si avventurano là sotto. Viene riesumato il presunto  cadavere di Lime  e ci sia accorge che ad essere seppellito è il famoso Terzo Uomo. Martins viene messo da Calloway  di fronte alla atroce verità, Lime contrabbandava medicine  avariate che uccidevano o danneggiavano gravemente i pazienti, e centinaia di bambini erano stati infettati, anche Anna deve riconoscerlo, a malincuore perché è attratta fortemente dalla personalità estroversa e diabolica  di Lime. Welles – Lime si presenta a Holly ed Anna ma poi fugge. Ha inizio l’ inseguimento nei sotterranei e nelle fogne di Vienna, Lime uccide Paine e viene a sua volta freddato dalla pistola  dal suo amico Martins che forse ha fatto la cosa  giusta e che alla fine del film  non riesce ad avere Anna, e la vede allontanarsi lungo un viale mentre  le musiche di Anton Karas contrappuntano questo stacco e chiudono la  fiction. Fare la cosa giusta sia per Holly Martins che per il film è il leit  motive  della fiction,e  in  un mondo sconvolto e squartato  dalla guerra sapere cosa è giusto o cosa è sbagliato non è facile, Martins uccide il suo migliore amico, Anna non si unisce a Martins ma continua la sua strada all’ ombra del suo amore tenebroso per un viale alberato e spoglio che si perde all’ infinito con la cetra struggente di Anton Karas, la polizia si è servita di Martins per uccidere Lime. E Holly  Martins a un certo punto del fim  esclama, si scriverò un romanzo e lo intitolerò Il Terzo Uomo! La vita riprende e la grande energia che la sostiene continua a produrre il Bene e il Male. Vi sono alcune  immagini che restano nella memoria del cinema, la meravigliosa fotografia in chiaro scuro di una Vienna barocca e rococò sventrata dalle bombe,la Grande Ruota panoramica del Prater, il vecchio con i palloncini che appare nella piazza di una Vienna notturna, e l’ immagine del bambino con la palla che insegue Anna e Martins in fuga. Un regista inglese ha reso omaggio ad una delle più affascinanti città d’ Europa.  grazie.

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Analysis Fiction

Zelig.  Allen  Alien!

Woody Allen

A Tribute

Di Salvo Gagliardo

Una presentazione del film Zelig di Woody Allen

 

Introduzione. Zelig uno dei film più divertenti, più interessanti e più sofisticati che abbia mai visto, un misto intelligente di freudismo e chassidismo ebraico  made America.Sembra di leggere una di quelle storielle ebraiche dei ghetti di Europa. Eppure questo ebreo americano di New York, vi ha messo dentro tutta la sua raffinata arte di filmaker di prestigio. Se vogliamo trovare un equivalente dobbiamo cercarlo nei lungometraggi di Charlie  Chaplin! Se gli ebrei americani sono noti per  sapersi  costruire la pubblicità, questo film li batte tutti, basato sull’ esorbitanza e sul paradosso, diviene il manifesto dell’ Io come gioco in un mondo o in un Universo dominato dal nulla e dal non senso. Zelig è tutti e nessuno, è l’ uomo democratico di un sistema  basato sulla democrazia e la produzione. E’ mr Bloom dell’ Ulisse di Joyce di cui parlava Ezra Pound portato all’ eccesso, quell’ eccesso che solo il cinema fin dalle origini può permettere e realizzare. Ed è il Vagabondo di Chaplin, e’ il sognatore e l’ avventuriero, è la massa indifferenziata e l’ individuo che a fatica emerge da questo plasma fantascientifico. Insomma è lui Zelig, l’ uomo amato ed odiato, l’ uomo acclamato e ricercato dalla polizia, il paziente di una dottoressa psichiatra che alla fine sposerà  per coronare un sogno d’ amore a lungo desiderato. Sembrerebbe la presentazione del bel film Citzie  Kane di Orson Welles, ma ne è esattamente il rovesciamento! E’ di nuovo un film epico sull’ America e sull’ uomo americano, ma visto da un altro punto di osservazione!

Un capolavoro di mixage, di montaggio a celebrare una delle più grandi armi  del cinema , appunto il Montaggio fin dalla sua comparsa. Zelig è l’ eroe sua malgrado tipico di molti film americani, ma è anche l’ anti eroe, è anche il rabbino appena sbarcato a New York e che parla l’ Yiddish. È un uomo alienato che cerca di farsi amare dalle masse, come Kane e che per questo bisogno di riconoscimento rinuncia alla sua personalità per accettare quella degli altri, ma è più di questo, e’ l’ uomo senza radici, plastico e malleabile che si trasforma in qualsiasi cosa entra a contatto come in certi racconti di fantascienza dello scrittore Van Vogt, è  la Cosa, The Thing,della fantascienza,  e come una cosa non esiste  in sé. E’ tutto e nulla. Ma è anche qualcosa d’ altro, se Allen non dichiarasse di essere ateo, si potrebbe dire che in Zelig ha cercato di dare una sua  idea di Dio!

Il film come il suo personaggio principale è molte cose insieme, essenzialmente è una storia d’ amore tra una dottoressa psichiatra e il suo paziente coronata alla fine dal matrimonio, e’ un reportage filmico e un documento degli Anni Trenta è una rivisitazione  nostalgica di quegli anni, e’ un grande spettacolo ironico e comico della vita di quegli anni in America, e Zelig è sempre presente nei momenti più storici dell’ umanità, è assieme a Presidenti, a artisti e scrittori, a scienziati a Capi della  Sicurezza come il  famoso Hoover o accanto a multimiliardari come Hearst, o a artisti come Chaplin. E infine è persino accanto al Fuhrer tedesco Adolf Hitler in una parodia  che ricorda da vicino Chaplin, e è anche in Vaticano a prendersi una bastonata dal Papa! Solo Chaplin avrebbe potuto creare qualcosa di simile! Ma chi è Zelig, nessuno lo saprà veramente mai, nemmeno lui stesso! Camaleonte, Intruso, Trasformista, Conformista, Uomo Rettile, Alieno, nessuno saprà mai chi è veramente.

Il film è una serie di storie intrecciate e senza respiro, avvolte  in bianco e nero e avvolte a colori, in cui Woody Allen ha chiamato personaggi realmente  esistiti e personaggi immaginari e in cui ha coinvolto scrittori come Saul Bellow  e Susan Sontag,  o psicoanalisti come  Bettheleim, in uno splendido e meraviglioso gioco di realtà e finzione, che forse non ha l’ eguale come mistificazione e genialità in tutto il cinema. La parte della dottoressa Fletcher è stata affidata a Mia Farrow  che ricordiamo in Rosemary’s  Baby di Polanski. Il film è del 1983 e la possibilità di realizzare miracoli con il digitale era ancora remota! Ma Allen in questo film celebra l’ intero cinema a cominciare dai Fratelli Lumiere. E rievoca in parte nostalgicamente e in parte con una ironia  che solo un ebreo può avere, la vita della sua città celebrata in quasi tutti i suoi film, New York.

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Analysis Fiction/Lezioni di Cinema

La Caduta degli Dei. The Fall of the Gods.1

Un Omaggio al Cinema europeo

Un buon  film è come un buon vino-Le cantine di Salvo Gagliardo

Presentazione del film di Luchino Visconti. La Caduta degli Dei.

Di Salvo Gagliardo 

 

 

 

Introduzione e Premessa. Stavolta sono alle prese con un bel film italiano ed europeo, La Caduta degli Dei del  regista Luchino Visconti. il film è del 1969 e fa parte della Trilogia Tedesca del regista, il primo della Trilogia. Il soggetto narra di una grande famiglia di Industriali tedeschi, i von Essenbeck, padroni di potenti acciaierie, al tempo dell’ Era del nazionalsocialismo in Germania, esattamente all’ insediamento di Adolph Hitler nella Cancelleria tedesca. E’ una storia di potere, della lotta tra due grandi forze titaniche, quella più sottile, politica e machiavellica  del nazismo e quella potentemente demiurgica dell’ antica e nobile  famiglia degli  Essenbeck. In qualche modo il  film si assimila a una tragedia greca, e la caduta degli dei richiama il Ragnarok  nordico, la grande battaglia tra le potenze della luce e quelle delle tenebre nei Tempi Estremi. A contrappuntare questo ci sono  le meravigliose musiche di Riccardo Wagner, ma anche le musiche di Maurice Jarre che ricordiamo come l’ autore delle bellissime  colonne sonore  del film di David Lean Il Dottor Zivago.

La storia ha inizio nella fastosa e ricca villa Essenbeck  ad Oberhausen, a nord,  vicino Dusseldorf. Vedremo più avanti  che Luchino  Visconti, che ama gli Interni, ci presenterà la Villa vista da fuori assai raramente. E’ una sera memorabile questa del 1933. Dal 30 gennaio Hitler si è insediato presso il Reichstag  di Berlino. L’ Incendio della Cancelleria è avvenuto il 27 febbraio del 1933, data in cui comincia la nostra storia. E’ sera e il vecchio barone Joachim von Essenbeck   celebra il suo genetliaco. Nella villa è presente l’ intera famiglia ed affini, ma a un certo punto giungono da Berlino  Frederick Bruckmann ed Ashembach.Si tratta di due alti ed importanti esponenti  del Partito. Ashembach, Helmut Griem, indossa la divisa delle SS. Lo spettatore comincia ad assistere   a  qualcosa che sembra casuale ma che come vedremo farà parte di una trama ben congegnata in cui il Nazismo e l’ Industria pesante entreranno  in un conflitto che si risolverà  con la sconfitta e la totale assimilazione da parte di Hitler della potenza degli Essenbeck. Un gioco sottile e spietato quello di Ashembach per tutta la durata della fiction.

Subito cogliamo  la natura dei personaggi, un vecchio barone stanco e poco incline alle nuove generazioni che hanno portato Hitler al potere, il giovane ed androgino Martin von Essenbeck Helmut Berger,  che davanti al vecchio e alla famiglia si esibisce in un o spettacolo da cabaret espressionista , travestito da donna e più precisamente da Marlene Dietrich dell’ Angelo Azzurro. Un personaggio come vedremo Dostoevskijano, e Dostoevskij è stata una delle letture preferite di Visconti. Presto cogliamo la sua natura malata e confusa, il suo ossessivo legame con la madre, la bionda Ingrid Thulin, o Sofie von Essenbeck , altre pezzo importante in questa partita a scacchi tra due forze contrarie. E c’è Heberth  Thalmann, il marito di Elisabeth von Essenbeck. Elbert   è il dissidente, non legato dal sangue agli Essenbeck, sarà l’ unico personaggio positivo della storia,e alla fine verrà arrestato e scomparirà nelle prigioni della Gestapo. È l’ unico che ha capito cosa vuole Hitler dal popolo tedesco e dove trascinerà il suo  popolo. Insomma,  l’ antica e nobile famiglia tedesca appare subito come un nido di serpi pronti a mordersi e a distruggersi, e Ashembach ha così buon gioco. E c’è  il pesante e vistoso Konstantin von Essenbeck,     Reinhard  Kolldehoff , Che manovra per il   dominio  totale della fabbrica Essenbeck. E infine c’è il bieco e astuto  Frederick, Dirk Bogarde,  che aspira alla mano di Sophie. Improvvisamente durante la serata il vecchi Joachim Essenbeck apprende da una telefonata che il Reichstag sta bruciando a Berlino, segno di un colpo di Stato? Ora è chiaro perché in quel preciso momento Ashembach è presente nella Villa e presto appare chiaro che ad appiccare il fuoco alla Cancelleria è stato lo stesso Hitler, gli eventi stanno precipitando e presto travolgeranno gli Essenbeck!

Se vogliamo cogliere un protagonista unico  in questa storia, il cosiddetto  personaggio principale, avremmo difficoltà a trovarlo, non c’è infatti!  Ma  da una parte abbiamo l’ astuto  e mefistofelico  Ashembach che muove le sue pedine  attentamente, profittando dei conflitti interni della  grande famiglia, e dall’ altra c’ è questa, i von Essenbeck, una intera stirpe  come protagonista della storia. grazie.

Continua……

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mercoledì, 24 marzo 2010

 

 

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UFO&Hollywood

Klaatu Barada Nikto.Il Mondo non sarà distrutto

Ultimatum alla Terra.1

Una presentazione del film Ultimatum alla Terra di Robert Wise.

di Salvo Gagliardo

 

 

Il 19 e il 20 luglio del 1952 la città di Washington D.C. fu oggetto di interesse di un una pattuglia di UFO che sorvolarono la Capitale, l’ Aeroporto e la Casa Bianca scatenando l’ interesse e il panico della città più importante d’ America. Il 1952 resta anche noto per l’ incontro del contattista americano George Adamski con l’ uomo stellare venuto dal pianeta Venere, Orthon. E sembra quasi una strana coincidenza che l’ anno prima sia uscito nelle sale d’ America il film The Day the earth stood still, del regista Robert Wise, e che con una pessima traduzione fu chiamato in Italia, Ultimatum alla Terra. Un film vecchio ma che resterà nella storia del cinema anche per” Klaatu Barada Nikto” , una sorta di codice vocale comprensibile ad un Robot, e pronunciata dall’ eroina della storia alla fine del film e che salverà la Terra dalla distruzione totale. Oggi fra i patiti di fantascienza e di film di fantascienza quella frase ha ancora un valore mitico.

La storia è questa. Un Disco Volante dopo aver sorvolato la Terra attraversa il cielo di Washington D.C. una mattina come le altre e atterra direttamente nel giardino del Presidente, dentro l’ ampio Parco della Casa Bianca. L’ oggetto è stato tenuto attentamente d’occhio dalla Difesa così che prestissimo si genera un mobilitazione generale che porta esercito e cittadini nella zona dove è atterrato il Flying Saucer misterioso. Ormai tutta l’ America sa quello che sta accadendo. Un fenomeno simile sarà stato molte volte immaginato e sognato dagli appassionati di Dischi Volanti, e c’è chi oggi sostiene che sia già avvenuto al tempo della presidenza Eisenhower. Dall’ oggetto esce una strana creatura assai simile ad un uomo con una tuta ed un casco. Si avvicina ai soldati per consegnare qualcosa, ma i soldati fanno fuoco e lo feriscono. Dall’ astronave esce un’ altra creatura, un gigantesco robot di nome Gort che con un raggio micidiale disintegra le armi dell’ esercito e manda in polvere i loro mezzi corazzati. La creatura ferita viene trasportata dall’ esercito in un ospedale militare. Qui la vediamo con abiti terrestri e senza casco a colloquio con il segretario del Presidente degli Stati Uniti. E’ l’ attore Michael Rennie a prestargli il suo aspetto fisico alto, longilineo, segaligno e scarno. La creatura dice di chiamarsi Klaatu e di venire da un pianeta extrasolare per leggere un Messaggio di pace agli uomini, ma se il Messaggio non verrà letto, allora Klaatu distruggerà la Terra. E’ un bel film sull’ Angelo Distruttore mandato da Dio. E Michael Rennie si presta bene alla parte con il suo viso lungo e ossuto. Ma chi accoglierà quest’ angelo che fugge dal’ ospedale, un gioco da nulla per lui? Sarà Helen Benson, Patricia Neal, una bella signora che gestisce una pensione a Washington D.C. ,una vedova di guerra il cui marito è morto nella 2 Word War, e riposa ad Arlington, fra i caduti. Ma l’ Angelo non si presenta come Klaatu, l’ Uomo venuto dalle Stelle o come l’ Angelo Vendicatore, ma come un mr. Carpenter.Nella pensione si parla del Disco Volante, e non sono in pochi a pensare che si tratti di qualche diavoleria sovietica dei comunisti. Ma in casa c’è anche Bobby, il figlio di Helen con cui Klaatu stringe subito amicizia, anche lui è eccitato dalla novità della nave spaziale ferma davanti la Casa Bianca. E una mattina i due fanno una passeggiata proprio là. Fra gli spettatori che commentano quello strano fatto, Lui. l’ Angelo se la ride, se dicesse chi è forse fuggirebbero o si metterebbero a ridere. E poi una sosta patriottica davanti al Lincoln Memorial e alla statua di Abramo Lincoln. Klaatu legge qualcosa scolpito in eterno, è il Discorso di Gettysburgh, il più solenne e storico pronunciamento di un capo di Stato per un americano. Al ritorno i due passano dalla casa del professor Jacob Barnhardt, un famoso scienziato e fisico. Il professore è assente ma Klaatu ha il tempo di modificare alcune formule scritte dal professore in una lavagna, modificarle in meglio e lasciare il suo recapito. Da qui la nostra bella storia si complessizza, infatti poco dopo un uomo dell’ Esercito si presenterà a casa Benson per prelevare Klaatu e portarlo dall’ illustre scienziato.

Continua…….

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UFO& Hollywood

Klaatu Barada Nikto.Il Mondo  non sarà distrutto

Ultimatum alla Terra.2

Una presentazione del film Ultimatum alla Terra di Robert Wise.

di  Salvo Gagliardo

 

 Quindi Klaatu  viene condotto da un soldato alla presenza del vecchio professore di fisica Jacob Barnhardt che deve essere un autorità per coinvolgere l’ esercito a Washington D.C., la città del Pentagono. E’ bello questo film perché non ha strutture sofisticate e Klaatu è solenne, quasi ieratico avvolte, altre mostra una sottile furbizia tipicamente umana, ma è un gentiluomo vecchio stampo, il regista ha voluto che mostrasse questa superiore ed angelica presenza e distacco, e soprattutto autorità. Il film di Weis mostra un  lato epico ch è proprio  di tutta la filmografia americana, da Ford a Spielberg a Coppola. Klaatu visto di fronte alla grande statua di Lincoln a cui sembra anche somigliare a parte l’ assenza di barba. Epiche sono le scene di apertura che vedono l’ intero apparato militare industriale americano in piena attività per far  fronte a questa Visita inaspettata, sono mobilitati Stampa, Radio, Televisione, i centralini telefonici, le rotative  dei giornali, la gente comune, i militari del Pentagono. Vengono coinvolte tutte le grandi città del Pianeta. L’ America nei suoi film si esprime sempre in senso epico e quasi patriottico. Mi riservo di continuare queste osservazioni nella nota che riguarda La Guerra dei Mondi. E’ il primo incontro epocale con una Intelligenza Extraterrestre e il film anticipa Incontri Ravvicinati  di Spielberg. Klaatu deve dare un segno della sua superiorità sui Terrestri al professore e gli predice quello che fra poco accadrà, quindi fa  ritorno all’ astronave, seguito nascostamente da Bobby, incuriosito da quello strano cliente della pensione. E Bobby assiste  a qualcosa che eccita la sua fantasia, mentre Klaatu entrato nell’ astronave contatta la sua civiltà e stabilisce con loro un black out che dovrà interessare per una mezzora l’ intero pianeta Terra.  Ma tutto questo farà sospettare la signora Benson e il suo nuovo fidanzato che farà delle ricerche soprattutto per stabilire se il diamante che Klaatu ha regalato a Bobby è autentico. Poi si scatena la caccia all’ Uomo dello Spazio, mentre un black aut manda in tilt per un po’ l’ intero motore del pianeta Terra e confermerà al professore di fisica che quello è davvero quello che ha detto di essere. Entra in gioco la bella  signora Benson che cercherà di aiutare Klaatu  a raggiungere il Disco Volante, e assisterà al ferimento mortale di Klaatu da parte dell’ esercito, ma farà in tempo a ricevere dalla bocca dell’ Uomo delle Stelle la frase che bloccherà e terrà buono il robot Gort fermo davanti al Disco Volante, pronto a distruggere una intera città, e fermerà anche la spedizione punitiva della Razza Aliena a cui appartiene Klaatu: Klaatu Barada Nikto.

Gort andrà a recuperare il corpo senza vita  del suo padrone dopo aver portato nell’ astronave la signora Benson. Quindi portato i corpo del viaggiatore stellare dentro il Disco Volante con tecnologie avanzate gli ridà la vita, e Klaatu riappare alla folla di Washington D.C. con la stessa ieratica,  angelica  ed enigmatica potenza, stagliandosi contro il Disco Volante e pronto a tornarsene nelle stelle dopo aver tenuto un lungo discorso davanti alla folla, ai soldati con le armi spianate e ai vari scienziati venuti da tutto il pianeta e radunati lì per l’ occasione dal professor Barnhardt. E dopo un saluto affettuoso  alla signora Helen  Benson, rientra con Gort nell’ astronave e scompare nel cielo e nell’ Universo. Il messaggio  naturalmente è di monito alla Terra che non usi le sue potenzialità distruttive che potrebbero anche danneggiare il Sistema Solare e gli altri Sistemi stellari. Per stavolta la Terra è salva, ma domani……

Il film, anche se appare semplice, anticipa ogni film che nel futuro parlerà di Alieni venuti dalle Stelle, privi di effetti speciali a parte qualcosa che riguarda i poteri di Gort, il robot compagno di Klaatu, anticipa film come Guerre stellari o Incontri ravvicinati. E nella sua essenzialità a me è apparso magnifico, nel ritmo e nella visione di insieme. Tutto è ben costruito e ben saldato, Michael Rennie è davvero magnifico nella parte dell’ Angelo Alieno e nella sua ieratica serietà mostra lati essenzialmente umani come la simpatia o un certo ironico sorriso, ma conserva una certa imperscrutabilità ed è questo che lo fa grande e ci dà la sensazione di trovarci davanti ad uno della nostra Specie ma anche davanti a qualcosa d’atro senza rinunciare ai lati umani. E’ un thriller fantascientifico ma senza gli aspetti horror del genere, e la figura dell’ Angelo Alieno resta immutata e non corrotta dalla Terra. La superiorità di questa Creatura Angelo Alieno che portando un messaggio di pace dalle Stelle si trova di fronte l’ aggressività distruttiva dell’ uomo è davvero magnificamente resa. E il film, anche se oggi appare  vecchio e datato, resta per me un bell’esempio di film  di questo genere. Grazie.

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The Body Snatchers e The Pod People.1

Kafka in Hollywood

L’ Invasione degli Ultracorpi

di Salvo Gagliardo

Qualche anno fa ho letto un racconto di Philip Kendred Dick, si intitolava The Hanging Stranger, e narrava una storia paranoide alla Phil Dick, una bella storia folle e persecutoria di un grande maestro di letteratura fantastica, forse uno dei più grandi. La storia somigliava in modo marcato ad un romanzo che sarebbe uscito qualche anno dopo, sto parlando degli Anni Cinquanta, The Body Snatchers, che in Italiano suona pressappoco, L’ Invasione degli Ultracorpi. Il suo scrittore era Jack Finney. Un buon lavoro narrativo di fantascienza, che sarebbe stato seguito in breve da un film che, anche se non è stato considerato un campione di incassi, resterà nella storia del cinema come uno delle migliori storie di fantascienza di quegli anni e segnerà in tal modo il cammino fino ai giorni nostri, così da avere ben quattro remake. si tratta di nuovo di Body Snatchers del regista Don Siegel. Il film veniva programmato negli USA nel 1955. La storia narra di un dottore, Miles Bennel, e della sua fidanzata, Becky Driscoll, di una cittadina della California, chiamata Santa Mira, e di strani fatti che vi accadono. Siamo negli Anni Cinquanta in America.

Gli attori sono vecchie glorie del passato oggi quasi dimenticate, come Kevin Mc Carthy nei panni del dottor Bennel. Il film è un film a basso budget e la sua gloria o il suo pregio consiste in questo, niente effetti speciali, niente diavolerie Hollywoodiane, niente trucchi, tutto pesa sul bianco e nero della pellicola, sul climax magnifico, sulla sceneggiatura e naturalmente sulla recitazione. La storia comincia in flashback con il dottor Bennel ricoverato in una clinica mentre fuori di sé racconta al dottor Hill quello che secondo lui sta accadendo a Santa Mira, e quello che forse accadrà al mondo, è inutile pensare che il dottor Hill e l’ ospedale compresa la polizia considerino Bennel un pazzo. Come si può credere ad un uomo che ti racconta che Entità Aliene sono giunte dallo Spazio sulla Terra viaggiando fra le stelle sotto forma di spore o baccelli e che precipitati su Santa Mira riescono a duplicare gli abitanti uno per uno nel sonno e a distruggere gli originali! Un vero e proprio delirio paranoico! Eppure, è la storia che ha appena vissuto Miles Bennel ed è quello che sta raccontando in modo esagitato.

Chi vi vuole vedere nel film un labirinto kafkiano non andrebbe lontano. Le stesse angosce sulle realtà ultime. Ma c’è di più perché il tema di questa bella fiction centrata sull’ Invasione Aliena della Terra, è la Metamorfosi, la trasformazione dell’ umano, lo stesso tema del racconto di Kafka. Il film presenta i primi androidi della storia del cinema, i primi replicanti, e alla fine è un bel prodotto fantastico sul dopplenganger o il doppio, o la doppiezza umana. Come sempre la vera natura di questi film è l’ esplorazione dell’ uomo e dei suoi limiti in basso quanto in alto. Ci si chiede forse inconsapevolmente che se l’ operazione degli Alieni fosse alla fine riuscita, il mondo ne avrebbe guadagnato o perso, o se la sostituzione del vecchio uomo non è inevitabile da parte di Alieni Evoluti e Macchine, protesi o altro. Se l’ era chiesto anche Dick. Tutto sommato niente è cambiato a Santa Mira, tutti sono soddisfatti e svolgono il loro lavoro con precisione, ma si presume che una civiltà di replicanti sia fredda, senza sentimenti, nazistoide, impietosa verso le debolezze umane,la fiction comincia con la polizia in azione e continua con i poliziotti che fanno la multa al povero Bennel. Il medico che dovrebbe curare in realtà appare uno sciocco che cerca di capire o un retrò, e quindi un insano. Finisce infatti in un manicomio. C’è in tutto un involontario quadro di conservatorismo allarmante, non dimentichiamo che il film è stato realizzato nell’ Era di Mc Carthy e della Caccia alle streghe, comuniste! E il film getta un allarme sul conformismo di un società molto socializzata e stereotipata, come è quella americana. Queste atmosfere e gioco di doppiezza, di vero e di falso, è bellissima in questo vecchio film, e alla fine l’ unico a non stare al gioco è Kevin Mc Carthy! Perché non sappiamo neanche quanto la sua donna, la bella Dana Winter, o Becky Driscoll non stia recitando come gli altri una commedia, prima di essere del tutto duplicata, mentre nelle cantine delle case e nelle serre i baccelloni si preparano a sostituire l’ intero pianeta.

Santa Mira è una tranquilla cittadina americana degli Anni Cinquanta della California, tutto sembrerebbe andare per il solito verso quando arriva il dottor Bennel diretto verso il suo Laboratorio Medico, Tutto OK per questo giovane dottore innamorato di una bella ragazza del luogo e ricambiato,Becky Driscoll, Dana Winter. Miles ha un buon amico in Jack Belicec e la moglie. Ma le cose non sembrano andare così lisce, e via via in un climax da incubo alla Kafka, Bennel deve scoprire che qualcosa comincia a non andare nei cittadini della tranquilla città californiana. I suoi pazienti accusano strani disturbi e fanno racconti strani sui loro congiunti che hanno cominciato a comportarsi così stranamente da essere radicalmente mutati. A Santa Mira sta accadendo qualcosa in profondità, più che nell’ apparenza, perché come sempre la gente è cortese e va al lavoro ogni mattina, fa la spesa e cura il giardino. Ma non è così. Persino Becky gli racconta strane storie su suo padre . Allora Bennel si reca da un collega. Lo psichiatra, il dottor Dan Kauffman, che lo rassicura che i suoi pazienti sono affetti da una forma di psicosi e di isteria collettiva. Ma dietro l’ apparenza della normalità le cose stanno precipitando a Santa Mira, finché un giorno Frank l’ amico non lo invita allarmato a casa

Continua…………….

 

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Artificial  Intelligence & Hollywood

Blade Runner e  Le Mille e Una Notte.1

Il Fantastico Futuro

Di Salvo Gagliardo

Una presentazione del film Blade Runner di RidleyScott

 

Il 1982 ha portato sugli schermi del mondo un nuovo  capolavoro e un pellicola oggi considerata cult  per tutti gli appassionati di fantascienza. Hollywood cammina veloce nello sfornare eccellenti prodotti che finiscono per generarsi  a vicenda. Questa volta si  tratta di Blade Runner, un film nato dal romanzo di Philip Dick, Do Android Dream of Electric Sheep? Con Harrison Ford  nella parte di Dick Deckard.un poliziotto quasi in pensione e scontento e deluso della vita, un personaggio che Ford recita spesso, stavolta alle prese con una invasione di Replicanti costruiti dalla potente Tyrrel Corporation e che  la Terra giudica pericolosi e da abbattere. Il problema sarebbe di normale  routine nei film made in USA, se non venisse complicato dal fatto che i modelli Nexus 6. Ossia i replicanti generazionali, sono così  simili all’ uomo, da essere quasi indistinguibili!

Il film presenta delle scenografie così  spettacolari e futuristiche da essere diventate una Icona, una colonna sonora altrettanto forte, e un intreccio così appassionante e travolgente da restare nel nostro immaginario per molto tempo. Fantascienza popolare , esiste forse una fantascienza non popolare? di alto livello. Il film esce nelle sale un po’ prima che Philip Dick si spegnesse per un attacco di cuore in una clinica della California, ma il mitico e oggi leggendario scrittore di realtà alternate, che pur non era tenero verso gli scrittori  di Hollywood, ha riconosciuto che il film di Ridley Scott è  da considerarsi un secondo Do Android Dream? E che lo spirito del suo romanzo vi  è  stato rispettato in pieno. In realtà ci sono molte differenze, ma sostanzialmente il vecchio Phil Dick aveva fatto centro.

In un Los Angeles, città simbolo di tutta la cinematografia americana, del 2019, sempre più vicina all’ antica e fantastica Bagdad delle Mille e Una Notte, una metropoli iperhigtec, multipot, un calderone ribollente di etnie le più diverse, dalle asiatiche, alle mediorientali alle caucasiche bianche, con ciclopiche costruzioni, nebbie industriali, e automobili volanti, il poliziotto Rick Dechard riceve dal  proprio capo Bryant,  il compito non gradevole  di scovare ed  eliminare , o meglio ritirare, una serie di Replicanti Androidi ,costruiti  nel passato dalla potente Tyrell, perché ritenuti troppo pericolosi. I Replicanti vengono tutti dalle colonie del Sistema Solare, da Marte,  e forse anche da fuori il Sistema Solare e sono serviti all’ uomo per combattere le sue guerre, ma ora non  servono più, e devono essere distrutti. Il compito non sarebbe così difficile per un poliziotto con la esperienza di Dechard se i Nexus 6 non fossero indistinguibili dagli esseri umani. Prodotti  di una alta tecnologia bioelettronica, e quasi perfette Intelligenze Artificiali, sono capaci di sentimenti ed hanno una varietà infinita di innesti di memorie, hardware e software, ma tutto è sintetico in loro e i sentimenti o le passioni sono solo freddi innesti di memoria e informazioni, niente di più. Ma come distinguere un Androide di questo tipo, da un umano? E’ questo il problema di Rick, e forse anche quello dello spettatore.  Phil Dick nello scrivere il suo romanzo ci aveva pensato a lungo e nella sua visione gnostico cristiana era arrivato alla conclusione che un Androide è distinguibile da un uomo per l’ assoluta assenza di “empatia” ossia, l’ impossibilità a soffrire dei mali del prossimo, a identificarsi in  loro e a provarne dolore. Questo in verità era un vecchio problema che si era posto anche Turing, il noto cibernetico  a cui si devono i primi computer e le prime Intelligenze Artificiali. Forse è una sottile ironia di Dick e poi di Scott che i Replicanti  abbiano tutti  i tratti e la coscienza della gioventù hitleriana e che  incarnino  in realtà quei  nazi ariani sognati da Adolph Hitler. E l’ attore olandese  Ruthger Hauer, il capo branco dei replicanti, rende al meglio questa voluta somiglianza,  Roy Batty, programmato con frammenti del  Così Parlò Zarathustra di Nietzsche, con  passi dalle Tragedie greche e modellato con le musiche di Riccardo Wagner. Freddi e spietati esecutori, quindi e perfette macchine da guerra, il film farà lezione, da Terminator ad altri. Inoltre sappiamo che Dick aveva un feeling particolare con la cultura tedesca. Portano  nomi strani o esotici, come Rachel, Pris, Zhora, Leon, Roy, che li avvicina anche a personaggi da Circo. E vivono in branco, al Bradbury Building, ospiti di J.F.Sebastian. Si aggiunge il fatto che i Nexus 6 hanno una vita generazionale di appena 4 anni, ma le loro memorie impiantate li spingono ad una idea di eternità ed è per raggiungere questa Eternità che sono scesi sulla Terra. Dechard  è l’ esempio del job, del lavoratore scocciato che deve svolgere mansioni sporche e poco piacevoli ma il poliziotto che è in lui   sembra affascinato dalla macchina Voight Camp, una sorta di macchina della verità, o misuratore dell’ entropia umana capace di smascherare qualsiasi replicante o falso umano. Ed è con questa macchina che inizia la sua caccia.

Continua……..

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Artificial  Intelligence & Hollywood

Blade Runner e  Le Mille e Una Notte.2

Il Fantastico Futuro

Di Salvo Gagliardo

Una presentazione del film Blade Runner di Ridley Scott

 

 

In questa fantastica Los Angeles del futuro, nel libro di Dick è San Francisco, disegnata e concepita come una metropoli futuristica di un XXI o XXII secolo, fra ciclopiche costruzioni e energie ribollenti, fra mercati orientali del pesce, della frutta o di tecnologie hightec, sotto un cielo  piovigginoso e strade bagnate di pioggia mentre le auto volanti della polizia attraversano l’ aria e planano da qualche parte o sui tetti e le terrazze  degli edifici ciclopici tra enormi cartelloni digitali con una ragazza orientale e sotto negozi di ogni tipo, tra una corte dei miracoli e le future strade di una iperaffollata  metropoli del futuro asiatico, si muove Rick Deckard, poliziotto a caccia di Replicanti Superumani  che come Divinità  scorazzano per la città e si ritrovano tutti al Bradbury Building, un edificio mitico  realmente in esistenza nella reale Los Angeles. E il suo socio affidatogli da  Bryant, Gaff.

Deckard si reca nel ciclopico edificio della Tyrell, ad  incontrare il potente creatore dei Nexus, che gli presenta la sua assistente, la bella Rachael. Rachael è una  replicante anch’essa, ma Tyrell in lei ha messo tutta la sua anima ed esperienza, perché Rachel contiene tutte le memorie, in hardware e software, della nipote morta. E infatti la bella Rachel ritiene di essere un umana , e si sottomette alla macchina Voight Camp. Splendida  questa Sean Young con il make  up di una cortigiana del Cinquecento  a metà con  la contessa Elizabeth Bathory.

Credo che sia difficile dimenticare l’ espressione dei suoi occhi, mentre Deckard la sottopone alla macchina della verità in un gioco di oblio e ricordi, di realtà e di sofisticazioni elettroniche! E’ bellissimo! Intanto Roy e Leon si danno da fare per uccidere uno degli ingegneri dei Nexus, un orientale che si occupa degli occhi dei replicanti. Poi Leon viene beccato da Deckard che per poco non ci lascia la vita e grazie all’ intervento imprevisto di Rachael che spara addosso al Droide uccidendolo. E Deckard è alla caccia di Zhora, la replicante che lavora in uno spettacolo avvolta da un serpente, ed è il serpente che porta il poliziotto da lei, naturalmente il serpente è un Droide anche lui! Prodotto di alta bioingegneria elettronica. Zhora mangia la foglia e cerca di uccidere Deckard, poi fugge  tra le vie superaffollate di Los Angeles, ma alla fine viene abbattuta dalla pistola del poliziotto. E’ triste vedere queste ragazze quasi  perfette  fatte fuori da un  uomo che dovrebbe proteggerle. E’ ironia  del regista o c’è qualche cosa sotto? E  Deckard le uccide quasi  tutte.

Intanto i replicanti si danno convegno nel condominio di Sebastian un uomo segnato dalla malattia che dà una mano ai Droidi. Meravigliose sono le architetture interne del palazzo abbandonato, c’è  qualcosa che sta a metà tra le antiche architetture atlantidee e i sogni di un futuro da venire. Qualcosa che unisce il futuro a un passato insondabile, ciclopico e megalitico!  E Batty e Sebastian decidono di andare a fare visita al padre dei Droidi, al dottor Eldon Tyrell, nel grandioso palazzo della Tyrell Corporation.

Continua……

 

 

 

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Hollywood & Alieni

Un Alieno chiamato Prot

K PAX. Da un Altro Mondo

di  Salvo Gagliardo

 

K PAX, uno strano titolo per un film bello, ma  non bellissimo,  uscito negli Stati Uniti nel  2001, l’ anno delle Torri, e un film costruito sul tema dell’ Alieno finito sulla Terra. Un film che è piaciuto soprattutto ai giovani, ma verso  cui la critica non è stata sempre generosa. Un film di fantascienza, con forti risvolti drammatici, di commedia e di fiaba metropolitana. Chi lo ha visto di sicuro ricorderà,  la maschera ironica, sarcastica e in parte sbalordita o sognante di Kevin Space che nel film  interpreta   l’ alieno “ Prot” , ricorderà di certo  i pesanti occhiali scuri e la  smorfia enigmatica del viso. Io l’ ho trovato buono, non eccelso, ma denso di considerazioni. Non è la maschera cult  dei Blue Brothes quella di Space, ma come Alieno per metà psicopatico non va male. Il film narra di un uomo chiamato genericamente Prot, che viene arrestato alla Grand  Centrai Station di New York e dopo essere passato dagli uffici della polizia viene spedito in una clinica per malati mentali a Manhattan, perché si ostina ad affermare di essere un alieno giunto sulla Terra da X PAX, un pianeta nella Costellazione della Lira.

Altri film sono apparsi nel passato su soggetti simili, da Ultimatum alla Terra, a Un Alieno caduto sulla Terra, con David Bowie nella parte di Th. Jerome Newton, a Starman, il  bel film del 1984 di John Carpenter, con un ancor giovane Jeff Bridges nella parte dell’ Alieno, a ET di Spielberg, ma  è con Starman di Carpenter,  che K PAX si lega, non perché ne vuole essere il remake, ma perché in ambedue vi figurano Jeff Bridge. Il regista del film  è Iain Softley, e la storia è tratta da alcuni libri dello scrittore Gene Brewer.

A New York viene arrestato un uomo senza identità, che dice di chiamarsi Prot, e che afferma di essere  un extraterrestre venuto sulla Terra dal pianeta K PAX, un pianeta distante dal Sole di un Sistema binario, i cui abitanti riescono a viaggiare più veloci della luce sparati dalla luce stessa nell’ Universo. Naturalmente viene subito spedito in una clinica psichiatrica di Manhattan. E messo sotto osservazione del dottor Marck Powell, a cui Prot recita la stessa versione. Powell è Jeff Bridge che smessi gli abiti dell’ Alieno, indossa quelli di uno stimato e serio psichiatra e padre di famiglia. La faccia ironica, sarcastica e ambiguamente angelica di Kevin Space  continua a primeggiare nelle inquadrature, assieme alle sue grossi lenti  scure  da sole. Presto veniamo a sapere che gli occhi di Prot sono sensibili ai raggi ultravioletti e che nel suo sistema  stellare binario l’ irradiazione della luce è diversa da quella della  nostra stella. Inoltre  Prot ha una particolare passione per la frutta che mangia in continuazione, su K PAX non si mangia carne, sarebbe una sorta di cannibalismo visto che su K PAX le creature formano un tuttuno organico. Prot è uno scienziato in visita ed altre volte è venuto sulla Terra, nel suo pianeta la conoscenza è molto praticata, non esiste proprietà privata, non si  ha procreazione come  da noi, e non si pratica il sesso.  Non esistono  forme di lavoro duro, ma si pratica l’ agricoltura con tecnologie molto evolute e sofisticate. Gli abitanti di K PAX sono nomadi. K PAX è un pianeta pacifico e utopicamente armonioso.  Esistono calcolatori olistici e ci si serve di energie diverse da quelle della Terra. Non esistono passioni né lotta per la vita.  Una civiltà utopica e collettivista  come l’ aveva sognata Platone. La chimica e la botanica sono molto evolute. Si vive  molto a lungo e l’ età di Prot potrebbe essere di 400 o 500 anni.  E’ bandita ogni forma di violenza. Powell dapprima ascolta l’ uomo con una certa indifferenza professionale, ma via via comincia ad interessarsi a  quegli strani deliri, anche perché Prot rivela una conoscenza non comune in molti campi del sapere,  e  questo comincia a scuotere il suo distacco iniziale. Ma chi è veramente Prot, un povero alienato metropolitano, un poveraccio che ha perso memoria e identità nel gorgo di una città come New York, oppure? E’ quello che Mark Powell intende scoprire. Intanto l’ ingresso di Prot in clinica è presto segnato dal successo, Prot si rivela un buon compagno e soprattutto un buon medico, riesce infatti a guarire alcuni pazienti che gli stessi medici avevano ritenuto incurabili, e l’ atmosfera della clinica è ben diversa da quella di Qualcuno volò nel nido del cuculo, e  inoltre  comincia a circolare la voce che Prot il 27 di luglio lascerà la Terra per tornare nel suo Pianeta approfittando del passaggio di un flusso  di luce energia e che ha intenzione di portare con sé a K PAX uno dei pazienti. Questo eccita gli abitanti dell’ Ospedale. Ma un giorno Powell riesce a forare la maschera di Prot  attraverso l’ ipnosi regressiva, e viene a sapere di qualcosa di drammatico che è accaduto nel passato a Prot nel New Messico. E a rafforzare questa impressione c’è un incidente accaduto nella villa di Powell a Prot che ha perso il controllo. Quindi il dottore si reca nel New Messico e apprende che Prot è in realtà Robert Porter, un giovane farmer, che ha visto la sua famiglia massacrata da un uomo che poi ha ucciso. Quindi Prot appare ora un classico dissociato con una doppia personalità. Ma c’è qualcosa che continua a non convincere lo psichiatra. Un giorno porta Prot in un grande Osservatorio astronomico alla presenza di vari astronomi e Prot li sbalordisce indicando con precisione la posizione del suo pianeta a delle sue  due   stelle, ma anche risolvendo alcuni problemi  che erano rimasti irrisolti persino  alla scienza astronomica. Da dove ha tirato fuori quel sapere?  Il 27 luglio è giunto e una strana luce attraversa la città e i grattacieli  di New York. La gente della clinica è in eccitazione e sta aspettando che Prot porti con sé uno di loro. Anche Powell  per un attimo crede in quella storia, e  teme che quelle allucinazioni abbiano un fondo di verità, soprattutto quando si accorge che Prot non è più nel suo letto, ma Prot è sotto il letto e in stato di paralisi catatonica. Però qualcosa è accaduto nella clinica, è scomparsa Bess una  delle pazienti, la più buona e docile. Prot ora è Robert Porter che forse resterà in quello stato per il resto della sua vita. Ma nella sua villa sotto le stelle il dottor Mark  Powell continua a chiedersi se realmente il vero Prot è andato via con Bess dentro un flusso di luce lasciando il corpo di Porter che Prot aveva salvato incarnandosi in lui!  E inoltre seguendo i consigli del suo strano  paziente, Powell si riconcilia con i figlio da cui si era staccato. La storia ripete il tema della differenza tra mondi diversi, quello umano con la sua violenza, la sua bestialità, la sua stupidità, la sua passionalità cieca e l’ altro, forse un’ utopia, o il ricordo di un Paradiso perduto, e di un nuovo avvertimento alla Terra, quello di non lanciar perdere l’ occasione di tornare al Paradiso. Grazie.

 

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Analysis Fiction

The Others.1

 Cosa c’è oltre la porta?La Luce.

Una presentazione del film di A. Amenabar, The Others.

di Salvo Gagliardo

 “La Verità è venuta al Mondo in Simboli ed Immagini”

Vangelo Secondo Filippo.

 

 

Stavolta, in questa mia nota dedicata alle Fiction affronto la Ghost Story. Un tema in apparenza lontano dagli Alieni o dalle Invasioni Marziane, molto più antico, quello degli Spettri e delle case infestate, ma forse avvolte le diverse dimensioni del fantastico finiscono per convergere anche se poi riprendono la loro strada. Anche gli scrittori dell’ Ottocento avvolte si sono chiesti se quelle Entità che prima spadroneggiavano negli antichi manieri e che poi hanno aggredito i nostri più moderni appartamenti, possano consistere in Alieni o Entità similari e immateriali, ma anche loro venuti dalle Stelle. La tradizione è antica né io qui ho intenzione di farne molto cenno. Vi cito Maupassant,  O’Brien, e  Ambroce Bierce o lo stesso Stephen King, e scienziati altamente scientifici si erano fatti  la stessa domanda nel secolo Ottocento. Ma qui mi interessa presentarvi una vera storia Ghost senza alieni o marziani, o tecnologie hightec, un film che trae libera ispirazione forse dal romanzo più famoso di spettri della letteratura, Giro di Vite di Herry James. Un film che sta dietro con onore al più gran bel film horror Ghost realizzato finora, Shining di Stanley Kubrick.

Il film è del 2001 e il regista è l’ allora più giovane e rampante artista spagnolo A. Amenabar, la produzione è di Tom Cruise la cui presenza è legata alla protagonista femminile della storia Nicol  Kidman nella parte di Grace Stewart.  La storia è questa.

Una donna ancora giovane e bella, Grace Stewart,  abita in una vecchia villa vittoriana immersa in un parco nel cuore dell’ Inghilterra del sud, assieme  a due figli, una bambina, Anne e un bambino, Nikolas.La donna ha perso di recente  il marito,Charles,  dato per disperso. O morto,  nella Seconda Guerra Mondiale e forse spera ancora di rivederlo. Ma la sua vita è davvero drammatica, perché sia Anne che Nikolas, soffrono di una grave malattia che gli impedisce di ricevere i raggi del sole,sono patologicamente fotosensibili, e  se avvenisse ne morirebbero certamente. La madre deve costantemente proteggerli da questo rischio e la sua vita rassegnata si svolge in questa continua  angoscia. E’ costretta a chiudere ogni porta a chiave, e a mettere pesanti tendine alle finestre.

Una  notte  Grace ha un incubo da cui si ridesta urlando. Grace   è di fede  cattolica e la sua casa ne porta i segni. Conduce una vita assolutamente ritirata e da molto non esce più oltre il cancello di ferro  della villa. Inoltre i suoi domestici sono scomparsi. Ma ecco che al cancello e alla porta della austera  villa inglese, si presentano tre persone mandate dall’ agenzia, sono una anziana governante, un vecchio giardiniere e una ragazzina muta e sorda, Bertha Mills, Edmund e Lydia. Tutte e tre  sembrano  persone affidabili, e Grace non ha difficoltà ad affida consegnargli la sua villa e la sua famiglia. Ma li  avverte  subito del pericolo della luce e della grave malattia  dei bambini.

La storia sembrerebbe abbastanza comune, se  non fossero presenti alcuni elementi che ancora lo spettatore non vede. I tre domestici  hanno qualcosa di funereo addosso ma di tranquillo, e sembrano lì per altri motivi. La gestione della villa sembra quasi naturale in loro, quasi ci fossero già  stati. Presto cominciano ad accadere delle strane cose. I bambini cominciano a fare strani disegni in cui si vedono un uomo, una donna, un  bambino e una vecchia che i bambini chiamano la Strega. Ma Anne, che dei due bambini è la più dinamica e sveglia, asserisce che questi sono nella casa, e soprattutto il piccolo Victor, lei li vede e vede la strega. Sembrerebbero fantasie di bambini se le porte non cominciassero a sbattere dietro Grace e se la donna non fosse certa di sentire strani rumori nella villa, ma la cosa non sembra minimamente turbare i tre domestici e soprattutto Bertha. Ed ecco che il bel pianoforte a coda di Grace si mette a suonare da solo! Mentre i bambini sono sempre più eccitati da strane presenze. Alla fine Grace decide  ricorrere  ad un prete Ma per farlo deve uscire dalla villa cosa che le sembra di non fare da anni. Si immerge nella fitta nebbia e avanza fra gli alberi finché non le appare il marito che sembra proprio ora tornato dalla guerra.

L’ apparizione è davvero strana, come  se quell’ uomo fosse venuto dal nulla, uscito fuori da un’ altra dimensione,perché sembra portare addosso il conflitto da cui il mondo è appena uscito. E Charles riprende il suo posto nella villa, ma è lui o no? La moglie non sempre lo riconosce. Tutto sembra rientrare nel normale, ma  non è così come vedremo. Charles in breve scompare di nuovo, e i bambini tornano a disegnare quello strano gruppo  di persone, e Anne a rivedere  Victor, forse il bambino della coppia disegnata.  Ma Bertha non sembra scomporsi, è piuttosto visibilmente allarmata per la violenza che Grace comincia ad esercitare visibilmente  su Anne divenuta più insistente e aggressiva.

Continua……..

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Analysis Fiction

The Others.2

 Cosa c’è oltre la porta?La Luce.

Una presentazione del film di A. Amenabar, The Others.

di Salvo Gagliardo

 

“La Verità è venuta al Mondo in Simboli ed Immagini”

Vangelo Secondo Filippo.

 

La fiction va avanti , Grace appare sempre più inquieta e aggressiva verso Anne, finché giunge a picchiarla perché entrando nella stanza le è parso che al posto della bambina ci fosse una vecchia mostruosa e il mistero della  servitù si fa più pressante e di Bertha. C’è qualcosa che Bertha e Edmund sanno  che lei non sa? Cosa le nascondono? O cosa le vogliono dire? Spesso i due servi parlano insieme e si comunicano delle cose fra di loro. Grace è decisa ad andare fino in fondo in quella  strana faccenda ed esplora la casa, insegue le presenze che le sembrano si muovano nell’ oscurità, impedisce alla luce di entrare ogni volta che passa da una stanza alla’altra, da una porta all’ altra. Esplora le camere della servitù e viene in contatto con un album di morti, col le foto dei vecchi abitanti della casa e nelle foto appaiono  morti. I bambini si sono fatti sempre più strani, e Anna sempre più petulante, ora ha paura di Grace.Poi accade qualcosa, spariscono le tendine delle finestre e la servitù mantiene uno strano  riservo su quella sparizione, mentre Grace va su tutte le furie e cerca di impedire alla luce di entrare quando i bambini si trovano nelle stanze. Sono scene drammatiche, e Grace appare visibilmente alterata, ma Bertha e Edmund non sembrano esserne particolarmente colpiti. Grace licenzia subito Bertha, Edmund e Lydia. Poi accade che i bambini di notte escano nel giardino e  si accorgono della  esistenza delle tombe  di Bertha, Edmund e Lydia che ora appaiono fra la nebbia e vanno incontro ai ragazzi terrorizzati, siamo nella parte finale della fiction giunta al suo apice e che attende lo svelamento finale.

Intanto Grace approfitta dell’ assenza della servitù per esplorare la loro stanza e trova una foto che ritrae i tre servi morti. E il momento della rivelazione shoccante. Tutto sta per chiarirsi, i bambini corrono a casa terrorizzati, mentre i tre domestici  li inseguono. Ora Grace ha di nuovo imbracciato il fucile e minaccia la servitù cercando di impedirgli di raggiungere i bambini che salgono nelle stanze di sopra. Ma i tre dietro la porta di ingresso della villa stanno rivelando a Grace una verità agghiacciante, la verità per cui sono giunti nella villa, Grace è morta e loro sono tutti morti, i bambini sono anche loro morti e sono stati uccisi proprio da Grace, soffocati nel sonno, Grace in un momento di sconforto per la scomparsa di Charlie e per la grave malattia di Anne e Nicholas, li ha uccisi e dopo si è suicidata. Tutti in quella casa sono degli spettri, tutti, tranne…

I bambini salgono e aprono una stanza i cui dei  signori attorno ad un tavolo stanno facendo una seduta spiritica, al centro c’è una vecchia medium cieca. E due di quei signori  somigliano alla coppia ritratta da Anne. Entra Grace,  e attacca con violenza il gruppo disperata e strappa  i fogli della scrittura automatica. Ora tutto le è drammaticamente chiaro, Lei è morta e gli uomini seduti stanno evocando la sua anima e quella dei bambini, sono i signori che sono venuti ad abitare la villa e due di loro sono i genitori di Victor. Alla fine questi  V lasciano al mattino la casa perché infestata, e si allontanano dentro una macchina portando via  Victor, mentre Grace e gli altri restano ormai gli unici veri abitanti della villa, anche se spettri, e il sole ora può entrare liberamente dalle  finestre ormai senza tendine e illuminare di Luce  i volti cerei di Anne e Nicholas senza alcun pericolo, gli spettri non possono ammalarsi,  non possono morire perché sono già morti! la Luce ha vinto sulle Tenebre, e Bertha e Edmund hanno raggiunto il loro vero  obbiettivo, ossia quello di rivelare a Grace la sua vera natura e la vera natura delle cose, e di aiutarla a vivere questo suo nuovo stato di esistenza in sintonia con gli altri.

Grace è la vera autrice di tutto quello che è  accaduto  nella villa, sembra quasi un suo sogno, u suo incubo, un suo racconto, lei  è l’ unica a combattere una battaglia in un mondo diviso in due, quello dei vivi e quello dei morti e alla fine dopo aver lottato  ha dovuto riconoscere il suo vero posto. Un’ intelligente e intrigante   Ghost story ,  costruita sul tema fantastico delle  due realtà parallele e in parte incomunicabili e basata sul rovesciamento della frase che “spesso i morti bussano alla porta dei vivi”. Grazie.

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Taccuini di Fantastika

Tecnologia & Spiritualità verso il 2012. Considerazioni.

di

Salvo Gagliardo.

 

Salve, mi chiamo Salvo Gagliardo e tre quarti della mia esistenza l’ ho spesa nella Conoscenza, avendo accumulato un sacco e svariato   sapere avvolte all’ occorrenza altre a più lunga gettata. Ho sempre preferito conoscere e sapere più che accumulare ricchezze e beni, anche se non sono nato assolutamente nell’ indigenza. Ho sempre ritenuto che la vera conoscenza non consista nell’ accumulo di informazioni, ma risieda nel legame tra queste informazioni. E rifacendomi ad uno scrittore che conosco, HP. Lovecraft, un giorno l’ insieme di queste conoscenze sempre più interrelate ci getterà nell’ orrore o nell’ estasi. Naturalmente oggi questo tipo di legame sempre più viene svolto dalle macchine che abbiamo costruito, dalle protesi che ci siamo fatte,in questo caso dai nostri  computer. Ma non mi sembra che ancora, sebbene la loro sofisticazione sia  indubbia, siano riuscite  a pensare  veramente. Non è il calcolo che fa la vera  conoscenza che si prospetta sempre multidimensionale, una multidimensionalità del nostro pensiero che sfugge alla macchina ancora ingabbiata  in un linguaggio binario piatto e senza vita, ma un giorno forse il vero  pensiero si sveglierà anche in una macchina. E allora  avremo un vicino temibile e agguerrito, ma forse più saggio di noi, un Alieno che noi stessi abbiamo costruito! O una più saggia compagna artificiale.

Ma quello che intendo sottolineare qui, in tempi di apocalittiche trasformazioni o di eccessive eccitazioni e aspettative o paure, è che la Spiritualità con la S maiuscola non consiste nelle Macchine, o almeno non ne è necessariamente dipendente. Nell’ Ottocento c’era chi nelle Macchine vedeva il Diavolo e invece chi sognava un mondo dominato dalla scienza e dalle tecnologie,  positivo, pacifico e duraturo, poi venne  la Prima Guerra Mondiale! Io oggi tendo a pensare che sia l’ una che l’ altra prospettiva sono egualmente valide e egualmente false! Penso che un contadino che ari il suo piccolo campo affidandosi  alla natura, non sempre generosa,  e a Dio, e che possiede una famiglia e che ha delle responsabilità possa essere egualmente se non più felice di un abitante di una sofisticata città spaziale del Futuro, Non c’è alcun rapporto! Il progresso Spirituale non sta nelle Scienze, e la conoscenza religiosa è un altro tipo di Conoscenza, lo aveva intuito anche Galileo Galilei! C’ è una bella fiction U.S., Il Testimone,Witness di Peter  Weir con Harrison Ford che tratta di una Comunità in America, Pennsylvania,  che ha rifiutato il  Progresso, gli Hamish, che entra in contatto con la civiltà violenta e interessata del mondo, e che per un attimo ne viene sconvolta. Il mondo ha dei ritmi e delle leggi non sempre in sintonia con la Spiritualità. L’ iperazionalizzazione della  nostra civiltà non necessariamente vuol dire bene! Hitler mirava alla stessa iperazionalizzazione! Non sto qui facendo l’ elogio di una vita semplice, pastorale o arcadica, o di una utopica comunità! Niente affatto. Ho letto e ho anche prodotto fantascienza e posso immaginare diversi Universi anche fra loro in conflitto. Ma la vita di un monaco o di un eremita è oggi la stessa di quella dei primi anni del cristianesimo, nulla è cambiato per lui, la stessa sfida al mondo! Ci sono delle belle pagine nello scrittore paranoico e geniale Philip Dick che parlano appunto di due mondi diversi nello stesso Universo, un Mondo che cambia e si trasforma, un mondo che trasuda sofferenza. E un mondo immobile e fuori dal tempo, lui che era gnostico chiamò questo il vero mondo e l’ altro quello falso, del falso demiurgo!  Sarebbe interessante avvicinarle  alle ricerche del frate americano trappista Thomas Merton.  L’ umanità fin dal suo apparire si è andata trasformando da un’ Era all’ altra, da una fase all’ altra. E’ a legge del Tempo, ma non della Spiritualità! Gli studiosi ci parlano dell’ età della pietra, del bronzo, del ferro! Oggi, come sempre stiamo per passare a qualcosa d’ altro, l’ era della tecnologia ci sta spingendo verso limiti e confini che non conosciamo e da cui possiamo aspettarci di tutto. Ma la Spiritualità sta da un’ altra parte! O almeno, penso e credo! Vi rimando al mitologo Joseph Campbell e a Mircea  Eliade con il suo Tempo Sacro e il suo Tempo Profano. Ma sono anche convinto che i più coraggiosi di noi  possono anche avventurarsi a cercare la spiritualità in questo mondo di materia, nel suo strano evolversi, nelle sue strane maschere che va acquisendo, e forse da questo potrà nascere un nuovo tipo di mistica che mette insieme Computer e Intelligenze Artificiali, tecnologie e grandi religioni del passato. Grazie.

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mercoledì, 17 marzo 2010

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Michael Crichton(1942-2008) e Hollywood.1 

Un tributo 

Alien Jerry. La Sfera Misteriosa. 

Questa è una  presentazione del romanzo di Michael Crichton, Sphere, e del film omonimo di Barry Levinson 

by 

Salvo Gagliardo 

Forse non molti conoscono in Italia uno scrittore best seller americano, Michael Crichton,  che ha fornito a Steven Spielberg due romanzi  e due film che sono rimasti negli annali del. successo, sto parlando di Jurassic Park e de Il Mondo Perduto. Crichton è  nato a Chicago nel 1942 ed è  morto a Los Angeles nel 2008. Medico e scrittore di grandi vendite appassionato del tema Tecnologie, Nuove Biologie  e Uomo, e scrittore del catastrofico futuro,  ha anche prodotto nel 1987  un thecno  thriller fantascientifico, Sphere,  che ha conosciuto un buon successo e che ha fornito al regista del Maryland, Barry Levinson, il soggetto per un film che fatto parlare e che qui considero, Sphere, o Sfera, realizzato nel 1998, con un cast nutrito di attori, come Dustin Hoffman, Sharon Stone, Samuel L. Jackson e  Lieve Screiber   , un film di fantascienza e di avventura scientifica che ha fatto proprie le lezioni di film cult  come  Alien, Abyss, Solaris e naturalmente 2001 Odissea nello Spazio. 

La storia è questa. Quattro uomini, un matematico, uno psicologo, una  biologa ed un astrofisico  vengono ingaggiati dalla U.S. Navy per un’ avventura ad alto rischio in fondo all’ Oceano Pacifico. Qui la Marina e l’ Esercito hanno trovato nel fondo dell’ Oceano a 500 metri o a 1000  metri negli abissi più profondi ed inaccessibili un’ intera astronave che all’ inizio si ipotizza un’ astronave aliena e dalle incrostazioni del corallo attorno si ritiene che  essa sia lì almeno da 300 anni. Norman Johnson è lo psicologo  del gruppo e nel passato ha fornito alle Autorità americane  un saggio in cui spiega come ci si deve comportare in caso di un contatto  alieno. L’ intera operazione prende il nome di OSSA e a guidarla è un contatto prezioso   delle alte sfere e del Pentagono, il capitano Harold Barnes. La dottoressa Elizabeth Alberin è la bella biologa della squadra e nel passato ha avuto un flirt con Johnson. Nel libro Beth è una patita dello sport fisico, ma anche nel film non scherza. Mentre Norman conserva un’ aria fisicamente dimessa, ma è quello che intrattiene le relazioni sociali del gruppo. Harry Adams il matematico conserva sai nel film  che nel libro la sua aria disillusa ed il  suo spirito ipercritico nutrito di equazioni matematiche. 

Le spedizione prende quindi contatto con il suo lavoro e con la nave scientifica che li accompagna sul posto, poi un Laboratorio sub marine li porta a contatto con la cosa. Il contatto è scioccante a quelle profondità oscure, e l’ astronave si presenta carica di mistero. Ma le sorprese stanno per arrivare, perché l’ astronave stellare non sembra venire da qualche stella lontana , ma addirittura dal futuro e non è aliena a giudicare dalle scritte e dai documenti che vi  vengono trovati dentro e dagli astronauti ormai ossa per pesci. E’ un’ astronave americana partita dalla terra da un imprecisato periodo e forse, a giudicare dai diari di bordo finita dentro ad un buco nero e poi nell’ Oceano Pacifico. Una vera Macchina del Tempo. Una rivelazione scioccante questa  e carica di conseguenze. Ma le sorprese non sono finite perché  al’ interno,  la spedizione scientifica di Barnes vi trova una gigantesca sfera di un colore ambrato e dorato che pulsa stranamente e che sembra composta di uno strano fluido.  Se ne sta a levitare in alto misteriosa ed enigmatica a qualche metro dal suolo dell’ astronave. Ed  è qualcosa che non appartiene alla Terra! Nei  progetti dell’ Astronave c’era quello di portare con sé ciò che di alieno si poteva trovare durante il viaggio nella Galassia. Ha un diametro di circa 30 metri, appare compatta e non sembra avere aperture. Esercita silenziosa uno strano fascino, soprattutto su Barnes che è deciso a non mollarla e a rilevarne i segreti e le intenzioni. Ma le cose non vanno come si deve, perché un fortunale di grande intensità è in arrivo e forse bisogna risalire in superficie. Barnes fa in tempo con altri a risalirsene, mentre il fortunale spezza alcune strutture del Laboratorio e gli impedisce la risalita. Sei uomini  sono imprigionati ed isolati  là sotto, nell’ attesa che il fortunale sopra  si plachi.  Quattro scienziati e due tecnici legati alla U.S. Navy. Ma è già iniziata l’ esplorazione della sfera e  Harry il matematico vi scompare misteriosamente  dentro, non si sa come, forse con una forma avanzata di teletrasporto. Qui avvolte le strade  del romanzo e del film sembrano prendere una diversa direzione. Fatto sta che si riesce a recuperare  il matematico che però  sembra privo di coscienza. Il suo incontro con la sfera è avvenuto e dalla sfera ha ricevuto uno strano potere, che ora vedremo e che è il tema fondamentale del libro e del film. Presto giungono ai calcolatori della Base sottomarina strani messaggi firmati “Jerry” , è il nome forse della strana Entità che domina l’ astronave e la Base, che forse è dentro la Sfera e con cui il matematico Harry Adams e Norman Goodman cercano di dialogare. Intanto in u clima di claustrofobia in crescendo la situazione là sotto si fa tesa. Soprattutto da quando anche gli altri entrano nella sfera. Jerry non sembra essere quella Entità Aliena pacifica e desiderosa di parlare con gli umani, perché attorno all’ astronave e alla base cominciano ad accadere strane cose molto drammatiche che stressano i nervi all’ equipe di scienziati. Ora sembra che l’ Entità si diverta in modo crudele a giocare con loro! 

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Michael Crichton(1942-2008) e Hollywood.2 

Un tributo 

Alien Jerry. La Sfera Misteriosa. 

Questa è una  presentazione del romanzo di Michael Crichton, Sphere, e del film omonimo di Barry Levinson 

   

by 

Salvo Gagliardo 

Che cosa è la Sfera? Una indagine che devono compiere gli uomini della Base sottomarina! Un Mistero da svelare, ma le cose si svelano solo se accadono, e presto là sotto resteranno in quattro ad affrontare il problema, ma vedremo che il problema sarà forse di ordine  meno matematico e scientifico, ma più psicologico, e il vero protagonista di questa affascinante avventura scientifica  marina resterà Dustin Hoffman, lo psicologo  Norman Goodman,con tutti i suoi limiti e imperfezioni umane. Perché presto la storia si trasformerà in un’ analisi dei difetti caratteriali dei quattro personaggi rimasti, in una  sorta di delirio claustrofobico che a quanto sembra ripete lo stesso delirio accaduto nel lontano futuro ai membri della Missione  sparata con l’ astronave verso l’ Ignoto. 

Alice Flecter e Jane Edmunds, le due tecniche della Base,  presto  saranno distrutte dalla sfera, uscite in osservazione vengono assalite da creature marine  mostruose, come sciami di meduse aggressive o serpenti di mare o calamari giganti o altro  che attaccano la Base. Sembra il  racconto di Jules Verne, 20.000 leghe sotto i Mari, ma il richiamo si rivelerà presto drammaticamente esatto. Morte Flecter e Edmunds, Goodman  dovrà mettere alla prova tutto il suo acume e la sua professionalità per capire quello che realmente sta succedendo là sotto, mentre sopra un terribile tempesta marina continua ad imperversare sulle onde e sulla Nave guida, impedendo ogni possibile comunicazione. Il fatto è che “Jerry”  comincia  parlare al computer quando Harry Adams dorme o comunque la sua coscienza è fuori gioco. E per questo  Goodman sospetta  che il misterioso “Jerry”  altro non è che la corruzione di Harry che quella macchina misteriosa che si chiama Sfera ha alterato forse per un errore, E’ Harry che manda dei messaggi al computer della base ed è Harry che genera quel putiferio là fuori, è la sua mente che genera serpenti marini e calamari giganti!  Harry da piccolo  è stato un lettore onnivoro delle  storie di Jules Verne, e ha sofferto di una strana allergia ai calamari, non poteva mangiare calamari senza che non li vomitasse o avesse un senso di soffocamento. Cose che Goodman va scoprendo piano piano, come scopre numerose copie del romanzo di Verne nascoste  nella Base e di proprietà di Harry, dapprima non  sembra crederci, ma poi ne parla con cautela anche alla splendida e combattiva biologa, Beth,  ma ora lui sa che tutti quelli che sono entrati nella sfera hanno il potere di creare materialmente i loro fantasmi psichici e i loro complessi mentali. Così  la claustrofobia e la paranoia  là dentro raggiungono le stelle. Ora ognuno sospetta dell’ altro in un gioco sottile e drammatico di inganni mentali e di fantasie generate  dalla Sfera. Ma la fine della fiction è prossima, e Beth in una sorta di spinta auto distruttiva piazza degli esplosivi attorno all’ astronave che manderebbero in frantumi là sotto ogni cosa. Goodman cerca di impedirlo, ma alla fine il disastro accade in una spettacolare esplosione a catena, ma i quattro riescono ad entrare in un sub marine che la spinta bestiale dell’ esplosione porta in superficie dove la tempesta sembra essersi placata. Il  capitano Barnes è pronto ad accoglierli e a sentire quanto hanno da dire su  quella strana missione negli abissi. 

E qui alla fine si ha il colpo di scena o avvengono le cose più interessanti e decisive della storia, perché i quattro hanno capito che quella è una macchina del tempo e che loro sono entrati nel gioco della Sfera, ma la Sfera non è né cattiva né buona, è solo diversa dagli Umani, non ha  alcun desiderio di distruggerli e forse è un dono dell’ Universo, una sfera magica che realizza i sogni più nascosti dell’ uomo, ma i  sogni più nascosti  dell’ uomo sono piccoli e spesso miseri e perversi,  a confronto della Grandezza dell’ Universo e del Creato, un uomo preoccupato grettamente a sfruttare tutto quello con cui viene in  contatto,  e preoccupato solo della sua piccola sopravivenza personale! Qui la sfera è come Dio, a cui viene attribuito tutto il Bene e tutto il Male. Ma Dio non è ne Bene , né Male, almeno no lo è nel senso che l’ uomo dà a queste parole. La sfera viene dal futuro e nel futuro gli uomini della’ Astronave interstellare americana sono morti di fronte al Non Conosciuto a un fatto Ignoto, come è scritto nel Diario di navigazione,  e tale deve restare, e  la Storia  non è soggetta a modifiche,  come fa notare il matematico Samuel  Jackson, E  così, come  nelle vecchie fiabe, tutti   e quattro insieme decidono di usare per l’ ultima volta il potere della Sfera, ossia di dimenticare ogni cosa, affinché  Barnes e gli altri non possano impossessarsi del terribile segreto della Sfera, Si danno in cerchio la mano e dicono a sé stessi di dimenticare tutto, mentre la Sfera  si solleva lentamente, esce dall’ Oceano  e sale  verso il cielo e oltre, per sparire sotto gli occhi esterrefatti degli uomini della Marina e della Difesa degli Stati Uniti. Il mondo anche per questa volta è salvo dall’ avidità umana. 

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La guerra dei Mondi.1 

Alieni all’ Attacco e  I  Guardiani della Soglia 

di  Salvo Gagliardo 

Introduzione 

  

Per chi ha una certa frequenza con il genere Fantasy, o con una  certa produzione del Fantastico, saprà cosa sono i Guardiani della Soglia,che  in Ghost Busters,  fanno capolino in modo ironico e divertente, e nel romanzo Zanoni di Bulwer Lytton si presentano paludati  con tutta le serietà che gli attribuiscono gli Esoteristi e gli,Occultisti, nel Mattino dei Maghi di Pauwels  e Bergier, possiamo  ritrovarli nella evocazione dell’ Alchimista Fulcanelli a Parigi e nelle rappresentazioni grottesche in cima a Notre Dame de Paris. Senza scomodare qui Victor Hugo, preferisco attenermi al fantastico filmico americano e cercare di  capire perché gli Alieni sono avvolte terribili e le storie che avvincono fanno parte dell’ armamentario del gotico, del noir e  dell’ horror. Come molti sanno fu nel 1938 che l’ allora giovane, ma già tosto, Orson Wells terrorizzò l’ America mandando in onda per la NBC  un programma in cui si simulava una invasione aliena sic et nunc,  così come l’ aveva descritta nel suo romanzo l’ inglese George Herbert Wells. Fu un programma di grande  successo a giudicare dalle decine o centinaia di cittadini che in tutti gli States d’ America. si precipitarono in strada con l’idea che fosse arrivata   la fine del Mondo. Per un attimo  il giovane Wells rischiò il posto, ma poi quella strana trasmissione glie lo consolidò, portandolo alle alte vette dello spettacolo popolare più amato dalle masse, il cinema. 

Fu dagli Anni Cinquanta in poi che il cinema si impossessò della Fantascienza e dei suoi temi, proponendoci film più o meno credibili e più o meno di successo,alcuni di questi sono oggi considerati dei veri capolavori, come il film di Kubrick,2001 Odissea nello Spazio. Ma qui voglio soffermarmi sul  sentimento di Inquietante e di Incubo che spesso suscita una presenza Aliena fra noi, per giungere a una vera e propria guerra fra umani e alieni a cui spesso assistiamo nei film più recenti. Che l’ umanità stia puntando sullo Spazio non mi sembra che ci siano dubbi, dal dopoguerra in poi l’ uomo guarda al Cosmo come ad una nuova frontiera, sostenuto dalle sue tecnologie sempre più sofisticate ed agguerrite. Che il suo destino si evolverà nello Spazio io non ho dubbi, e ciò implica una molteplicità di considerazioni che qui non sto a elencare. Una delle possibilità che si aprono a quest’ uomo diciamo nuovo e rifatto dalle sue stesse tecnologie è l’ incontro con un’ altra Creatura dell’ Universo che abbia una pari intelligenza o anche una intelligenza di gran lunga superiore alla sua. Questa creatura nel linguaggio simbolico può essere Il Guardiano della Soglia, che l’ eroe deve incontrare e sfidare per guadagnarsi la Trasformazione e la Metamorfosi. Ed ecco le sale cinematografiche popolate di creature mostruose che solo alla fine noi umani riusciamo a sconfiggere. Il Guardiano della Soglia attende il Mago al varco e gli impedisce l’ accesso alla conoscenza superiore, e questi deve lottare e sconfiggerlo se non vuole perire.  Non è forse il tema del bel film di  John Mc Tiernan, Predator,   con il  super balestrato  Schwarzy? Non è forse il l’ Alieno della razza Yautija   assai simile ad un Cinghiale umanoide, e il Cinghiale non era presso i celti l’ animale della conoscenza? Giacobbe che combatte contro l’ Angelo di Dio tutta la notte?  Avvolte Il Guardiano della Soglia lascia passare strane e orribili  Creature come nella Cosa dell’ altro mondo di cui solo a stento riusciamo a liberarci. Forse qualcuno potrà dire che più che dal lontano Spazio, queste cose giungono dalle profondità della nostra psiche, ma chi può dire quale è il limite fra la psiche umana e l’ Universo? Non è forse attraverso i sogni che le Cerature più impensabili e spesso mostruose ci vengono  a fare visita da qualche altra parte che ancora non conosciamo bene? Cosa ne sappiamo noi di come veramente funzionano le cose? E se il linguaggio simbolico fosse superiore al linguaggio logico? Non lo sappiamo. Non sappiamo  neanche se i simboli sono segni e linguaggi e che tipi di linguaggi!  Non sappiamo neanche perché veramente ci piace immaginare queste creature orrorifiche, sebbene uomini di scienza di tutto rispetto come Sigmund Freud ad esempio abbiano cercato di avviarci  ad una comprensione. Ed ecco che negli Anni Ottanta il bravo Ridley Scott terrorizza l’ Astronave Nostromo  con un terribile Alieno nato dalla matita di un disegnatore svizzero Hans Giger. Ma stavolta è una donna, il tenente Ripley, che difende la Terra da una invasione dalle orribili conseguenze, ma non è stata forse la  curiosità dell’ uomo a spingerla  nel posto  sbagliato dominato da Orribili creature pressoché indistruttibili? Ritorna  Il Guardiano della  Soglia,  che  si deve incontrare e sfidare, se si vuole procedere verso mondi complessi, non fatti a misura d’ uomo. 

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La guerra dei Mondi.2 

Alieni all’ Attacco e  I  Guardiani della Soglia 

di  Salvo Gagliardo 

Predator. Il Cacciatore Stellare 

Molti ricorderanno il film di  John Mc Tiernan,  un bel film di azione, un’ action movie intensa e fantascientifica, un gigantesco e rocambolesco   fumetto costruito addosso a Schwarzy nella sua forma più smagliante  di body building super balestrato. E naturalmente ricorderanno il terzo atto del film ossia la sfida a due tra Dutch e l’ Alieno sceso dalle stelle. Molti ricorderanno le inquadrature delle Giungle del Centro America, in realtà il film è stato girato in Messico, e molti ricorderanno le inquadrature raccapriccianti delle vittime  squartate  sugli alberi da questa orripilante  e strana ceratura, fisicamente gigantesca e per metà insetto mantideo  e per l’ altra un gigantesco cinghiale umanoide,  giunta con un astronave nel nostro pianeta, proveniente da una civiltà stellare tecnologicamente evoluta e addestrata alla caccia e alle attività predatorie cosmiche, insomma  un cavaliere mostruoso giunto dalle stelle con corazza e tutto per sfidare a singolar tenzone,  il nostro Schwarzy  che anche se fisicamente non scherza deve vedersela con qualcosa a lui di molto superiore. Nella precedente nota ho parlato  del Guardiano  della Soglia, e dei  pericoli che si corrono quando lo si incontra. In questo caso il nostro hero, il mitico Schwarzenegger, un’ altra fortunata  acquisizione tedesca degli Stati Uniti, dovrà proprio vedersela con una sua Incarnazione, un Angelo  della Morte forse mandato da Dio per colpire la Terra nei suoi errori e nella sua smania di fare la guerra e di uccidere. Infatti Predator si trova al centro di un’ azione militare condotta dalla Cia nelle giungle americane contro dei ribelli che hanno attaccato un elicottero degli Stati Uniti  e sequestrato un uomo politico sud americano. In realtà l’ azione è una copertura per altri disegni e intenti e serve ad evitare un conflitto di più  grande portata, Uno dei soliti imbrogli della CIA  in cui è quasi destino che il nostro Schwarzy finisca, ricordo qui Atto di Forza di Verhoeven. 

Quindi un Commando speciale sbarca nella giungla composto dal maggiore Alan Dutch Schaefer, e da George Dillon, ricorderete il Carl Weheaters di Apollo Creed l’ avversario di Rocky Balboa,   alto ufficiale del Corpo Scelto di Combattimento,  e amico e  compagno di battaglie  di Dutch. Obbiettivo, di copertura, liberare gli ostaggi presi da un gruppo di guerriglieri ribelli. L’ operazione viene condotta a termine con un dispiego di armeria formidabile e molti vengono uccisi, ma a puntellare e contrappuntare  questa ossessiva mania umana di uccidere e di costruire armi sempre più micidiali, c’ è lui, l’ Alieno misterioso che riesce a mimetizzarsi nella giungla con tecnologie di occultamento non umane, e a letteralmente squartare tutte le vittime che si trova ad incontrare, non esclusi innocui topolini da giungla ed altro. E ancora una volta  il Mostro superumano, Un Superman rovesciato, insomma  la famosa Bestia Apocalittica  viene fuori più che dal lontano Spazio, dal profondo dei nostri sogni più neri e dalle nostre azioni più cupe. C’è anche una donna nel film, Anna, una ragazza che viene portata via dopo lo sterminio dei ribelli, e che alla fine giungerà con un elicottero a salvare Schwarzy quando nel memorabile finale, un epico duello quasi medievale  tra un gigante non umano e un uomo, riesce a infilarlo in una trappola e a costringerlo ad autodistruggersi, mentre la foresta prende fuoco.  Pochi sanno che il mostro o la Creatura è opera di Stan Winston, uno dei grandi maghi degli effetti speciali di Hollywood. Il film va ricordato per l’ apertura molto simile ad un altro di fantascienza che si stava girando, Le ragazze della Terra sono facili, e per il terzo atto in cui i due, rimasti soli,  si scontrano per così dire ad armi pari. Quando il misterioso e temibile visitatore stellare, rinuncia  alla su protezione super higt  tec e affronta Schwarzy in un corpo a corpo che ha del magistrale. Ma quello che ci colpisce nel suo significato simbolico è che Dutch capisce che solo il fango può proteggerlo dagli occhi acuti ed hig tec di  Predator. Chi lo ha  visto si sarà accorto che alla fine del film ci troviamo davanti ad una situazione leggendaria, un dio mostruoso sceso nelle giungle ed assetato di sangue e un uomo che alla fine è simile ad un primitivo che combatte con armi rudimentali e con tecniche antiche come le  trappole o altro, un Demone sceso dal Cielo e dotato di poteri infiniti rispetto al piccolo uomo. Morale forse del film è che le armi falliscono alla fine e che sia il dio malvagio che il piccolo uomo della terra e novello Adamo, si scontreranno su un piano quasi di parità e l’astuzia del tutto umana  vincerà sull’ enorme potenza della bestia stellare. L’ Eroe ha sconfitto Il Guardiano della Soglia ma questo gli ha dimostrato, con l’ urlo beffardo ed agghiacciante della fine,  quale è la via per salire alle stelle, ossia un metamorfosi dell’ uomo  che non contempla armi di distruzione ma l’ uso di una mente che ci è stata donata da Dio nel momento della Creazione, un ritorno all’  Adamo creato dalla terra a e dal fango,  e all’ antico  Paradiso, c’è anche un serpente infatti nelle prime inquadrature. Grazie. 

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I Taccuini  di Fantastika 

HP.Lovecraft.1 

Un Contattista insolito o un Alieno in Visita? 

by 

Salvo Gagliardo 

  

Quanti conoscono Howard Phillips Lovecraft, lo scrittore americano di Providence, Rhode Island, oggi unanimemente noto  come forse il più grande, di sicuro il più singolare scrittore di letteratura fantastica di tutti i tempi, questa mia nota deve sembrare un appunto. Tradotto e conosciuto in tutto il mondo, Lovecraft è soprattutto entrato in Europa negli Anni Cinquanta e Sessanta quando la fantascienza americana del dopoguerra stava sbarcando in massa nella cultura europea. E soprattutto a farlo conoscere furono quei due singolari e geniali cultori ed appassionati dell’ Insolito che a quattro mani scrissero quello stupendo libro che è stato “ Le Matin des Magiciens”, parlo dei francesi Louis Pauwels e  Jacques Bergier che in queste note sul fantastico, meritano una trattazione a sé. Lovecraft era nato a Providence, la città più importante dello Stato del Rhode Island, nel 1890, e per quasi tutta la sua breve   esistenza visse entro i confini di un New England quasi di maniera, e  che Lovecraft amava profondamente, a parte una parentesi  di quattro anni trascorsi nella città di  New York. Sebbene oggi viene riconosciuto come il Solitario di Providence,nella realtà fu meno misantropo di quanto una certa tradizione  gli  attribuisca, avendo molti amici , e guadagnandosi da vivere come revisore di  racconti altrui. E anche  la sua misoginia non risponde a verità, avendo aiutato numerose scrittrici in erba a scrivere racconti pubblicabili per i magazine del tempo, e avendone sposata una di loro. Forse  una grande storia su questo straordinario scrittore e personaggio deve essere ancora scritta e la lezione nel campo del fantastico che ha lasciato a tutti gli scrittori di genere, compresi i grandi della fantascienza, deve essere ancora meditata. Chi lo conobbe ne subì il  fascino, diremmo discreto, ma di sicuro intrusivo. Non fu uno scrittore americano come ce lo aspetteremmo in anni complessi e difficili non solo in America, come gli Anni Venti e Trenta. Ci aspetteremmo avventurieri e cercatori d’ oro  che si trasformano in scrittori come Jack London, o tantissimi altri che bruciarono  la loro esistenza fra alcool e successo come Scott Fitzgerald o Henry Miller, o anche Hemingway.  Niente di tutto questo per HPL. Che per tutta la vita trascorse una vita sobria e  piuttosto silenziosa, diremmo forse un tantino provinciale in apparenza e di sicuro molto riservata, eppure quest’ uomo che poteva apparire timido e discreto, con diverse  nevrosi dovute ad un’ infanzia particolare, è stato il più grande evocatore di mostri e creatore di mostri della letteratura mondiale. Lovecraft ha lasciato un gran numero di romanzi e racconti horror e del mistero, quasi tutti pubblicati in vita nei pulp magazine del tempo e  oggi di cult per gli appassionati del genere, e ha lasciato in più, saggi e una quantità incalcolabile di lettere scritte e ricevute, forse l’ epistolario più ricco della storia della letteratura mondiale, da cui possiamo farci  una idea della sua complessa e geniale personalità. Forse per nessun scrittore si può dire che tutto ciò che egli   produsse, racconti, lettere,disegni, e saggi, abbiano formato un unico  indissolubile, come per l’ uomo che si chiamò Howard Phillips Lovecraft. Questo fu il tratto distintivo della sua vita e della sua arte. E io sto qui  tentando di rendergli omaggio. Ma quello che  qui forse ci interessa di più è che HPL, visse in questo mondo come un Alieno, e come un Alieno riuscì ad evocare gli Alieni più incredibili, ma anche i  più plausibili della storia letteraria. Che tutto  il gotico americano e europeo  successivo gli deve riconoscenza questo oggi comincia ad essergli riconosciuto. Filmakers, e scriptwriters devono a lui la loro fama. Non è possibile pensare a  Rod Serling di Ai Confini della Realtà, o anche a Chris Carter, di X Files, senza scorgervi dietro l’ icona ormai immortale dello scrittore di Providence, non è possibile pensare ai bei film mozzafiato  di Carpenter senza pensare a lui! Numerosi sono i suoi romanzi e racconti dove parla di arrivo sulla  Terra  di Entità terrificanti venute da un insondabile Spazio o anche emerse da una antichità altrettanto insondabile e preoccupante! Chi ha letto L’ Ombra su  Innsmauth, o L’ Ombra calata dal Tempo, o Le montagne della Follia, sa di che sto  parlando. Chi ha letto Il Richiamo di Cthulhu o Il Colore venuto dallo Spazio, deve riconoscere che non c’è nessun altro scrittore, neppure fra i più acclamati della Science Fiction che è riuscito anche se vagamente a farci pensare e riflettere su ciò che può annidarsi  nascosto fra le  Stelle. Nessuno come lui è riuscito e riesce ad agghiacciarci con visioni apocalittiche di Entità venute dall’ Altrove. Scrittore metafisico dell’ Orrore Cosmico o Grande Mistificatore? E’ difficile dirlo per un personaggio simile, di certo la vita terrena di quest’ uomo somiglia in modo inquietante a quella di un Alieno in visita, e ora dirò il perché. 

Continua…… 

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I Taccuini di Fantastika 

Nikola Tesla.1 

L’ Uomo venuto dal Futuro 

Signore dell’ Energia e della Luce , Mago & Scienziato Pazzo 

by 

Salvo Gagliardo 

  

Gentile Visitatore ti offro questa volta in lettura un’ altra delle  biografie fantastiche, di uomini che sono passati da questo pianeta come strani Visitatori venuti da altri mondi. Qui ti offro in lettura Nikola Tesla. Aprendo il file, imparerai a conoscerlo. Aggiungo anche un frammento di una mia storia “Roxane” , in cui si parla di un misterioso personaggio, Fulvio,   che riesce a  creare fantastici Globi in cui la mia piccola  protagonista, una bambina paraplegica a causa di un incidente,  può entrare e viaggiare attraverso l’ Universo.Grazie. Salvo Gagliardo & Albi di Fantastika. 

Se Albert Einstein fu il mistico della Luce , Nikola Tesla ne fu di certo  il tecnico e l’ ingegniere. Sia Einstein che Tesla, venivano  misteriosamente dal Futuro. Nikolas T. serbo di nascita,   fu di sicuro in tutta la sua vita,    un visionario. I suoi sensi erano ipersensibili oltre la media, sapeva vedere al buio  come un pipistrello, sapeva sentire  <<a pelle>>. Aveva dei ricettori potenziati fin dall’ infanzia e sapeva ad occhi chiusi immaginare  i più complessi meccanismi di una macchina elettrica. Nella vita fu un uomo raffinato, molto cortese con le donne  e sensibile. Amante dell’ arte e della letteratura.  Restò single o scapolo per tutta la vita, sebbene fosse onorato e corteggiato  dalle più belle donne di Europa e d’ America. Fu un uomo molto superstizioso, credeva nella magia occulta dei numeri e in molte altre cose  ancora,che penseremmo  aliene ad una scienziato del suo calibro. Ma pensava anche  che l’ Universo e il Sole  fossero Entità Vive! Morì in una oscura camera di albergo a New York, povero  e quasi sconosciuto nel 1943. Ma  al   suo funerale furono presenti i grandi della Terra, e coloro che ebbero stima del suo lavoro anche se in vita lo osteggiarono ferocemente. Insomma era morto un Grande. 

Tesla nacque  in un villaggio serbocroato, nel 1856,suddito e cittadino asburgico  di Francesco Giuseppe d’ Austria, figlio di genitori profondamente religiosi,e di fede  ortodossa. Studiò a Praga, la sua memoria prodigiosa  era in  grado di memorizzare decine di libri e centinaia di pagine. Dalla madre aveva ereditato una straordinaria disposizione alla creatività e alla invenzione. Ma delle  strane facoltà, per così dire mistiche,  lo accompagnarono sempre, ossia, un improvviso intuito per i problemi e per le cose complesse, una improvvisa illuminazione e un rapido e quasi soprannaturale   cambiamento di punto di vista, che   gli permettevano di affrontare e risolvere problemi molto complessi. E sono  queste le cose che fanno il  genio. Lavorò dapprima a Budapest e poi a Parigi come ingegniere elettrico. Progettò altoparlanti e telefoni. E nel  1884 emigrò negli USA, imbarcandosi a Budapest,  con una lettera di presentazione per Thomas Alva Edison, un vero  americano doc, e con diversi  appunti sulla costruzione di una strana e straordinaria  macchina volante. Il resto gli fu rubato  sulla nave e giunto a New York si trovò senza un dollaro in tasca;  sembra di leggere il primo capitolo di  Amerika di F. Kafka. Ma solo nel 1891 divenne cittadino americano. New York era ancora indietro coi   tempi, caotica e multietnica lo aveva scioccato parecchio. Ma l’ America restava  il Paese della meccanica e della automobili, oltre che degli affari, e subito  il giovane ingegniere Nikolas  Tesla trovò un lavoro come riparatore di una macchina elettrica, che gli permise di consumare  un pasto onorevole in un ristorante del posto. Infine giunse  negli Uffici di Thomas Alva Edison. Tesla, raffinato e colto, parlava con scioltezza  un buon numero di lingue, amava l’ arte e la letteratura, incontrò  l’ America rude, difficile e spietata negli affari. Edison ne era l’ incarnazione. Truffato  da Edison stesso, Tesla dovette trovarsi un altro lavoro, arrangiandosi. Fondò una Società, e continuò ad occuparsi di  corrente alternata. Progettò la Bobina Tesla e entrò negli Uffici della Westinghouse, a Pittsburgh. Cominciò a lavorare ai Raggi X   prima di Roentgen. Nel  1895 il suo Laboratorio andò a fuoco assieme a delle carte e a degli appunti preziosi. Si trasferì a Manhattan, New York, nella famosa Fifth Avenue. I suoi interessi erano molteplici e diretti in varie direzioni, amava l’ arte,  la buona letteratura e la poesia, aveva conservato la passione per le letture religiose ereditata dai genitori e leggeva volentieri i Libri Vedici dell’ India Antica. Riconoscimenti e successi come genio  della Elettricità cominciavano a fioccare. E la sua guerra con Edison si faceva sempre più cruenta. Elaborò una teoria sui Raggi Cosmici, e cominciò a lavorare per la Difesa, progettando sottomarini e missili teleguidati. I suoi interessi si spinsero alla Robotica anticipando così le Intelligenze Artificiali. A Manhattan condusse esperimenti sulle onde radio. La vita di quest’ uomo straordinario che forse trova un parallelo scientifico in Albert Einstein, fu piena di azioni giudiziarie a sua favore e a suo sfavore per i diversi diritti di proprietà delle invenzioni. Ebbe lunghe contese con il suo rivale Edison, ma anche con l’ Italiano Marconi. Cosa  che mise le sue finanze sempre a rischio e lo costrinse più volte a smantellare i suoi laboratori di ricerca. Inoltre essendo un uomo di gusto e distinto, amava sostare nei grandi Alberghi del Paese, come il Waldorf Astoria a New York. E’ strano che né Tesla né il suo rivale Edison ebbero mai un Nobel sebbene ne avessero le nomination. Come Einstein, Tesla lavorò alla Teoria dei Campi unificati ma come  Einstein  non riuscì mai a definirla, essendosi occupato per tutta la vita di elettromagnetismo e gravitazione. Naturalmente a differenza di Einstein, Tesla era un ingegniere ed un tecnico e le sue teorie si trasformavano in macchine ed applicazioni, questo fa di lui un uomo molto cercato dalla Difesa Militare, ma anche sospetto alle Intelligence del Paese. Siamo in tempi particolari, in Europa c’è stata una  guerra che ha  prodotto nazismo e comunismo. E se ne stava preparando un’ altra. Tesla  era un personaggio   troppo eccentrico e bizzarro per essere ritenuto affidabile e il suo patriottismo non appariva del tutto  limpido. Tesla sapeva troppo sui  Meccanismi dell’ Universo. Se fosse vissuto molto più a lungo forse avrebbe trovato il modo di imbrigliare l’ energia della nostra stella per  spostare pianeti e satelliti. La sua ecletticità lo assimilava a  Leonardo,  e come lui, Tesla fu responsabile di diversi progetti ed  armi di distruzione di massa,  più o meno riconosciute, come il raggio della morte o certe armi elettriche che se applicate avrebbero incenerito un intero grattacielo. O armi a microonde che forse oggi la Difesa Americana  ha cominciato ad usare.  Tesla conosceva, anche se  ancora in parte, il modo di imbrigliare l’ Energia del Creato, lo stesso si può dire di Einstein circa l’ atomo. 

Cominciò  presto a soffrire di disturbi nervosi e di manie depressive, era ossessionato dal numero 3 e avvolte non usciva di casa temendo qualche catastrofe annunziata. Il suo lato mistico cominciava a farsi sentire. Questo lo metteva con gli altri  sempre più  in cattiva luce. E dava sostanza al mito e alla leggenda di un Tesla bizzarro e pazzoide. 

Nel 1899 erano sorti i laboratori di Colorado Springs. E’ con questo monumento all’ esperimento scientifico off limits che Tesla  assume la veste di Scienziato Pazzo dei fumetti e dei pulp di fantascienza. Come un più moderno  Merlino, la sua Torre  veniva bombardata da fulmini ad altissima tensione e ramature di elettricità si sprigionavano dalle sue mura. Da qui il Mago catturava i fulmini e mandava onde elettromagnetiche nelle profondità della Terra E da .qui  Tesla cominciò a contattare i Marziani.  Tesla credeva che l’ Universo fosse pieno di vita e di Civiltà Aliene. Un Houdinì fra gli scienziati? E se lo Scienziato Pazzo avesse fallito? Forse alcuni se lo chiesero e ne ebbero paura, un mago che fallisce nei suoi esperimenti è davvero pericoloso. Ma Tesla pensava alla grande e senza alcun egoismo, riteneva  che i risultati delle sue invenzioni e ricerche dovessero giovare a tutto il genere umano e non pensava di  creare dei  Lex  Luthor malvagi che avrebbero incenerito  la Terra! Eppure in quei giorni di guerra e di dopoguerra,  un Lex Luthor si stava affacciando nella storia del mondo! Tesla capì  che l’ elettricità era una potenza infinita e non ancora del tutto scoperta, come Einstein aveva  intuito e capito  le potenzialità dell’ atomo. Sono note le Sfere di Luce o fulmini globulari creati a Colorado Springs da questo  Mago & Signore dei Globi. Ancora non si parlava di foo fighter ! La natura è piena di misteri e niente esclude che le prime forme  di Intelligenza Aliena fossero proprio queste Blue Ball ! E’ fantastico pensarlo!  Oggi nessuno immagina  che i Globi che sembrano  di casa nel nostro pianeta, possono essere Intelligenze antichissime venute dalle profondità del Cosmo e del Tempo!  Quelle Intelligenze che noi cerchiamo negli Spazi Cosmici!Angeli a forma di Sfere? Abbiamo ancora idee troppo ristrette e provinciali! Ma sono uomini come Tesla, o come diversi altri che potrebbero aiutarci ad attraversare la soglia del nostro gretto antropocentrismo, residuo di un terra centrismo ormai superato e ad aprirci  la strada verso un  Universo Infinito e del tutto imprevedibile, come  in  Alice nel paese delle Meraviglie! 

Fine  prima parte. 

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I Taccuini di Fantastika 

Lo Spazio e il Futuro
by
Salvo Gagliardo
 

Sognare lo Spazio oggi è diventato possibile, il sogno è uscito dalle pagine dei pulp e dei magazine fantastici e fantascientifici del tempo, e, anche se in modo più lento e meno rutilante, si appresta a divenire realtà o meglio routine, ossia si avvia a perdere quell’ aura di cui fino ad ora è stata avvolta l’ avventura spaziale. Non sono trascorsi neanche cinquanta anni da quando l’ uomo ha messo per la prima volta piede sulla Luna con la frase storica :<< Houston, Tranquility base here,the Aegle as Landed!>>. In questo sito potrete trovare dell’ altro sull’ avventura dell’ Uomo nello Spazio. Di certo gli scrittori di fantascienza avevano immaginato uno sviluppo più rapido di questa avventura, e l’ avevano colorata variamente e diversamente, quasi tutti gli scrittori avevano dato per certo che entro il XX secolo, l’ uomo sarebbe andato a spasso per il Sistema Solare, un sogno che non si è ancora avverato. Ci sarebbe da chiedersi il perché, e una delle risposte plausibili è che lo Spazio non è fatto per l’ uomo. E in effetti è così. Le condizioni proibitive richiedono un lento sviluppo ed adattamento, richiedono tecnologie molto evolute e conoscenze sempre più adeguate, il rischio è la fine del sogno. Sembra che la biologia terrestre sia fatta per questo pianeta ma non per gli altri. Osservazione interessante che potrebbe dircela lunga sull’ evoluzione sia terrestre che interplanetaria e interstellare se non galattica. Di sicuro ogni pianeta è biologicamente unico, una vita su Marte avrebbe caratteristiche diverse da quelle del nostro pianeta anche se potremmo avere con essa diverse cose in comune. E’ la legge del tempo e dell’ Evoluzione. Se immaginassimo una catastrofe che cancellasse dalla Terra la specie umana, la futura specie dominante sarebbe diversa da noi e se per caso fosse simile non sarebbe mai eguale! In natura non esiste una eguale ripetizione, nessuna foglia è eguale esattamente ad un’altra, nessuna cellula, nessuno stelo d’erba è eguale esattamente all’ altro. Nessun pianeta, nessuna stella, nessuna Galassia! L’ uomo invece è capace di creare delle copie perfette! Anche se artificiali.
E a ben considerare la cosa, i risultati finora raggiunti dall’ uomo sono degni di merito e di rispetto. Le conoscenze e gli oggetti che riesce a produrre, nello Spazio funzionano. Stiamo popolando il nostro Sistema Solare di sonde e di marchingegni alla deriva. Avremmo potuto ipotizzare uno sviluppo più lento ma più invasivo e consistente, o uno sviluppo più veloce, ma più effimero e pieno di pericoli. Di una cosa sono certo, che lo Sviluppo dell’ Uomo nello Spazio fa parte della sua Evoluzione, ed è in qualche modo scritto nel suo gene. E’ quasi un fatto organico, una seconda evoluzione stavolta tecnologica. Siamo solo ai primissimi passi. E’ chiaro che non siamo ai tempi di Jules Verne. Lo Spazio richiede nel campo scientifico l’ evolversi di molte discipline ad esso connesse, e contemporaneamente la ricerca di nuove tecnologie. Oggi, nella nostra vita quotidiana sul pianeta Terra facciamo uso in abbondanza di tecnologie che ci vengono dallo Spazio, questo per sfatare l’ ormai logoro pregiudizio che lo Spazio è solo una curiosità o un capriccio dell’ uomo. Lo Spazio diverrà invece la sua casa, la sua vita futura. Scenari immaginati da Kubrick in 2001 saranno routine. Si andrà nello Spazio per lavorare, per studiare, per vivere. Le scienze coinvolte sono molte, da quella naturalmente astronautica, alla biologia, alla chimica, all’ ingegneria aerospaziale, a varie branche della medicina, si richiederà un particolare sviluppo delle Intelligenze Artificiali, senza di esse non è possibile né consigliabile avventurarsi nel Cosmo. Solo i computer riescono ad elaborare le sintesi necessarie e a dare delle risposte efficaci alle domande degli astronauti e de futuri coloni.
Entro questo secolo l’ uomo metterà basi permanenti su Marte e su Luna, è quello che le agenzie spaziali ci dicono. Ossia le prime colonie extraterrestri. Nel prossimo l’ uomo dovrebbe avventurarsi fra i pianeti e planetoidi di Giove. Entro il millennio l’ uomo dovrebbe lasciare il Sole. Sono tutte tappe percorribili. Non c’è niente di enfatico in questo sogno, sono cifre a ribasso,ossia le cose potrebbero anche andare più velocemente e entro due o tre secoli al massimo lasciare il Sole e iniziare la grande avventura fra le stelle. Ma Spazio e Tempo mutano e maturano la specie umana. Nel futuro forse si dovranno concepire piani diversi di sviluppo, diversi da quelli che sono stati progettati ad esempio all’alba dell’ astronautica. Sarà necessaria una maggiore collaborazione fra Stati, il vecchio colonialismo potrebbe non funzionare nel Cosmo. Ci sono nuove nazioni che vi si stanno affacciando, i Paesi che nel futuro domineranno ij mondo, ossia l’ Asia. India e Cina già stanno pianificando la loro avventura e presto sarà la volta dell’ Islam. Immaginare un’unica nazione o due nazioni come è stato nel passato impegnate a gareggiare e a contendere nello Spazio, non è uno scenario più percorribile o immaginabile, e lo Spazio dovrebbe appartenere all’ intera Specie Umana. Forse Utopia? Forse una semplice necessità! I costi economici sono alti, si richiede una collaborazione globale sempre più stretta fra scienziati, tecnici,e uomini di tutto i pianeta. D’altronde chi aveva sognato per primo questo sogno, sto parlando di Tziolkovski nel XIX secolo, lo aveva immaginato per l’intera specie. Nel XX uno scienziato tedesco manda gli americani sulla Luna, nel futuro scienziati indiani e asiatici viaggeranno assieme ad uomini dell’ Occidente. Nello Spazio lo scambio di conoscenze è prezioso. Se dovessero esserci altre Intelligenze nelle vicinanze non credo che distinguerebbero un americano da un cinese! Nello Spazio non c’è né sopra né sotto, né destra né sinistra, vi si richiede un uomo globale, un’ intera Specie. Forse è anche per questo che il processo si è rallentato nell’ attesa che l’ uomo superi del tutto ogni forma di nazionalismo sempre più obsoleto e si avvii ad una collaborazione planetaria. Questo sembra il cammino dettato anche dalle difficoltà che il pianeta per ora sta vivendo! Lo Spazio che negli Anni Sessanta e Settanta aveva diviso Russi da Americani, poi li ha riuniti nelle città in orbita terrestre, poi sono entrati i giapponesi e via via entreranno gli altri. L’ uomo capirà finalmente di far parte di un’ unica spinta evolutiva che dai boschi e dalle foreste lo sta portando fra le stelle? Einstein una volta disse che l’ unica razza che riconosceva nell’ uomo era quella umana! Riusciremo un giorno a ragionare nello stesso modo? Di sicuro i nostri vicini Alieni la pensano così da sempre! Più ci allontaniamo dalla Terra più sembriamo delle formiche indistinguibili! E’ così che dovrebbero vederci gli Altri! Un saluto. Salvo Gagliardo
 

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Appunti di Fantastika 

I luoghi del Fantastico Creativo 

Antartide Continente Misterioso 

di  Salvo Gagliardo 

  

Mi giunge ora la notizia che la NASA perforando la superficie ghiacciata del continente antartico ha trovato strane creature che danno da pensare ai biologi. ma che fanno ancora di più sognare chi ha immaginato, come me,  in quel continente storie fantastiche ed off limits. E non siamo in  pochi!Personalmente come scrittore mi sono avventurato, anch’ io,  in questa strana direzione, verso Le Montagne della Follia!  Da sempre i Poli hanno attratto le creature più fantasiose e immaginative, la giovane Mary Shelley aveva iniziato il suo  immortale  romanzo,  Frankenstein, or the modern Prometheus, nelle regioni del Polo Nord in un’ avventura scientifica  e romantica che anticipa i grandi della scrittura fantastica. Edgar Allan  Poe ha ambientato il suo grande ed unico romanzo The Narrative of Arthur Gordon Pym of Nantucket, proprio al Polo Sud. Jules Verne ne ha  scritto un suo sequel, e infine giungiamo a quel bellissimo e affascinante romanzo oltre ogni limite che è At the Mountains of Madness dell’ iperfantastico Howard Phillips Lovecraft, il più grande e credibile scrittore di Alieni del mondo, a parer mio. Ma la tradizione polare è continuata con La cosa dall’ altro mondo dello scrittore ed editore di gran successo e prestigio che fu John Campbell Jr. e che successivamente  il regista John Carpenter ha adattato al Polo Sud in una base di ricerca scientifica  americana, nel suo  splendido film horror, The Thing. Forse spulciando fra l’ infinita produzione troverei molto altro. Ma negli Anni Cinquanta e sessanta Peter Kolosimo, l’ indagatore di Misteri, si era avventurato anche lui fra i ghiacci del Polo Sud. E come non pensare,per gli amanti dello splendido libro Le Matin des Magiciens, alle leggende che vogliono che i Nazisti ed Adolph Hitler vi avevano posto  delle Basi segrete e che lo stesso Hitler, che non sarebbe  morto suicida nel bunker di Berlino, vi fosse stato trasportato segretamente, forse nel tentativo  di incontrare  quei  Superiori  Sconosciuti con cui era mentalmente in contatto e che poi, per quanto sono andate le cose, lo avevano tragicamente  ingannato! Il Polo Sud, insomma come un nuovo  Triangolo delle Bermuda,  un luogo singolare per far sognare la gente che non si accontenta delle versioni ufficiali della Storia!Grazie. 

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domenica, 14 marzo 2010

 

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Pict0048Universo & Mistero

Solaris 1961. Il Pianeta di Dio.1

Quando la fantascienza si fa mistero

un tributo a Stanislaw Lem. Un filosofo fra le Stelle

di Salvo Gagliardo

 

queste  note sono una presentazione del libro di fantascienza di Stanislav Lem, Solaris, e dei   film che sono stati realizzati su questo romanzo.

La fantascienza è ricca di spunti formidabili per affrontare problemi molto profondi e avvolte di alta teologia. Lo scrittore polacco Stanislaw Lem ci ha provato negli Anni Sessanta scrivendo un libro oggi ritenuto uno dei capolavori della letteratura di fantascienza mondiali, Solaris,  e dimostrando che anche l’ Europa sa scrivere e produrre alta fantascienza degna di ogni rispetto, oltre l’ America. In questa nota però comincerò con il soffermarmi sui  due film fino ad oggi prodotti sul testo dello scrittore polacco. Sono film, soprattutto il primo, anch’essi rimasti nella storia del cinema mondiale, sto qui parlando di Solaris del regista russo Andrej Tarkovskij, e di  Solaris  del regista americano Steven Soderberg, il primo uscito nel 1972, il secondo nel più prossimo 2002, quest’ ultimo chiaramente un remake del primo.

Chi li ha visti tutti e due avrà colto le sostanziali differenze, che fanno del primo un capolavoro della cinematografia e del secondo un buon film di fantascienza, ma che  in realtà è  una love story intensamente psicologica  vissuta in una Stazione Spaziale in orbita attorno al misterioso ed inquietante pianeta Solaris lontano da noi anni luce. Molto si è detto bene del primo e molto di meno bene sul secondo. Ci sono trenta  anni che separano le due date, e il mondo dello spettacolo e di Hollywood è andato cambiando con il mondo in generale. Dagli anni Settanta spesso cupi e travagliati agli anni del 2000 con una New  Age imperante. E George Clooney l’eroe del film di Soderberg si adatta a questi nuovi cliché  intensamente femminili, avvolte in  modo inquietante. Il regista di Atlanta è stato anche il regista dell’ ormai film cult Titatinic, e di nuovo una vicenda d’ amore intensamente drammatica  connota il suo film del 2002.

Ma veniamo alla storia. Uno psicologo e scienziato di nome Chris Kelvin riceve un messaggio video da una Stazione Spaziale attorno al pianeta Solaris in cui un suo amico e mentore, il dottor Gibarian, invita il vecchio amico a raggiungerlo sulla Stazione perché vi  stanno accadendo delle strane cose. La Stazione, qualcosa di simile alla vecchia MIR, è in orbita rotante attorno al pianeta da anni, e il suo compito è quello di studiare lo strano comportamento del pianeta totalmente ricoperto da un Oceano da cui emanano strani flussi e che generano strani e bizzarri comportamenti negli uomini della Stazione, perlopiù scienziati e tecnici inviati lì a questo scopo. Ancora non si è davvero entrati in contatto con forme di vita intelligente, ma quell’ Oceano là sotto si comporta come se lo fosse. Gibarian appare all’ amico molto preoccupato per gli strani fatti che stanno accadendo lassopra. Buona parte dei componenti della stazione sono morti misteriosamente o sono scomparsi. Nel film di Tarkovskij, è il governo a mandare Kelvin lassopra essendo uno psicologo, infatti molti della Stazione mostrano segni di follia. Nel film di Soderberg Kelvin è mosso dal desiderio di rivedere l’ amico e l’ insegnante. Ma Kelvin ha già una sua storia alle spalle  da raccontare, infatti da qualche anno ha perso la moglie che amava, Rheya in Soderberg, e Khari in Tarkovskij, che si è uccisa con una overdose di veleno. I due film sono diversi nell’ Apertura e in quasi tutto, persino nei personaggi e nei loro nomi. Ma la vicenda di fondo resta. Lento, avvolte in modo esasperante, il primo, veloce ed essenziale, in modo americano, il secondo. Ma su tutte due pesa lo spettro e la lezione  di 2001 Odissea nello Spazio, di Stanley Kubrick.

Ma cosa sta accadendo  agli uomini di Solaris? E’ quello che deve appurare il giovane psicologo che porta ancora la ferita di una storia sentimentale finita drammaticamente. Kelvin arriva su Solaris, e subito si accorge dell’ estremo degrado della vecchia Base Scientifica e avamposto della colonizzazione umana nello  Spazio. Gibarian è già morto, si è appena suicidato e il suo corpo si trova nell’ obitorio criogenico della Stazione. Degli ottantacinque uomini della Stazione ne sono solo rimasti in vita  ora due! Snauth  e Sartorius nel film del russo, Snow ed  Helen  Gordon, una scienziata di colore, nel film di Soderberg. Sono giovani questi scienziati americani, come  Snow, già nevrotizzato dalla musica, e che appare subito  un allucinato , con qualcosa del rapper più che dello scienziato, come invece appare nel film di Tarkovskij, un giovane allucinato e demenziale. E la dottoressa Helen Gordon non ha la freddezza scientifica alterata da una presenza inquietante, di un Sartorius. Ma Soderberg preferisce dare spazio ai suoi due eroi e personaggi, Kelvin e Rheya, George Clooney e la bella ed enigmatica Natasha McElhone. Ci sono a favore del regista esperienze cinematografiche come Blade Runner di Ridley Scott, e Alien.   E Rheya appare misteriosamente sia nel primo che nel secondo film quando Kelvin stanco del viaggio e dell’ impatto con la Stazione si mette a letto. Qui ha inizio lo  sviluppo della storia, nel film russo tutto è magistralmente preparato da  sequenze rimaste storiche, in questo invece il regista ha preferito un ritmo  più veloce ed essenziale. Fatto sta che la Stazione è letteralmente infestata da strani esseri, un po’ simile alle vecchie storie di case infestate dagli spettri, che appaiono  all’ improvviso e poi scompaiono. Figure grottesche di persone  che dovrebbero essere morte. E la causa  sembra essere quel maledetto Oceano ribollente lassotto! Un Oceano vivo? Un Oceano che pensa? Una forma di vita intelligente che sta tentando un contatto con gli Umani? Sono teorie intriganti  che hanno affascinato Stanislaw Lem quando ha  scritto il romanzo  e che continuano ad affascinare le nuove generazioni di cineasti. E affascinano anche me che da anni come scrittore di fantastico mi chiedo  cosa può intendersi per Vita Intelligente, come può variamente presentarsi nell’ Universo e in che modo noi Umani possiamo entrarci in contatto!

Continua……..

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Universo & Mistero

Solaris 1961. Il Pianeta di Dio.2

Quando la fantascienza si fa mistero

un tributo a Stanislaw Lem. Un filosofo fra le Stelle

di Salvo Gagliardo

queste  note sono una presentazione del libro di fantascienza di Stanislav Lem, Solaris, e dei   film che sono stati realizzati su questo romanzo.

 

 

Kelvin è quindi giunto nella Stazione Spaziale in orbita, sotto di lui l’ Oceano di Solaris smuove onde e flussi misteriosi;  è acqua, è plasma? Non lo sappiamo, forse non lo sa neanche Lem che il romanzo l’ ha scritto .E’ uno degli infiniti misteri dell’ Universo. Per Soderberg è una massa bluastra di gas e per Tarkovskij è una marea biancastra in movimento perpetuo. E’ il mistero che gli scienziati della Base avrebbero dovuto studiare se tutti non fossero scomparsi , morti per strani incidenti, o impazziti. E’ quello che deve subito costatare il dottor Kelvin non appena  viene depositato nella Base.

Ma ci sono altre cose nei tre i lavori, romanzo e film, che circolano  indisturbati come spettri che subito svaniscono e che sembrano terrorizzare i due scienziati rimasti ancora in vita, Snow e Gordon, o Snauth e Sartorio, sono apparizioni  estranee alla Stazione, una ragazza negra gigante,  un nano piccolo e buffo, e una bambina, Sartorio e Snow hanno una teoria, si tratta di esseri creati dall’ Oceano in basso, non   fantasmi, non spettri, ma creature fabbricate con gli elementi che la mente dell’ Oceano ha a disposizione, ma esseri  immortali le cui cellule si ricreano continuamente. E presto il povero Kelvin disteso nel suo letto dovrà accorgersene, con Rheya o Kari, la sua donna, che lui ha trascurato e che ha finito per uccidersi. Gli riappare all’ improvviso, Ma è lei? Non sembra. Nessuno  della Base crede che quelle creature sono quelle che vogliono far credere. E non lo credono loro stesse,forse. Sono androidi senza coscienza? La lezione di R. Scott di Blade Runner è servita a Soderberg e la potenza espressiva di uno scrittore come Lem anticipatore di temi di fantascienza e estimatore di Philip Dick, lasciano il segno sul più europeo Tarkovskij. E’ il grande tema del fantastico scientifico che in Tarkovskij e in Lem rimonta a Jules Verne, cosa c’è dietro le grandi Energie dell’ Universo, Dio? Una  Suprema Intelligenza? E noi piccola specie di questo sterminato e incomprensibile Universo, possiamo dialogare con Essa? E’ un tema di alta teologia che nel romanzo di Lem si fa fantascienza. Ma in Soderberg prede l’ aspetto di una storia d’ amore interrotta da un suicidio e quindi da un dolore e da uno stacco. Forse l’ Oceano sta aiutando Kelvin a risolvere il suo trauma interiore? Lo sta aiutando a vedere se è possibile una nuova soluzione al suo problema? Se è possibile tornare indietro e rifare tutto? Forse è questo che sta facendo l’ Oceano, o si tratta di un Oceano casualistico che sta giocando forse in modo inconscio e crudele  con i sentimenti e il dolore umano? Sono domande terribili che alla fine non avranno riposta in nessuno dei tre lavori! Nessun Umano potrà mai sapere che cosa è l’ Oceano, se Dio o qualche altra Entità meno benevola. E Kari o Rheya resterà solo un fantoccio, una proiezione della mente di Kelvin, un simulacro senza coscienza creato dal misterioso Oceano in basso. Grazie.

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Taccuini di Fantastika

Vita extraterrestre.1

Perché è importante

by Salvo Gagliardo

 

Il tema della vita extraterrestre che nell’ Ottocento poteva sembrare forse una curiosità da studiosi, oggi come ho più volte detto e scritto, diventa un problema serio e di grande rilievo e impatto fra le masse. E forse sono proprio le masse a colorare questo affascinante tema scientifico più che l’ astrattezza logica degli scienziati e il loro universo di numeri e misure. Come i latini amavano ripetere<< Vox Populi Vox Dei>>! La scienza non può spingersi oltre l’Osservazione, è un postulato divenuto dogma, ma anche necessità di metodo. E l’ unica vita che fino ad oggi noi possiamo osservare in tutte le sue manifestazioni è quella della Terra. Abbiamo strumenti ancora troppo limitati per spingerci oltre. Si progettano fantastici Osservatori astronomici fuori dal nostro pianeta,e attualmente in giro attorno alla Terra abbiamo l’ Hubble Telescope. Ma nessuno di questi può e sa rivelarci, una sicura vita dentro il Sistema Solare ed oltre. Chiaramente sto facendo una semplificazione del problema e non ignoro gli enormi sviluppi che l’ uomo ha fatto nell’ Osservazione dello Spazio verso un possibile popolamento di questo da parte della Specie Umana. Ma nella sostanza le cose stanno così. Nessun Osservatorio astronomico oggi sarebbe in grado di dirci con certezza se su Marte c’è o non c’è vita, e se vivremmo su Marte e fossimo dei marziani avremmo le medesime difficoltà riguardo alla Terra. Le distanze astronomiche sono sostanzialmente diverse da quelle del nostro pianeta in una sorta di evoluzione di scala delle quantità. E’ questo che fa dell’ avventura dell’ uomo nello Spazio una qualche cosa di affascinate e a colorare questa avventura di entusiasmi ma anche di fondamentali pessimismi. L’ uomo sarebbe così uno straniero nello Cosmo, ma non del tutto, perché se immaginiamo una vita estesa a tutto il nostro Sistema Solare,allora la specie umana sarebbe una delle sue diverse espressioni, insomma anche l’ uomo come qualsiasi cosa che vive nel nostro Universo è figlio delle stelle.
Perché questo tema è importante? Molti, anche gli addetti ai lavori del fantastico, parlo degli scrittori di Science fiction lo hanno dovuto affrontare con tutta la serietà della loro professionalità. Nessuno oggi, almeno fra i più avveduti, attribuisce alle loro opere valore assolutamente profetico, anche se avvolte loro se ne sono compiaciuti,in realtà sappiamo che tutto questo ha un nome, estrapolazione scientifica. Tutti noi siamo consapevoli che quando Jules Verne sognò gli uomini sulla Luna, questi erano uomini diversi da quelli di oggi, ossia da quelli che << realmente >> ci sono andati. E nessuno di loro poteva minimamente sospettare di quello che realmente è stato trovato e si va trovando nel nostro Spazio circostante. Un giorno lo scienziato Haldane scrisse che l’ Universo che attende l’ uomo sarà molto diverso e molto più strano di quello che la sua mente può avere immaginato. Ma le vera sfida di noi uomini sta proprio in questo. In genere si dice che l’ uomo è figlio delle difficoltà. E’ profondamente vero! L’ uomo esiste perché è figlio della trasgressione. Non sarei quindi ossequiente verso i normalizzatori del Sistema, ma non sono neanche favorevole ai cultori della Grande Apocalisse, in realtà per l’ uomo, il Mondo è sempre in uno stato di Apocalisse non appena ci liberiamo delle false certezze e cerchiamo di navigare con le nostre gambe e con la nostra mente. Per cui mi piace ascoltare tutti quelli che non si accontentano di soluzioni consolatorie, ma mi sento anche molto vicino a quelli che guardano in avanti con un buon grado di ottimismo. Non amo i profeti di sventura perché in qualche modo negano il cammino che l’ umanità nel bene quanto nel male, fin’ora ha percorso. Di sicuro non andiamo verso un paradiso di rose, ma non andiamo neanche verso l’ inferno. Trovare un bel roseto profumato in un mondo in Caos è stato sempre il vecchio sogno degli Esoteristi di tutti i tempi, forse questo è un sogno che nasconde delle lacrime, ma di sicuro è un sogno umano e che ci appartiene. In sostanza continuiamo a saperne ben poco di quello che c’è << là fuori>>. Ma il suo mistero continua e continuerà sempre ad affascinarci e a spingerci <<oltre>>. Magari alla fine scopriremo che come un giorno aveva intuito Platone , tutto è già stato scritto e che è dentro di noi che dobbiamo trovare le risposte . Forse è così, e io spero che lo sia, ma intanto seguire il cammino dell’ uomo ha un suo fascino ed una sua suggestione che non dovremmo negare o cancellare. Personalmente ho letto ed ho meditato a lungo il tema, anche se non sono riuscito a dare delle risposte conclusive, Ma so che niente è definitivo, che le diverse interpretazioni che intendono sistemare il Mondo e la Conoscenza tendono a modificarsi nel tempo, l’ Universo studiato da Einstein non è più quello di Newton e quello di Newton non era più quello di Galilei. Dobbiamo ancora percorrere molta strada, ed io penso che si tratterà di una strada fra le stelle, per aver qualche risposta al problema, ma intanto lasciamo che l’ uomo ci arrivi fra le stelle, e questo non sarà né un cammino facile né agevole. Lasciateci immaginare l’ Universo come una serie di porte da attraversare di cui non conosciamo né il numero né la fine. Qualcosa di simile aveva sognato quello strano personaggio che fu l’ americano George Adamski, il primo grande contattista della storia degli UFO. E soprattutto non rifugiamoci dietro facili soluzioni aprioristiche, perché penso che l’ uomo deve da solo sperimentare il mistero della sua esistenza e questo non vuol dire andare contro i dettami del Creatore, anzi, forse tuttaltro. Gesù un giorno disse << Lasciate che i bambini vengano a me>>, << Sinite parvulos ad me venire>>. E i fanciulli potrebbero non appartenere soltanto alla nostra specie! Grazie.

 

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Taccuini di Fantastika

Vita extraterrestre.2

Perché è importante

by Salvo Gagliardo

Il tema della vita extraterrestre mi ha affascinato da anni, forse da quando mi è capitato fra le mani lo splendido libro, anche se retro, << Il mattino dei Maghi>>, di Pauwels e Bergier. Faccio lo scrittore di letteratura fantastica e fiction e potrete trovare qualcosa di me sul mio blog di Libero. Sono passato da un interesse piuttosto generale, ad argomenti più specifici che riguardano, lo sviluppo spaziale, l’ esobiologia, il problema degli UFO, il SETI. Ho letto molto e ho cominciato ad elaborare giudizi autonomi e delle idee in proposito. Sono arrivato alla conclusione che l’ Impatto con presenze Aliene ,sulla Terra, nel Sistema solare o in qualche parte della nostra Galassia, è inevitabile. Forse siamo solo all’ inizio per una umanità uscita da due pesanti guerre mondiali e che ha raggiunto certi livelli di sviluppo tecnologico e scientifico e di conoscenza, energia atomica, computer; ma il contatto lo considero inevitabile, ed è con questo che dovremo fare i conti. L’ uomo si avvia a colonizzare la Luna e Marte, sono i due primi obbiettivi di uno sviluppo che lo porterà di sicuro fuori dal Sistema Solare. Sono certo che l’ espansione dell’ uomo nello Spazio è scritta nel suo genoma, detto diversamente, l’ uomo appartiene ad una specie evolutiva che riesce ad uscire dal suo Sistema e ad esplorare ciò che lo circonda. Di sicuro nella nostra Galassia non siamo i soli, altre specie evolutive hanno cominciato ad evolversi in questo senso e forse da molto più tempo che l’ uomo, noi siamo solo un specie alquanto giovane. Non è detto che queste specie che hanno fondato Civiltà siano somaticamente simili a noi, potrebbero avere corpi e forme le più varie e strane, come ad esempio la forma di Globi luminosi, o altro ancora. Forse queste civiltà hanno trovato un modo di comunicare fra di loro e forse si sono confederate secondo i tipi e i livelli di civiltà raggiunti. Se è così, ho difficoltà a credere che tutte queste civiltà siano ben disposte e pronte a dividere con tutti le loro preziose informazioni circa un Universo pressoché sterminato, e che si evolve continuamente! Sono considerazioni che se vere, mandano un ombra sul nostro e lodevole Progetto SETI partito negli anni Sessanta sotto la guida di Drake e Sagan. Ma che un primo incontro o contatto ci sarà ne sono certo e forse a non a lunga distanza di tempo. Questo è inevitabile e rientra in una sorta di cammino evolutivo, un contatto di questo tipo dovrebbe spingerci a riclassificarci nell’ Universo e a quantificarci più realisticamente, siamo solo una specie evolutiva fra centinaia, migliaia e forse milioni di altre specie che hanno percorso cammini simili se non eguali al nostro, niente di più e niente di meno! Come ho più volte detto, l ‘immaginazione delle masse su questi argomenti io la trovo più interessante e più aderente a quello con cui potremmo avere a che fare, dell’ inevitabile scetticismo scientifico e della necessaria metodologia scientifica. E’ giusto che la cittadella scientifica si difenda dall’ assalto portato dalla civiltà massificata alle sue mura, che si difenda contro ipotesi quanto mai strampalate e poggiate su nulla, Carl Sagan in un suo ultimo libro ha messo il pubblico e la scienza di fronte al rischio di un ritorno al medio evo,è giusto che nascano in Italia organizzazioni come il CICAP, ma attenzione, perché l’ ortodossia fideistica fondata su postulati non dimostrati nel Medio Evo potrebbe somigliare a certe affermazioni fatte da scienziati che negano in blocco l’ evidenza solo perché non hanno sotto mano una qualche formula interpretativa che la spieghi! La scienza nasce dal dubbio e diventa non scienza quando si appella a certezze che non sono più tali, cioè a dogmi. E inoltre la scienza usa un linguaggio ed ogni linguaggio si sa non è assoluto, ma il suo uso altera in qualche modo la cosa osservata. Quindi riguardo agli Alieni voglio riconsiderare il problema da altri punti di vista che non quello strettamente scientifico, e forse gli antichi linguaggi religiosi e mitologici erano più vicini ad una soluzione del problema di quanto non lo siano gli Osservatori Astronomici e di Astrofisica del nostro pianeta! Forse ho esagerato e chiedo scusa, ma io ritengo il problema della vita extraterrestre un problema cruciale per lo sviluppo della nostra umanità. Grazie. Salvo Gagliardo.

 

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 Taccuini di Fantastika

Vita extraterrestre.3

Perché è importante

by Salvo Gagliardo

 

La vita extraterrestre . un tema affascinante che uscito dai dibattiti scientifici, oggi è diventato oggetto di immaginazione delle masse. ed io penso che così ha acquistato uno spessore psichico più interessante e forse più aderente al vero. Finora, a quanto sembra, una certezza assoluta di vita oltre il nostro pianeta non c’è. Abbiamo solo delle ipotesi confermate o sconfessate dalle osservazioni dei nostri strumenti a portata ancora limitata. si parla di Marte e si parla di alcuni satelliti oltre il pianeta rosso. ma niente di certo. Eppure, l’ ansia con cui l’ uomo della strada affronta il tema dovrebbe farci riflettere; se la scienza giustamente ha bisogno di prove, la psiche collettiva invece procede lungo altri canali forse più attendibili. Noi sentiamo oggi quasi a pelle che qualcosa c’è là fuori, naturalmente può essere qualcosa di inquietante come negli episodi di X Files, o qualcosa di bello e di meraviglioso come chi immagina gli Alieni simili agli Angeli, ma qualcosa c’è e forse si sta facendo più prossima. E’ il segno che l’ uomo nella sua lenta evoluzione ha raggiunto la maturità per far fronte a certe rivelazioni scioccanti? Forse .Grazie.

 

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Taccuini di Fantastika

La Luna & lo Spazio.

riflessioni di Salvo Gagliardo
nel primo decennio del Secolo XXI.

L’ uomo ha sognato di volarsene sulla Luna forse dalle origini dell’ umanità, prima che il Presidente John Fitzgerald Kennedy pronunciasse lo storico << We can>> <<Noi possiamo>>. Non sto qui a parlarvi nei dettagli dei sogni del greco Luciano di Samosata, né delle fantasie di Mandeville, né degli studi di Keplero, né del teatrale Cyrano de Bergerac, e per Edgar Allan Poe, vi rimando al bellissimo racconto breve Hans Pfaall sulla Luna. Ma qui comincio con il francese Jules Verne che nel XIX secolo fu il primo ad immaginare un viaggio sul nostro satellite quasi in maniera scientifica, nessuno prima d’ allora aveva ipotizzato la inibente forza di gravità terrestre, il vero problema per cui il resto sono solo fantastici sogni. Verne spedì l’ uomo sulla Luna in tempi in cui la borghesia al potere sognava alla grande e cominciava a verificare i suoi sogni di potenza e di espansione. E alla fine del XIX secolo un russo di nome Tsiolkovsky, anche lui un grande sognatore del Cosmo, ipotizzò scientificamente la colonizzazione del Sistema solare con teorie che allora erano parse quanto mai stravaganti. E poi venne la terribile prima guerra mondiale, a cui seguì Hitler i cui sogni di dominio furono così deliranti da farci pensare oggi ad una personalità paranoide e megalomane. Eppure da quella anomalia storica venne fuori un altro passo avanti nella conquista dello Spazio, infatti fu un uomo di Hitler, uno scienziato tedesco vicino al Fuhrer a mandare nel primo dopoguerra e realmente, gli uomini sul nostro satellite, sto qui parlando dell’ ingegnere astronautico Werner von Braun, il primo direttore della nascente NASA negli Stati Uniti, è strano, ma sono i paradossi della storia, che l’ uomo che aveva così ferocemente bombardato Londra con le V2 di sua invenzione, più tardi desse inizio alla grande avventura dell’ uomo nello Spazio! Ma non c’è stato solo il prestigioso ingegnere tedesco, ma a lui vanno aggiunti i nomi di Oberth un altro scienziato tedesco e di Willy Ley e il regista, anche lui tedesco, Fritz Lang che realizzò un film che narrava di un razzo spedito sulla Luna dalla Terra. Ma la grande epopea si realizza solo nel dopoguerra, quando la competizione fra URSS e USA spinge questi ultimi a tentare la grande avventura e a mandare degli uomini su quel corpo celeste così a portata di mano da fare sognare gli uomini per generazioni. Qualcuno oggi si è chiesto perché l’ America ha preferito il contatto diretto invece di mandare preliminarmente delle sonde, sarebbe stata una soluzione, ma gli Stati Uniti preferirono allora celebrare il loro trionfo in questo modo. Dopo lo storico allunaggio del 17 luglio del 1969, da alcuni oggi contestato, ne sono seguiti altri assieme ad altre drammatiche sconfitte. Poi il silenzio. Oggi la NASA rilancia il Progetto Lunare in vista collateralmente di uno sbarco su Marte nel giro di qualche decennio. E’ legittimo chiedersi perché sono trascorsi tanti anni da allora, da quella mitica estate. Si può anche rispondere che lo Spazio si è rivelato più ostico e difficile di quanto si pensasse all’ inizio, e che quindi richiede più prudenza, o che l’ avventura spaziale non ha progetti a lungo termine neanche negli Stati Uniti, e che richiede l’ impiego di somme ingenti. Tutte risposte più che accettabili. Ma potrebbero anche essercene delle altre,se solo si conoscesse tutto di questa meravigliosa avventura. Di certo io sono convinto che il Cosmo sarà la grande Era del Futuro, ma che le cose non andranno così lisce. E’ vero, i pericoli sono molteplici, madre natura ci ha reso adatti al nostro pianeta ma non di certo agli altri. La Conquista sarà lenta e richiederà dei sacrifici, ma avverrà, sta già avvenendo, non certo nei ritmi e nei tempi sognati dai grandi scrittori di fantascienza. In quanto alla nostra Luna non possiamo non immaginarne la colonizzazione, anche forzata, è troppo preziosa per noi, oltre ad essere una fonte di minerali eccezionale. Pensate alla Terra senza la Luna, quali forme di vita avrebbero potuto prendere sul nostro pianeta? Scientificamente la Luna e la Terra formano un unico ed indissolubile sistema. Quale punto di osservazione migliore per la nostra Terra, della Luna che tra l’ altro dista relativamente poco? Lì si potranno allocare sistemi sofisticatissimi di controllo, che possono monitorare il nostro pianeta in fase di grandi cambiamenti climatici, non parlo, purtroppo, dei possibili impieghi militari, la Luna è la porta di ingresso verso la Terra. Vi si collocheranno Osservatori astronomici capaci di scandagliare il Cosmo nei dettagli. Vi si impianteranno basi estrattive, e basi di ricerche sperimentali. Sorgerà una vera comunità scientifica e tecnica. Ed infine vi si costruiranno degli spazioporti che ci porteranno su Marte ed oltre. Il problema è come le comunità scientifiche e le industrie e spaziali e aimè belliche, del nostro piccolo pianeta intenderanno cooperare per realizzare questo sogno, perché forse nel futuro nello Spazio ci si andrà insieme, questo potrebbe essere il nuovo assetto del mondo anche in questo campo che dapprima era apparso una semplice avventura ma che domani diverrà una necessità. Si dovrà rinunciare forse agli egoismi e alle giuste e ingiuste glorie nazionali, per affrontare in comune il problema. Mi sembra che già India e Cina si stiano muovendo in questa direzione. Ma vi è anche chi non la vede così. Vi sono anche coloro che pensano che le cose che l’ uomo della strada non conosce di questa faccenda siano maggiori di quelle che conosce. Qualcuno tira fuori di nuovo le presenze Aliene nel nostro Sistema Solare, per quanto ne so questo non è impossibile. Staremo a vedere. Se è così la storia può prendere altri risvolti, e alcuni ritardi nello sviluppo spaziale potrebbero assumere altri significati. Comunque sono solo delle ipotesi, resta il fatto che l’ uomo non è legato al suo pianeta d’ origine per sempre e che presto o tardi dovrà lasciarlo!

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Taccuini di Fantastika

Perché sulla Luna.

 di Salvo Gagliardo

 

 Una domanda forse pertinente, considerando le lunghe attese e il lento cammino dello sviluppo spaziale. Se pensiamo che tutti gli scrittori di scienti fiction del XX secolo avevano nei loro libri dato per assoluta la colonizzazione da parte dell’ uomo dello Spazio o almeno del Sistema Solare, ritrovarci oggi a nove anni oltre la soglia del Duemila, con appena qualche visita abbastanza veloce nel nostro unico satellite naturale, per alcuni anche abbastanza chiacchierata, è qualcosa che dovrebbe farmi riflettere. Personalmente amo l’ avventura dell’ uomo  nel Cosmo e la ritengo fattibile. Penso di essere fra quelli che ha ponderato a fondo il problema, e sono fra quelli che non spostano troppo in avanti il popolamento del Sistema Solare da parte dell’ uomo. Non lo sposto fra mille anni, come dire in un’era che non c’è, ma penso che questo secolo sarà l’ era della Spazio, l’ era che vedrà l’ uomo nell’ esplorazione e nell’ eventuale colonizzazione del Sistema Solare. Le cose non accadono solo perché qualcuno le sogna, ama accadono perché i tempi sono maturi. Gli scrittori di fantascienza hanno aperto le strade alla nostra fantasia, ora saranno gli scienziati, i tecnici e le persone comuni a raccontare le loro storie di viaggi extraterrestri, diciamo  il vicino della porta a canto con la necessaria preparazione. Forse questo toglierà una quantità di glamour e di avventura ai sogni dell’ uomo, ma si sa la routine è la tomba dei sogni e dei grandi momenti eroici. Ma ancora non siamo a questo punto, forse per fortuna e l’ avventura umana nel Cosmo conserva ancora una forte grado di stupore e di mitizzazione. C’è persino chi dubita che l’ uomo abbia messo piede per la prima volta sulla luna, e quelle sporadiche avventure sono ancora coperte di stranezze e di un alone di mistero, si parla ad esempio degli effetti negativi che lo sbarco ha avuto sulla psiche di alcuni astronauti. Le ronache non ci confermano sbarchi da parte della vecchia URSS, e sarebbe stato davvero fantastico se anche i russi avesere piantato la loro bandierina sul suolo lunare, ma sembra che così non è andata, bè naturalmente gli amanti di misteri cosmici potrebbero non essere delleo stesso parere, e cè chi fra di loro sostine che la gloriosa Stella Rossa è stata piantata invece su Marte, pianeta più consono a quanto sembra ai marxisti, anzi a giudicare dal color sembrerebbe proprio il loro pianeta. Contiuando per questa via ci rammarichiamo che l’ Islam si attardi a conquistare la luna, anche per metà! Ma a pate questo gioco di parole. Perché l’ uomo si attarda a mettere le ali e a volarsene nello Spazio? Una bella domanda a cui si possono dare molteplici risposte. Vediamole.

 

 

  • Lo sviluppo spaziale richiede una enorme quantità di denaro. Come amava dire il presidente J. Kennedy, nello Spazio non si va in seconda classe. Forse oggi la sua applicazione potrebbe non essere così perentoria, ma lo spirito della battuta è che ci vuole una carrettata di soldi per restarsene a gravità zero a contemplare stelle. E la disponibilità di fondi sul nostro pianeta non è sempre la stessa. In genere l’ avventura nello Spazio fino ad oggi o a ieri è stata motivata da ragioni di fierezza nazionale e di supremazia piuttosto che da spirito di collaborazione scientifica. Ma le cose potrebbero cambiare soprattutto in tempi di vacche magre come i nostri. E’ inutile chiedere conferma di tutto questo ad un qualsiasi funzionario o scienziato della NASA. Uomini e scienziati di grande prestigio come il compianto Carl Sagan in America ne dovevano sapere qualcosa. E Sagan  era un vero innamorato dello Spazio e della metodologia scientifica applicata alla conoscenza del Cosmo. Il progetto SETI ne sa anch’esso qualcosa. Gli americani sono disposti ad investire solo se c’è un rientro economico o un qualsiasi beneficio per la Sicurezza Nazionale e per la Difesa. La macchina americana funziona solo con i soldi, è quasi un luogo comune più che un assunto.
  • Ma allora l’ uomo sulla luna è stato solo un sogno motivato dalla smania di arrivare primi al traguardo e di fare bella figura? A quanto sembra si. Però io ritengo che l’ avventura dell’ uomo nel Cosmo ha anche dei risvolti fortemente economici e li avrà molto di più nel futuro, quando l’ economia allargata non potrà fare a meno di questa enorme riserva di energia, di materie prime e di conoscenza che è l’ Universo. Allora, anche se la luna può ancora apparire come un sasso sterile e bucherellato che ci ruota attorno, allora la luna sarà un oggetto fondamentale dell’ uomo uscito dal suo pianeta natio, e per alcuni forse per non farci più ritorno. Considerate le  somme ingenti che le alte tecnologie spendono nello Spazio, esistono industrie floride, in America, in Europa, in Asia che vivono dello Spazio. Buona parte delle tecnologie sofisticate che usiamo oggi, dall’ orologio al quarzo ai computer vengono dallo Spazio, sono state testate per la prima volta nello Spazio. Per non parlare delle tecnologie legate alle comunicazioni e ai segnali elettromagnetici, ad esempio la televisione con i satelliti. Io penso che lo Spazio è una specie di progetto a Programma che si va sviluppando anche senza la piena consapevolezza dell’uomo, io penso che lo Spazio è scritto nel suo genoma.
  • Lo Spazio sta rivelando più difficoltà di quanto si pensasse all’ inizio. Le varie implicazioni di un avventura nel vuoto cosmico si fanno sempre più chiare nella mente dell’ uomo e questo rallenta i suoi progetti ambiziosi. Questa è un’ altra risposta. Sappiamo ancora poco sulle radiazioni e sui loro effetti sulla vita e sull’ uomo. E lo Spazio è pieno di radiazioni verso cui non siamo naturalmente protetti. La terra fino ad oggi è riuscita a proteggerci, ma fuori, la storia cambia e dobbiamo affidarci soltanto alle tecnologie e alla scienza. In questo senso, lo Spazio ci è ostico, e la natura non ci ha fornito di protezioni adeguate. Ma la sfida dell’ uomo sta in questo.
  • Esistono anche in proposito quelle che io, scrittore di fantastico chiamo teorie singolari, ossia teorie esotiche ed apparentemente poco credibili. Una di queste vuole che gli Alieni popolino da tempo il nostro Sistema Solare e che lo tengano d’ occhio. Osservare la Specie Uomo che lentamente sta liberandosi del cordone ombelicale  che la lega  la suo pianeta, non può che destare interesse nel caso migliore, allarme in quello peggiore in possibili abitanti vicini e no. Teorie simili si spingono ad affermare che << gli umani>> sono già entrati in contatto con queste Entità o almeno sanno della loro presenza. Queste  teorie  forse stravaganti, ma che hanno un loro preciso significato per la specie umana, mandano il segnale chiaro che l’ uomo non conosce ancora i suoi limiti, che dal Cinquecento avendo fatto a meno di Dio ora deve fare i conti con qualcosa che lo trascende. E l’ Universo è già qualcosa di incommensurabile che lo trascende. Le sue tecnologie precise ma fredde riusciranno a rendergli l’ Universo come una seconda casa di cui naturalmente è cittadino?
  • I progetti spaziali sono sempre a breve temine, soprattutto quelli della NASA, per il semplice fatto che ancora lo Spazio è legato alle diverse contingenze che affliggono il pianeta. Per cui la prima conquista della Luna è rimasta legata a vecchi progetti che risalgono al primo direttore della NASA Werner  von Braun. Oggi i progetti sono diversi e a quanto sembra si vanno legando sempre di più alla Missione Marte che dovrebbe avvenire entro questo secolo, io penso fra una ventina di anni al massimo. Non siamo più al tempo della competizione  tra America ed URSS. Oggi nelle esplorazioni spaziali si fa sempre più presente la necessità della cooperazione. La NASA è affiancata dall’ ESA, e intanto i Paesi orientali cominciano a bussare anche loro alle porte dello Spazio. C’è una nuova concezione dell’ avventura dell’ uomo nel Cosmo,e  un maggiore interesse legato alla sicurezza ecologica;   il mondo è cambiato dagli anni Sessanta e Settanta. Forse il rallentamento è anche dovuto ad una maggiore maturità raggiunta dall’ uomo, o forse alla morte dei grandi vecchi sogni.

 

 

Mie considerazioni.

 

  • L’ uomo è destinata ad andare nel Cosmo, ad esploralo, a popolarlo. Le difficoltà che incontrerà saranno notevoli, perché il Cosmo si è già rilevato ostico all’ uomo e alla vita terrestre. Lo Spazio richiederà conoscenza e tecnologie sempre più evolute, ma anche  esperienza.  I tempi di sviluppo di questa espansione saranno lenti aleno all’ inizio. Poi forse man mano che l’ uomo crescerà nello Spazio e non più soòo sul èianeta Terra, allora questo rimo di espansione aumenterà.
  • La colonizzazione della luna sarà necessaria. Nel giro di cinquanta anni la luna ospiterà, laboratori, centri di ricerca, miniere estrattive, e osservatori astronomici. Le gente vi andrà per lavorare e vi sosterà ance mesi.
  • La luna non è un asteroide vagante che per caso si troa attorno al nostro pianeta, ma è una componente ssenziale e vitale del sitema Terra-Luna, con altre parle, la luna rappresenta l’ occhio e la porta della Terra. Un giorno per raggiungere le basi di Marte o di altrove si partirà alla luna e non dalla Terra per via dell ridottissima gravità. Inoltre dalla luna si potrà tenere meglio d’ occhio il nostro pianeta, e infatti il satellite ospiterà diversi centri di osservazione e di controllo.
  • La luna comincia sempre più ad essere associata nei piani e nei progetti della NASA a Marte. Infatti Marte e Luna saranno le prime tappe della colonizzazione.
  • Sulla Luna come su Marte si dovrà vivere nel sottosuolo, forse si costruiranno delle cupole o altro, mai ogni caso ermeticamente protette. La vita degli astronauti dipenderà in mado assoluto dal funzionamento delle tecnologie. Le difficoltà che si incontreranno e i diversi disatri a cui l’ uomo andrà inocntro serviranno a conoscere meglio il Cosmo e a far fronte all’ habitat estraneo alla specie umana.
  • Forse entro questo secolo l’ uomo si preparerà alla grande avventura di Giove e dei suoi pianeti, e la luna sarà divenuta un punto di riferimento stabile, cosa che oggi è lontana dall’ avere.

 

In un giorno di luglio del 2009 faccio queste considerazioni e scrivo queste note, per celebrare anch’io quello che viene ritenuto un evento storico ed epocale, il primo sbarco dell’ uomo sulla luna. Anch’io come scrittoe di fantastico e di space story ho dedicato una parte del mio tempo alla Luna, soprattutto in due storie Chiaro di Luna e Luna di Miele, ambedue storie fantascientifiche. Per cui posso dire di avre contribuito anch’io alla grande avventura. Non sono fiero dell’ esee mano pre tante guerre stupide ed inutili stermini commessi, e per altro ancora, ma penso di dovere riconoscere nell’ uomo cerete qualità positive che potranno forse renderlo in qualche modo simpatico a degli Alieni tolleranti.

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Taccuini di Fantastika

Sognando Marte.

di Salvo Gagliardo.

Il più grande sogno che l’ umanità possa avere concepito fino ad oggi, la conquista e la colonizzazione di un altro pianeta, non sembra molto distante. Sembra che gli uomini ce la stiano mettendo tutta. Entro questo secolo di sicuro Marte ospiterà la prima base permanente dell’ uomo su un altro pianeta. Un progetto grandioso ed ambizioso. Una futura Icona del nostro tempo. Ma i tempi non sembrano più quelli gloriosi del 1969 e del primo sbarco lunare. Oggi e domani si richiederà un lavoro di equipe internazionale, sia per le spese esose dell’ avventura spaziale, sia per la complessità delle missioni, sia perché l’ uomo sempre più si avvia verso una Globalizzazione del proprio piccolo pianeta. E il futuro si chiama già Asia e Tecnologie informatiche e bioinformatiche. E l’ Asia comincia a rispondere alle istanze del Futuro.
La storia di questo piccolo pianeta del nostro Sistema Solare è antica e legata allo sviluppo dell’ Astronomia. Ma qui ve la risparmio, la potrete trovare tranquillamente viaggiando in Rete, o aprendo un qualsiasi libro scientifico ed astronomico. Di sicuro con Venere e con Terra, Marte rappresenta il piccolo gruppo di pianeti prima dei giganti del Sistema Solare, e lì ci arriveremo anche, ma non in questo secolo penso. Un piccolo pianeta bitorzoluto ed irregolare che aveva destato già l’ attenzione di Galileo e dei primi osservatori del Cosmo, che aveva incuriosito gli astronomi del Settecento e che aveva fatto sognare quelli del XIX secolo. La storica opposizione del 1876 fu così carica di attese che più tardi lo scrittore di fantascienza Herbert George Wells dovendo immaginare degli Alieni presenti nel nostro Sistema Solare, scelse Marte come loro sede, e da allora Marziani sta per un generico Alieni. Nella prima metà del XX secolo si costruirono complesse apparecchiature per filmare quella vita marziana che aveva ipotizzato e sognato l’ astronomo americano Percival Lowell. In questa avventura si erano lanciati uomini di tutto rispetto, glorie e geni delle scienze e delle tecniche, parlo qui dell’ italiano Marconi o dell’ oriundo immigrato negli Usa, Nicolas Tesla. Ma purtroppo l’esplorazione in loco delle sonde lanciate negli Anni Settanta dovevano far naufragare le visioni di fantastici Canali e di fantastiche Civiltà marziane. Marte cominciava a mostrare la sua vera faccia di un deserto infinito, anche se rosso. Niente Marziani in giro anche se agonizzanti, niente fantastiche città di quelle descritte dalla scrittore Ray Bradbury nel suo Cronache Marziane. Niente desiderabili principesse marziane di Edgar Rice Burroughs. Niente di niente. Solo aridi massi e sconfinati deserti di sabbia rossa, ed una strana atmosfera di un bel colore rosato estranea alla nostra Terra. Intanto Hollywood ci consegnava delle splendide pellicole, come<< Atto di Forza >> ambientato su Marte e del regista olandese Verhoeven. Cosa possa avere desertificato questo pianeta non lo sappiamo ancora. Ma Marte ha continuato a fare sognare, segno che l’ Immaginario Collettivo è più forte dell’ evidenza. E le nostre passioni e i nostri sogni hanno cominciato ad evocare paradisi di acqua, oceani fantastici e lagune di sogno che sarebbero esistiti su Marte in tempi ancora imprecisati. Ed in effetti i segni ci sono tutti, profondi Canon che solo l’ acqua avrebbe potuto creare, e poi c’ è il ghiaccio dei poli e notizie di presenza di acqua su varie parti del pianeta, almeno gelata. Quale grande cataclisma ha potuto spazzare via dal pianeta una possibile atmosfera e gli oceani? E’ quello che si dovrà appurare una volta che abbiamo messo i piedi per la prima volta su Marte. Di certo resta un pianeta carico di misteri, e volendo una specie di emblema dei misteri che aspettano l’ uomo del futuro. E niente è ancora deciso del tutto. Vi si potranno trovare tracce di antiche civiltà marziane scomparse, o tracce di presenze colonizzatrici aliene, personalmente visto che sono fortemente affascinato dal fantastico, ho scelto questo nostro piccolo e vicino fratello cosmico come ambientazione di diverse mie storie fantastiche. Però, è certo che Marte rappresenterà assieme alla Luna un gradino fondamentale della nostra evoluzione. L’ uomo raggiunto il pianeta rosso si avvierà all’ esplorazione e forse al popolamento dei grandi pianeti extramarziani, e una volta raggiunti gli asteroidi e i planetoidi che circondano Giove, un’ altra tappa del suo sviluppo sarà stata scritta in maniera irreversibisalvogle, ma il modo come essa avverrà o sarà scritta, ci è ancora ignoto, sappiamo solo che ciò accadrà. Grazie. Salvo Gagliardo.

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mercoledì, 10 marzo 2010

  

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SETI in Fiction.1 

La storia di  un Contatto 

Un tributo a Carl Sagan 

di Salvo Gagliardo 

Una presentazione del film Contact di Robert Zemeckis e del romanzo Contact di Carl Sagan 

Nel luglio del 1997 viene presentato a Los Angeles il nuovo film di Robert Zemeckis, Contact, un film straordinario con un cast straordinario,  Jodie Foster, Matthew McCanaughey, James Wood,Tom Skerrith, John Hurt e David Morse. Il film, per il soggetto che tratta conosce subito una gran successo, paragonato a Incontri Ravvicinati di Spielberg e del film e della trama della sua trama parlano anche i grandi network televisivi d’ America e i programmi mitici della CNN come  Larry King Live e Crossfire. Contact è un film di fantascienza che tratta  di un Contatto con Intelligenze Aliene. Un film quasi interamente dovuto al grande astrofisico e esobiologo Carl Sagan, uno dei più brillanti cervelli scientifici della NASA.  Il film coinvolge il grande progetto SETI, ossia il Serche Extraterrestrial Intelligence di cui Sagan è stato uno dei  suoi massimi promotori. Alla data di uscita del film, Sagan era  morto di cancro da circa un anno. 

Un film che parla di astronomia e di Osservatori Astronomici impegnati da anni nella ricerca  di Segnali Intelligenti dallo Spazio, avrebbe potuto non appassionare il pubblico, ma invece le avventure scientifiche della giovane scienziata “ Ellie” Arroway, e la sua dedizione al Progetto fino all’ incontro finale con una Civiltà Aliena, ha stupito il pubblico, l’ ha preso e ha decretato il successo del film. 

E  il film è un adattamento del precedente  romanzo, Contact,  di Carl Sagan pubblicato nel 1985 pubblicato da Simon & Schuster, New York, adattato con diversi cambiamenti dal bravo Zemeckis. E’ la storia della giovane scienziata ed astronoma Ellie Arroway, nel film Jodie Foster, che da anni è impegnata nel vasto Progetto SETI  avviato negli Anni Sessanta e che coinvolge i più grandi Osservatori Astronomici del pianeta e degli Stati Uniti, fra cui l’ Osservatorio Radio Astronomico di Arecibo, Portorico e il Very Large Array nel New Messico. 

Il Progetto non ha dato i risultati sperati e il Governo minaccia di chiuderlo,  attraverso  David Drumlin che è il responsabile scientifico presso la Casa Bianca. Così bisogna fare ricorso al capitale privato di un multimiliardario eccentrico, S.R.Hadden che nel futuro apparirà come il deus ex machina della situazione. 

Eleanor Arroway è una giovane studiosa innamorata dello Spazio, molto tenace e certa che un giorno qualcuno da lassù si farà sentire. Sono anni quelli in cui una donna deve farsi  strada a fatica in un  America tradizionalmente maschilista, e Ellie mostra tutta la sua grinta e la sua determinazione scientifica. Ha perso il padre quando era piccola e la madre si era risposata con un uomo che lei detesta. Ha avuto le sue esperienze sentimentali e  amorose,  e ora ha un debole per Palmer Joss, un giovane teologo e  filosofo di fede cristiana che anche lui si è avvicinato al Progetto. Ma Ellie in fatto  di fede è scientista convinta,  e resta onestamente agnostica, preferendo la logica alla fede e al dogma. Non sa se esiste Dio ma non ne nega neppure  l’ esistenza, solo che ritiene che questa sia indimostrabile scientificamente. Sono le posizione proprie di Carl Sagan a cui in Eleanor ha prestato una parte di sé, l’ amore per lo Spazio e la sua complessità e il desiderio di incontrare altre Intelligenze che chiariscano la posizione dell’ uomo nell’ Universo. Sagan fu a lungo impegnato in prima persona  in questa ricerca e nell’ avventura della NASA su Marte e su Venere. 

Fra molte incertezze e dubbi, finalmente giunge sulla Terra il segnale sperato, captato dapprima dalla serie di telescopi radioastronomici del New Messico, nei pressi di Soccorro. Non ci sono dubbi, quelli che si stanno sentendo sono segnali intelligenti e presto si scopre che qualcuno sta mandando  quasi all’ infinito una serie di Numeri Primi. Il fatto scuote ed eccita l’ intero mondo scientifico ed astronomico, lo stesso accadrebbe se un giorno questo si rivelasse realtà. Ma naturalmente preoccupa subito la Difesa e la Sicurezza nazionale  che  manda in Messico un suo uomo della NSA, Michael Kitz, James Wood, che prende subito in mano la situazione. Ma le sorprese non sembrano finire  in questi giorni memorabili in cui l’ intero pianeta sta ricevendo lo stesso identico messaggio da una lontana stella. Perché si tratta di un messaggio e non di una casuale emissione naturale o no. Qualcuno sta inviando qualcosa di complesso da una distanza di 26 anni luce dal Sole e precisamente dalla Stella Vega, visibile ad occhio nudo come un puntino celeste bluastro, nella Costellazione del Cigno. 

Presto si riesce a re codificare in segnali  visivi i segnali elettromagnetici con opportuni programmi, e sotto gli occhi sbalorditi di tutti, e soprattutto  di Kitz, appare l’ immagine di Adolph Hitler impegnato nelle Olimpiadi di Berlino del 1936. Davvero scioccante per una Nazione che lo aveva definitivamente sconfitto non da molto! Presto si capisce che quelle immagini erano le prime che la Tv  americana mandava nello Spazio e che erano tornate indietro, forse riflesse o con qualche intento. Sembra una situazione anche alquanto umoristica! Che Zemeckis non dimentica  di marcare. Infatti presto si scopre che c’è dell’ altro in quei numeri primi mitragliati in continuazione da una emittente misteriosa a più di 25 anni luce dalla Terra. Ma gli esperti di decodificazione di messaggi e di criptografie elettroniche ancora non  riescono  a svelarne  il mistero. Ellie ora ha un bel da fare, deve girare per la Terra, per chiarire e parlare della cosa con i vari Stati. E soprattutto deve chiarire la cosa al Presidente degli Stati Uniti, o meglio alla presidentessa se Zemeckis si fosse attenuto al libro di Sagan che è un vero omaggio al gentil sesso, con un personaggio tutto donna e una Presidentessa alla Casa Bianca, ma Zemeckis ha voluto che fosse Bill  Clinton il Presidente. 

Eleanor deve contrastare  le macchinazioni di  Kitz, il capo della Sicurezza Nazionale, che vorrebbe prendere  in mano in assoluto Messaggio, sicuro che questo contiene  qualcosa di dannoso per  l’ America. 

Intanto si apre un dialogo interessante tra Ellie e il giovane Palmer Joss profondamente religioso e un dibattito su Dio e l’ Universo. Ci  sono altri personaggi nella storia di Sagan, come uno scienziato russo e altri scienziati in cui Sagan ha ritratto il suo entourage scientifico. Ma ci sono anche i fanatici che fuori condannano l’ operato degli Scienziati e soprattutto della dottoressa Arroway. Come  Billy Jo Rankin, cristiano fondamentalista e altri che  predicano la fine del Mondo se l’ uomo accetterà di dare credito al Messaggio. 

Il Presidente Clinton  appare in televisione ed annuncia che il mondo è entrato in contatto con una Civiltà Aliena. E il mondo comincia a reagire a questa epocale notizia ufficiale. Ma la storia si fa  più interessante quando Eleanor viene invitata dal multimiliardario ed eccentrico  Hadden , John Hurt, nella sua fantastica città virtuale, Hurt è un patito di tecnologie avanzate. Hurt dimostra ad Ellie che il Messaggio contiene un manuale per costruire una << macchina>>. E mette a disposizione il suo  enorme capitale,  le sue competenze e il suo potere,  per realizzarla. La notizia raggiunge la Casa Bianca, e poi il mondo. Sul pianeta si scatena una guerra tra chi vuole che la macchina venga costruita ed altri che invece pensano che la macchina altro non è che un inganno degli Alieni  per impadronirsi della Terra. 

Continua…….. 

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SETI in Fiction.2 

La storia di  un Contatto 

Un tributo a Carl Sagan 

   

Una presentazione del film Contact di Robert Zemeckis e del romanzo Contact di Carl Sagan 

di Salvo Gagliardo 

Il Messaggio è quindi un corposo  palinsesto di 60.000 pagine che contiene una infinita quantità di informazioni sulla macchina, in che cosa consiste e come si fa a costruirla. E la macchina serve a trasportare gli uomini nello Spazio. Qualcuno ci vuole lassopra. La questione passa sul tavolo del Presidente e su quello del suo Consigliere Scientifico. Drumlin è implicato in prima persona. Si tengono numerose Conferenze e si dibatte la questione, se è bene costruire questo veicolo o è meglio lasciar perdere e ignorare le offerte che vengono da Vega e dallo Spazio. Intanto per le strade d’ America e davanti alla Sede del Progetto si scatena un vero putiferio. Si accendono i dibattiti soprattutto su cosa vogliono realmente gli Alieni e se Dio è con loro oppure è un inganno contro l’ uomo e il suo pianeta. I radicali fondamentalisti gridano per le strade contro i malefici della Scienza che porterà la Terra ad essere distrutta. Ma Ellie non demorde, incontra più volte lo staff della Casa Bianca e cerca di convincere il Presidente che la macchina deve essere costruita. Intanto si fanno avanti altre Nazioni nel Progetto di costruzione, e questa viene  accuratamente pianificata, la Macchina deve rappresentare l ‘Uomo, quindi  la costruzione delle sue parti deve  essere affidata a diverse Nazioni che si fanno avanti. I dibattiti scientifici, morali e religiosi si fanno più serrati. Il feeling tra Palmer Ross e Ellie Arroway si fa più stretto man mano che la costruzione della macchina procede, Ma anche i loro contrasti sui  temi  religiosi e su Dio. Ellie è molto eccitata, torna a visitare la madre e spesso sogna il padre a cui voleva molto bene. Ma ci sono anche dei pericoli da parte di Gruppi dissidenti e fanatici che sempre più minacciano lo staff scientifico e Ellie. Infine si devono scegliere gli uomini che dovranno salire sul veicolo. Dopo una conferenza serrata e a porte chiuse, Ellie viene esclusa dal progetto, le sue convinzioni religiose, ossia il suo quasi ateismo, non sembrano in linea con quanto l’ uomo dovrebbe portare con sé verso  Vega, ossia il suo essere un homo religiosus, oltre che scientifico. A Ellie la sua esclusione non va più e si lamenta con Palmer Joss che le spiega perché le è stato preferito Drumlin, il consulente scientifico della Casa Bianca.  E infine la << Macchina  >> è pronta a Cape Canaveral! 

E’ momento del collaudo e Drumlin sale a bordo. Ma l’ atto kamikaze  di un fanatico fondamentalista che si fa esplodere danneggia irreparabilmente la macchina e uccide fra gli altri anche Drumlin. E’ un grave colpo per il  Progetto. Bisognerebbe attendere molto tempo prima che una nuova macchina sia disponibile. Ma improvvisamente si fa vivo il deus ex machina, ossia il misterioso e straricco Hadden, che invita Ellie in un luogo segreto e gli mostra la Macchina che lui stesso ha fatto costruire, una copia identica della prima e affida a Ellie il compito di guidarla verso Vega. Eleanor accetta, dopo averne parlato con Joss. E’ la grande occasione attesa fin dalla sua infanzia, il sogno che ha covato da bambina quando con il padre  guardava   di sera la volta stellata. E tutto è pronto assieme  all’ equipaggio. Secondo i programmi la strana navetta a forma di sfera e di ruota, o forse di  un esaedro,  vien avviata e Ellie si mantiene in contatto visivo ed audio con quelli che stanno fuori. Ma poi, tutto si fa strano e confuso. La macchina comincia  traballare, a scuotersi e tutto attorno le cose sembrano trasformarsi. La navetta forse sta  macinando all’ interno di una singolarità, milioni e milioni di parsec diretta verso non si sa ancora dove. Si vedono attraverso le pareti forse galassie e  stelle, o altro,  ma è tutto troppo confuso, e veloce come un sogno. Il riferimento qui a 2001 Odissea nello Spazio è chiaro. 

Continua…….. 

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SETI in Fiction.3 

La storia di  un Contatto 

Un tributo a Carl Sagan 

di Salvo Gagliardo 

   

 Una presentazione del film Contact di Robert Zemeckis e del romanzo Contact di Carl Sagan 

 Eleanor Arroway   viaggia così verso una meta ignota in uno spazio infinito e altrettanto  ignoto, dentro ad una Macchina costruita da un bizzarro miliardario e in un modo de tutto a lei sconosciuto. Le sembra di essere  Alice nel  Pese delle Meraviglie.  Ma si può anche pensare che semplicemente stia sognando, che il viaggio non sta avvenendo realmente  e che lei si trova semplicemente assopita e  in uno stato di incoscienza, in cui il suo inconscio e i suoi ricordi hanno la meglio sul lato  lucido e razionale che lei ha sempre particolarmente coltivato. Sono i sogni che aveva da bambina, quando  guardava a sera  le stelle sdraiata su una collina vicino casa ed  ad aveva accanto il padre.  Ma la Macchina continua la sua strana corsa dentro quei bizzarri corridoi di energia dove il tempo non è tempo e lo spazio non è spazio. Ma esistono  davvero quelli che gli amanti di fantascienza e persino gli astronomi chiamano wormhole, o stati di singolarità?   E’ quanto meno strano che il film di Zemeckis con   Ellie  e Jodie Foster, sia stato realizzato  mentre il uso vero autore, l’ astronomo americano Carl Sagan se ne stava andando, colpito da un cancro al  midollo spinale. Carl Sagan ed Eleanor Arroway, due creature che hanno dedicato le loro esistenze alla conoscenza delle Stelle e del Cosmo, che come  Sant’Agostino sono state quasi misticamente toccate  dal mistero della Creazione e quindi  diremmo di Dio, se Sagan non fosse stato dichiaratamente e apertamente  agnostico. Ma forse il nocciolo della storia della pellicola   sta  tutto qui, nel grande tema della Fede e  Scienza che Sagan alla fine della sua esistenza cerca di risolvere con un meraviglioso romanzo e poi con un film. Chi incontrerà Ellie, o cosa incontrerà? Chi ha costruito la Macchina e perché? Dove sta andando Ellie . Domande che presto avranno uno straccio di risposta, anche se non sarà una vera risposta, come vedremo! Tuto quindi si muove attorno a lei, le pareti sembrano vanificarsi in una energia luminosa e la macchina sembra precipitare in un abisso senza fondo di energia. Nessun  contatto con l’esterno  sembra più esistere. Poi tutto smette, si arresta, e quella strana astronave dalla forma di esaedro  che sembra disegnata dalla fantastica mano  di  M.C. Escher,  rallenta la sua corsa. Le stelle attorno ora sono più chiare meno sfumate dalla velocità, Ellie  le può osservare,sono le stesse  stelle che ha studiato  per tutta la vita, ma ora  sono ora vicine, vicinissime e dai molti colori. Ci sono pianeti attorno e materia stellare, universi in formazione. La Macchina sembra giunta alla fermata,  in uno Spazio porto o mega Stazione galattica.  Ellie  ne è certa, ci sono altre Macchine come la sua lì, lei le osserva  distintamente. E quella  è Vega, la stella bianca e molto luminosa circondata da un’ aureola bluastra, la stella che ha inviato  il Messaggio, ci sono attorno dei pianeti in formazione, e forse le sembra di scorgere  uno strano pianeta bitorzoluto, piena di antenne trasmittenti, forse è un corpo artificiale, da cui parte il messaggio diretto al Cosmo. Ma poi tuto ricomincia e la Macchina è di nuovo dentro quegli infiniti tunnel di energia e di non tempo e di non spazio, diretta dove? Verso il  Centro della Galassia dove una  Civiltà Stellare molto evoluta la sta  chiamando a sé. 

…….continua. 

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SETI in Fiction.4 

La storia di  un Contatto 

Un tributo a Carl Sagan 

di Salvo Gagliardo 

Una presentazione del libro Contact di Carl  Sagan e del film Contact di Robert Zemeckis. 

 Ellie Arroway è finalmente giunta a destinazione,  attraverso un fantastico tunnel scavato  nell’ Iperspazio che le ha fatto bruciare in breve tempo milioni e milioni o miliardi di parsec, le distanze infinite che separano la stella sole dal centro Galattico. Noi non sapremo mai se veramente ha fatto questo viaggio e forse neanche lei lo saprà mai con certezza e dovrà ricorrere stranamente alla fede e alla sua memoria. E’ precipitata dentro quell’ abisso di energia assieme ai suoi due compagni di viaggio, o semplicemente ha sognato tutto o si è immaginata  tutto? La parte più significativa della storia sta per arrivare, quella che corona l’ intera sua professione di astronoma e di scienziato. Sia Zemeckis che  Sagan si sono rifatti alle scene finali del  film di Kubrick, 2001 Odissea nello Spazio. Ora finalmente sarà di fronte alle Intelligenze non umane  e non terrestri  che hanno saputo costruire tutto quello e permettere a degli uomini di raggiungerli nelle profondità dell’ Universo. La dottoressa Arroway  ora potrà chiedergli tutto, tutto sulla vita nell’ Universo e forse su Dio. Quale sorpresa la sua quando uscita dall’ abitacolo si trova il sole cocente e la spiaggia meravigliosa ed assolata quasi dorata della Florida, di Pensacola,  dove lei andava da bambina a passare le estati con il padre! E il mare azzurro e terrestre sullo sfondo! E’ una sorpresa per tutti, e i suoi compagni subito si lanciano verso l’ acqua per un tuffo ristoratore. Ma evidentemente c’è qualcosa di strano in tutto questo, e quella evidentemente non è Pensacola! E allora? Forse Ellie ha paura, qualcosa sta per succedere in quella spiaggia assolata, e in qualche modo famigliare. Una figura  umana si sta avvicinando. Un uomo che via via che si avvicina lei riconosce trasalendo, è il padre che è morto da anni! E’ lui, il padre,  le parla come faceva lui! Con la sua voce. Ellie sente che c’è qualcosa di ingannevole sotto. Quello non è il padre! E presto saprà la verità, gli alieni di quella civiltà hanno fatto man bassa nella sua memoria e nei suoi sogni, e hanno ricreato per lei e per gli altri delle scene famigliari per non impaurirli o terrorizzarli. Loro sono  una civiltà molto antica e diffusa nella Galassia e hanno tecnologie molto evolute e sfruttano precedenti conoscenze acquisite da civiltà misteriosamente scomparse, come le Stazioni di cui si è servita la volta alle conoscenze e al sapere. L’ Alieno ha parole di simpatia verso la specie umana e ritiene che sia una bella specie ma che ha anche  dei difetti. E’ una specie in Evoluzione. Dice che  gli uomini sanno fare sogni meravigliosi, ma anche incubi mostruosi.   Ellie chiede altre cose ma l’ Alieno è evasivo e le dice che il tempo concesso a loro di stare  in quel posto è scaduto. Poi si allontana dopo avere salutato affettuosamente  Ellie come avrebbe fatto il padre. E i tre sono di nuovo dentro la Macchina che di nuovo precipita negli abissi di energia fino a ritrovarsi nella rampa di lancio  a Terra da cui è partita, se è mai partita!  Perché  Ellie ha la brutta sorpresa di apprendere da quelli della Base  che la Macchina  è sempre  rimasta lì e che non può avere viaggiato per sedici  ore,  come sostiene Ellie. Tutto  è stato un sogno? Un’allucinazione, o una fantasia? La risposta non verrà mai, ma la dottoressa Arroway sa che non lo è stato, sa che esistono altre civiltà molto evolute e pacifiche fra le stelle, e che noi uomini siamo destinati ad incontrarne alcune. Non ha risolto il problema di Dio e neanche l’ Alieno glielo ha risolto, ma lei e il pastore reverendo Joss Palmer sanno  che qualcosa esiste lassù, per  Joss quel  qualcosa è il mistero di Dio, e per la piccola Ellie è il mistero della Vita. Grazioso il finale perché, sebbene il caso delle dottoressa Arroway per la Casa Bianca e per la Sicurezza Nazionale è chiuso come viaggio non fatto, in realtà sembra che qualcosa dai calcoli  e dalle registrazioni testimoni che in realtà sono trascorse sedici ore in cui  non si sa che cosa sia veramente accaduto.  Mi scuso   se la presentazione del libro di Carl  Sagan  e del film di Zemeckis non è stata all’ altezza, ma ho fatto il possibile.   Grazie. Salvo Gagliardo. 

  

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Taccuini di Fantastika 

<<Pinocchio>>- Electronic Man Project 

Appunti di Jacob Rosen della  J.  Rosen & C di  Marte 

Quando il non umano si fa macchina 

By 

Salvo Gagliardo 

  

Jacob Rosen è un personaggio fantastico che mi sono inventato sotto la suggestione del bel libro di Philip K. Dick, The  Electric Android. Rosen è il padrone assoluto della più grande fabbrica di Androidi del Sistema Solare,la  Rosen & C di Marte,  e parlando  questa “nota”  di Intelligenza Artificiale, A.I., ho pensato di affidare a lui il compito di introdurre il tema. 

La letteratura fantastica sugli Androidi, Robot, Statue meccaniche o altro è abbastanza lunga e si spinge molto indietro nel tempo, già gli antichi Alessandrini costruivano automi e macchiane fantastiche che sembravano animarsi da sole, forse le costruivano  anche gli antichi  Egizi e forse anche i Cinesi, il Cinquecento e il Seicento ebbe una vera passione per simili marchingegni che figuravamo nelle corti  di Europa e che venivano attribuiti a Maghi  e ad Alchimisti. Giocattoli di questo tipo continuarono ad essere fabbricati  nel Settecento, ma fu Biagio Pascal il primo a creare una autentica macchina da calcolo nel XVII secolo,  e ad avviare il primo computer della storia dell’ uomo lungo la strada  della sua evoluzione tecnica.  Non sto qui a tediarvi, con la sua storia, e chi volesse  saperne di più, può cercare agevolmente    alle voci  Babbage , von Neumann,  Turing, IBM, o altro. Robot è un termine piuttosto recente creato da uno scrittore di teatro cecoslovacco agli inizi del XX secolo Karel Capek , Androide è ancora più recente, coniato  dagli science fiction writers e sottoposto a molteplici varietà e mutazioni, ma in genere si intende un uomo, ossia una creatura con aspetto umano, ma con circuiti integrati dentro, insomma, un computer umanoide! Oggi sono già in essere e li fabbricano in genere in Giappone, uno di questi  è ASIMO, un giocattolo dall’ acronimo che ricorda il più grande scrittore di Robot, Isaac Asimov, è  non più alto di 70 centimetri con braccia, gambe e testa capace di fare tutto ciò che un computer può fare con braccia, gambe e testa! Potrebbe essere la gioia dei bambini , in realtà sarà il nostro fedele compagno nel futuro che verrà. Oggi costa parecchio, ma domani lo si potrà acquistare  come oggi si acquista  una moto! Fabbricato anche dai Cinesi,  porterà  fuori a spasso il cane, o comprerà per noi riviste, giornali o sigarette, o accompagnerà a scuola i bambini ed aiuterà le vecchiette ad attraversare la strada,o guiderà la nostra auto e  tante altre cose ancora. E’ davvero sbalorditivo pensare come  nel futuro prossimo il computer regolerà  totalmente la nostra vita, e i nostri cervelli vi saranno interfacciati quasi indissolubilmente! E’ il vecchio sogno ribaltato  della macchina, quello di ricostruire l’ uomo a sua immagine e somiglianza?  Avvolte  mi chiedo con passione speculativa quanto delle Civiltà   che abitano assieme a noi la Galassia hanno iniziato un cammino verso il totale artificiale, verso la più totale manipolazione della natura! Fin  dove l’ Universo che ci circonda è naturale e fin dove  invece è artificiale? Domande  che solo oggi possiamo cominciare a farci,  pronti a qualsiasi sconvolgente risposta! Forse  un giorno riusciremo a fabbricare uomini sintetici, ossia androidi perfettamente umani anche nella pelle, creature per metà organiche e per l’altra sintetiche e computerizzate!  Come faremo a riconoscerli? E a riconoscerci? Con simili giocattoli nella testa i vecchi scrittori di fantascienza ci andavano a nozze! Ma forse quello che  ha posto il dito sulla  piaga, e  in profondità,  è stato il super paranoico scrittore di science fiction  Philip Dick, e chi ha visto la cult movie di Ridley Scott, Blade Runner sa di che parlo. In “Cacciatori di Androidi”,  Dick si chiedeva in cosa un androide potesse differire da un umano, il vecchio problema di Turing,  per essere eliminato senza rimorso.  E Dick che al  fondo era cristiano e gnostico, aveva risposto l’ “ Empatia”, l’ androide come lo schizofrenico ignora l’ Empatia ossia la capacità di soffrire per l’ altro, questa funzione gli è assente, è un vero e proprio   nazi replicante!  Ma questo è l’ aspetto etico del problema, ma pensate a cosa accadrà del vecchio uomo condannato all’estinzione dal nuovo uomo bionico,dall’ infomorfo  con innesti ed altro,e che alla fine della sua vita potrà trasferire le sue memorie in un’ altra creatura sintetica o in una rete che darà alla sua esistenza il sapore dell’ Immortalità? Una sfida alla Conoscenza, una sfida a Dio? Non lo so. Nel passato si è giocato molto sull’ ultima soglia da non superare e sulla collera divina, io penso che l’ uomo deve ancora apprendere parecchio e apprendere significa anche dolore e sofferenza, ma anche un avvicinamento maggiore al mistero entro cui siamo immersi dalla nascita alla morte. 

Un giorno avvenire quando l’ interazione macchina uomo sarà andata più avanti e più avanti sarà l’ intreccio tra  umano e artificiale, allora forse in qualche caffè o i qualche ristorante si verrà a sedere al nostro tavolo  uno di loro, un <<Andry>>, forse si chiamerà Alan Turing o John von Neumann, come chi lo ha messo al mondo, e noi faremo fatica a riconoscerlo, ma quando ne avremo consapevolezza, allora   capiremo  di avere di fronte  un essere freddo e senz’ anima, una macchina per calcolo, che ci parlerà forse cordialmente e cordialmente si intratterrà con noi, ma attenzione, perché a me  piace pensare che  quell’ essere è lì per capire la differenza tra lui e l’ umano, e forse per rubarci quell’ anima che non possiede e che Dio  ci ha donato.  Un saluto e Grazie.   

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Taccuini di Fantastika 

Chiesa e Vita Extraterrestre 

by
Salvo Gagliardo
 

L’ Esobiologia è una Scienza relativamente nuova, legata allo sviluppo dell’ Astronomia e dell’ Astronautica. Nasce negli Anni Cinquanta quando l’ America si chiese se mandare uomini sulla Luna avrebbe comportato un rischio biologico per la Terra. Da allora l’ esobiologia o astrobiologia ha continuato a progredire. C’è da notare che tutta l’ astronomia fino a queste date era stata solo fisica e non includeva uno studio dell’ Universo biologico chiaramente per mancanza di dati certi. Oggi l’ Esobiologia non riguarda soltanto la ricerca di vita organica nell’ Universo, ma anche la progettazione e la creazione di vita << artificiale>> adatta ai singoli pianeti e Sistemi. Ossia, un giorno sarà la scienza portante di ogni terraforming. L’ Esobiologia solleva quindi la questione di quanta vita ci sia nello Spazio, di come essa tenda ad affermarsi e ad evolversi, quanti e quali tipi di vita potremmo trovare nel Cosmo. Uno degli scienziati promotori di questa scienza è stato l’ astronomo americano Carl Sagan, oggi scomparso, e l’astronomo Frank Drake oggi numero uno del progetto SETI. Anche la vecchia Unione Sovietica è stata molto interessata al tema del Biocosmo. Per i nuovi astronomi sta diventando quasi una moda avere competenze anche in Esobiologia. Evidentemente si continua ancora a muoversi su piani speculari nell’ attesa di una conferma definitiva dell’ esistenza di vita oltre il pianeta Terra. Ma qualsiasi missione destinata a raggiungere gli altri pianeti e corpi celesti del Sistema Solare, include oggi di necessità una sezione esobiologica. Malgrado ci si muova ancora su livelli speculari, in realtà le conferma di una possibile vita oltre la Terra diventano sempre più certe e sempre meno improbabili. Oggi nessuno astronomo dubiterebbe di questa possibilità. Via via si vanno scoprendo presenze di elementi organici o che favorirebbero la vita dove le prime osservazioni l’ avevano esclusa, vedi Marte e persino la Luna, sto parlano dell’ acqua. Di certo avremo molte sorprese nel futuro prossimo venturo, man mano che l’ uomo andrà esplorando, dapprima il nostro Sistema Solare, e poi tutto il resto. C’è a questo proposito da aspettarsi l’ imprevedibile e lo strano, come aveva un giorno profetizzato lo scienziato inglese Haldane. Che la Chiesa oggi si vada sempre più interessando al problema mi sembra evidente. L’ interesse lo troviamo anche in fiction come 2001 Odissea nello Spazio, nel film- romanzo Contact e in Incontri Ravvicinati di Spielberg. La partita è troppo importante perché la Chiesa non vi partecipi, e la scoperta di Vita Cosmica sarebbe forse la più importate notizia degli ultimi due o trecento anni e forse di più, sarebbe insomma un altro passo avanti della Coscienza Umana, e non è cosa da poco, per non parlare di una possibile Vita Intelligente! La Chiesa non può quindi trovarsi assente a questo appuntamento epocale dell’ Umanità. Grazie. 

  

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Taccuini di FantastiKa 

Sussurri dallo Spazio 

Una chiamata da Dio 

di  Salvo Gagliardo 

  

<<Sussurri dallo Spazio>>, è così che ho titolato  una storia di cui ho per ora solo il soggetto e che vuole rifarsi a XFiles di Chris Carter e al vecchio Project Blue Book degli Anni Sessanta, con  qualche memoria  della suggestiva serie televisiva,The Twilight Zone , Ai Confini della Realtà. Da molti anni, il SETI opera dai  grandi Osservatori  della Terra per captare messaggi Intelligenti da altri pianeti e Sistemi Stellari, ma pochi forse sanno che l’ idea del SETI era già presente agli inizi del secolo XX e alla fine del secolo XIX. 

Alla fine dell’ Ottocento l’ astronomo e scienziato Percival Lowell ci donò un sogno, quello di fantastiche città aliene sul Pianeta Marte. Nel 1899, a Colorado Springs, Nikola  Tesla, <<The Electric Man>>, l’ uomo dei fulmini e dell’ elettricità, lo scienziato che avrebbe illuminato l’ intero pianeta, e avrebbe dato all’ uomo l’ elettricità libera,  mise il suo Laboratorio, degno di un nuovo Zeus Fulminante, al servizio per così dire dei Marziani, convinto che i nostri ipotetici vicini ci stessero comunicando le loro cose o  che stessero cercando un contatto. Tesla oggi è molto noto, e non sto qui a farne  un profilo biografico, a lui è dovuto il Sistema della Corrente alternata oggi usato ovunque. Modello di Scienziato Pazzo della fantascienza, uomo sicuramente  geniale e eccentrico per certi versi, uomo venuto dal Futuro e che sognò il futuro,convinse l’ America che lui sarebbe stato in grado di parlare con i Marziani. L’ ingegniere  serbocroato continuò a cercare un contatto fino agli ultimi anni della sua vita, ed è davvero l’ ironia della sorte che questo genio dell’ elettricità morisse povero e dimenticato in un albergo di New York! Molto ci sarebbe da raccontare sul pensiero spinto ai confini dell’ Universo e fra l’ energia di stelle e Galassie, di questo straordinario visitatore alieno del nostro pianeta, ma come molti viaggiatori dal Futuro, fu un uomo amato e odiato, e profondamente avversato, ma  alla sua morte i Signori della Terra gli resero omaggio, mentre l’ Intelligence degli Stati Uniti veniva in possesso dei suoi preziosismi taccuini ed appunti. Se oggi l’ ingegniere Tesla fosse ancora fra noi sarebbe di grande aiuto nella ricerca di << Tecnologie UFO>>, sempre che lo volesse! Sul suo cammino negli Anni Venti  si mette anche il nostro Guglielmo Marconi, convinto  che è possibile estendere fino a Marte il nostro ascolto, e sembra che tra il 1899 e gli anni Novecento di strani segnali le prime radio ne ricevessero parecchi. E veniamo al 21 agosto del 1924, data storica. Marte è vicino alla Terra, questa  finestra è l’ ideale per realizzare i sogni di Marconi e di Tesla. Gli Astronomi americani e d’ Europa sono eccitati. Il famoso messaggio marziano di cui tanto si parla, potrebbe arrivare, e forse potremmo anche fotografare le loro meravigliose città,  quelle  di  Percival Lowell. Se ne occupa l’ americano di Washington, Francis Jenkins,  un fantastico costruttore di macchine fantastiche. Il governo americano invita l’intero  pianeta a fare silenzio per favorire la cattura di segnali e immagini provenienti dal pianeta rosso. Tutto è pronto. E i segnali arrivano. Ne parla  entusiasta la Stampa  di tutto il mondo. Per la prima volta si cerca di trasformare i segnali elettromagnetici in immagini, si anticipa così  il SETI e la ricerca di Intelligenze Extraterrestri. Sembra che risultino allo sviluppo della pellicola dei Volti, della facce,  la fantarcheologia marziana è appena cominciata. E giungiamo  al 1928. L’ idea che qualcuno ci sta chiamando da qualche parte del Cosmo non è tramontata. Stavolta è il norvegese Carl Stormer a catturare degli strani segnali che si scoprono essere   stati  inviati dai Laboratori Philips di Eindhoven, Olanda. Qualcuno ci sta  rimandando indietro, forse manipolati e criptati, i nostri stessi  messaggi elettromagnetici? Si individua la fonte, la <<cosa>> dovrebbe trovarsi fra Terra e Luna! Siamo già in piena fantascienza, qualche decennio più tardi l’ astrofisico americano Carl Sagan immaginerà una trama simile per  il suo splendido romanzo avveniristico  Contact portato sugli schermi dal regista R. Zemeckis. La questione resta sepolta nelle sabbie del tempo, fin quando R.N. Bracewell della Stanford University non la ritira fuori e la ristudia. Bracewell è convinto che quei segnali di ritorno, manipolati, vogliono indicarci  una origine stellare individuata nella Costellazione di Bootes. L’ astronomo scozzese Duncan Lunan ne è sicuro, si tratta di Epsilon  Bootes, una stella doppia a 105 anni luce da Terra. E’ da qui che sarebbe partita la sonda aliena forse 13.000 anni fa. Nel settembre del 1971 presso l’ Osservatorio Astronomico di Byurkan, in Armenia si tiene il primo importante Congresso internazionale sulla Vita Extraterrestre e sulle Intelligenze Extraterrestri. Un meeting storico che vede radunati i migliori cervelli del pianeta, c’è Sagan, c’è Shklovsky, c’è Drake, Ambarzumian. Crick, Dyson e Ginzburg, un cocktail di Premi Nobel. Intanto viene lanciato il primo Seti della storia, il <<Progetto Ozma>>.  Oggi nella prima decade del XXI secolo sentiamo che qualcosa può accadere, che forse sta per accadere, qualcosa che può modificare per sempre la nostra idea dello Spazio e forse di noi stessi. Lo Spazio è davvero una Regione singolare in cui l’ impossibile può diventare possibile. Un saluto. Salvo Gagliardo. 

  

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